lunedì 21 dicembre 2009

Come eravamo (solo un anno fa)



No cari amici, non ci siamo sbagliati sulla data. Gli auguri li faremo presto, e giusti. Quella che vedete riprodotta è la cover della Newsletter FIV numero 40, che dopo un anno di pubblicazioni settimanali, con molte informazioni e link al sito, che hanno raggiunto oltre diecimila protagonisti del mondo della vela, a costo zero per la federazione, è stata "chiusa" dalla Nuova FIV. Una breve passeggiata per vedere come eravamo, appena dodici mesi fa. Il Natale non è forse il momento dei bilanci? Allora, cominciamo.

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Federazione Italiana Vela
Comunicazione Ufficio Stampa

Federvela.it NEWS – La Newsletter settimanale della vela italiana chiude l’anno con il numero 40

La Newsletter federvela.it NEWS pubblica il suo numero 40 in concomitanza con il passaggio dal 2008 al 2009. Un momento più che simbolico: con la vela che entra in un anno nuovo e ricco di aspettative; con la FIV rinnovatissima e pronta a un salto nel futuro; con le prime regate che già incombono; con calendari, programmi, idee e novità che faranno grande - ancora una volta e ancora di più - il movimento della vela italiana.

La Federazione Italiana Vela pubblica dal 21 gennaio la Newsletter settimanale “federvela.it NEWS”, inviata a tutti i dirigenti e gli organi federali, i 15 Comitati di Zona, i 650 Circoli velici affiliati, Giudici di Regata, Istruttori, Stazzatori, Associazioni di Classe, atleti, tecnici e tesserati registrati: una distribuzione di quasi 10.000 copie a tutti gli opinion leader dello sport della vela.

Federvela.it – NEWS propone ogni settimana il meglio delle news e del “Primo Piano”, le notizie, le immagini, le interviste, i risultati di regata e le novità dal Consiglio e dagli uffici federali, il “punto” del presidente FIV o di altri dirigenti, le iniziative di promozione della vela e altro, tratto dal website ufficiale www.federvela.it.

Per ricevere la Newsletter settimanale della vela italiana basta registrarsi nell’apposito spazio sulla home page del sito FIV (www.federvela.it) nel box NEWSLETTER.

Buon vento con l’informazione della FIV.
www.federvela.it


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Per leggere la Newsletter di fine anno 2008, dodici mesi fa, e scoprire come eravano, questo è il link: http://www.federvela.it/node/3243

Per vedere invece tutte le pubblicazioni emesse, fino alla cessazione decisa dai responsabili della Comunicazione della Nuova FIV, questo è il link: http://www.federvela.it/taxonomy/term/30

venerdì 18 dicembre 2009

A Melbourne, intanto



E’ nel vivo Sail Melbourne, nella ventosa baia di Port Phillip, primo evento del circuito ISAF World Cup 2010 per la vela olimpica. Il tour prevede sette eventi in Australia (Sail Melbourne), USA (Miami Rolex OCR 24-30 gennaio), Spagna (Palma 27 marzo-2 aprile), Francia (Hyeres 23-30 aprile), Olanda (Medemblik 26-30 maggio), Germania (Kiel 19-23 giugno) e Gran Bretagna (conclusione a Weymouth con la Sail For Gold 9-14 agosto, le stesse date delle Olimpiadi di Londra 2012).

L’edizione di esordio della World Cup ISAF, nel 2008-2009, ha coinvolto 2000 velisti da 65 nazioni. Nato per aumentare l’immagine, la visibilità e il valore agonistico della vela olimpica e dei suoi protagonisti (atleti, tecnici, organizzatori, sponsor e partner), il circuito ha avuto una lunga gestazione, ruotata intorno all’idea iniziale presentata all’ISAF da un delegato italiano, Riccardo Simoneschi, ha subito nel tempo varie modifiche e continua a suscitare attenzioni, commenti e a volte polemiche. Segno, comunque, che l’evento ha colpito nel segno ed è oggi un riferimento importante per il mondo della vela.

Dal punto di vista italiano ciò che pesa di più è la mancanza di una tappa del tour nel nostro paese. L’argomento è noto e di vecchia data, ma l’assenza di ogni intervento o candidature future non fa che rendere più evidenti l’impotenza e l’assenza di peso politico dell’Italia sulla materia. Per qualche anno, quindi, rassegniamoci a vedere la Coppa del Mondo ISAF delle classi olimpiche lontano da acque italiane.

La novità di quest’anno riguarda il sistema di punteggio, finalizzato a far vincere gli atleti migliori e non solo premiare la maggiore partecipazione a più tappe. Quest’anno il punteggio prenderà in considerazione solo 5 tappe sul totale di 7, con l’obbligatorietà che uno dei due scarti sia un evento tra quelli europei (la grande maggioranza). Andranno a punti soltanto gli atleti classificati ai primi 20 posti, con bonus di punteggi ai piazzamenti più alti.

A Melbourne, intanto, si regata da tre giorni col solito ventaccio australiano, Per pochini, però, e praticamente senza italiani. 12 Finn tutti AUS e NZL, con in testa l’australiano Patterson), 17 470M (in testa gli olimpionici Belcher-Page, coraggiosi e unici azzurri i giovani Michele Lecce con Adriano Nicola Pilgati, il timoniere è in Nazionale C, sono qui a spese loro e galleggiano al 13° posto: ma sarà sicuramente una esperienza utilissima), 8 470F (prime le kiwi Aleh-Powrie), 8 anche i 49er (primi i supercampioni del mondo Outteridge-Jensen), 43 i Laser (con l’USA Clayton Johnson al comando), 18 i Laser Radial F (prima l’americana non-ne-salto-una Paige Railey), 9 tavole RSX maschili (in testa Ong, di Singapore), e solo 6 le tavole RSX femminili (in fuga l’australiana Jessica Crisp). Per la cronaca, ci sono anche 30 Optimist a fare da sfondo alle classi olimpiche. Per essere la prima tappa della Coppa del Mondo, è moscia assai. Peccato, perchè (come mostrano le immagini del video - sotto - con le news della terza giornata, lo spettacolo non manca mai: anche per le classi paralimpiche).

giovedì 17 dicembre 2009

Tempus fugit

Va bene che il freddo pungente di questi giorni di mezzo inverno potrebbe aver ghiacciato gli ingranaggi, ma più che gelato il sito web della FIV (www.federvela.it) sembra imbalsamato. La copertina della home page è ferma al 2.12.2009 (yes, due dicembre, all'incirca quindici giorni orsono). Oltre due settimane con la stessa news in copertina? Bella, per carità, importante, sull'ultimo Consiglio Federale, con la nuova tessera FIV di Giugiaro-Besana, eccetera. Ma due settimane sono due settimane. Ne succedono di cose da copertina, nel mondo della vela, in due settimane. Non vi pare?

mercoledì 16 dicembre 2009

Centri Tecnici Federali: Campione del Garda e La Maddalena


Il Consiglio di Presidenza in programma domani a Genova, ultimo appuntamento istituzionale del 2009 (a proposito, il 14 dicembre è stato il compleanno dell'elezione di Carlo Croce alla presidenza FIV, auguri), ha in agenda il passaggio chiave della prima scelta dei Centri Tecnici Federali. Con qualche sorpresa in volata: si parla già di scambi di lettere ufficiali per due location, che saranno quindi ufficialmente i primi due CTF della Nuova FIV: 1) Campione del Garda, 2) La Maddalena.

Vediamo nel dettaglio le due sedi dove è andato a parare tutto il lavoro di indagine affidato con contratto al manager Aldo Tomasina (Bocconiano, consulente YCI, ex Unilever, Kraft, Prada Luna Rossa, Nautor Challenge, oggi a capo dei cantieri Toy Marine che costruiscono motoscafi trendy stile aragostiere USA), in attesa delle apposite future auspicabili o utopistiche comunicazioni FIV al proposito.

LA MADDALENA - E' la sorpresa della volata. Un Centro Federale sull'isola dell'isola c'era già stato: erano gli anni '80 e sul posto si allenava e si selezionava la squadra d'altura per l'Admiral's Cup. Poi anche qualche allenamento di classi olimpiche come la Star. Ma il motivo della straordinaria accelerazione che ha portato La Maddalena (obiettivamente bellissima ma altrettanto scomoda da raggiungere) a bruciare la concorrenza e diventare Centro Federale 2010, ha radici lontane. Dalla chiusura della base USA e dalla dismissione dell'Arsenale della Marina, La Maddalena da base militare si è vista obbligata a cambiare destinazione e ha ritrovato nel turismo la sua vocazione. Poi è arrivato il G8 (quello che poi si è fatto a L'Aquila) e con esso una serie stratosferica di lavori, riqualificazioni, ristrutturazioni. Progetti faraonici sui quali vi propongo il filmato di 7 minuti che compare sotto a questo blocco. Una meraviglia edilizia, un business colossale, una storia con risvolti in parte oscuri, e che prosegue con le gare d'appalto che spartiranno le varie anime dell'isola. Per quella nautica, è in corsa anche lo Yacht Club Costa Smeralda. I media locali sono sicuri anche di altri nomi: tecnici della struttura di missione, il braccio operativo del commissario del G8 Guido Bertolaso, stanno verificando le carte, ma è scontato che la gara per la gestione dell’ex arsenale, oggi trasformato in struttura ricettiva (hotel, centro congressi, porto turistico), la vincerà Mita resort, una srl controllata da Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, e da Andrea Donà dalle Rose, unico proprietario di Marzotto spa, gruppo leader nel tessile. G8 o meno, intanto al posto di un arsenale militare, contaminato da amianto e idrocarburi, oggi c'è uno yacht club con porto turistico per 700 barche, aree per conferenze, scuole di vela e un albergo di lusso progettati dall'architetto Stefano Boeri.
Rimasta senza G8 La Maddalena, pur se nel territorio la rabbia resta alta, guarda avanti. E Bertolaso, potente plenipotenziario dei lavori, ha trattato personalmente l'organizzazione sul posto della tappa italiana della Louis Vuitton Trophy, nel maggio del 2010, anche con il diretto coinvolgimento di Vincenzo Onorato (socio YCCS).
E' in questo quadro che è giunto a Tomasina il dossier per fare di La Maddalena un CTF. Detto fatto: questo angolo (conteso) di paradiso isserà presto la bandiera FIV. Naturalmente torneremo sui dettagli, e auguriamo lunga vita e intensa attività al Centro.



