giovedì 4 giugno 2009

2. I Vice Presidenti, il Consiglio di Presidenza, la Segreteria Generale e l’organizzazione uffici



Come il Presidente, anche i suoi due Vice sono tesserati per Circoli della I Zona. Una unilateralità che si realizza per la prima volta nella storia FIV. Non a caso, nel primo Consiglio dell’anno sull’argomento si è espresso in prima persona il Presidente Onorario, nella sua funzione consultiva, con una lettera (sistema mai utilizzato in precedenza) nella quale si ricordava la prassi consolidata per la nomina dei Vice Presidenti. Che ha sempre tenuto conto di tre parametri: 1) il risultato elettorale; 2) la distribuzione geografica in differenti Zone; 3) la mancanza di rapporti economici legati all’attività sportiva dell’eletto. Almeno due su tre sono stati disattesi: il Vice vicario è stato tra i meno votati all’Assemblea; entrambi sono (col Presidente) della stessa Zona. Sul terzo non mi pronuncio.

Glauco Briante: da ex componente (dimissionario) della Commissione Carte Federali, a capo della campagna elettorale più strepitosa della storia FIV, a vicario del Presidente. Di strada ne ha fatta, il giovane avvocato. I suoi 200 giorni sono di vertigini, da zero a tutta la FIV in mano, è spesso al 16° piano di Corte Lambruschini a firmare carte e fare le veci del Segretario Generale. Per estrazione è più burocrate che manager, meglio all’opera su una Normativa che alle prese con un’idea (di altri, of course), e in aggiunta (parlo per esperienza) ha un caratterino spigoloso e vendicativo, che lo ha spesso indotto a errori. Bene come sostituto-segretario generale, ma totalmente assente come responsabile del suo settore (Promozione Immagine e Comunicazione), che dopo essere stato smantellato col machete è rimasto praticamente fermo, nonostante i fuochi d’artificio dei contratti al nuovo Ufficio Comunicazione (la ISM di Milano, che fa capo a Paolo Martinoni e Nicola Maggio, già ufficio stampa di Luna Rossa) e l’”accordo” di co-produzione con Sailing Revolution che sta già procurando grattacapi di vario genere. Ovvio trovarlo tra i fautori della rivoluzione sulla vela giovanile: secondo i maligni, più che per convinzione personale (difetta di background sull’argomento), per qualche interesse nel favorire alcune nuove classi, come RSFeva e O’pen Bic.

La frenata più brusca riguarda l’iniziativa Velascuola, che fa parte della “Promozione” e dopo due anni di decollo verticale, protocolli che avevano accreditato la FIV e la Vela ai vertici di tre Ministeri, pianificazioni, produzioni di materiale didattico (libri e CD), centinaia di azioni e quasi diecimila studenti coinvolti nel primo anno, è stata abbandonata a se stessa, alla buona volontà dei singoli, praticamente un ritorno al passato. Proprio Briante, che con “Capitani Coraggiosi” dello YC Città di Genova fu tra i pionieri del rapporto tra vela e mondo scolastico, oggi da vicepresidentevicario uccide la splendida creatura federale nella culla. (Forse su questo terreno occorrerà tornare, al di fuori del check-up dei 200 giorni).

In compenso, ha manifestato da subito un interesse vagamente pruriginoso sui temi medici e sul doping, scatenando il buon Mauro Favro (per lunghi anni, da medico federale, autentico braccio destro di Gaibisso nei viaggi in mezzo mondo) su una campagna antidoping esagerata rispetto ai numeri reali che il problema sviluppa nella vela, utile solo a mettersi in mostra con il CONI. Altro tema caro, come del resto al Presidente Croce, è quello dell’accesso alla vela per i disabili, culminato con la firma di un protocollo che di fatto assegna l’attività Paralimpica alla FIV: ora si troverà anche un tecnico per gli atleti delle Paralimpiadi, che in prospettiva, dal 2016, correranno nelle stesse giornate delle Olimpiadi. Nobili propositi e attività, non c’è che dire: ma un po’ poco per uno che, agli amici intimi, non fa mistero di puntare diritto alla presidenza, quale successore di Carlo Croce.

Nei prossimi 6 mesi, però, il suo vicariato sarà osservato speciale: è da lui infatti che Croce si aspetta (“entro la fine dell’anno”) la bozza di riforma dello Statuto e del sistema elettorale, che lascerà intendere finalmente dove vogliono portare la FIV, documento che dovrà poi arrivare (si spera non paracadutato il giorno stesso) all’Assemblea federale biennale per l’esame e il voto dei Circoli Affiliati.



Alessandra Sensini N.G. (non giudicabile): si è vista troppo poco, impegnata tra regate, team management di coppamerica e campagna elettorale europea (per la quale, va sottolineato, ha tra i suoi più attivi sponsor Sergio Gaibisso). Ma una fuoriclasse si aspetta, sempre e comunque.

Il Consiglio di Presidenza
N.G. (non giudicabile): Dovrebbe essere il vero governo federale, è stato riunito una sola volta in 7 mesi, a Bari a metà maggio. Si dice che questo è frutto delle ampie deleghe che il Presidente lascia ai suoi Capi Settore, ma questo semmai spiega ancora di più l’impressione di una FIV che procede a strappi, a “macchia di leopardo”: Settori più avanti e più intraprendenti, e altri lenti o parcheggiati. In altri successivi post esamineremo i singoli Settori, qui intanto passiamo veloci sui componenti del CDP.

