martedì 23 marzo 2010

Back to (core) business


Una giornata in ufficio, finally. E che giornata: col massimo del massimo. Vela olimpica, classe acrobatica 49er, raduno federale, il nostro regista-operatore, Pietro&Gianfranco Sibello (i super brothers bi-bronzo mondiale in carica), e Luca De Pedrini (uno dei DT della vela azzurra insieme a Paolo Ghione). Con loro anche tre equipaggi giovanissimi dal Veneto, dal lago di Garda, dal lago di Como. Una vera squadra al lavoro. Con questo menu per sette giorni: alle 8 in palestra, alle 9 colazione, dalle 10 alle 15 interminabili ripetizioni di partenze, micro-regate, manovre, ingaggi, scuffie, prove di ogni tipo (Alassio era in forma, sempre vento fresco e onde niente male), rientro a terra, pranzo al circolo (il CNAM di Rinaldo Agostini e Ennio Pogliano ha un nuovo chef, da provare), debriefing "alla De Pedrini", multimediali, approfonditi, e per finire eventuali e varie. Si va a nanna con gli occhi chiusi che continuano a ballare sul mare. Ed è così dall'inizio dell'anno (per qualcuno anche prima), per 20 giorni al mese. Benvenuti al Laboratorio per Londra 2012 (e Rio 2016, e...).

Ad Alassio c'erano solo 49er e Finn, ma contemporaneamente anche le altre classi olimpiche sono al lavoro. Forse non tutte con il clima splendido trovato qui (due campioni come i Sibellos che si mettono in gioco con dei ragazzini vogliosissimi di imparare, senza remore, non si trovano proprio tutti i giorni), ma comunque al lavoro, duro lavoro. L'unica strada per quel podio laggiù. Noi abbiamo (ri)cominciato e continueremo a seguire questo lavoro, questa vela, questi grandi protagonisti. Nei raduni di allenamento e - ormai ci siamo - nella stagione di regate.

Loro, atleti e tecnici che lasciano amici e famiglie per inseguire cinque cerchi, in giornate che iniziano all'alba e stroncherebbero un pentatleta, hanno bisogno di tutti noi. Del sostegno di giornali e tv, dei circoli, dei singoli tesserati, di sponsor, dell'ambiente circostante, delle scuole. Tutti possiamo contribuire, soffiare sulle vele azzurre, ciascuno nel suo. Qualcuno "deve" di più, ma questo è un altro discorso, che oggi non voglio affrontare. Quel sorriso sulle facce abbronzate non si deve mai spegnere. Continuate così, noi ci saremo.

lunedì 22 marzo 2010

48 giorni, 7 ore, 44 minuti e 52 secondi!

Un trimarano ha conquistato la Coppa America, un altro trimarano ha battuto il record dei record: il giro del mondo a vela senza scalo. La grande vela del terzo millennio, quanto pare, decolla su tre scafi...

BRAVO GROUPAMA 3!
Lo skipper Franck Cammas, il navigatore Stan Honey, i capi-turno Fred Le Peutrec e Steve Ravussin, i timonieri-trimmer Loïc Le Mignon, Thomas Coville e Lionel Lemonchois, e i tre prodieri Bruno Jeanjean, Ronan Le Goff and Jacques Caraës, sono gli uomini che a bordo di Groupama 3 hanno compiuto l'impresa, riscrivendo un pezzo della storia della navigazione a vela. (Con un briciolo di Italia, grazie alla presenza a bordo di SLAM fornitore ufficiale delle cerate).

SOLO VENTO E MARE: ULTIME MIGLIA DI VOLATA, A TRE GIORNI DALL’ARRIVO




L’ABBRACCIO DEL POPOLO DELLA VELA: L’ENTRATA IN PORTO A BREST, L’ORMEGGIO E LA FESTA




LA STORIA DEL RECORD NELLA TABELLA DI MARCIA
Il log di Groupama 3 (partenza il 31 gennaio alle ore 13:55 UTC): giorno per giorno la volata contro Orange 2
Day 1 (1st February 1400 UTC): 500 miles (deficit = 94 miles)
Day 2 (2nd February 1400 UTC): 560 miles (lead = 3.5 miles)
Day 3 (3rd February 1400 UTC): 535 miles (lead = 170 miles)
Day 4 (4th February 1400 UTC): 565 miles (lead = 245 miles)
Day 5 (5th February 1400 UTC): 656 miles (lead = 562 miles)
Day 6 (6th February 1400 UTC): 456 miles (lead = 620 miles)
Day 7 (7th February 1400 UTC): 430 miles (lead = 539 miles)
Day 8 (8th February 1400 UTC): 305 miles (lead = 456 miles)
Day 9 (9th February 1400 UTC): 436 miles (lead = 393 miles)
Day 10 (10th February 1400 UTC): 355 miles (lead = 272 miles)
Day 11 (11th February 1400 UTC): 267 miles (deficit = 30 miles)
Day 12 (12th February 1400 UTC): 274 miles (deficit = 385 miles)
Day 13 (13th February 1400 UTC): 719 miles (deficit = 347 miles)
Day 14 (14th February 1400 UTC): 680 miles (deficit = 288 miles)
Day 15 (15th February 1400 UTC): 651 miles (deficit = 203 miles)
Day 16 (16th February 1400 UTC): 322 miles (deficit = 375 miles)
Day 17 (17th February 1400 UTC): 425 miles (deficit = 338 miles)
Day 18 (18th February 1400 UTC): 362 miles (deficit = 433 miles)
Day 19 (19th February 1400 UTC): 726 miles (deficit = 234 miles)
Day 20 (20th February 1400 UTC): 672 miles (deficit = 211 miles)
Day 21 (21st February 1400 UTC): 584 miles (deficit = 124 miles)
Day 22 (22nd February 1400 UTC): 607 miles (deficit = 137 miles)
Day 23 (23rd February 1400 UTC): 702 miles (lead = 52 miles)
Day 24 (24th February 1400 UTC): 638 miles (lead = 208 miles)
Day 25 (25th February 1400 UTC): 713 miles (lead = 370 miles)
Day 26 (26th February 1400 UTC): 687 miles (lead = 430 miles)
Day 27 (27th February 1400 UTC): 797 miles (lead = 560 miles)
Day 28 (28th February 1400 UTC): 560 miles (lead = 517 miles)
Day 29 (1st March 1400 UTC): 434 miles (lead = 268 miles)
Day 30 (2nd March 1400 UTC): 575 miles (lead = 184 miles)
Day 31 (3rd March 1400 UTC): 617 miles (lead = 291 miles)
Day 32 (4th March 1400 UTC): 492 miles (lead = 248 miles)
Day 33 (5th March 1400 UTC): 445 miles (lead = 150 miles)
Day 34 (6th March 1400 UTC): 464 miles (lead = 62 miles)
Day 35 (7th March 1400 UTC): 389 miles (deficit = 91 miles)
Day 36 (8th March 1400 UTC): 317 miles (deficit = 326 miles)
Day 37 (9th March 1400 UTC): 506 miles (deficit = 331 miles)
Day 38 (10th March 1400 UTC): 321 miles (deficit = 384 miles)
Day 39 (11th March 1400 UTC): 255 miles (deficit = 309 miles)
Day 40 (12th March 1400 UTC): 288 miles (deficit = 473 miles)
Day 41 (13th March 1400 UTC): 496 miles (deficit = 492 miles)
Day 42 (14th March 1400 UTC): 445 miles (deficit = 405 miles)
Day 43 (15th March 1400 UTC): 482 miles (deficit = 216 miles)
Day 44 (16th March 1400 UTC): 401 miles (lead = 72 miles)
Day 45 (17th March 1400 UTC): 441 miles (lead = 412 miles)
Day 46 (18th March 1400 UTC): 583 miles (lead = 844 miles)
Day 47 (19th March 1400 UTC): 588 miles (lead = 1,165 miles)
Day 48 (20th March 1400 UTC): 600 miles (lead = 1,412 miles)

Jules Verne Trophy record precedente (di Orange 2 dello skipper Bruno Peyron, conquistato nel 2005): 50d 16h 20'

sabato 20 marzo 2010

Azzurra chiude terza. Finale in corso Mascalzone-Kiwi 0-1

Gran finale oggi sul Golfo di Hauraki, per il Louis Vuitton Trophy Auckland: Mascalzone Latino Audi Team (timoniere Gavin Brady) si gioca il trofeo nella finalissima contro la squadra (e il tifo) di casa, Emirates Team New Zealand (Dean Barker), e si parte da 1-0 in favore dei kiwi. Sotto lo sguardo di moltissimi appassionati giunti sul campo di regata con centinaia di barche, una cornice che ha ricordato la Coppa America che qui si è disputata nel 2000 e nel 2003, il primo punto per i kiwi è arrivato ieri per soli 12 secondi al culmine di un match all'insegna dell'equilibrio. Mascalzone c'è, e la finale è al meglio delle 5 prove: vince il primo a conquistare tre punti. Occhi puntati dunque su Waitemata Harbour dove tutto può accadere, e forza mascalzoni.