CAMPIONE DEL GARDA - Paesino-gioiello sulla Riviera dei Limoni, lungo la sponda bresciana a 20 minuti da Riva, era da anni in declino se non in rovina (molte case pericolanti), abbandonato da abitanti e turisti anche a causa dei difficili collegamenti. Finchè sono arrivati i nostri, sotto forma della Coopsette, gigante cooperativistico emiliano dell'edilizia (mezzo miliardo di euro di giro d'affari), leader in Italia nella riqualificazione di grandi aeree urbane ed industriali dismesse e nella valorizzazione di nuove aree. Il progetto di riconversione di Campione del Garda porta la firma di Boris Podrecca, star dell'architettura con cattedra a Stoccarda. Il faraonico progetto si è avvalso anche della collaborazione del Politecnico di Milano per l’impianto geotermico che assicura la climatizzazione all’intero borgo, e dell’Università degli Studi di Parma che ha eseguito gli studi e la verifica del comfort acustico.
Il responsabile del progetto è Amos Vacondio, dirigente della Coopsette e imprenditore da decenni nel settore, nonchè presidente della Fraglia Vela Riva e due volte candidato non eletto al Consiglio FIV. Il quale ha assicurato recentemente ai media locali sulle infrastrutture (storico problema di Campione): "Stiamo costruendo la strada alle spalle del borgo e del porto, e a breve la funivia che collegherà Campione con l'altopiano di Tremosine". Dunque Campione del Garda da villaggio operaio creato da Giacomo Feltrinelli si trasforma in villaggio vacanze, con ville e posti barca in vendita e hotel-resort sui quali sono già in corso trattative con quattro grandi catene alberghiere per la gestione in appalto. Il tutto "all'insegna del lusso e dell'esclusività" (6mila euro al mq).
Anche questo dossier ha esaminato il nostro manager Aldo Tomasina, aiutato molto dal gran lavoro dello stesso Vacondio che è stato spesso a Genova con carte e progetti. Anche qui è in arrivo la bandiera FIV. Naturalmente torneremo sui dettagli, e auguriamo lunga vita e intensa attività al Centro.

Vogliamo commentare? Due posti bellissimi che il mondo invidia all'Italia, due realizzazioni architettoniche strepitose che non sono costate nulla alla FIV, due aree di condizioni meteo favorevoli alla vela e tendenzialmente ventose, due lobby potenti alle spalle. Non potevano fallire. Ma restano anche i dubbi: due centri federali difficilissimi da raggiungere (traghetti, tunnel, funivie, strade tortuose) e distanti, due concept-location frutto di investimenti immobiliari la cui destinazione finale resta incerta, e in parte ancora da ultimare. E la morale elementare: tra le svariate possibilità, proposte da circoli velici anche gloriosi e storici, Zone e regioni più centrali e meglio collegate, strutture comunque a buon mercato e di pronta utilizzazione per le esigenze tecniche federali, tradizione di regate, scuola vela, impegno di dirigenti e quindi cultura della vela, alla fine hanno prevalso due soluzioni "di plastica", posticce, nuove, sfavillanti, meravigliose, esclusive. Ancora una volta, la Nuova FIV strizza l'occhio alla vela-vip e ai grandi club.

PS- Il Consiglio di Presidenza di domani, giovedi 17, ha anche altre cose interessanti all'ordine del giorno. Scommettiamo?

lunedì 14 dicembre 2009

A volte ritornano


Vela giovanile, piano under 16, classi diverse, vivaio per il futuro delle classi olimpiche, metodi di lavoro per le scuole di vela, movimento da far crescere. Pensate che siano argomenti nati ieri? O magari nel 2009, con la Nuova FIV? Siete fuori strada. E ve lo dimostro proponendovi il testo che segue, opportunamente depurato di certe parti per non farne identificare la data. Secondo voi è l’inizio di quest’anno? O forse siamo negli anni ‘80? O ancora prima, negli anni ‘70? Scopritelo anche voi. Alla fine c’è la soluzione. Per capire che la vela è fatta di corsi e ricorsi storici, che i valori del nostro sport e la voglia di migliorare sempre e guardare al futuro non sono riservati a qualcuno, ma sono parte del dna della Federvela.

“Il problema dei giovani era un argomento che la stampa, quotidiani sportivi e riviste specializzate, dibatteva pubblicando articoli di collaboratori e lettori. (...) La vela è più che uno sport, è qualcosa di più complesso, è uno sviluppo di concatenazione di tutte le forze fisiche, intellettuali e morali perché il pensiero ed il ragionamento hanno altrettanta importanza che ha la forza muscolare; la prontezza nelle decisioni, la rapidità di giudizio sono elementi indispensabili in moltissime circostanze (...).
La soluzione del problema dei giovani era nei programmi, anche se con iniziative isolate, di diversi circoli. (...) Alcuni Circoli molto lodevolmente hanno risposto con entusiasmo ai nostri incoraggiamenti e si sono dati da fare per chiamare a raccolta nuovi elementi e nuove forze. Non possiamo dire che sia stato fatto molto: ma una piccola spinta c'è stata, la macchina si è mossa, e noi speriamo che questo settore vada sempre più incrementandosi. (...) Di anno in anno il numero dei circoli che si occupavano del "vitale problema" dei giovani aumentava e veniva risolto con iniziative, con aiuti e sotto le forme più svariate. (...) Mancava un programma organico, una pianificazione nazionale che proponesse delle soluzioni a questo problema, affinché lo sport velico per i giovani non fosse una meta irraggiungibile. Per questo (...) ha sentito la necessità di studiare un coordinamento centrale onde poter orientare in fattiva concordia tutte le innumerevoli iniziative: ed è per questo che uno dei Membri del Consiglio (...) è stato incaricato di compiere un'accurata indagine presso i centri velici ove maggiore ferve l'attività giovanile, onde poter sottoporre al Consiglio (...) un piano armonico che la Federazione dovrà affrontare per aiutare queste iniziative e per essere presente con una assistenza e dei contributi tali da spingere anche quei Circoli tuttora assenti a prendere parte a questa opera che riteniamo indispensabile".
(...) Dopo aver fatto uno studio accurato chiedeva di essere affiancato da alcuni collaboratori, che (...) sceglieva fra coloro che da tempo si erano dedicati a questo problema, nasceva di fatto la Commissione Allievi. (...) Iniziava la programmazione suddivisa in due tempi: un piano, modesto, di immediata realizzazione e di limitata ambizione per (...) il poco tempo disponibile e un piano a lunga scadenza che veniva studiato e messo in atto (...), dando così il via ai (...).
"Sono lieto" - scrive (...) - "di dare oggi l'avvio, particolarmente laborioso in questa dura vigilia (...), al nostro piano studiato a favore dei giovani e dei Circoli affiliati che hanno maggiormente sentito l'importanza di questo fondamentale problema". I corsi per i giovani dovevano essere liberi per numero ed età dei partecipanti; tipo o tipi e numero di imbarcazioni adibite; metodi d'istruzione teorico-pratica e ordine delle istruzioni; durata. Entro il 31 luglio (...) avrebbe dovuto ricevere un rapporto esauriente sullo svolgimento del corso e l'elenco degli allievi nati dopo il 31 dicembre (...) giudicati idonei a sostenere, nelle sedi che saranno indicate (...), un esame di abilitazione secondo il seguente programma: nomenclatura delle imbarcazioni adottate nel corso; nodi principali e norme di manutenzione delle imbarcazioni; nozioni elementari sui venti e sulle andature; regole elementari di rotta e di regata; pratica di armamento, attrezzatura e manovra. Gli allievi ritenuti idonei ricevevano un brevetto (...) e uno speciale distintivo.
(...) Nonostante le previste difficoltà, alla luce dei risultati ottenuti si può concludere che l'iniziativa ha dato un confortante responso. (...) Tali risultati, con le innovazioni, le modifiche e gli emendamenti suggeriti dalle prime esperienze, saranno di valido contributo in avvenire all'organizzazione ed al coordinamento dell'attività giovanile, potenziata per quanto possibile e inquadrata armonicamente in un programma poliennale. [...]
(...) Barche. Tutti i Circoli, in maggiore o minore misura, lamentano la carenza di barche: in linea generale riteniamo utile - almeno in questo periodo iniziale del nostro lavoro - non aver imposto e non imporre un determinato tipo di barca.
(...) Conclusione. Possiamo senza incertezze affermare che l'attuazione (...) non è stata fine a sè stessa: i Circoli erano e sono, come lo era ed è il Consiglio (...), persuasi della indifferibile necessità di una "scuola di vela" i cui risultati, nel campo agonistico, potranno dare notevoli frutti in tempo non eccessivamente lungo. (...) Un vasto ed impegnativo compito si apre oggi davanti (...), un compito che potrà veramente rinnovare i quadri del nostro sport e portare nuove forze e nuovi rincalzi nelle varie classi di barche, olimpiche e non olimpiche. (...) Tale compito, è ovvio, richiederà un copioso dispendio di attività, da parte nostra e da parte dei Circoli, e si basa soprattutto sulla possibilità di poter contare sull'aiuto costante e generoso del C.O.N.I. Il problema dei giovani è, soprattutto, un problema di mezzi, e solamente il C.O.N.I. è in grado di risolverlo."


Piaciuto? So che probabilmente qualcuno ha già indovinato. Ma molti, la maggior parte di voi, sarà sorpreso di sapere che questo testo – che senza dubbio contiene alcune delle parole d’ordine del “fantascientifico” piano under 16 della Nuova FIV 2009-2012, ha la bellezza di 50 (cinquanta) anni! Si riferisce infatti alla nascita dei famosi Corsi Olimpia. Ma i corsi e ricorsi non finiscono qui: sapete come si chiamava il presidente che si diceva “lieto” dell’avvio laborioso del piano “a favore dei giovani”? Un certo Croce. Beppe Croce.


E cliccando qui trovate il link dove potrete leggere la versione integrale del testo, tratto dal Volume “70 Anni della Federazione Italiana Vela” di Franco Belloni – Capitolo XXXIV).

venerdì 11 dicembre 2009

Vincenzo guarderà il mare da Procida



Dal Reale Yacht Club Canottieri Savoia - "Si celebrano domani, sabato 12 dicembre, i funerali di Vincenzo Sannino, il velista tragicamente scomparso mentre era in mare giovedì 10 dicembre. La cerimonia funebre, officiata da don Giuseppe Carmelo, si terrà nella parrocchia di Santa Lucia a Mare. Subito dopo, la salma del ragazzo sarà imbarcata su un traghetto Caremar e  trasportata sull'isola di Procida, dove la famiglia ha chiesto che riposi. Ad accoglierla, ci saranno il sindaco Gerardo Lubrano Lavadera e il vicesindaco Luigi Muro, che del Circolo Savoia è socio e che si è adoperato per esaudire le richieste dei genitori del giovane velista e di Pippo Dalla Vecchia, il presidente del circolo napoletano. Muro ha immediatamente garantito che a Vincenzo sarà data sepoltura accanto alla cappella della sua famiglia. I familiari del ragazzo e i soci del Savoia accompagneranno Enzo in questo suo ultimo viaggio.
Al circolo di Santa Lucia sono giunti numerosissimi messaggi di cordoglio e di condivisione del dolore da tutta Italia. Tra questi, quello di Carlo Croce, presidente della Federazione Vela. La partecipazione al lutto dell'intero movimento velico e sportivo italiano, scossi da questa tragedia, è stata unanime. - RYCCS"


Domani dunque i funerali di Vincenzo Maria Sannino, il velista di 16 anni morto annegato durante un allenamento in 420 davanti al Castel dell’Ovo a Santa Lucia. Uno spiraglio di luce in questa tragedia: è stato accolto l’accorato appello del papà di Vincenzo Maria, Pasquale, che aveva chiesto: “Aiutatemi a fare in modo che mio figlio possa essere seppellito a Procida, davanti a quel mare che tanto amava e che ce l'ha portato via”.