A parte il presidente e i due vice, ci sono: Francesco Ettorre (in quota Tecnici), secondo mandato, commercialista, giovane e intraprendente, nel quadriennio precedente ha guidato il gruppo Velascuola a un’ottima partenza, poi alla scomparsa di Giorgio Tusacciu, Gaibisso l’ha incaricato dell’Amministrazione, ruolo che ha mantenuto anche con Croce, del quale si è messo subito a disposizione; Pino Barbieri, uno dei consiglieri “anziani”, prima volta in Consiglio di Presidenza, in passato al GDL “Promozione Scuole Vela”, oggi lanciato in orbita a coordinare il Settore Attività Agonistica e Squadre Nazionali, dal quale è uno dei “padri” della ventilata rivoluzione Under 16; Angelo Insabato, anche lui tanta esperienza federale, ex regatante e conoscitore di regatanti e classi, confermato alla guida del Settore Programmazione, praticamente quello che presiede ai calendari, e non è poco; Sandro Gherarducci, spezzino di carattere, a lungo presidente della II Zona, da due mandati in Consiglio, lavoratore ma con idee proprie, spesso scomodo, promosso dal GDL Istruttori al CDP come capo del Settore Quadri Tecnici; Fabrizio Gagliardi, romano, dopo un ventennio da presidente di Zona (“chiuso” da un fuoriclasse come Sergio Masserotti) è approdato subito in Consiglio di Presidenza, come premio per i servigi elettorali a Croce, è capo delle Attività Speciali. Un bel gruppo, con qualche potenzialità. Se solo si riunisse di più…

La Segreteria Generale e organizzazione uffici federali
Uno dei boomerang della “rivoluzione dell’aratro” (l’azzeramento post-elettorale dell’intero vertice FIV) è stata la perdita di Antonio Micillo, brillante Segretario Generale, esperto e politico, che si è lasciato andare via. Così una dirigenza nuova e largamente inesperta di cose federali deve affrontare i primi mesi di navigazione senza un valido nocchiero degli uffici. Come detto, suppliscono la presenza di Croce e Briante, e il superlavoro di alcuni funzionari chiave come Alessandra Bertelli e Rita Zappalà. Ma l’arrivo ormai prossimo del SG designato Gianni Storti (vedi post del 16 aprile su questo blog) sarà una liberazione e farà respirare molti. Negli uffici c’è un bel clima, quella FIV resta una bella famiglia e un’isola felice. (Anzi con l’occasione saluto e abbraccio tutta la “squadra”: mi mancate!). Si lavora bene al 16° piano pieni di luce e con vista mare. Anche per questo i consiglieri, vecchi e nuovi, dovrebbero essere stimolati a venire più spesso.

(2/segue – Prossimo capitolo: 3/Il Consiglio Federale e l’Organigramma)

4 commenti:

  1. Mi sembra di intravedere un futuro governato dai Circoli ricchi (circa 10 in Italia) che usano i poveri (stile Confindustia per intenderci).
    Non è una posizione ideologica, ma uno status che non trovo democratico.
    Ma i nostri rappresentanti i Consiglio Federale e nella Consulta dei Presidenti di Zona sanno guardare lontano come dovrebbe un buon dirigente?
    Rimanere a guardare, equivale a sottoscrivere le scelte della Presidenza.

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  2. caro cocotte
    sono in molti a condividere questa semplice osservazione, per quanto sento in giro: i primi passi vanno nella direzione di una FIV "per pochi" (pochi circoli, pochi regatanti olimpici) che la guidano effettivamente, lasciando il "lavoro sporco", la promozione, le lacrime e sangue del volontariato quotidiano sulle spiagge, al grosso dei circoli meno ricchi.
    E pensare - questa non è solo una boutade, bada bene - che il ribaltone in casa FIV è stato da più parti dipinto anche politicamente: si sarebbe passati da una FIV "di destra" a una più "di sinistra"...! Naturalmente non è così, riguarda solo alcune simpatie di vecchi e nuovi dirigenti...la realtà come vediamo è ben diversa. Ferma restando la distanza siderale tra vela e politica... ciao

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  3. ma che dire di un articolo privo di vere riflessioni, ma con l' unico scopo di potersi in qualche modo sfogare dell' essere stato escluso dalla nuova dirigenza della federazione.
    Caro Fabio mi dispiace dirlo ma con questi articoli minatori verso la nuova direzione della fiv, dimostri di essere uno scarso giornalista,infatti ti ricordo che uno che si occupa di giornalismo deve raccontare avvenimenti o fatti in modo oggettivo e nn come fai tu in modo SOGGETTIVO e con lo STUPIDO FINE di cercarsi di vendicare dell' essere stati mandati a casa!!!!!!
    VOTO BLOG 0
    VOTO articolo:piu che un articolo sembra il vano tentativo di attirare l' attenzione su di se come MESSIA ede EROE che combatte i cattivi della nuova federazione italiana vela

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  4. COLIVICCHI vuoi un consiglio?
    Cerca di darti a qualcos'altro finchè sei in tempo perchè come giornalista vali meno di un bambino con la licenza da scuola ELEMENTARE.

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