Per il circuito Louis Vuitton questa è la seconda tappa, dopo l'esordio a Nizza, e anche in quel caso finale con Emirates Team New Zealand, battuta però 2-0 da Azzurra. La stessa Azzurra (timoniere Francesco Bruni) che qui ad Auckland, dopo aver perso la finale per un metro contro i kiwi, ha comunque chiuso ottima terza, battendo nella finalina il solito Paul Cayard di Artemis. Per Tommaso Chieffi il bilancio è positivo: "Abbiamo fatto due settimane di grande e chiudiamo in una bella posizione, il terzo posto è comunque una conferma dopo la vittoria di Nizza. Dopo aver perso un paio di regate malamente, abbiamo regatato bene, fino a sfiorare la finale perdendo con i kiwi di 1 solo secondo". Dopo due tappe e due finali con molta Italia, il prossimo evento del tour sbarcherà in Sardegna, a La Maddalena a metà maggio, per un evento attesissimo.

venerdì 19 marzo 2010

Louis Vuitton Auckland: Mascalzone in finale, Azzurra può raggiungerlo!

Grand'Italia della vela ad Auckland: Mascalzone Latino Audi è in finale e Azzurra quasi. L'Hauraki Gulf sembra vestirsi di tricolore, in un susseguirsi si virate ed emozioni. Ecco la storia di una giornata da non dimenticare (in attesa della finale di domani). Mascalzone Latino Audi Team, l'equipaggio del Club Nautico Roma che il patron Vincenzo Onorato ha voluto Challenger of Record (primo sfidante dei detentori USA di BMW Oracle) della prossima Coppa America, orchestrato alla perfezione dal timoniere "locale" Gavin Brady.

E' stata una giornata lunga e di colpi di scena, durata fino a quando il buio di è impadronito del Waitemata Harbour. Ed è iniziata con un Mascalzone Latino Show. Nel primo match contro Artemis, team svedese con due americani al comando, il timoniere Therry Hutchinson e il super-tattico Paul Cayard, i mascalzoni conducono una lunga rimonta coronata da successo alla fine della prima bolina. Gavin Brady si infila mure a dritta all'ultimo incrocio e da quel momento vola indisturbato fino all'arrivo. Nella seconda sfida replica di Artemis che spinge Mascalzone Latino fuori dalla linea di partenza: l'equipaggio italiano deve ripetere lo start e non riuscirà più a recuperare. Si va allo spareggio e c'è il capolavoro del team italiano: vince magistralmente la partenza, lasciando gli svedesi fuori dalla barca Comitato e per di più con una penalità. Regata in discesa, lunga cavalcata verso una finale in qualche modo storica. Mascalzone Latino, all'esordio con la denominazione che lo lega al nuovo sponsor Audi, e col neo presidente Lara Ciribì Onorato, domani si contenderà il prestigioso trofeo con la vincente dello spareggio tra Azzurra e Emirates Team New Zealand. Un risultato che assume un significato particolare considerando che Mascalzone è anche coinvolto nell'organizzazione del prossimo Louis Vuitton Trophy, in programma nelle acque sarde della Maddalena a metà maggio.

E Azzurra? Il team dello YC Costa Smeralda ha fatto sognare tifosi e appassionati, vincendo la prima sfida con i padroni di casa kiwi, già battuti 2-0 nella finalissima di Nizza. Nel match-point è successo di tutto: Azzurra costringe i kiwi alla penalità, li marca da dietro, ma Barker allunga fino a riuscire a compiere la penalità sull'arrivo e vince per un solo secondo. Sull'1-1 tra Azzurra e Emirates Team New Zealand si deciderà domani chi raggiungerà i mascalzoni in finale. Mezza Italia già sogna il trofeo, l'altra metà può raggiungerla per un derby d'alta quota.

giovedì 18 marzo 2010

Diego, voglia di tornare a ruggire

UNA MEDAGLIA DI BRONZO OLIMPICA RESTA UNA MEDAGLIA DI BRONZO OLIMPICA
ECCO IN PRESA DIRETTA IL DIARIO DI BORDO DI DIEGO ROMERO, 6° AL CAMPIONATO SUDAMERICANO LASER

Finalmente sono finito 6º classificato al Campionato Centro-Sudamericano 2010 che è stato vinto da Julio Alsogaray (ARG).
Secondo ha terminato Bruno Fontes (BRA) e terzo il otto volte campione mondiale Robert Scheidt (BRA).
All’inizio degli allenamenti i giorni prima dalla regata, mi sentivo molto rigido in barca, sicuramente per la mancanza di un messe di allenamento in barca colpa dalla spalla infortunata alla Miami OCR. Giorno dopo giorno in mare sono andato meglio e penso che sia stata un’ottima regata di preparazione per la stagione europea e ho avuto la possibilità di allenarmi e compararmi con questi velisti che sono dei più veloci al mondo. Il resto dei top dieci: 4º Jesus Rogel (ESP), 5º Edoardo Couto (BRA), 6º Diego Romero Paschetta (ITA), 7º Matias del Solar (CHI), 8º Nicolás Schargorodsky (ARG), 9º Juan Maegli (GUA), 10º Raul Aguayo (DOM).


I risultati completi http://www.enternet.com.ar/allsr/sudamericano_2010/20%C2%BA_CENTRO_SULAMERICANO_Std._2010.htm
Il mio prossimo appuntamento sarà la Laser Europa Cup al Circolo Vela Torbole, dal 15 a 18 di aprile, prima di andare alla Semaine Olympique Française a Hyères (23-30 aprile.)
Cordialmente
Diego Romero Paschetta (il sito ufficiale)
Medaglia di Bronzo Giochi Olimpici di Pechino 2008
ITALIA

mercoledì 17 marzo 2010

Il trimarano e l'uragano

IL VIDEO CON LE IMMAGINI DEL TRIMARANO A100 "MAJAN" DI OMAN SAIL ALLE PRESE CON VENTI A 70 NODI NELL'OCEANO INDIANO IN ROTTA VERSO FREEMANTLE NELLA TERZA TAPPA DELLA INDIAN OCEAN 5 CAPES RACE



L'equipaggio di sei persone a bordo capitanate dallo skipper Paul Standbridge, con due velisti omaniani, sta tracciando la rotta della nuova regata che ufficialmente scatterà nel 2012.

lunedì 15 marzo 2010

Quale dei due Carlo Croce vuole essere, presidente?



Poco più di una settimana fa, a Piazza Affari nel cuore pulsante della city milanese, lo Yacht Club Italiano ha presentato la sua stagione velica 2010. Il multipresidente Carlo Croce (YCI, FIV, ITALIA70, per citare le principali) ha riunito un parterre-de-roi senza pari in Europa e forse nel mondo, per quanto riguarda lo yachting, anche se l’ospite più atteso, John Elkann, alla fine ha dato forfait. Da Marco Tronchetti Provera a Luca Bassani Antivari, da Carlo Puri Negri a Roberto Mottola di Amato (il doppio cognome è un must), quest’ultimo – come del resto Riccardo Bonadeo – a rappresentare Club gemellati o amici. E ancora Gian Riccardo Marini (qui siamo passati al doppio nome, ma fa lo stesso), DG di Rolex Italia (ma per Rolex è intervenuto anche il gran capo internazionale dello sponsoring), Richard Girardot, Chief Executive Officer di Nestlé Nespresso S.A. (new entry tra gli sponsor come vedremo), Giano Oliosi di BMW. Naturalmente, ben dissimulati nella vasta platea, alcuni dei 1200 soci YCI. Tanti altri, impossibile ricordarli tutti, con gli Zendrini, gli Isenburg, i Franchella, i Loffredo, i Tomasina, i Sestini (SIAD), il fedele Matteo Bruzzo, i Mosci. C’erano anche i due vicepresidenti internazionali della vela italiana: Alberto Predieri vicepresidente ISAF (la federvela mondiale), e il fratello Marco vicepresidente Eurosaf (l’organismo delle federvele europee), unico velista Francesco De Angelis. C’era anche Anita Garibaldi, la pronipote dell’eroe dei due mondi, in una sgargiante ed evocativa giubba rossa. Parecchi giornalisti (non tantissimi, anche per i media il target era la qualità più che la quantità), tanti uffici stampa (veri, presunti, a caccia), la consueta dose di curiosi e pensionati (l’età media si allunga ovunque e la vela non fa eccezione, anzi). Sala gremita, maxi schermo che all’occorrenza si fa in tre, palco con due leggii distanti dieci metri. E lui, il multipresidente, a coordinare, sciorinare, presentare, dare e togliere la parola, tenere il ritmo, sempre con toni bassissimi, limando i superlativi, cercando di appannare tutto quel luccichio struggente che ubriacava tutti: le regate più ricche del mondo, le barche più belle del mondo, i posti più ambiti del mondo. Impresa impossibile: l’understatement è risultato stonato, come i rumori di inforchettamenti che hanno tintinnato a lungo, dal primo piano, durante il buffet che è seguito.