Un club velico avvolto nel dolore. In mattinata, secondo quanto riportato dal website del “Mattino” di Napoli, l’atmosfera al glorioso Savoia è pesante: tavolini vuoti e silenzio. Sulla banchina soltanto due dipendenti intenti a pulire. All'interno il personale della reception e il presidente Pippo Dalla Vecchia. Occhi rossi, volto teso e provato per la tragedia che ha colpito la famiglia Sannino, il club, la vela. “Siamo tutti distrutti - dice Dalla Vecchia - È un dolore che ci porteremo a lungo perchè siamo una grande famiglia”. “Alla famiglia Sannino saremo vicini con tutte le nostre forze”. Il padre del giovane velista, come raccontato da Dalla Vecchia, “è stato qui a lungo ieri notte, qui vicino al gommone su cui è morto il figlio”. Un padre sconvolto che ha perso il suo unico figlio, un figlio a cui vuole dare una degna sepoltura. “Stamattina - informa Dalla Vecchia - il padre del ragazzo mi ha chiesto di aiutarlo per far seppellire il figlio in un bel posto e non nell'orribile cimitero di Poggioreale. Forse è possibile trovare un posto nel cimitero di Procida”. Anche il sindaco di Procida (Napoli) Gerardo Lubrano Lavadera ha confermato.

Dopo che il RYCC Savoia ha annullato la propria attività fino a domenica 13, anche il Comitato V Zona del presidente Gianni Pellizza, ha preso una decisione analoga, annullando il programma di regate, compresa la tappa del campionato invernale del golfo di Napoli. L’unica regata che si disputerà sarà quella organizzata a sostegno delle iniziative Telethon. Anche la FIV – con un intervento diretto della presidenza federale – si è fatta sentire come istituzione, e ha disposto che in occasione delle Regate in programma nel fine settimana del 12-13 dicembre nelle altre Zone, sia osservato un minuto di silenzio in memoria di Vincenzo Maria.

Intanto si continua a indagare sulle possibili cause dell’annegamento del giovane prodiere. Da più elementi sembra avvalorarsi l’ipotesi che Vincenzo Maria sia rimasto impigliato in qualche manovra dopo la scuffia. I Carabinieri stanno completando le indagini e la disgrazia prende così forma. E’ stato confermato che il giovane indossava regolarmente il giubotto salvagente, e anche questo particolare fa ritenere che per qualche impiglio non sia riuscito a riemergere. Una testimonianza importante resa ai militari – secondo quanto riporta “Il Mattino” - è quella del coetaneo di Vincenzo che era in barca con lui, al timone. Seppure sconvolto dalla perdita dell'amico, il giovane timoniere ha raccontato che forse una raffica improvvisa, durante una virata, ha creato le condizioni per il ribaltamento dello scafo. Nello stesso specchio di mare c'erano altri tre 420 in quel momento che si sono avvicinati. A bordo di uno, c'era l’Istruttore del circolo Savoia che organizza i corsi di vela. Ma anche lui ha potuto fare poco, se non chiamare immediatamente i soccorsi da terra. Medico sociale (presente in sede) e un operatore della Croce Rossa, che era casualmente ospite del club, hanno tentato disperatamente di rianimare Vincenzo Maria su un gommone.

Resta da capire come, dove, perché il povero Vincenzo Maria sia rimasto impigliato, intrappolato sott’acqua senza poter tornare a galla e respirare per lunghi e decisivi secondi. Dopo una scuffia – che può essere più o meno repentina – passano sempre alcuni secondi, nei quali l’equipaggio riprende posizione per rialzare la barca. Può capitare di restare sotto lo scafo rovesciato (nelle scuole vela si insegna la manovra anche per la tranquillità psicologica dei ragazzi, dimostrando loro che la riserva d’aria nel pozzetto consenta di riprendere fiato), ma solitamente dopo un po’ si torna a nuotare intorno alla barca, verso la deriva dopo aver portato la prua verso il vento. Chi osserva dall’esterno, segue questi istanti aspettandosi di veder comparire l’equipaggio, cosa che avviene sempre, normalmente. Nel caso di Vincenzo, sono questi i momenti decisivi. Quando dall’esterno hanno visto che non tornava a galla, è scattato l’allarme. E’ anche probabile che nel tentativo di liberarsi dall’incastro, Vincenzo abbia consumato più ossigeno e magari bevuto o respirato acqua.

Vincenzo Maria Sannino guarderà il mare dal Monte di Procida. Noi dovremo fare tesoro della sua tragedia, rarissima in uno sport sicuro come la vela, e rendere ancor più irrealizzabili in futuro incidenti simili.

giovedì 10 dicembre 2009

Vincenzo Maria Sannino (2.11.1993-9.12.2009)

La vela non è solo uno sport bellissimo ed emozionante, una disciplina in rapporto con la natura, una scelta di vita: la vela è anche uno degli sport più sicuri al mondo. Lo confermano le statistiche. La tragica morte di un giovane velista a Napoli, una delle città con la maggiore tradizione velica d’Italia, la città che ha ospitato le regate veliche della sola Olimpiade italiana (Roma 1960), è una di quelle fatalità che lasciano increduli. Morire durante la pratica dello sport più bello, a 16 anni, morire in mare durante un allenamento con una barchetta a vela, nel 2009, con le attrezzature e le tecnologie odierne, con l’organizzazione di un club storico come il Savoia, è un destino crudele, e un evento rarissimo. Purtroppo è anche un evento sul quale i media si gettano famelicamente, come sempre quando si incontrano le contraddizioni: il bello e il brutto, la tragedia e lo sport, la morte e la gioventù.

Il povero Vincenzo Maria Sannino (2.11.1993) era tesserato per il Canottieri Savoia, il club antico, il simbolo di Santa Lucia, lo sfidante di Coppa America. Era in allenamento con un 420. La barca ha scuffiato, evento questo si assai frequente e normale, anche nella sua gestione in sicurezza, e Vincenzo sembra sia rimasto per qualche motivo sotto la barca capovolta, impossibilitato a risalire in superficie. Su questo punto le versioni si contraddicono, e purtroppo siamo pieni di strafalcioni. Così abbiamo letto frasi come: “Per una causa non ancora chiarita una sartia (uno dei cavi che serve a sorreggere l'albero e a manovrare la vela) si è impigliata nelle caviglie del ragazzo che è così finito in acqua, facendo «scuffiare» (rovesciare) il leggerissimo scafo.” Oppure: “Durante l'allenamento è caduto in mare ed è annegato impigliato in una vela finita in acqua”. O ancora, il massimo: “la barca si è capovolta e il ragazzo è rimasto incagliato ed è annegato”.

Agenzie, primi flash da cronisti locali, news sui siti web di grandi quotidiani, riportati anche dai grandi (come corriere.it), servizi di piccole tv territoriali e news ripresa da qualche TG serale. La scarsa conoscenza della vela può spiegare parzialmente.

Quello che non si spiega, e che non si può accettare, è il modo in cui il sito web www.federvela.it, ovvero l’unico organo ufficiale della Federazione Italiana Vela, l’Ente per il quale il povero giovane atleta era tesserato e sotto la cui egida si svolgeva la sua attività di preparazione sportiva, ha ieri gestito la tragica notizia. 1) Sbagliando il nome della vittima (Francesco anziché Vincenzo); 2) riportando due delle tre frasi da qualche agenzia, contenenti delle impossibilità tecniche, tra cui quella del ragazzo rimasto “incagliato”; 3) sbagliando persino il nome del club, suo affiliato, definito “Real” come una squadra di calcio.

Di seguito la news completa così come è stata online su www.federvela.it dalle ore 20 circa del 9 dicembre, fino alle ore 11,15 circa di oggi 10 dicembre:

“CORDOGLIO IN FIV PER LA PERDITA DEL GIOVANE VELISTA A NAPOLI
09.12.09
Nel golfo di Napoli, il 16enne Francesco Maria Sannino è deceduto durante una lezione di vela. Sannino era un allievo del Circolo Canottieri Savoia.
Durante l'allenamento è caduto in mare ed è annegato impigliato in una vela finita in acqua. A bordo della barca a vela c’era anche un altro ragazzo.
Per cause ancora in fase di accertamento, la barca si è capovolta e il ragazzo è rimasto incagliato ed è annegato nonostante i soccorsi immediati prestati sia dall'istruttore che era in una barca vicina che dell'altro ragazzo a bordo insieme alla vittima.
La Federazione Italiana Vela è vicina alla famiglia e al Real Yacht Club Canottieri Savoia in questo tragico momento.”


Come detto, questa mattina è stata rimossa e sostituita da una ancora più scarna:

“CORDOGLIO IN FIV PER LA PERDITA DEL GIOVANE VELISTA A NAPOLI
09.12.09
Nel golfo di Napoli, durante un uscita in mare a bordo di una deriva classe 420, è deceduto il 16enne Vincenzo Maria Sannino.
La dinamica dei fatti e le cause del decesso sono in corso di accertamento da parte delle Autorità competenti.
La Federazione Italiana Vela è vicina alla famiglia in questo tragico momento.”


Anche se gli errori – veramente imperdonabili per una Federazione Sportiva Nazionale in relazione al proprio sport – sono stati corretti o cancellati, resta l’impatto della Comunicazione FIV sulla vicenda: insufficiente, deficitario, sciatto. La Federvela ha delle precise responsabilità, e chi si occupa di Comunicazione per lo sport della vela deve esserne cosciente, sempre. Se la Comunicazione FIV è insufficiente, deficitaria e sciatta sulla vela olimpica, sulla promozione giovanile, sul fronte interno nei confronti di tesserati e affiliati: questo è grave e avrà delle conseguenze. Ma se la stessa deficienza la Comunicazione FIV la evidenzia nell’affrontare accadimenti drammatici, come il tragico incidente di Napoli costato la vita a un giovane atleta, questo è molto più grave e le conseguenze potenziali assai maggiori. Riflessioni che giriamo al Coordinatore del Settore Promozione Immagine e COMUNICAZIONE, il Vicepresidente Vicario Glauco Valerio Briante.