Lo Yacht Club Italiano, dice il comunicato in cartella, è “il più antico club velico del Mediterraneo: fondato a Genova nel 1879. (...) è ancora custode di una tradizione e di uno stile unici, il segno di identità di un tempio dello yachting che oggi ha spalancato le porte a giovani, allievi e cadetti, ma non dimentica il suo lungo passato”. La cartella contiene i Bandi delle Regate 2010, quella del 131° anno di vita del club. Questi bandi, come ben sanno i dirigenti di almeno trecento circoli velici nazionali che ogni anno faticosamente mettono insieme i pezzi e organizzano regate, sono un po’ lo specchio dei loro eventi. Quelli dello YCI sono belli da togliere il fiato: patinati, lucidi, grafiche curatissime, fotografie da mostra (infatti alcune sono giustamente incorniciate), vere e proprie opere d’arte intitolate alla vela nel nome di una “regata”. Regate Pirelli 2010 41° Coppa Carlo Negri con i bianco e nero artistici di Borlenghi; Portofino Rolex Trophy 2010, con una grammatura senza risparmi, una selezione di immagini da rivista, molte in doppia pagina al vivo, come la notturna della piazzetta tra luci e persino odori, o i dettagli deliziosi, dalle feste a terra alle bitte d’epoca, fino a un trionfo di gabbiani festosi che volano in primo piano lasciando lo sfondo a un imperiale armo aurico sotto a un nuvolone nero; Giraglia Rolex Cup 2010, stessa grammatura e lunga sfogliata tra schizzi sulle prue di Maxi in regata, tramonti sullo scoglio famoso, campanili del centro storico di St. Tropez, fuochi d’artificio e premiazioni in doppiopetto; solo apparentemente più piccolo (nel formato) il bando del Trofeo Siad Bombola d’oro (Dinghy), con copertina ad ante apribili, foto storiche seppiate e il certificato di stazza del Dinghy I-1, del Marchese Emilio Reggio. Spartani, ma solo per motivi di tempo, i Bandi del Gran Premio d’Italia Mini 650, della Garibaldi Tall Ship regatta 2010, e della Millevele, così come quello del Campionato del Mondo Classe X-35, che lo YCI co-organizza in consueta trasferta tirrenica-toscana, a Scarlino. Ma si torna presto sui livelli di alta tipografia, concludendo con la “brochure” (si fa per dire) dedicata alla Fondazione “Tender To Nave Italia” Onlus (“La cultura del mare al servizio del sociale”) che oltre alla grammatura presenta anche le foto stampate a lucido, come si conviene al rango di un brigantino di 61 metri, confezionato su misura da Besanopoli (lo stesso delle grafiche per la Nuova FIV).

Non dimentichiamoci Nespresso: più che un bando, una cartella e una presentazione video accurata degna di una new entry: una regata-raduno di tutti i Wally, ovvero gli yacht più belli, originali, tecnologici, sorprendenti, che animano gli oceani di mezzo mondo. Tutti riuniti nella Nespresso Cup a Portofino. Chi altri può permettersi tutto questo, se non lo Yacht Club che annovera tra i suoi soci Luca Bassani “Wally” Antivari?

Se poi volete un overloook più generale all’oggi dello YCI, a quello che questo club storico è diventato e muove e rappresenta in avvio del terzo millennio, non avete che da sfogliare il pesante Magazine2009 Yacht Club Italiano, che passa con eleganza e leggerezza dal Board of Directors del club, alle regate (organizzate o corse o vinte dai soci), alla scuola vela, al “back stage” dei protagonisti nascosti, alle cene di Natale o al BBQ estivo nella scenografia “volutamente informale ma al contempo elegante” dei piazzali del club, al racconto del mese di Alinghi 5 a Genova, alla BMW Match Race Academy, alla Nave Italia, alla Stai, alla nuova creazione sorta all’ombra del guidone biancorosso: l’Unione Attività Marinare. Una entità che riunisce alcune associazioni no profit con l’obiettivo di valorizzare le arti marinaresche, nella conservazione della tradizione... Se vi gira la testa vuol dire che avete sfarfallato troppo velocemente le novantotto pagine da 200 grammi stampate su carta ecologica Freelife da Grafiche G7. Tornate al via e riprovate.

Lo Yacht Club Italiano è inimitabile, è un monumento che però si muove ed è capace di riproporsi sempre, grazie a radici profonde, risorse (umane, familiari, economiche, finanziarie) che sgorgano come una fonte d’acqua fresca e si rinnovano costantemente, anche per il lavoro dei custodi del tempio, che evitano le fughe, rinsaldano le fila, offrono sempre una casa alla quale è impossibile girare le spalle. Lo YCI, è stato detto non a torto, è anche il salotto dello yachting, il luogo dove osare, e realizzare l’irrealizzabile, è un’emozione semplice e quotidiana. Lo Yacht Club Italiano è un patrimonio di tutta la nostra vela, perché ne è la base storica, e come abbiamo appena visto ne è anche una cospicua fetta di presente.

Eppure, lo Yacht Club Italiano non è “tutta” la nostra vela. Se per budget e poteri che è in grado di smuovere, lo YCI potrebbe “contenere” dentro di se la stessa “povera” Federazione Italiana Vela (che del resto, dentro quei saloni è nata), lo sviluppo moderno dello sport, della disciplina, del movimento velico in Italia è tale da rendere impensabile questa fusione per incorporazione. C'è un tessuto di valori, storie e uomini, da Trieste alla Sicilia, che ha trama forte, indistruttibile. Che va al di là (fisicamente al di là, cioè "oltre") della grammatura di un Bando di Regata, o delle poltrone in pelle e del parquet scricchiolante. E’ una riflessione non secondaria, nel guado di mezzo quadriennio, con la Nuova FIV che una rivoluzioncina d’ottobre ha consegnato nelle mani del multipresidente. Anche Carlo Croce, come lo YCI, è a sua volta un patrimonio della vela italiana. Un valore aggiunto. Ha storia, volontà, carattere, salotti, e qualche idea, per essere un ottimo presidente e raccogliere l’eredità del ventennio di un certo Sergio Gaibisso (uno che senza bisogno di pedigree che non fosse il campo, e la benedizione di Beppe Croce, si è caricato la FIV sulle spalle e l’ha portata ai nostri giorni in piena salute). Che abbia successo è interesse di tutti.

Per questo, è importante che il multipresidente Carlo Croce comprenda fino in fondo che il ruolo da assolvere alla guida della FIV è molto diverso, e culturalmente distante, da quello magistralmente ricoperto in questi anni del risorgimento dello YCI. Il doppio ruolo, comprensibilissimo sul piano umano e affettivo, e persino autorizzato dalle deroghe ai regolamenti CONI (attivate?), semplicemente non può realizzarsi nella pratica. Ragioni geometriche, di matematica e prospettiva, più ancora che di opportunità e politica, lo impediscono. Lo YCI, e Carlo Croce, sono un patrimonio. La FIV, e Carlo Croce, sono tutta la nostra vela. Quali dei due Carlo Croce vuole essere, presidente?

venerdì 12 marzo 2010

Alla Vela non ci pensa proprio nessuno

I giornali ci informano che il Governo sta varando provvedimenti di sostegno ad alcuni settori dell'economia e dell'industria. Niente di lontanamente paragonabili, per ampiezza durata e profondità, con quelli frequentemente concessi all'automotive, che però stavolta a quanto pare resta fuori, ma meglio di niente. Del pacchetto (finanziato con 300 milioni di euro e opera del Ministro Claudio Scajola) fanno invece parte: scooter elettrici o ibridi, elettrodomestici e cucine componibili, abitazioni ad alta efficienza energetica, rimorchi, semirimorchi, macchine per uso agricolo e industriale e gru a torre per l'edilizia, tessile, e infine - udite udite - c'è un piccolo spazietto per la nautica. Con la seguente "voce": "inverter e motori per nautica da diporto". Partiamo dalla definizione di "inverter": Un inverter è un apparato elettronico in grado di convertire un tipo di corrente in un altro e/o modificarne le caratteristiche, eventualmente a tensione diversa, oppure una corrente alternata in un'altra di differente frequenza. Grosso modo, un trasformatore. Il decreto dovrebbe finire al primo Consiglio dei Ministri utile e diventare legge con forma leggera e agile (va di moda dire così): solo 6-7 articoli. Talmente agili, che è già annunciato un successivo decreto dello stesso Ministero dello Sviluppo Economico per "spiegare" come funzioneranno gli sconti, e chi ne beneficerà, per comprare i suddetti beni.

Riepilogando: c'è la ripresina e il Governo offre una spintarella a chi ha più bisogno. C'è anche un pezzetto di nautica. Il decreto è molto preoccupato delle tematiche ambientali, come si vede. E cosa sceglie, nella nautica, di molto ambientale? Inverter (e vabbè) e motori marini. Caspita.

Chissà che lavoro di lobby deve esserci stato intorno al Ministro Scajola (che in una intervista a un giornale specializzato si è dichiarato "velista", ha navigato con un 11 metri per tutto il Tirreno, ma oggi è motoscafaro), soprattutto da parte dell'associazione confindustriale che riunisce le imprese della nautica ("cantieri nautica e affini"). A giudicare dal sito ufficiale di UCINA, nessuna: del decreto non v'è infatti traccia. Una cosa, però, è sicura, sicurissima: nessuno, proprio nessuno, ha esercitato pressioni verso il Ministro o verso il Governo per far inserire, nel pacchetto sviluppo così attento all'ambiente, al fianco della voce "Nautica", la voce "Vela". Alla Vela non ci pensa proprio nessuno. Questa è l'amara verità, una constatazione purtroppo ben nota alle centinaia di aziende, grandi, medie, piccole e piccolissime, ma pur sempre aziende con il loro impegno, dipendenti, professionalità, capacità artigianali, investimenti, compongono il segmento "Vela" nel settore della nautica. Questi imprenditori, manager, progettisti, costruttori, velai, operai, attrezzisti, addetti, comunicatori, assemblatori, noleggiatori, persino velisti e società di servizi per un settore bello ed evocativo come la Vela, semplicemente non se li fila nessuno.