In serata, intanto, il Reale Yacht Club Canottieri Savoia ha diffuso il seguente comunicato: "Il Circolo Savoia, duramente colpito dalla tragedia consumatasi ieri pomeriggio, 9 dicembre, con la scomparsa durante un allenamento in mare del proprio giovane atleta Vincenzo Maria Sannino, sospende in segno di lutto tutte le attività sportive e sociali in calendario sino al 13 dicembre 2009 incluso."

lunedì 7 dicembre 2009

Infatti siamo alla frutta



La Primazona, che è la Zona numero 1 e copre la Liguria, culla della vela in Italia e patria del 100% del top-management della Nuova FIV, esercita la sua leadership morale segnando la rotta. E così la brillante newsletter dell'amico Tonino Viretti apre oggi, evidentemente ispirata dai giorni di festa che fanno già pensare al Natale, lasciando la vela e dandosi alla cucina.

Non perdetevi la ricetta dei Pansoti, rigorosamente ligure anche nel dialetto, ma con efficaci e complete spiegazioni, e anzi datevi da fare ai fornelli e fateci sapere come è andata con gli ospiti. Per tutto il resto, se continua così, saremo presto alla frutta.

Le nozze con i fichi secchi

Magari è un progetto nato così. Magari è una scelta di understatement, o per la tutela dell'ambiente, chissà. Senza il minimo livello di comunicazione, siamo costretti a procedere a tentoni. Fattostà che nel bilancio preventivo che il Consiglio FIV ha approvato nell'ultima riunione del 27 novembre, è stata confermata la cifra globale di contributi ai Comitati di Zona: 480 mila euro. Stessa cifra del 2009 che sta per concludersi. Pagamento a rate: 30% a testa per i primi tre trimestri, e 10% all'ultimo trimestre del 2010.

Non è l'unica dieta, nel bilancio dimagrante che la Nuova FIV propone a se stessa per il secondo anno consecutivo: ve ne sono altre anche su settori nevralgici a cominciare dalla stessa preparazione olimpica. La squadra azzurra si prepara a Londra 2012 con un budget pari al 20% di quello della squadra inglese, all'ingrosso due milioni contro dieci. Hai voglia a scrivere Piani Strategici Generali, se le risorse non ci sono. O far crescere giovani interessanti senza prospettare loro rimborsi o premi.

Le Zone, in particolare, sono state indicate da tutte le parti come il nuovo centro motore del piano Under 16, specialmente da chi di questa riforma ha una visione esagerata da Grande Enciclica del secolo. I presidenti di Zona, tutte persone entusiaste e capaci di gettare il cuore oltre l'ostacolo, sono pronti a tutto: ma chiedere loro di rivoluzionare la vela del futuro con un gommone (per quanto dotato di motore e carrello) e i soliti 40 mila euro di budget annuale complessivo regionale, è perlomeno pretenzioso.

Ai primi di gennaio la Consulta si riunirà a Roma, con lo scopo proprio di avere un cospicuo aggiornamento sul piano Under 16, insieme ai responsabili tecnici e ai consiglieri federali che si occupano di organizzazione periferica. Ma al di là di tutte le chiacchiere, le tabelle e le filosofie, stavolta sarà il caso di spiegare nel dettaglio quante, dove e come sono le risorse che la FIV mette a disposizione. Per forza di cose, ben oltre i 40 mila euro del preventivo. Impossibile parlare di Multilateralità e Multiclasse, con un Minibilancio.

venerdì 4 dicembre 2009

Ciao Giorgio mi dispiace tanto perderti

L’ho saputo tardi, l’ho saputo tre giorni dopo. E’ morto Giorgio Casti. Il grande Giorgio, l’amico Giorgio. Il fondatore e direttore di Bolina, più che una rivista, un vero e proprio caso editoriale, una famiglia, una comunità. Giorgio è stato il leader buono di questa larghissima famiglia. Pacato e gentile, ma sempre netto nelle scelte, sia professionali che di vita. Giorgio è morto a 65 anni, troppo presto e strappato al suo mare dalla solita infame malattia, che però non è riuscita a impedirgli di restare fino all’ultimo sul ponte, in piedi, se stesso, faccia al vento.

Giorgio Casti l’ho incontrato la prima volta nel 1985 alla Fiera di Roma: lui aveva uno stand della rivista Bolina. Nuovissima, appena uscita col numero zero, formato piccolino (all’epoca c’era Bateaux in Francia, fatta così), disegni in copertina e anche dentro, tutta bianco e nero. Pochi metri più in là io ero – guarda le storie della vita – in un altro stand, quello della FIV, si proprio la Federazione Italiana Vela, pure nel 1985. Perché nel 1985 io facevo l’ufficio stampa del Comitato IV Zona della FIV, e quell’anno, quegli stessi mesi di Bolina, avevo anch’io registrato in tribunale una rivistina di vela: Fare Vela. Così ci siamo visti sul corridoio davanti al suo stand (anche all’epoca, in fiera lui restava tutto il tempo lì, seduto al suo stand, come al timone in oceano, fermo e rilassato, non sentiva il bisogno di andarsene in giro a saltabellare per il salone). Per qualche minuto, il destino di Bolina e di Fare Vela, appena nate, è stato sul punto di fondersi in una cosa sola. Chissà che rotte sarebbero state, Giorgio. Non se ne fece niente, le due riviste avevano (e hanno) orgoglio e lungavita nel dna.

Giorgio Casti era nato in Sardegna nel 1945 e poi milanese di adozione prima di trasferirsi a Roma, ha lavorato da giovanissimo e subito nell’editoria. Ha fatto il tipografo, l’impaginatore di quotidiani, libri, periodici, poi il grafico e redattore (dal Radiocorriere a La Repubblica e Il Giorno). Il mare era dentro di lui e alla prima occasione se n’è uscito fuori: ha iniziato sulle onde con un gozzo di legno, ma presto è arrivato il richiamo del vento. Prima una barchetta di sette metri, poi il passaggio al mitico Arpege, nove metri che teneva in Liguria nel periodo milanese, e quindi il Dufour 35. Crociere in lungo e in largo. Grandi viaggi e persino l’oceano, con barche di amici. Gli spazi del mare, quel pezzo di atmosfera speciale che c’è tra un’onda salata e una raffica di vento, tra la terra e il cielo, entrano definitivamente nella sua vita, al punto da spingerlo a fondare Bolina.

Bolina oggi è uguale a com’era ventiquattro anni fa.

Basta questo a dire che successo, che trionfo, sia stato questo giornale-comunità. Il capolavoro di Giorgio. Un miracolo del mare. Chiamatelo come volete, ma intanto togliamoci il cappello e inchiniamoci al maestro.
Io su Bolina ci ho scritto tanti articoli. Era bello vederci la mia firma su quel giornalino formato A5 bianco e nero di carta un po’ ruvidina, fra quei disegni al tratto che a volte ti facevano trasalire per la loro capacità di prendere dal cervello alla gola la tua passione per la vela. E’ stato per due tre anni, verso il 1995-1998, quando avevo lasciato la mia Fare Vela e iniziato i lunghi anni della comunicazione per la FIV. Ci vedevamo nella bella redazione a Piazza delle Coppelle, stavamo ore a parlare tra i libri, le idee andavano e venivano che era una bellezza, e io scrissi tante belle inchieste. Lui preciso, serio, puntuale. Una persona come poche. Poi finì ma l’appuntamento con Bolina è ogni mese. Grazie a te Giorgio.

Giorgio Casti andava poco alle conferenze stampa e ai vernissage. Non era tipo da pierre. Era un sardo, concreto, deciso. Sintetico. Modernissimo, per certi aspetti: senza fronzoli, che non fossero quelli del cuore. E così lui, il direttore di Bolina, una rivista-club, è diventato il consulente per la nautica del primo ministro Massimo D’Alema, e l’amicizia c’entra poco. Un governo di sinistra in quegli anni ha fatto tante cose in favore della nautica, magari anche grazie a Giorgio. Sempre lontanissimo da riflettori della ribalta.

E intanto, Giorgio, studiava la sua mossa più bella. Lo scacco matto di una vita.

Decide l’acquisto di una barca per la redazione. Dopo l’esperimento di un catamarano di 10 metri che fa il giro d’Italia e un portolano simpaticissimo, arriva Miranda V. Una barca gloriosa, ex scafo da regata disegno Doug Peterson in alluminio, un Impala 40, lungo 12 metri e mezzo. E per festeggiare i dieci anni di vita di Bolina, progetta un giro del mondo in barca a vela. In tanti progettiamo sogni: Gorgio lo realizza. Nel novembre del 1994 parte da Riva di Traiano, 80 km dalla redazione, con prua sulle Baleari. Farà diecimila miglia, fino a Tahiti, solo per la prima metà del viaggio. Un viaggio-vita, fatto di nuovi orizzonti, avventure, incontri, paesaggi, isole tropicali, lunghe navigazioni, esperienze di mare e di terra, sempre raccontate sulle pagine di Bolina e poi sul sito web. "Sono sempre di più le persone che abbandonano la routine per viaggiare in mare - dice Giorgio in una intervista a Repubblica - quando si mollano gli ormeggi il panorama si trasforma e, alla fine, si cambia anche dentro”. 1994-1997 Italia-Panama-Tuamotu. 1998 Polinesia, danni alla barca per un Tornado. 1999-2001 Polinesia-Nuova Zelanda. 2002 il ritorno in Italia.

Intorno a Bolina cresce una intensa attività editoriale che culmina con le pubblicazioni di Bernard Moitessier, uno dei miti storici della vela. Come Bernard, Giorgio deve fronteggiare un nemico subdolo più degli uomini e delle tempeste, che lo prende da dentro. Combatte, vince delle battaglie, resta al timone. Consegna Bolina nel 2005 ad Alberto, il figlio cresciuto intessuto degli stessi valori e degli stessi interessi: mare, grandi viaggi in oceano, lavoro editoriale. L’amore è anche continuità. Giorgio, resta a combattere, il suo timone contro l’onda malefica. Con onore, con pazienza, con la sua storia a tenergli compagnia, fino all’ultimo. Ciao Giorgio mi dispiace tanto perderti.

lunedì 30 novembre 2009

Il Consiglio FIV si scopre Hi-tech


(Nella foto il modello del notebook acquistato dalla FIV per tutti i consiglieri federali)

UN NOTEBOOK ACER A TUTTI I CONSIGLIERI - E LA QUOTA DEL TESSERAMENTO AUMENTA DA 20 A 25 EURO

Il Consiglio Federale n. 417 della FIV, ultimo per il 2009, si è svolto a Genova venerdi 27 novembre. E' iniziato con una sorta di regalo natalizio a tutti i consiglieri: ciascun partecipante ha trovato ad attenderlo un pc notebook Acer Aspire One, ultraportatile che da ora in poi sostituirà (finally) l'enorme mole di cartelle, fotocopie, appunti nei quali rischiava di annegare l'organo federale. Una bella iniziativa, dai costi contenuti (il modello costa sui 300 euro, ma il bundle ottenuto dalla FIV per averne acquistati una quarantina ha portato a un ulteriore sconto del 30%) e per di più prestissimo ammortizzati dal risparmio in carta, toner e fotocopiatrici. Una bella botta di modernità. I consiglieri col gadget adesso saranno almeno più felici: più avanti speriamo siano anche più impegnati, con una più estesa divisione di incarichi e responsabilità. Ma questo è un altro discorso. Benvenuti nell'era digitale.