Per la verità i tentativi non sarebbero mancati. Provo a riassumerli in breve e per quanto di mia conoscenza. 1) Chi vi scrive ha inventato nel 1998 un salone-spettacolo dedicato solo al settore, chiamato Vela Show e durato 5 anni a Viareggio (più un supplemento a Rimini), esperienza esaurita per difetti di gioventù, partner sbagliati, territorio refrattario e - last nut not least - la discreta ma potente avversione da parte di UCINA. 2) Dopo la chiusura del Vela Show, UCINA ha accorpato la presenza della vela nel salone di Genova creando l'area "Mondovela" (poi cambiata in "Mondoinvela" perchè quel nome già esisteva: una ricerchetta prima no, eh?). L'operazione fu fatta passare come un vantaggio, ma in realtà lo scopo fu sfrattare i cantieri e la vela dalla storica posizione nel centrale e strategico Padiglione B, quello che oggi è stato demolito e rifatto dal bravo architetto ed è pieno di supermotoscafoni. Mondoinvela poi negli anni si è ristretto a terra, mentre è cresciuto in mare, seguendo la filofosia generale di Genova. 3) In questi stessi anni, gli ultimi 5-6, UCINA è stata spinta da un gruppo di aziende leader della Vela a occuparsi seriamente del settore. E' stato costituito un "Tavolo della Vela" coordinato dall'allora segretario generale Lorenzo Pollicardo, intorno al quale sedevano le migliori aziende, la FIV e qualche altro ente. Bei discorsi e nulla più. Ogni volta che si tentava l'accelerazione e la messa in pratica delle teorie, si frenava. 4) Il Tavolo è stato però promosso, diventando tre anni fa la "Commissione Vela" di UCINA, guidata come da Statuto da uno dei Vicepresidenti dell'associazione, nella fattispecie la Signora Francesca Radice (proprietaria della Sessa Marine, barche a motore). Ho fatto parte di questa Commissione: il presidente di UCINA Albertoni mi ha scritto una bella lettera per annunciarmi la nomina. Questa Commissione ha provato ancora a spingere sull'acceleratore, ha parlato di "marketing associativo" (come far associare a UCINA le aziende della vela), servizi, salone nautico, risorse... Ma si è arenata anche lei. Stavolta pare definitivamente, e nessuno dei suoi componenti ne ha più sentito parlare. 5) Nel frattempo un gruppo di rivenditori e distributori di barche a vela cabinate dell'area di Trieste, ha organizzato Vela & Vela (scegliendo nel mazzo proprio il nome della mia società, e vabbè) a Porto San Rocco, un bel po' di barche in banchina con una mostra a ingresso gratuito, occasione straordinaria per gli appassionati di vedere e provare. Una bella iniziativa. 6) Gli ideatori di Vela & Vela hanno parallelamente dato vita a una "associazione" con lo stesso nome dell'evento, volta a riunire gli operatori del settore. 7) C'è stato un naturale avvicinamento e un contatto con il gruppo dell'ex Tavolo ed ex Commissione: che ricordo raccoglie alcune aziende leader dei vari segmenti del settore velico. Alcune di esse hanno anche aderito a Vela & Vela, che adesso sta preparando la seconda edizione (15-18 aprile, sempre a Porto San Rocco). 8) L'idillio sta già tramontando, perchè non sembra esserci unità di intenti: i fondatori di Vela & Vela puntano tutto e solo su Porto San Rocco, evento nel loro mercato di riferimento, e hanno rifiutato qualunque visione allargata - propria di una vera associazione di categorie - che guardasse anche ad altri eventi, fieristici e non solo, sportivi e di promozione popolare della vela, anche in altre aree geografiche.

La morale di questa parabola in 8 atti, è questa: al prossimo Consiglio dei Ministri passerà il decreto sviluppo basato sul'ambiente e avrà incentivi alla nautica solo sui motori marini. La vela è "fuori", come ieri, come sempre, gli operatori della vela non avranno alcun aiuto, dovranno cavarsela da soli. A Nord-Est si sono fatti Vela & Vela per vendere un po' di barche, altri cercheranno di prendere qualche altro trenino regionale al Sud, al Centro, sull'Adriatico, sul Garda... E andremo sempre avanti così, a vista, senza prospettive di ampio respiro.

E' un peccato perchè la Vela in Italia ha potenzialità largamente inespresse, enormi. Per ragioni geografiche e meteorologiche, per l'entusiasmo esagerato che smuovono i grandi eventi del sailing internazionale e alcuni loro personaggi. La FIV fa Velascuola (che UCINA ha sostenuto anche con risorse, prima di tirarsi indietro, e sta per lasciare anche Navigar m’è Dolce) che le fa tesserare oltre ventimila studenti all’anno, Big Blu fa la piscina con i ventilatori per duemila giovanissimi alla Fiera di Roma, sui laghi del Nord hanno numerose iniziative pronte o già attive, per non parlare di tutto quello che si potrebbe fare lungo le splendide coste del Sud e delle Isole, o a seguito del Giro d’Italia di Cino Ricci o dell’altro giro che sta iniziando Italia70 per lanciare la sfida alla Volvo Ocean Race (di questi due “giri” parleremo a parte un’altra volta), o alla Louis Vuitton alla Maddalena, agli Extreme 40 a Trapani. Ovunque sport, territorio, protagonisti e imprese potrebbero avere capitalizzare in immagine e fatturati, se riuscissero a stare insieme. Serve una authority che metta davvero insieme il settore della vela. Prima che sia troppo tardi: certe occasioni capitano una sola volta nella vita...

mercoledì 10 marzo 2010

Volvo Ocean Race 2011-2012: finale a Galway, IRL (come previsto)


Come anticipato qualche giorno fa da questo minuscolo blog in esclusiva nazionale (vedi colonna delle news a destra), il porto irlandese di Galway è ufficialmente quello dove si concluderà la prossima Volvo Ocean Race. Ed eccovi il perchè e il percome in un estratto del comunicato ufficiale. :-)

Alicante, Spagna – 10 marzo 2010 - Dopo l’enorme successo come sede di arrivo della tappa transatlantica della Volvo Ocean Race 2008-09, la località irlandese di Galway ritornerà protagonista nell’edizione 2011-12, quando la flotta navigherà da Lorient, in Francia, alla costa occidentale dell’isola verde. Galway, che è molto opportunamente gemellata con Lorient, ha combattuto una lotta intensa contro gli altri porti candidati per riaggiudicarsi uno stopover nella Volvo Ocean Race 2011-12, che si concluderà proprio nel “cuore pulsante” dell’Irlanda e dove avrà luogo anche la cerimonia finale di premiazione.

Il primo ministro irlandese, Brian Cowen
(quello che ha messo sul piatto della bilancio i soldoni che hanno sbancato la concorrenza, ndb*) ha dichiarato: “La tappa del 2009 a Galway ha lasciato un ricordo indelebile nel cuore dei  velisti, dei team, degli organizzatori e dei media, che hanno potuto godere del calore dell’ospitalità irlandese. La loro presenza, parallelamente, ha avuto un incredibile effetto positivo su Galway, su tutta la regione e sull’intero paese. L’arrivo della flotta è stato spettacolare e la sua visita ha aiutato a generare un ritorno economico enorme per l’economia della regione, pari a ben 55 milioni di Euro, e maggiore di oltre un terzo rispetto alle previsioni originali. Per l’impatto economico positivo e la rilevanza per il settore turistico nazionale, sono più che felice di salutare il ritorno della Volvo Ocean Race sulla nostra isola e di dare tutto il nostro supporto all’evento.”

A Galway nel maggio 2009 oltre 600.000 persone che hanno visitato il villaggio, con una punta di ben 62.000 persone nel solo giorno della in-port race. La località balneare di Salthill ha richiamato altri 120.000 spettatori venuti a seguire la regata dalla costa.

“L’interesse a ospitare la Volvo Ocean Race, in particolar modo in Europa, è stato incredibile,” ha detto il CEO della Volvo Ocean Race, Knut Frostad, in occasione della presentazione dell’ultimo porto europeo. “Sono molto orgoglioso di confermare la partecipazione irlandese e sono certo che Galway sarà un luogo ideale per accogliere la scena finale dell’evento. Abbiamo già potuto provare con mano il fortissimo entusiasmo irlandese per la regata e non vediamo l’ora di concludere la competizione in un paese che sa bene come celebrare.”


FINE DELLE SPERANZELLE DI UNA TAPPA ITALIANA
Con questo annuncio si completa la lista delle città europee che ospiteranno una tappa del giro del mondo, le prossime località verranno presentate nel corso del mese di marzo.

(*) ndb=nota del blogger, no?

martedì 9 marzo 2010

Altura e dintorni: la contesa di Capri e Ischia



Per la prima volta in quasi trent’anni, uno storico appuntamento della vela d’altura, il Campionato Nazionale del Tirreno, lascia Capri e approda a Ischia. Il motivo? Quello ufficiale e superficiale: la sovrapposizione delle date, che coinvolge la Rolex Capri Sailing Week (gestita dallo Yacht Club Capri) e la celebre Regata dei 3 Golfi che apriva il Campionato Nazionale del Tirreno (gestiti dal CRV Italia di Napoli). Da anni i due eventi si “marcavano stretti”, e adesso la frittata è fatta. Si poteva evitare? Chi ci guadagna e chi ci perde?