Sulle ali dell'entusiasmo, il Consiglio prenatalizio ha approvato di slancio tutte le Normative 2010 (la loro pubblicazione è annunciata per il 1° gennaio), alcune a titolo definitivo, altre con qualche aggiornamento in corso d'opera. Sono dunque approvati i programmi delle attività giovanile, sportiva, della preparazione olimpica e dell'altomare. La Coppa Italia torna a chiamarsi Ranking List e nonostante i dubbi lascia intatte le regole di assegnazione del punteggio. Varati i singoli programmi delle varie classi olimpiche e delle relative squadre, sia per gli allenamenti che per le regate. Aspettiamo fiduciosi la loro pubblicazione. Figurone per la demo del nuovo software delle classificazioni dei velisti, che ha fatto annunciare anche il prossimo varo di un nuovo programma per le classifiche interfacciato con il tesseramento. Slancio hi-Tech anche per l'acquisto di un nuovo scanner per le stazze degli yacht d'altura.

Note più dolenti per il bilancio: approvata una modifica in corsa al consuntivo 2009, e visto girare per la prima volta il preventivo 2010, che assorbe la botta del -20% cautelativo richiesto dal CONI a tutte le federazioni. Dopo la storia mai chiarita del buco trovato a fine 2008, sarà un altro anno di cinghie tirate. Duro tirare avanti a preparare le Olimpiadi e i nuovi piani Under 16 con pochi euro nelle casse, ma ci si proverà.

Intanto, come prima manovra per aumentare le entrate, è stata ritoccata la quota tesseramento: nel 2010 la tessera FIV passa da 20 a 25 euro. Un aumento minimo (c'era chi sperava persino in un raddoppio) e un piccolo apporto di ossigeno. Si lavora per estrapolare dal contributo CONI una quota da destinare al progetto Under 16. Nell'attesa di un quadro più chiaro (e di cifre più tonde) dal Consiglio è arrivato il contentino di 1 gommone + motore e carrello per ciascuna Zona, da destinarsi espressamente alle operazioni del piano U16. Almeno un modo per dire: ci siamo.

I Centri Federali non sono rientrati in questo Consiglio, ma l'ultimo grido in materia arriva da Formia, dove è stato la scorsa settimana anche il responsabile federale Aldo Tomasina: qui c'è un centro CONI all'avanguardia, il Comune ha acquistato un'area per 800mila euro ed è pronto a concederla in comodato d'uso gratuito alla FIV per 20 anni, manca solo da ultimare una piccola base nautica leggera. Il CONI è pronto ad aprire la borsa perchè il Centri Tecnici sono considerati extra rispetto ai contributi standard alle federazioni. Oltre a Formia, in pole-position tra i papabili CTF emerge la stella di Campione del Garda, un progetto dietro al quale c'è Amos Vacondio, attuale presidente della Fraglia Vela Riva.

Non si è parlato di rinnovo dei vari contratti perchè sono quasi tutti in scadenza a marzo e quindi se ne riparlerà al primo Consiglio del 2010, mentre a dicembre quasi certamente si riunirà ancora una volta il Consiglio di Presidenza. Sempre più insistente la voce di un divorzio anticipato della liason FIV-Volkswagen (contratto in scadenza nel 2011, ma si va verso una separazione consensuale semi-indolore). E questo aumenta le quotazioni di BMW pronto a entrare nella famiglia federale.

Alle cinque del pomeriggio tutti a casa. Col notebook Acer Aspire One.

Inchiesta Under 16: Cosa dicono gli addetti ai lavori


(nella foto - www.capizzano.com - planatona della baby-vela sul futuro. E il futuro è nostro)

Un’inchiesta di quelle “vecchio stile”, quando i giornalisti viaggiavano, sentivamo, parlavano con la gente, in questo caso con la base, gli addetti ai lavori del vasto mondo della vela giovanile. Gente che passa la vita in “trincea” a promuovere lo sport, a raccogliere e costruire il futuro. Gente che non si può escludere da un passaggio di rinnovamento come quello lanciato dalla Nuova FIV. Come vedono il piano Under 16? Bene, per quel poco che ne sanno. Sono ottimisti, hanno il sale sulla pelle, esperienza da regalare. Sono migliori di quanto si creda. Noi li abbiamo sentiti (un campione molto rappresentativo in tutte le Zone), loro hanno risposto con entusiasmo e serietà. E da adesso, visto che qualunque piano sulla promozione e diffusione della cultura velica e della formazione dei futuri velisti non può prescindere da loro, sarà il caso che anche la FIV tenga conto dei messaggi che ci hanno inviato.

Di seguito il riassunto e le percentuali delle risposte alle domande della nostra intervista.

1) CONOSCENZA - Quasi tutti (70%) dichiarano di conoscere il piano FIV Under 16, più o meno approfonditamente: l’argomento è per tutti di grande interesse.

2) ITER DEL PROGETTO - Il piano andava condiviso di più con istruttori e allenatori prima della sua pubblicazione ufficiale? La maggioranza ritiene di Si: 60, contro il 40% dei No.

3) CHIAREZZA - Pensi il progetto sia esposto e presentato in modo chiaro e comprensibile nelle sue diverse sezioni? Il 70% dichiara il piano “sufficiente”, ma “in alcune parti non chiarissimo”. Per il 10% è “poco chiaro e di difficile comprensione”, e solo il 20% lo definisce “ben scritto e chiaro nei suoi contenuti”. Sulla chiarezza e la comunicazione interna, insomma, si può fare di più.

4) ANDAVA DAVVERO COSì MALE? - Nella Premessa si dice: “(…) Non sempre i bambini vengono avvicinati correttamente a tale disciplina”, e “Il metodo di lavoro della FIV sugli under 16, che ha concentrato gran parte delle energie sulla specializzazione precoce, non ha soddisfatto in pieno l’esigenze di formazione dei giovani nel nostro sport.” Abbiamo chiesto se davvero andava così male. La maggioranza (57,1%) ha risposto “in parte, qualche problema c’è ed è giusto cercare sempre di migliorarsi”; un altro 23% ha detto “Si, l’intero panorama della formazione dei giovani alla vela era da rifondare”; e solo il 19% ha detto “NO, e i risultati positivi degli ultimi anni lo dimostrano”.
Insomma, qualche problema si sente, è giusto cercare di migliorare gli aspetti più critici, individuati da molti non solo nei toni esasperati e specializzati dell’attuale attività agonistica, ma anche nella delicata fase di formazione degli Istruttori FIV. Alcune precisazioni nelle risposte, fuori dai dati statistici: “Spesso si mettono con i bambini istruttori alle prime armi e senza esperienza e sono questi che provocano i guai peggiori…”. Ci sembra comunque interessante l’osservazione di un Istruttore FIV che alla domanda, commenta, “Qualunque metodo di lavoro, soprattutto se in essere da numerosi anni, richiede una revisione ed è quindi soggetto a miglioramenti, non di meno uno stravolgimento dalle fondamenta ha il sapore della disfatta ed della incapacità di trovarne le cause…”.

5) E PRIMA? METODI E AGGIORNAMENTI FIV ANTECEDENTI IL PIANO - Come istruttore/allenatore federale quale metodo hai utilizzato sin d’ora? Hai mai partecipato ad un corso di aggiornamento FIV? Il 100% ha risposto: “SI, ho seguito la trafila di formazione federale, dal circolo alla Zona alla FIV e al CONI, compresi corsi di aggiornamento”; nessuno (0% spaccato) ha risposto di essersi preparato da solo. Tutti gli Istruttori FIV che hanno risposto al questionario, hanno una formazione federale, corsi di aggiornamento compresi. Nelle risposte personalizzate, è emersa qualche perplessità sulla qualità e quantità (pochi i corsi di aggiornamento e mancanza di una adeguata informazione dalle Zone agli Istruttori) della formazione stessa, definita spesso generica e, una volta conseguito il titolo di Istruttore, affidata alla pratica e alla volontà personale di migliorarsi. Alcune idee: "Le occasioni ci sono, a vari livelli, ma talvolta manca proprio l’informazione su come, dove e quando accedervi. Le attività un tempo a carico delle Zone sono via via diventate sempre meno organiche e ora si assiste più che altro ad iniziative personali di taluni dirigenti di Zona (…), ma non coordinate fra loro e non rientranti in una sistematica azione di informazione/formazione a favore degli operatori sportivi (non solo istruttori ma anche dirigenti)… “. Pochissimi invece gli addetti ai lavori che hanno indicato il metodo seguito sin d’ora: ne emerge un quadro di riferimento a programmi federali di massima condivisi.

6) IL PROGETTO E’ VINCOLANTE? - All’interno del Progetto le indicazioni vanno dal “si auspica” vengano seguite, altre “dovranno” essere seguite. Qual è la tua opinione a riguardo: il progetto deve essere seguito o dovrebbe dare indicazioni generali che poi ognuno applica e modella all’interno della propria realtà particolare? Risposte variegate ma una maggioranza decisa: per il 63,1% il piano “Pone solo suggerimenti: mi sembra importante che il progetto dia indicazioni generali, per poi adattarle alla realtà di Circolo; invece per il 15,8% il progetto “E’ vincolante e deve essere seguito ; Un buon 21,1& si divide in varie articolate risposte.
Una vasta maggioranza ritiene perciò che il Progetto debba fornire delle linee guida, per poi adattarle alle diverse realtà particolari, “Ogni circolo ha la sua realtà interna, possibilità e mezzi d’attuarlo, interamente o in parte. Certamente indicazioni come l’attività per fascie devono essere assolutamente rispettate…”.
Il 21,1% che ha risposto “Altro”, non si riconosce nelle due opzioni indicate e ritiene che il piano da una parte è e deve essere vincolante soprattutto riguardo gli indirizzi da seguire e la struttura organizzativa proposta (divisione in Raduni, attività zonali, interzonali e nazionali), ma non può fare a meno di considerare l’estrema eterogeneità delle realtà periferiche e quindi la necessità di un graduale adeguamento e aggiustamento del Progetto stesso. Fin troppo ovvio, no?

7) FORMAZIONE ZONALE E ATTIVITA’ AGONISTICA – L’attività di formazione (raduni) e quella agonistica si può riassumere come segue (le regate in azzurro nella scheda sono nazionali). Ma cosa cambia davvero, e quali le novità introdotte in concreto?
Le novità introdotte sono essenzialmente due, positive ma per ora entrambe teoriche: a) favorire la crescita del giovane velista senza eccessive forzature agonistiche e b) offrire l’occasione di conoscere e provare altre classi (multiclasse). Sono tra le assi portanti del piano, benché a loro volta tematiche antiche sul tappeto (non manca chi ricorda un piano giovanile dell’ex vicepresidente federale Stefano Modonesi, che conteneva elementi culturali molto simili): ma su questi punti sono molte le perplessità sul passaggio dalla teoria alla pratica (organizzazione e risorse economiche).
Si tratta di argomenti da tenere nel giusto conto, ecco alcune riflessioni dalle risposte: “(…) Resta da vedere come si effettueranno i raduni per indirizzare i cambi di classe in assenza di Centri Federali dove siano raccolte più barche di diverse classi da far provare ai soggetti in fase di passaggio.”, “(…) I raduni cambio classe non sono una novità, ma negli anni sparirono per le difficoltà, organizzative ed economiche, nel reperire imbarcazioni da far provare a tutti e nel trovare i periodi giusti ove effettuarli”.
Emerge anche da molte risposte che, di fatto, per molti l’attività concreta non cambia: “(…) Il programma della classe Optimist non è cambiato, sono cambiati solo i contributi federali”, e anzi l’attività di gioco sport e raduni è stata già oggetto dei programmi federali negli anni passati, “(…) I raduni del Giocosport furono introdotti addirittura nel 1994, dal Consigliere federale Lory Samarelli allora responsabile giovanile, sia a livello nazionale che zonale, e portati avanti per circa 5 o 6 anni, poi sfumarono (…) L’attività rivolta alla Primavela esiste da sempre con vari raduni interzonali (ben 5). (…) Anche i raduni cambio classe non sono una vera novità… L’unica novità è l’attività multiclasse, mai affrontata prima. Ma per la quale le Zone necessitano di materiali e tecnici qualificati con un adeguato budget…”
Particolarmente interessante, poi, la domanda di un Istruttore FIV, riguardo i raduni multiclasse dove i giovani atleti partecipano con la propria barca. Magari in FIV qualcuno ha già la risposta: “Se i convocati portano la loro barca (ad esempio, un Optimist), come si potra’ poi portare avanti il concetto di multiclasse considerando che la barca e’ personale e probabilmente esistono problemi assicurativi e di altro genere legati a un eventuale prestito della stessa?”

8) RADUNI INSOSTITUIBILI - Ritieni il sistema dei raduni un utile strumento di allenamento e formazione? Il 100% ha risposto Si.
Tutti concordi nel valutare positivamente il sistema dei raduni quale strumento essenziale di confronto e quindi di crescita, sia per i tecnici e gli istruttori coinvolti sia per i giovani velisti, “(…) L’esperienza fuori casa con un gruppo diverso è sempre molto formativa per i ragazzi.”, “(…) I raduni per eccellenza sono sempre stati un utile mezzo di confronto e verifica, chiaramente deve essere condotti da tecnici di esperienza e di spessore che sappiano fare leva sulle giuste motivazioni del singolo individuo.”, “… strumento utile e formativo sotto più punti di vista, sia quale interscambio tecnico tra gli atleti che come momento aggregativi, che ha permesso a generazioni di atleti di condividere esperienze non solo sportive, ma anche personali..”

9) TECNICI E RADUNI - L’attuazione del piano prevede una serie di raduni organizzati e coordinati da tecnici nazionali e zonali. Gli Istruttori che svolgeranno i raduni saranno nominati dalla Zona. Qual è l’opinione in merito? Maggioranza positiva: il 71,4% dice “E’ giusto che le Zone controllino di più l’attività che passa attraverso di loro”; solo il 14,3% è negativo perché “le Zone al momento non hanno sviluppato le competenze”; E un altro 14,3% si divide.
Sul governo delle Zone in materia, quindi, maggioranza compatta, ed è importante. Le perplessità espresse riguardano semmai i criteri di valutazione e quindi la scelta dei tecnici che andranno ad operare in concreto, e non mancano i suggerimenti: “(…) E’ importante individuare all’interno della Zona gli istruttori (allenatori) che sappiano trasmettere le giuste informazioni ai ragazzi.”, e qualcuno pone l’indice sul rischio di una “politicizzazione” del sistema: “(…) Le zone secondo me, non sono organizzate sino a questo punto, mancano di competenze e visione per programmare ed applicare un progetto di questa portata ed importanza, inoltre l’eccessiva politicizzazione di cui spesso sono vittime mi lasciano piuttosto perplesso…”

10) MULTILATERALITA’ E MULTICLASSE: FAVORITI I CIRCOLI PIU’ GRANDI E RICCHI? - Tutto il piano si basa sui concetti di Multilateralità e Multiclasse. L’applicazione ottimale del Multiclasse richiede al Circolo un bel parco mezzi da mettere a disposizione dei suoi allievi: singoli, doppi, tavole, barca collettiva sempre indicata nel Progetto nella 555FIV. Abbiamo chiesto agli addetti ai lavori della vela, se tale requisito essenziale possa tendenzialmente penalizzare i circoli velici piccoli e medi, che pur svolgendo attività di scuola vela e allenamento con passione e professionalità non hanno una grande disponibilità di mezzi, e favorire i club più blasonati, dotati di maggiori mezzi. Una maggioranza relativa del 40% ha risposto: “SI, penalizza i piccoli circoli a favore dei grandi”; ma il restante 60% si è diviso in due linee: per il 35% la condizione per evitare sperequazioni è che “Si aiutino i piccoli a crescere”, e il 25% risponde “NO, aiuta tutti, i grandi a migliorare e i piccoli a svilupparsi”.
Opinioni diverse e percentuali vicine, l’opinione prevalente indica l’atteggiamento positivo dei nostri maestri, i quali sperano che tutti potranno avvantaggiarsi da un lavoro ben svolto. La FIV dovrebbe fare tesoro di questo patrimonio tecnico e umano, e di questa propensione alla fiducia: coinvolgere di più e sempre la base.

11) E’ GIUSTO IMPORRE AGLI ISTRUTTORI E AI CIRCOLI UN PIANO DETTAGLIATO? - Il Progetto entra nello specifico di programmi, esercizi, schede di valutazione e percorsi (vedi attività minisport: “Il percorso utilizzabile per l’attività di “Minisport-vela” è indicativamente il seguente. NB: non possono essere utilizzati altri tipi di percorso con caratteristiche analoghe”). Ritieni sia giusto imporre un programma così minuziosamente dettagliato? Clamoroso pareggio: il 50% ritiene che il piano dovrebbe fornire solo linee guida senza entrare così minuziosamente nei dettagli, l’altro 50% pensa che i protocolli debbano essere dettagliati e gli stessi per tutti.
Qualche spiegazione per il NO: “(…) Abbiamo delle linee guida, sta a ciascuno di noi fare del proprio meglio adattando il programma alle necessità degli allievi e del circolo.”, “(…) Ognuno lavora per i suoi allievi cercando di fornirgli il massimo possibile in competenza e costanza non c’è bisogno di essere così restrittivi.”, “Il progetto deve lasciare aperte le possibilita’ di interagire e di aggiungere elementi costruttivi in funzione delle varia esperienza maturate sul campo…”, “(…) Il progetto deve essere seguito, ma allo stesso tempo applicato e modellato a seconda delle necessità particolari…”, “Il progetto deve essere visto come un opportunità di miglioramento, una possibile linea da seguire. E’ un buon programma che è bene prendere in considerazione e sviluppare, ma non può essere imposto, perché ogni circolo ha la sua realtà e le sue possibilità, così come ogni istruttore ha le sue conoscenze personali ed esperienza sul campo…”.
Ed ecco le ragioni del SI: “Comprendo l’esigenza di essere molto puntuali in questa fase di avvio del progetto, sarebbe deleterio che ognuno lo interpretasse a modo suo quindi le basi vanno ben indicate ed esposte, so che una commissione di tecnici si muoverà tra le zone per accertarsi che il programma sia ben compreso ed applicato.”, “Partendo da un imposizione dettagliata probabilmente si otterrà qualcosa di accettabile mentre se si parte con una struttura molto semplice si corre il rischio che essa venga sottovalutata…”, “Non può non essere noto che l'uniformità di principi metodologici su tutto il territorio debba ancora essere fortemente condizionata dal centro. Questo anche perché gli stessi metodi di lavoro non potrebbero essere confrontabili fra loro se non esistessero dei protocolli di attuazione comuni per tutti.”

12) COSA MANCA AL PROGETTO? – Abbiamo approfittato per chiedere ai nostri maestri, In base alle loro esperienze e idee, cosa manca ancora al piano, e cosa essi avrebbero inserito.
Per molti è prematuro indicare cosa manca al piano, già fin troppo ricco e ambizioso: “Non aggiungerei nulla, far decollare un progetto del genere è già abbastanza complesso. Solo dopo una vera sperimentazione sul campo si potrà aggiungere, togliere o correggere…”. Ma una grande maggioranza si pone il dubbio - e in questo il piano FIV non da indicazioni - sulle effettive risorse disponibili, di materiali ed economiche, per realizzarlo sul campo: “Mancano una serie di aspetti guida che disciplinano le risorse come e dove trovarle, una chiara indicazione su come ottimizzare le risorse siano essi mezzi che strutture.”, “(…) al progetto manca Il dettaglio delle coperture finanziarie per la sua realizzazione, sarebbe stato assai utile presentare un dettaglio dei sostegni che la FIV dovrà dare alla periferia…”
Molti infine pongono l’accento sull’esigenza formazione qualitativamente superiore a quella attuale sia degli istruttori e allenatori FIV sia dei dirigenti di Circolo che operano nel settore giovanile, “Offrirei la possibilità di frequentare corsi sul riconoscimento dei talenti, lo sviluppo della motivazione e sulla didattica. La triste realtà è che abbiamo pochi tecnici validi, molti provengono dalla vela come ex atleti e molti non sanno insegnare. Come si dice nelle arti marziali: “Non è detto che un buon atleta sarà un buon maestro, ma sicuramente un bravo maestro sarà stato un bravo atleta…”, “(…) Manca la formazione dei tecnici che saranno presenti a livello operativo nel progetto . Ed esempio, si potrebbero introdurre dei corsi per gli staff zonali…”.