I motivi di un patatrac, grande o piccolo che sia, sono quasi sempre più d’uno, e sempre riferibili a comportamenti umani. Nel caso, i protagonisti sono tanti e tutti convinti. Da una parte lo YC Capri, sodalizio che porta un nome che da solo è una garanzia, anche se in passato è stato tenuto in vita artificialmente dalla stessa FIV pur in assenza di tesserati, la Rolex uno degli sponsor mondiali più vicini al mondo della vela, e – sia pure incidentalmente – un cantiere nazionale. Dall’altra parte il Circolo del Remo e della Vela Italia del presidente Roberto Mottola, e il supporto istituzionale dell’assegnazione di un “Campionato nazionale” nel calendario ufficiale dell’Altomare FIV, attraverso l’UVAI.

Negli ultimi anni le cose andavano così: la Rolex Capri Sailing Week si svolgeva nella settimana precedente alla Regata dei 3 Golfi, c’era un timing che consentiva a chi volesse di lasciare Capri ed essere al Castello dell’Ovo per la partenza in notturna della affascinante “lunga” un tempo sponsorizzata Telecom e Loro Piana. Quest’ultima si concludeva a Capri e sfociava nel Campionato Nazionale del Tirreno, erede genetico dell’evento che segnò i natali dell’altomare in Italia, la Nastro Azzurro Sailing Week. Insomma circoli, sponsor e armatori sgusciando quà e là, sopravvivevano. Ma quest’anno il meccanismo si è inceppato.

Come ho anticipato, gli ingredienti della frittata sono molteplici, e alcuni anche di natura venale, riguardanti la disponibilità e le condizioni dei posti-barca nella Marina di Capri durante le regate. Gli accordi in materia che vigevano dai tempi preistorici dell’AICI (chi si ricorda?) sono crollati sotto l’urto dei tempi nuovi e delle nuove usanze. Poi è stato sollevato il problema di attendere i Farr 40 impegnati nel Mondiale in USA (mi chiedo quanti Farr 40 saranno mai così assatanati di caricarsi su un cargo e correre a Capri dopo il Mondiale). Morale: la Rolex sposta la sua Sailing Week. I tentativi di chiarimento o agreement tra i Circoli producono effetti contrari. E alla fine il CRV Italia trasloca a Lacco Ameno, ridente e accogliente porticciolo a Ischia, poche miglia più a Nord.

In questi giorni si rincorrono lettere e messaggi tra armatori, Circoli e Associazione di classe. Tutti mediamente arrabbiati. Alla fine la soluzione la darà il campo: la 3 Golfi è altomare e ha un target preciso, mentre la Rolex Week e il Campionato Nazionale del Tirreno possono in parte rivolgersi agli stessi “utenti”. Con una differenza sostanziale: la seconda è l’evento istituzionale, definito Campionato Nazionale, valido quale selezione per il Campionato Italiano assoluto, mentre la prima è una (bella) regata “privata” in una (bellissima) isola, ottimamente foraggiata da un grande sponsor.

In attesa di vedere a fine maggio chi ha guadagnato e chi ha perso dalla vicenda, restano un paio di considerazioni da fare.

1) Le sovrapposizioni di un calendario affollatissimo si rivelano un male endemico di una vela in crescita disordinata, persino in anni di crisi economica. Forse non è un male. Di sicuro addossare responsabilità alle Istituzioni (UVAI e la stessa FIV) è fuorviante: un Circolo è libero di organizzare una regata nelle date che reputa più opportune. Gli Enti che presiedono alla vela svolgono il loro ruolo primario assegnando regate “ufficiali”, di circuito, con punteggi e titoli (fino a quello di Campione Italiano). Certo farebbero bene a prevenire queste situazioni, magari organizzando apposite convention dedicate alla formazione dei calendari. Ma davanti a un Circolo e uno sponsor che bandiscono una regata, e la sovrappongono a un’altra che pure ha un valore istituzionale (campionato, selezione), nulla possono fare. Io stesso ho inutilmente denunciato che per 2-3 anni una regata di match race a Trieste veniva organizzata in poche settimane e sempre in perfetta sovrapposizione con il Campionato Italiano Classi Olimpiche o la Coppa Primavela, rendendo arduo il compito dell’ufficio stampa FIV che doveva convincere i media a parlare di ragazzini o atleti poco noti, piuttosto che di Russell Coutts o Francesco De Angelis. E in tempi più recenti (l’anno scorso) addirittura la Giraglia dello Yacht Club Italiano si spostò in sovrapposizione delle regate di Punta Ala, facendo infuriare lo YCPA. C’è poco da fare, una volta successo. Il punto è: prevenire.

2) Gli armatori, i velisti quindi, hanno un grande potere in questa situazione, un potere che non dovrebbero sottovalutare: la possibilità di scegliere. Possono decidere loro a quale regata partecipare, se desiderano punti per selezionarsi a un campionato, o cantare in piazzetta a Capri, o seguire l’evento che viene meglio organizzato e gestito. La scelta degli armatori è in qualche modo l’unico elemento che può fare il “mercato”, spostandolo dall’attuale confronto – apparentemente astratto – tra Club e Sponsor. Con le Istituzioni spettatrici impotenti. (Nella foto: Ischia, Lacco Ameno vista dall'alto)

Detto questo vi riepiloghiamo le date, considerando la vicenda per quello che è: un gioco tra ricchi e privilegiati, che coinvolge però anche molte professionalità e l'impegno di tante persone, per questo deve seguire regole e buon senso:

20-23 maggio - Ischia - Campionato Nazionale del Tirreno - Tre Golfi (CRV Italia)
26-28 maggio - Capri - Rolex Capri Sailing Week (YC Capri)
28 maggio - Napoli - Regata dei Tre Golfi - offshore (CRV Italia)

lunedì 8 marzo 2010

Auckland, Italia



Ritorno (con nostalgia) all’Hauraki Gulf. Auckland, Nuova Zelanda, la città della vela che fu teatro dell’ultima epica sfida vincente della vela italiana in Coppa America, quando nel 2000 Luna Rossa conquistò la Louis Vuitton Cup contro AmericaOne di Paul Cayard e divenne sfidante ufficiale degli (allora) imbattibili kiwi di Team New Zealand. Il resto è storia quasi antica: il 5-0 con la testa sanguinante del prodiere di Luna Rossa Max Sirena, la Coppa successiva con lo squadrone di Russell Coutts “assoldato” da Ernesto Bertarelli e il trionfo della meteora Alinghi, Poi Valencia 2007 e ancora, dopo tre anni di tribunali, Valencia 2010, la supersfida tra i supermultiscafi. Se avete le vertigini, basta respirare forte e magari sorseggiare una birra lungo il Viaduct Basin, nel cuore velico di Auckland, laggiù nell’isola dimenticata in mezzo all’oceano, che da oggi torna protagonista della grande vela.

Torna la Louis Vuitton (stavolta si chiama Trophy e non Cup, ed è una sottogliezza per palati fini), torna ad Auckland perché c’è da rendere omaggio alla storia di una nazione di velisti (che vincono alle Olimpiadi, al giro del mondo e all’America’s Cup), e perché quel marchio di lusso non ha mai rinunciato a essere, più che uno sponsor, un incubatore di passioni, di personaggi, di luoghi, tutti uniti da un filo conduttore: il fascino della sfida all’America’s Cup.

Si dice Louis Vuitton ma si pensa alla Coppa America. Soprattutto questa tappa di Auckland (città che ha vissuto di persona ben due edizioni del trofeo) si vive tutta in chiave futura, con l’occhio alla XXXIV Coppa America, quella targata BMW Oracle-Mascalzone Latino Audi. Se infatti il circuito Louis Vuitton era nato anche per risposta alla crisi della Coppa fermata nei tribunali dalla lite Bertarelli-Ellison, questa volta con l’Auld Mug tornata negli States è inevitabile prefigurare gli scenari futuri. Le barche con cui si gareggia sono “vecchi” AC versione 5 stretti e pesanti, e già tutti immaginano la prossima classe AC, probabilmente un monoscafo più leggero e veloce. L’ipotesi-multiscafo non scalda molti. Tra i partecipanti (oltre al challenger of record) molti non fanno mistero di puntare a una sfida. Dagli inglesi di Teamorigin (sarebbero stati loro i primi sfidanti in caso di vittoria di Alinghi), ai padroni di casa kiwi, agli svedesi di Artemis, ai francesi di Bertrand Pacè. E naturalmente Azzurra, alla ricerca di sponsor per progettare il ritorno in grande stile.

E’ questo che si respira alla tappa di Auckland 2010 del circuito Louis Vuitton? Allora ecco spiegata la significativa presenza italiana. Per quantità (unica nazione con due team, come a Valencia 2007 eravamo gli unici con tre sfide) e per qualità. Il tricolore sventola sulla poppa di due team che hanno valide ragioni di copertina. Eccoli: Azzurra, espressione dello Yacht Club Costa Smeralda, guida sportiva affidata a un armatore competente e sensibile come Giovanni Maspero, timoniere Francesco Bruni, tre Olimpiadi e talento in piena maturazione, affiancato dall’esperienza mai fuoriposto di Tommaso Chieffi, squadra italianissima. E Mascalzone Latino Audi, brand velico di Vincenzo Onorato, armatore due volte (come velista e come imprenditore), cuore napoletano e testa anglosassone, guidone del Club Nautico Roma, con un pozzetto da leccarsi i baffi: Gavin Brady (NZL) al timone, Morgan Larson (USA) tattico e Flavio Favini (da Luino) navigatore. Potrebbe bastare a giustificare l’orgoglio velico nazionale, ma c’è molto di più.

Il team Azzurra arriva infatti a Auckland come squadra da battere, avendo vinto a Nizza la prima tappa del circuito (si corre con barche uguali, fornite dagli organizzatori, della vecchia Classe America’s Cup versione 2007), dove battè in finale proprio Emirates Team New Zealand. Quanto a Mascalzone Latino Audi, nelle ultime settimane è sulla bocca di tutti, essendo diventato il nuovo Challenger of Record, primo sfidante di Golden Gate YC San Francisco (BMW Oracle). Significa che Onorato in persona scriverà insieme a Russell Coutts (sono molto amici, da anni) le regole della 34ma Coppa, attesa per il 2013 negli USA. La vela italiana detta insomma i tempi, in acqua e fuori. Fossimo inglesi, grideremmo “Britannia Rules The Waves”. Ma siamo italiani. E allora ecco strisciare le prime gelosie, l’aria da derby (quello tra i team di Azzurra e Mascalzone Latino Audi è in programma nella notte di mercoledi), i problemi da risolvere. Come quello, spinoso, dell’organizzazione della tappa italiana del Louis Vuitton Trophy, già in calendario a metà maggio di quest’anno, ma in un posto chiacchieratissimo come La Maddalena…

Gli altri team in gara: Emirates Team New Zealand (NZL), skipper Dean Barker; Aleph Sailing Team (FRA), Bertrand Pacé; All4One (FRA/GER), Jochen Schümann; Artemis (SWE), Paul Cayard; Synergy Russian Sailing Team (RUS), Karol Jablonski; e Teamorigin (GBR), Ben Ainslie. Nel primo turno Mascalzone Latino Audi ha di fronte i franco-tedeschi di All4One, mentre Azzurra sfida subito il grande Ben Ainslie (4 medaglie olimpiche) e il forte team inglese.

Vela e web matrimonio perfetto: dopo il successo delle dirette della 33ma Coppa America, le regate di Auckland saranno in live streaming su Internet, sul sito ufficiale www.louisvuittontrophy.com (anche con commento in Italiano).

venerdì 5 marzo 2010

L'Italia si candida per le Olimpiadi 2020: Roma o Venezia? (E per la vela: Lido o Ostia?)



Con la presentazione dei dossier per le candidature di Roma e Venezia, fatta oggi dai sindaci Gianni Alemanno e Massimo Cacciari al presidente del CONI Gianni Petrucci, si è aperta ufficialmente la corsa dell’Italia a ospitare le Olimpiadi del 2020. Tra dieci anni, dopo Rio de Janeiro 2016. Poi nel pomeriggio conferenze stampa al Campidiglio (Roma) e all’aeroporto di Venezia per presentare i dossier.

I dossier saranno ora trasmessi alla Commissione di Valutazione che dovrà predisporre una dettagliata relazione alla Giunta Nazionale con le relative proposte. Il CONI ha ufficializzato questa mattina la composizione di tale Commissione che sarà formata dal Presidente del CONI, Giovanni Petrucci, dai Vicepresidenti, Riccardo Agabio e Luca Pancalli, dal Segretario Generale, Raffaele Pagnozzi, dai membri italiani del CIO, Mario Pescante, Franco Carraro, Ottavio Cinquanta, Francesco Ricci Bitti e Manuela Di Centa, e dal Rappresentante designato dalla Commissione Atleti, Anna Maria Marasi. Nei prossimi giorni sarà comunicata la data della prima riunione di insediamento della Commissione di Valutazione. La Commissione porterà poi gli atti alla Giunta del Coni, che ha tre opzioni: bocciare entrambi i dossier, promuoverli entrambi, promuoverne uno solo. A quel punto la palla passerà al Consiglio nazionale del Coni, che avrà l'ultima parola solo nel caso che entrambe le candidature passino il vaglio della Giunta. Se invece la scelta sarà caduta su una sola delle due città, il Consiglio si limiterà a ratificarla. In sostanza è decisivo il parere della Giunta del Coni. La decisione finale sulla candidatura italiana per i Giochi olimpici del 2020 è attesa tra fine aprile e metà maggio. La scelta definitiva della sede, da parte del Comitato Olimpico Internazionale, è fissata per luglio 2013 a Buenos Aires. A novembre 2012 scadrà il termine per la presentazione del dossier delle candidature, tra gennaio e febbraio 2013 è prevista la visita della Commissione di Valutazione, mentre un mese prima della sessione (giugno 2013) è previsto l’invio del rapporto della Commissione ai membri del CIO, ai CNO, alle FI, alle città candidate e alla stampa.

Una candidatura italiana forte potrebbe avere possibilità concrete stavolta, ecco perché tanta attenzione. Roma 2020? Venezia 2020? La decisione sarà presa tra la fine di aprile e l’inizio di maggio 2010.

I DUE PROGETTI E LA VELA
Intanto dalle presentazioni di oggi, dai rispettivi siti web, dagli uomini, dai loghi, dai video, è già possibile fare un primissimo esame ai due progetti. Con un occhio particolare per quanto riguarda la vela. Le regate di vela e windsurf sono previste in entrambi i casi in località molto vicine alle città candidate: Lido di Venezia e Ostia. Vediamo alcuni dettagli.

I GIOCHI A ROMA

(La mappa degli sport a Roma 2020: la vela è a Ostia, fuori quadro...)

Roma 2020 (http://www.2020roma.it) ha un comitato promotore fatto di personalità del mondo economico, e guidato da Aurelio Regina, Presidente dell’Unione degli Industriali di Roma. Con lui ci sono personaggioni chiave dei business della Capitale: Andrea Mondello (Presidente Camera di Commercio di Roma), Rocco Sabelli (AD Alitalia), Giampaolo Letta (AD Medusa Film), Mauro Moretti (AD Ferrovie dello Stato), Eduardo Montefusco (Presidente Radio Dimensione Suono), Alessandro Profumo (AD e DG Direttore Generale Unicredit), Andrea Ambrogetti (Direttore delle relazioni istituzionali Italia di Mediaset), Azzurra Caltagirone (Vice Presidente Caltagirone Editore SpA e moglie di Pier Ferdinando Casini), Ugo Brachetti Peretti (Presidente API), Marco Sala (AD Lottomatica), Francesco Trapani (AD Bulgari), Rossella Bussetti (AD Jumbo Grandi Eventi). Il sindaco Alemanno è affiancato da politici bipartisan perché nel gruppo di pressione c’è anche l’ex sindaco Francesco Rutelli (che aveva guidato la candidatura sfumata per Roma 2004).
Il logo (speriamo provvisorio e relativo alla sola candidatura) è un po’ troppo quadrato, giallorosso e poco emozionante. Il sito è abbastanza ingessato e per il momento privo di slanci particolari. Speriamo che il dossier presentato al CONI sia più ricco.
Dettagliate le mappe con le location dei vari sport. L’ossessione di Roma è di combattere il rischio-gigantismo e conseguenti spostamenti chilometrici (che afflisse tanto Sydney quanto Atene), oltre alla volontà di usare i siti storici noti a tutto il mondo per alcuni sport. Uno su tutti: il beach volley nel catino del Circo Massimo (mentre è per fortuna sfumata la lotta nel Colosseo).

La vela di Roma 2020 a Ostia
La Vela, almeno per questo dossier, finisce a Ostia. Pochi giorni dopo l’annuncio che il Club Nautico Roma (con sede a Ostia per l’appunto) è il Challenger of Record della 34ma Coppa America, arriva il bis con la possibile Olimpiade della vela su un tratto quantomeno controverso del litorale romano, che non si può definire bello, né organizzato, ma sul quale è sorto il Porto di Roma e sta nascendo il nuovo Marina del Faro a Fiumicino. Le condizioni meteo marine di un possibile agosto 2020, rapportate a oggi sono felici: Ponentino di 8-13 nodi e poca onda, o Maestrale di 10-15 con un po’ di onda. Diciamo che a mare potrebbe essere un’ottima Olimpiade, mentre a terra è tutto da verificare.

I GIOCHI A VENEZIA

(La mappa degli sport di Venezia 2020: la vela è al Lido)

Venezia 2020 (http://www.venezia2020.it) ha un sito più moderno e agile, giovane. A parte i soci promotori (il sindaco Massimo Cacciari, il presidente Regione Veneto Giancarlo Galan e il presidente Confindustria Veneto Andrea Tomat), esiste un Comitato che ha un vero Direttore Generale. Si tratta di Federico Fantini, da oltre 15 anni si occupa di marketing e comunicazione in Aziende e Organizzazioni leader. Ex capo delle Relazioni Esterne in Infostrada e poi della Comunicazione del Gruppo Aprilia, molte esperienze nello sport, dove ha diretto le operazioni di Marketing ai Campionati Mondiali di Sci Alpino. Ha ricoperto l'incarico di Chief Marketing Officer in VerdeSport Spa (Gruppo Benetton) e dal 2005 è Direttore del Master in Strategie per il Business dello Sport, organizzato a Treviso in collaborazione con Università Ca' Foscari Venezia. Come Senior Advisor assiste importanti brand e property nello sport system in Italia e a livello internazionale.