CONCLUSIONI
Così l’esercito dei maestri della nostra vela, quelli che combattono in prima linea e ai quali è stato spedito il plico con i nuovi ordini dei comandanti in capo. Li trovate così terribili, così arretrati, oppure così critici verso il palazzo, o magari tradizionalisti, in difesa di rendite di posizione? Niente di tutto questo: il popolo che insegna la vela a 30.000 giovani ogni anno nelle scuole vela federali è forte, positivo, disponibile, voglioso di crescere e far crescere tutta la vela. E’ una massa critica con la quale la Nuova FIV deve interagire di più, a cominciare dalla comunicazione interna.
Quanto al piano Under 16: questa mini-inchiesta rivela che esso avrebbe facilmente potuto essere migliore, più completo e lucido, se ci fosse stata da subito questa interazione con la base degli addetti ai lavori, invece di procedere a luci spente e poi paracadutare il testo finale sia al Consiglio che alle Zone. Come già detto: non è troppo tardi, ma per recuperare tutti alla causa serve un cambio di atteggiamento. Chi chiama alla rivoluzione culturale deve essere il primo a mettersi a disposizione.
Circa le risorse: tutti sanno benissimo che il problema chiave del piano Under 16 è la mancanza di soldi. E’ giusto partire con quello che si ha e cercare di crescere strada facendo, ma come potranno mai arrivare le risorse al grande progetto della vela giovanile? Solo attraverso maggiori entrate: da tesseramento, da iscritti alle scuole, da partner pubblici e privati, da sponsor. E come si può accendere un volano del genere? Senza comunicazione non si va da nessuna parte: il progetto FIV dovrebbe diventare un leit-motiv della promozione dell’immagine stessa della FIV e della Vela sui media, nelle scuole (potenziando ancora Velascuola), lungo le coste, nei porti, sui giornali e sulle televisioni. Una volta il presidente Croce disse che la FIV doveva passare da prodotti B a prodotti A, da proporre agli sponsor. Questo progetto a quale categoria appartiene: A o B?

(Inchiesta a cura di Angela Rodi)

sabato 28 novembre 2009

Alessandra Sensini: Olimpiadi con Giovanni Malagò



E' una FIV d'alta quota, d'alta società, d'alto bordo. In un tiepido sabato di fine novembre con lunch sotto al Castello Odescalchi di Santa Marinella, è stata presentata la nuova avventura velica del rampollo romano Giovanni Malagò. Uno che non ha bisogno di presentazioni, che quindi omettiamo. Uno che nello sport, come nel resto delle cose che tocca, è abituato a vincere. Il Circolo Canottieri Aniene - una mezza istituzione lungo le sponde del Tevere dalla parti di Ponte Milvio, non lontano dai palazzi del potere sportivo (che difatti lui frequenta spesso, e col solito successo), e a dispetto degli allagamenti per qualche piena - entra nella vela, aprendo una sede a mare proprio a Santa Marinella, dove farà anche scuola vela Optimist (per la multilateralità vedremo).

Ma il coup de théâtre del giorno è l'annuncio del vicepresidente federale Alessandra Sensini: farà la corsa alle Olimpiadi con i colori gialloazzurri dell'Aniene, alla corte di Giovannone Malagò. Vista la storia di medaglie vinte da quest'ultimo, è una bella notizia. Per lo Yacht Club Italiano (il circolo per il quale super-Alessandra è tesserata), chissà. Ma in fondo è la stessa pasta. Da un alto bordo all'altro, la vela della Nuova FIV si sta yachtclubitalianizzando. O no?

Comunque: benvenuto a Malagò nella vela, e buon lavoro ad Alessandra. Vi seguiremo.

giovedì 26 novembre 2009

Riflettori sul Consiglio Federale



Potrebbe essere l'ultimo Consiglio Federale del 2009, o forse più probabilmente il penultimo viste le scadenze amministrative che si accavallano. Ma è sicuramente un appuntamento importante, come sempre nelle fasi di passaggio da un anno all'altro e da una stagione all'altra. Sarà un altro Consiglio "veloce": un solo giorno - venerdi 27 - e tanti argomenti che scivoleranno via rapidi e indolore. L'ordine del giorno è in evoluzione fino all'ultimo, e le documentazioni dei consiglieri sono condivise in un'apposita area riservata sul sito web. Proviamo a descrivere quello che vediamo accendendo i riflettori, e aspettando che la trasparenza diventi la normalità, anzichè restare un'utopia (dopo essere stata una voce del programma elettorale).

DELIBERE D'URGENZA DEL PRESIDENTE - Dovevano restare cosa rara, e invece sono divenute una prassi assai utilizzata, inevitabile vista l'organizzazione scheletrica che si è voluto dare alla struttura federale. Un po' come i Decreti Legge del Governo.

Da ciascun Settore ci saranno le relazioni del coordinatore e le relative delibere. Alcuni passaggi sono importanti e delicati.

SETTORE AMMINISTRAZIONE E ATTIVITÀ PERIFERICA - Il passaggio forse più importante e decisivo, quello che riguarda il Bilancio: prevista una variazione di bilancio 2009 e un preventivo 2010. E' un documento chiave per capire le scelte e le politiche della Federazione: un po' come la Finanziaria del Governo. Quanti soldi ci sono, e come vengono spesi. Il Parlamento discute a lungo la Finanziaria, spesso con molti emendamenti. Quanto e come discuterà il Bilancio FIV il prossimo Consiglio? E quanto di tutto ciò verrà trasparentemente comunicato alla base?

SETTORE PROMOZIONE, IMMAGINE E COMUNICAZIONE - Visti gli straordinari risultati sotto gli occhi di tutti, visto che è il Settore che meglio di tutti ha fatto vedere la marcia in più della Nuova FIV, vista l'overdose - in quantità e qualità - di comunicazione, di visibilità, di iniziative, di promozione dei nostri personaggi, l'uso intensivo e la continua creazione di strumenti per la comunicazione interna ed esterna, c'è da aspettarsi una relazione legittimamente entusiastica del coordinatore, la cui competenza specifica ha trovato puntuale conferma, e di conseguenza il rinnovo dei vari contratti (ufficio stampa), accordi (co-produzione) e chi più ne ha più ne metta. Squadra che vince non si tocca.

SETTORE ATTIVITÀ AGONISTICA E SQUADRE FEDERALI - La preparazione olimpica passa anche attraverso la ratifica del nuovo staff di tecnici nazionali, oltre che sui dettagli del programma messo nero su bianco dai DT Luca De Pedrini e Paolo Ghione. Varate le squadre (quelle A, B e C delle classi olimpiche sono sul sito federale) sulla base di calcoli aritmetici come vuole il nuovo corso, il CF si appresta a deliberare il programma della preparazione olimpica 2010. Programma rigido, va da sè, prendere-o-lasciare, sia pure con qualche concessione, necessaria (due sicure: alle medaglie di Pechino (Qingdao) 2008, Alessandra Sensini e Diego Romero, quest'ultimo si allenerà tutto l'inverno in America) e con qualche situazione da tenere d'occhio, che riguarda equipaggi non proprio da buttare via, in 470 maschile e Star, oltre alla necessità di creare da zero il match race femminile. Il materiale umano di vertice non manca, gli equivoci neanche. Quello che manca di certo sono i soldi: a fronte del contributo CONI per la preparazione olimpica di circa 1.3 milioni di euro, il programma dei DT ha un budget di 2.4 milioni. Un quarto di quello previsto dallo squadrone inglese GBR: 10 milioni circa.

SETTORE PROGRAMMAZIONE ATTIVITÀ SPORTIVA NAZIONALE - Un aneddoto. Ogni anno, alla presentazione del calendario regate, molti consiglieri in rappresentanza delle varie Zone intervenivano per perorare i propri circoli, le proprie località, le proprie date, in una normale dialettica geografica. Quest'anno, nessuna voce si è alzata. Altro brillante esempio di entusiasmo, coinvolgimento, condivisione.

SETTORE QUADRI TECNICI - Il processo di selezione e scelta dei nuovi tecnici nazionali - con i suoi chiaroscuri - è stato solo una parte del lavoro del Settore. Aria di novità sul fronte Giudici di Regata. Ci torneremo in dettaglio.

SETTORE ATTIVITÀ VELICHE SPECIALI - Qui ci sono l'Altomare (del quale abbiamo parlato diffusamente in precedenti post) e il Match Race, ma potrebbero (e dovrebbero) presto rientrare anche alcuni temi di un certo peso (e il ruolo che intorno ad essi può rivestire la FIV): la vela paralimpica e le iniziative della vela solidale in genere, la vela oceanica, i grandi eventi dalla Louis Vuitton alla Coppa America...

FORZA RAGAZZI - Dice chi lo frequenta che è un Consiglio con poco entusiasmo. Come potrebbe essere altrimenti, quando la metà dei consiglieri dopo un anno dall'insediamento è senza incarico? Lo smantellamento dei Gruppi di Lavoro ha prodotto anche questo: una bella fetta del Consiglio che è praticamente disoccupata. Al contrario, c'è chi ha accumulato fin troppi incarichi. Si può ancora rimediare, ma serve un cambio di rotta deciso. Altrimenti - senza neanche dirlo - si sta già attuando uno degli obiettivi elettorali della nuova dirigenza: arrivare a un Consiglio di 6-7 persone, rappresentanti altrettante macro-aree che raggruppano più Zone.

Se la corrente elettrica regge i nostri riflettori, vi racconteremo per bene l'andamento del Consiglio. Al presidente e a tutti i partecipanti buon lavoro.

mercoledì 25 novembre 2009

Attivismo Altomare


(Intanto gustatevi l'essenza della vela d'altura, in questo video di 9 minuti: spettacolari immagini dall'elicottero riprese al Mondiale ORC 2009 di Brindisi, in una giornata con vento a 20 nodi)

E’ uno dei segmenti dell’attività federale più fertili e in perenne movimento, quello della vela d’altura, della quale è responsabile il consigliere di presidenza Fabrizio Gagliardi (coordinatore del Settore Attività Speciali, ancora tutto da sviluppare, e le idee non mancano). Al prossimo imminente Consiglio Federale verrà proposta in approvazione la Normativa Altomare 2010, che presenta numerose novità (molte delle quali anticipate già da questo blog). Ricordiamo le principali: 1) il sistema di Classificazione che è stato stabilizzato, reso più certo e aggiornato con l’aggiunta di regate e classi precedentemente fuori sistema, come Olimpiadi, Coppa America e Monotipi, e che sarà gestito da un nuovo specifico software veloce e trasparente (che Gagliardi stesso presenterà al Consiglio a Genova). 2) Il campionato nazionale Offshore che sarà basato su un circuito di regate d’altomare (long distance) e assegnerà un titolo a fine stagione. 3) Il potenziamento dell’attività Minialtura, affiancando al campionato Italiano anche un circuito con tappe di area in Tirreno, Adriatico e Ionio (si parla di Roma, Palermo e Brindisi), nonché una Coppa Italia Minialtura.