C’è un primo video istituzionale di Venezia, che vi proponiamo qui sotto.


La vela di Venezia 2020 al Lido
Nel sito di Venezia 2020 c’è già la possibilità di cliccare su ogni sport e vedere la location e gli impianti. La vela e il windsurf sono sulla striscia del Lido di Venezia, con possibilità (ancora non specificata) di svolgere le regate sia all’interno della laguna che all’esterno in Adriatico. La bellezza e la storia nautica dei luoghi è fuori discussione. Le condizioni meteo lasciano qualche apprensione: il vento è prevalentemente leggero o al massimo medio-leggero (come si è visto nelle due edizioni dei CICO svoltesi sia al Lido che più a nord sulla spiaggia di Jesolo. 5-8 nodi e mare praticamente piatto. Occhio però ai colpi di vento in caso di perturbazione o temporale, col rischio di mare grosso per via dei bassi fondali. Insomma al contrario di Ostia: ok a terra, da rivedere in mare.

L’impressione? Venezia più concreta e fattiva, Roma più politica ed evocativa. La potenza di Roma contro la simpatia e la bellezza di Venezia. E’ un bel duello. Speriamo che il CONI sappia incutere forte cultura olimpica nel suo operato e nelle scelte che farà. Se ci si arriverà, la candidatura che esprimeremo dovrà essere davvero credibile, forte, emozionante ma concreta. Come sempre in questi casi c’è in ballo un progetto che coinvolge la politica, le aziende, il mondo dello Sport. Il panorama del nostro paese è oggettivamente difficile in questi anni. Una Olimpiade potrebbe dare la scossa, ma anche aggiungere ulteriori problemi, basta vedere come è partita male l’avventura dell’Expo di Milano 2015. In questo caso, meglio non presentarsi. Dopo che lo Sport avrà deciso, allora torneremo a parlare anche di vela. E magari una parolina sarà anche il caso di sentirla dalla Federazione: il presidente Croce potrà farlo in Consiglio CONI ma certo senza essere decisivo a vantaggio di una delle due città. Più approfondito e tecnicamente incisivo – anche su incarico dell’ISAF – sarà il ruolo FIV nel caso si arrivi davvero a una “candidate city” italiana.

giovedì 4 marzo 2010

(Almeno) Qualcosa decisa dal Consiglio FIV a Palermo


(Foto di gruppo dei consiglieri federali, più revisori e qualche ospite, sotto ai quadri dei Vicerè che danno il nome alla Sala...)

E’ passata quasi una settimana dal Consiglio Federale di Palermo, abbiamo atteso invano, ma a parte un paio di foto incoraggianti dei consiglieri al lavoro e una specie di news in anteprima (come al solito ci fanno sperare...e poi ci deludono), non v’è traccia della sospirata trasparenza. E con essa delle notizie, minime e corrette, sullo svolgimento del Consiglio, sulle discussioni, le decisioni, le delibere del Governo federale che riguardano qualche migliaio di tesserati. Alla salute. Allora, come già molte altre volte, provvediamo noi, questo minuscolo blog. Che, con innato senso dell’ironia, è stato definito dal Vicepresidente Vicario Glauco Valerio Briante l’Ufficio Stampa “gratis” della FIV (le parole, più o meno, sono state: “abbiamo un ufficio stampa pagato e uno gratis”). Accettiamo la simpatica battuta. Che denota grande senso soprattutto dell’auto-ironia, giacchè l’ufficio stampa “pagato” (e appena rinnovato per altri 12 mesi) è quello che palesemente produce solo le briciole, mentre quello gratis (che sareste voi che leggete insieme a me che scrivo) va come un treno. Continuiamo dunque la beneficenza.

Preparazione Olimpica – Non stiamo a insistere e sottolineare l’importanza di questa voce. Nell’ordine del giorno era prevista l’approvazione dell’attività 2010, che segue le direttive del famoso Piano Strategico Generale (del quale abbiamo già parlato recentemente in questo post. Se il Consiglio ha varato l’attività 2010, tuttavia, della stessa non vi è traccia sul website o nella apposita Normativa. Anzi, sentite questa: se arrivate alla “Normativa Classi Olimpiche” (sempre il famoso core-business federale) e ci cliccate sopra, incredibilmente si trova il programma della preparazione verso le Olimpiadi del 2008! Ripeto meglio: sul sito della Nuova FIV nel 2010 c’è la normativa sulla preparazione alle Olimpiadi di Pechino, quella preparata nell’era Gaibisso (che, tra parentesi, fruttò due medaglie). E per la verità non va meglio avanti: Norme carattere generale Classi di Interesse Federale (versione 2009), Normativa Classi di Interesse Federale (A) (420, Laser, Europa, 29er, Campionato Mondiale Giovanile ISAF, Olimpiadi Giovanili) dove solo quest’ultimo è riferito al 2010 (per forza di cose), mentre tutto il resto è versione 2009; e (B) (L’Equipe e Optimist), sempre versione 2009. Lo stesso vale per la Normativa Multiscafi, Tavole, 555FIV: tutti ancorati all’intramontabile 2009. Good news invece per la Normativa Vela d’Altura, nella sua fiammante versione 2010. Ci rincuoriamo: allora si può.
Ma chiudiamo la parentesi e torniamo all’attività olimpica 2010 che il Consiglio palermitano nella Sala Rossa ha deliberato. Una news sul sito ci ha informato con giusto anticipo delle convocazioni degli atleti per Palma (terza tappa della ISAF World Cup), senza peraltro nulla precisare in merito ai tecnici presenti. Resta l’assenza, pesante e inspiegabile, della Normativa 2010 dell’attività olimpica dal sito. Magari nei prossimi giorni. Ci sono pur sempre atleti e tecnici al lavoro in questi giorni, nei raduni e negli allenamenti, nelle prime regate...

La situazione dei Tecnici comunque tiene banco praticamente a ogni Consiglio. Sembra una storia infinita, dal bando di inizio 2009, alla specie di “gara” e relative selezioni, ratificate dal Consiglio parecchi mesi fa, alle estenuanti trattative per gli emolumenti dei Tecnici, praticamente mai finite. Con la scusa della parola d’ordine “risparmiare!” sono stati fatti digerire a gran parte dei Tecnici dei contratti di breve durata (mai più di un anno) e di ridotta remuneratività. Trattative a volte non proprio lineari, sulle quali sono intervenuti un po’ tutti: i due DT (che di norma partivano con quotazioni più alte: forse per spirito di categoria), lo stesso presidente Croce con il Coordinatore Federale, qualche volta altri consiglieri. Alla fine i soldi si sono assottigliati parecchio, e per i poveri Tecnici che facevano parte dei Gruppi Sportivi Militari sono rimaste praticamente le briciole. E’ un peccato perché – non serve ribadirlo – qui sta il centro dell’attività federale, la rincorsa alle medaglie olimpiche, il lavoro d’eccellenza di atleti e preparatori merita attenzioni, coccole, disponibilità e risorse da parte della FIV, non trattative al ribasso. E mentre tutti costoro, le nostre speranze, lavorano al freddo e al gelo con pochi mezzi (si parte da “paghe” inferiori agli 8.000 euro, molti sono intorno a 24mila-26mila, qualcuno di esperienza arriva a 30mila) e stratosferica passione, noi osserviamo che – facendosi ennesime beffe della trasparenza – non v’è traccia alcuna di uno straccio di elenco ufficiale dei Tecnici delle Squadre, né news, né comunicati. Tanti signori sconosciuti. Loro, i nostri portacolori. Mah.

Una news sul sito FIV annuncia felicemente (e va reso onore al merito in questo caso) che la politica di attento risanamento ha prodotto un utile di 700mila euro sul bilancio 2009 (che sarà approvato dal Consiglio già in programma a Genova il 23 aprile). Se proprio si doveva risparmiare, perché penalizzare proprio gli Azzurri della vela olimpica?

Comunicazione - A quanto pare – contrariamente alla previsione di questo minuscolo blog – c’è stata un po’ di discussione nella Sala Rossa. Il Consiglio ha espresso idee diverse, qualcuno (almeno 6 coraggiosi consiglieri e consigliere) ha preso la parola e ha un po’ criticato la situazione della Comunicazione. Non farò i nomi ma li ringrazio, tanto più sapendo tutti in partenza che l’iniziativa era “a perdere”, e che il Consiglio aveva già pronta e scritta la delibera di rinnovo del succoso contrattino dell’ufficio stampa (che tra compenso, rimborsi e grafiche arriva a 5 volte l’importo medio di un Tecnico di Squadra Azzurra. Fate un po’ voi).

Il responsabile del Settore PIC già citato sopra, quello che ha anche l’ufficio stampa gratis, ha ammesso qualche problema, ma ha anche snocciolato cifre da capogiro soprattutto sui successi del website federvela.it (+23% di audience), e ha comunque promesso che nel 2010 si farà di più. Quindi aspettiamoci dei super-risultati da questo oliato dream-team. Almeno i 6 consiglieri staranno di sicuro bene attenti. Figurarsi noi: sempre con serenità, costanza, passione.