Le novità 2010 dell’Orc International
Anche l’UVAI contribuisce all’attivismo sul tema Altomare. L’associazione ha spiegato agli armatori le modifiche al VPP 2010 decise dall’Orc (Offshore Racing Congress) a Busan, studiate e proposte dal suo Comitato Tecnico Internazionale. Il prossimo ORCi World Championship si svolgerà in Germania, a Flensburg, mentre l’European ORCi Championship sarà organizzato in Italia, in Sardegna.

Come cambia il VPP
Alessandro Nazareth, Chairman dell’ITC, ha presentato i risultati dei test sulle modifiche che perfezionano il VPP ORC per il prossimo anno. Ecco il sommario delle principali novità, voce per voce.

Modello idrodinamico - Grazie al lavoro coordinato da parecchi anni da Axel Mohnhaupt, è stata elaborata una nuova formula per la lunghezza “immersa”, che premia gli scafi con poppe troncate.

Modello aerodinamico - Il nuovo modello presentato l'anno scorso è stato affinato rielaborando la sequenza e l'accoppiamento delle variabili “reef” e “flat”. Questa modifica ha effetti minori sulla flotta, ma migliora le polari soprattutto nella zona di transizione tra genoa e spi.

Doppio timone - Il trattamento del doppio timone è stato completato e si è giunti ad una valutazione corretta del Vpp, che prende in considerazione la distanza del timone dalla linea centrale e il suo angolo dalla verticale, affinché si possa calcolare la parte del timone che emerge in navigazione di bolina. I dati del timone sono riportati alla fine del file Off.

Regulation per le sistemazioni interne - Il regolamento per la divisione Regata è stato rimosso e tutte le barche che non corrispondono ai criteri della classe Crociera potranno appartenere a quella Racer, ora ribattezzata Performance. Il testo e i requisiti per appartenere alla Cruising Division sono stati invece drasticamente semplificati e adesso tutti i concetti di base sono riassunti in due pagine che definiscono standard di ammissibilità comprensibili a tutti. La tabella dei requisiti minimi è stata sostituita da semplici formule lineari. Anche gli stazzatori avranno vita più facile.

Zavorre mobili - Il momento di raddrizzamento per le zavorre mobili (Moveable Ballast) è stato rivisto per restituire un Vpp più consono alle imbarcazioni che ne fanno uso.

Abbuono per età - Manterrà lo stesso incremento annuale, ma avrà un valore massimo ridotto da 1.3 per cento a 1 per cento circa, mantenendo lo stesso incremento annuale attuale, ma fino ad un massimo di 15 anni. Questa proposta di modifica è stata presentata dalla Fiv e dall'Argentina.

File OFFset 3D dello scafo forniti dai Designer - Saranno accettati ed elaborati dall'Ufficio rating dell'Orc per rilasciare anche certificati Orc International, a condizione che i punti di riferimento del bordo libero siano identificati sullo scafo reale, e che vengano controllate un certo numero di misurazione sulla barca per accertarsi che la rappresentazione fornita dal progettista corrisponda alla barca in questione. La procedura per convalidare questi file di offset sarà preparata dall'Orc e sperimentata nel corso dell'anno.

Albero in carbonio-definizione peso - Gli alberi di carbonio fin da quando sono stati ammessi dovevano essere sempre pesati, in quanto presumibilmente più leggeri di quelli di alluminio, la cui pesa è invece facoltativa e ha un valore “standard” nel caso non venga fatta. Lo stesso concetto è stato ora esteso anche agli alberi di carbonio, che avranno un loro peso “standard” calcolato, ovviamente inferiore a quello di alluminio. E’ stato anche stabilito un peso base per il sartiame in fibra (Pbo, Carbonio).

Spl/Tps - La lunghezza del tangone (o del bompresso) era stata quasi liberalizzata lo scorso anno, ora invece è stata studiata una funzione per la quale la lunghezza del tangone o del bompresso influenza la velocità della barca in poppa dal momento che aumenta l’efficienza dello spi, che risente meno della vicinanza della randa. Questo effetto aumenterà all’aumentare del rapporto Spl/Smg o Tps/Amg.

Elementi pesanti (Heavy Items) - Saranno eliminati dal certificato e il loro effetto ignorato ad eccezione della sola ancora (e catena) posta sulla prua dell’imbarcazione.

Avvolgifiocco - L'uso del rollafiocco avrà lo stesso trattamento usato ora in Orc Club, esteso anche all’Orc International. Quindi chi lo utilizzerà (essendo vincolato a una sola vela di prua, a parte quelle da tempesta) in ORCi avrà un vantaggio rispetto al passato.

Manovre Assistite - I winch elettrici (o idraulici) saranno permessi anche per le barche al di sotto di 20 m, con una penalità dello 0.5 per cento applicato a tutte le andature. Questa penalità verrà relazionata al peso dell'equipaggio, diminuendo al diminuire del peso dichiarato e consentendo pertanto anche ad equipaggi ridotti, ma “assistiti”, di regatare.

Area Randa - Pur mantenendo lo stesso metodo di misurazione e di calcolo dell'area delle rande, il Vpp ricalcolerà internamente una superficie equivalente a quella reale legata all'allunamento.

Prove in Vasca - Nel progetto di ricerca per il prossimo anno è prevista la costruzione di 3 nuovi modelli da provare alla vasca di Delft. Lex Keuning della Delft TU ha rinnovato l'offerta di eseguire gratuitamente le prove per l’Orc, che invece si assumerà il costo della costruzione dei modelli.

domenica 22 novembre 2009

Azzurra è tornata


GLI EREDI DELLA BELLA AVVENTURA DEL 1983 VINCONO A NIZZA IL LOUIS VUITTON TROPHY: 2-0 A EMIRATES TEAM NEW ZEALAND IN FINALE

(Guardate le due immagini: in alto la schermata del Virtual Eye sull'arrivo vittorioso di Azzurra nella seconda finale di oggi, trasmessa in diretta su internet. E sotto una delle rare immagini aeree di quella Azzurra mitica del 1983, I-4, il 12 metri S.I. che conquistò la semifinale a Newport e arrivò terza tra gli sfindanti)

Domenica di festa per la vela italiana: a Nizza il team Azzurra dello Yacht Club Costa Smeralda ha battuto 2-0 in finale Emirates Team New Zealand e ha vinto il Louis Vuitton Trophy Nice Cote D'Azur. Francesco Bruni al timone e Tommaso Chieffi alla tattica hanno compiuto due capolavori nelle regate odierne, vinte per 26" e 17" secondi rispettivamente. Match race d'altri tempi, vento leggero e instabile, manovre, ritmi ed emozioni da coppamerica, con un nome che più italiano non si può, che alla fine chiude davanti a tutti. Una bella storia.

Azzurra è tornata. Una buonissima notizia per la vela italiana: quel nome (diventato un brand) ha portato l’Italia in semifinale all’esordio in Coppa America nel 1983 a Newport. E’ un nome che funziona, che attira fortune e simpatie: l’ha dimostrato in questi giorni d’autunno, conquistando a Nizza la prima tappa del Louis Vuitton Trophy, la cui somiglianza con la cugina blasonata Coppa America va ben oltre il glamour, le dirette tv e il virtual-eye su internet. Per capirlo, basta pensare che tra gli 8 team iscritti ci sono BMW Oracle, l’attuale sfidante unico di Alinghi per la prossima Coppa, con Russell Coutts, gli inglesi di Team Origin, col timoniere-mostro Ben Ainslie, e Team New Zealand, erede della tradizione kiwi, ultimi avversari di Alinghi (a Auckland nel 2003 e Valencia nel 2007) con Dean Barker. Senza considerare che le barche usate sono Coppamerica 2007, semplificate e rese quasi monotipo per prestazioni, ma pur sempre bestie di 23 metri per 24 tonnellate di delicato sandwich di carbonio, per le quali servono i migliori equipaggi. Insomma la Louis Vuitton vista a Nizza non è solo la messa in scena di uno sponsor, o il capolavoro di Bruno Troublè per dimostrare al mondo che la vela può vivere anche senza America’s Cup: è in realtà un enorme warm-up in attesa della prossima “vera” Coppa America, quella che tornerà se stessa (si spera) dopo l’interminabile purgatorio della litigiosa coppia Ernesto Bertarelli-Larry Ellison.

(Francesco Bruni)

La vittoria di Azzurra è dunque un risultato”vero” e pesante. L’idea giusta è di Riccardo Bonadeo, commodoro dello Yacht Club Costa Smeralda e tra i padri della prima Azzurra. Punto di forza il sailing team, affidato a uno dei migliori armatori italiani degli ultimi anni, Giovanni Maspero, e al suo gruppo vincente Joe Fly: il timoniere Francesco Bruni (unico velista italiano ad aver disputato tre olimpiadi in tre classi diverse: Laser, 49er e Star, ed ex riserva di lusso di Torben Grael nelle ultime due sfide di Luna Rossa) finalmente responsabilizzato mostra al mondo un talento maturo. In prospettiva può diventare un grandissimo. L’equipaggio è di ferro: dal tattico Tommaso Chieffi, all’ex Luna Rossa Tom Burnham (USA, unico straniero a bordo, ma ha spostato la milanese Alessandra Ghezzi), agli inossidabili Stefano Rizzi e Massimo Galli, al prodiere-fenomeno Matteo Auguadro, agli esperti Gabriele Bruni (il fratello di Francesco che sale sull’albero a cercare il vento), Cristian Griggio e Dede De Luca, per finire con i fuochi d’artificio a terra: il coach Gabrio Zandonà (ex mondiale e due Olimpiadi col 470) e la team manager Alessandra Sensini (velista mondiale del 2008 per il suo leggendario record di 4 medaglie olimpiche femminili nella vela).



Ieri nella semifinale-spareggio contro la corazzata britannica Team Origin (un gruppo che non fa mistero di puntare a vincere l’America’s Cup), Azzurra ha trovato risorse tecniche, fisiche e mentali. Dall’1-0 di giovedì, ha saputo reagire al pareggio (con doppia penalità e tanti errori), e poi Bruni-Chieffi (5 Olimpiadi e due titoli mondiali di classi olimpiche) hanno dato una lezione indimenticabile a Ainslie-Percy (6 medaglie olimpiche e un numero enorme di titoli mondiali di classi olimpiche). Italia batte Gran Bretagna alla partenza (Checco voleva la sinistra e l’ottiene), in manovra (i nostri meglio a ogni incrocio nella prima bolina) e nella tattica (vantaggio aumentato a ogni boa). Gli “azzurri” si sono poi gustati lo spareggio vinto dai kiwi contro i sorprendenti russi di Synergy (Karol Jablonsky). E così oggi a Nizza la parata Louis Vuitton si è chiusa con una passerella strepitosa di glorie passate presenti e future: Azzurra contro Emirates Team New Zealand. E ha vinto la barca che si chiama come la costa.

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