Il Consiglio ha poi approvato il Regolamento di Contabilità (quello preesistente aggiornato con le nuove regole del CONI) e ha approvato una importante modifica alla Normativa Tesseramento, riguardante l’obbligatorietà della visita medica di tipo “Agonistico” per alcune classi e regate. Su questa delibera è stata anche fatta una news (tempestiva, va dato atto). Resta il fatto che il testo non è così chiaro, e fioccano in queste ore le richieste di chiarimento e interpretazione da parte di molti atleti, soprattutto delle classe Laser che è la più numerosa tra quelle interessate. Il principio sancito è sacrosanto e la decisione è giusta, forse serve comunicarla e chiarirla un po’ meglio. Il tempo c’è ma non tantissimo. E va considerato il fatto che le visite mediche rientrano nelle competenze delle Regioni e ciascuna (siamo in Italia) ha leggi e costi diversi, non è detto che la visita sia gratuita per i minorenni, per non parlare di quelle aree con pochi dottori incaricati. Insomma norma giusta che crea qualche affanno in periferia.

Approvate inoltre altre due strutture che organizzano Corsi di Sopravvivenza che rilasciano il necessario certificato riconosciuto ISAF, oltre Anzio adesso ci sono Corsi a La Spezia e a Genova (YCI). C'è dell'altro, ma i nostri riflettori per ora non ci arrivano. Proveremo con la risonanza magnetica...

martedì 2 marzo 2010

Martedi di bel panorama, per la vela italiana

Azzurra è già in allenamento ad Auckland (i ragazzi dell'equipaggio, non la barca del 1983, e non crediate sia una precisazione futile: c'è tanta gente comune che ha capito che c'è una Azzurra che naviga); tra poco la raggiungerà il team di Mascalzone Latino Audi, che da qualche settimana è il Challenger od Record della Coppa America; e ferve (sul come ferve, ci torneremo nei prossimi giorni) la preparazione della sfida alla Volvo Ocean Race targata Italia70 (che da oggi ha anche un sito web online, per ora scarno).

Martedi di bel panorama, per la vela italiana, no? E se pensate che sta indiscutibilmente arrivando la primavera...

domenica 28 febbraio 2010

Rodolfo Bergamaschi: "Il mio impegno per la Vela Paralimpica"

VIDEO INTERVISTA AL CONSIGLIERE FEDERALE RODOLFO BERGAMASCHI: LO STATO DELL'ARTE DELLE NUOVE ATTIVITA' CHE POTENZIANO LA VELA PARALIMPICA. IL RUOLO DELLA FIV, LE SELEZIONI OLIMPICHE, LE PRIME REGATE DELL'ANNO. E GLI AZZURRI PIU' ATTESI. UN IMPEGNO DIETRO LE QUINTE E CON GRANDI RISULTATI. AL QUALE (GUARDA CASO) MANCA SOLO UN PO' DI COMUNICAZIONE. BUON LAVORO DAVVERO.

sabato 27 febbraio 2010

Parla Alessandra Sensini

VIDEO INTERVISTA: LA VICEPRESIDENTE FEDERALE FA IL PUNTO SULLA SUA PREPARAZIONE INVERNALE E SUGLI ULTIMI ALLENAMENTI IN VISTA DEL NUOVO "ESORDIO", A PALMA DI MAIORCA TRA CIRCA UN MESE, VERSO LONDRA 2012.
"CON FLAVIA E LAURA LA FIV HA UNO SQUADRONE, SARA' UNA SELEZIONE MOLTO DURA"

venerdì 26 febbraio 2010

Caldo e regate: c'è di meglio?

VIDEO: LO SPETTACOLO DELLA FLOTTA RC44 A DUBAI

Voglia di Hauraki Gulf


Dal 9 al 21 marzo in Nuova Zelanda torna il Louis Vuitton Trophy Auckland, secondo appuntamento di un circuito internazionale di cinque regate iniziato a Marsiglia lo scorso autunno con la vittoria di Azzurra. Tra gli iscritti, oltre al citato team dello Yacht Club Costa Smeralda con Francesco Bruni, anche Mascalzone Latino Audi Team di Vincenzo Onorato con Gavin Brady, da poco Challenger of Record quale primo sfidante alla 34ma Coppa America. Poi i padroni di casa di Emirates Team New Zealand con Dean Barker, gli inglesi di TeamOrigin con Ben Ainslie, il francese ALEPH Sailing Team con Bertrand Pacé, la franco-tedesca All4One con Jochen Schümann, lo svedese Artemis con Paul Cayard, il russo Synergy con Karol Jablonski.

Le regate inizieranno martedì 10 marzo.  I team si alterneranno regatando sulle due barche in quattro match al giorno, per completare una serie a round robin prima di una eliminazione a scala che culminerà nelle finali di sabato 21 marzo.

Il Louis Vuitton Trophy Auckland è organizzato in associazione con il Governo della Nuova Zelanda, Emirates Team New Zealand, il Royal New Zealand Yacht Squadron, la Città di Auckland e Audi.

La tappa successiva del Louis Vuiton Trophy sarà in Italia, a La Maddalena, dal 22 maggio al 6 giugno.

E se la sala, invece che gialla, fosse rossa?

Il Consiglio Federale FIV è in riunione nel Palazzo dei Normanni a Palermo. Ma a quanto pare la sala non è la Gialla, bensì quella Rossa. Più energia, più emozione, più sentimento. Esperti di psicologia del colore ci fanno immaginare come sta lavorando il governo dell''Attuale FIV.

Il rosso provoca energia, accelera il polso e la respirazione, aumenta la tensione. Il rosso esprime la forza vitale e l'attività nervosa, sottolinea il desiderio in tutte le sue forme: il bisogno di arrivare a dei risultati, al successo. E uno slancio verso l'azione, lo sport, la lotta, la competizione, l'eroismo e la produttività. Wow, c'è da sperare per il meglio.

Il giallo invece avrebbe espresso leggerezza e gaiezza.Il giallo è il simbolo del calore del sole, della gaiezza, della gioia. Il giallo manifesta una personalità aperta e indica rilassamento o potere. Dal punto di vista psicologico, il rilassamento è una liberazione da tutti i problemi, da tutte le contrarietà. A differenza di quella del rosso, l'attività del giallo è più incerta, e tende a mancare di coerenza.

Bene così dunque, siete sul colore giusto. Ancora buon lavoro.

giovedì 25 febbraio 2010

E intanto la Coppa America si gode il Victory Tour in California

IL VIAGGIO DELLA COPPA
(Guardate quante attenzioni per il trofeo più conteso della storia sportiva...)


IL GALA A SAN FRANCISCO
(Larry Ellison parla al sindaco di San Francisco: vogliamo fare la prossima America's Cup qui nella baia?)

mercoledì 24 febbraio 2010

Vacanze (di lavoro) siciliane


(Un bassorilievo della Corte di Federico II: non vi sembra di riconoscere qualche personaggio federale?)

Il Consiglio Federale sbarca a Palermo, dove sarà ospite (per la sola riunione) della Fondazione intitolata a Federico II (Re di Sicilia dal 1198 al 1250) e dell’Assemblea Regionale Siciliana, con riunione nella Sala Gialla del Palazzo dei Normanni, storica sede recentemente restaurata. Il programma sociale del Consiglio in trasferta è ricco: giovedi pomeriggio infatti un pulmino preleverà i consiglieri dal Centrale Palace Hotel di Palermo dove alloggiano, per trasferirli a cena in aperta campagna all’agriturismo Monaco di Mezzo, di proprietà del consigliere Vinci Pottino (nella foto uno scorcio). Venerdi (9-17 circa) è di scena il Consiglio vero e proprio, sul cui ordine del giorno accendiamo qui sotto i riflettori. In serata cena al Palace con ospiti illustri. Quindi sabato di lavori extra: una delegazione (Insabato, Barbieri, Gherarducci, Villani) si recherà a Marsala per un sopralluogo alla località della prossima Coppa Primavela e del Campionato Nazionale Under 16, mentre il presidente Carlo Croce sabato alle 11 al Circolo Roggero di Lauria di Mondello incontrerà i presidenti dei circoli affiliati della VII Zona. Per gli altri non impegnati in programmi ufficiali, è già previsto un giro turistico della città (che in effetti merita).

Una selezione delle cosette più importanti dall’Ordine del Giorno del prossimo Consiglio Federale di Palermo.

Delibere d’urgenza del presidente
Delibere del Coordinatore federale
Contratti per servizi di facchinaggio e pulizie
Contratto per il coordinatore federale
Approvazione quale ente aggregato dell’Associazione Italiana Vela Virtuale (AIVV - www.velavirtuale.it)
Contributi straordinari Zone I e XIV
Rinnovo contratto ufficio stampa ISM
Preventivo collaborazione Besanopoli
Rinnovo servizi Ecostampa ed Ecovideo
Staff tecnici per Palma e Mondiale Laser 4.7
Contratto Meteo Sport
Approvazione attività olimpica 2010
Aggiornamento calendario e manifestazioni
Assegnazione regate internazionali in Italia (Melges, Contender)
Normativa per autorizzazione di manifestazioni veliche
Formazione Quadri tecnici: manuale scuole vela Lettera L; manuale allievo istruttore
Autorizzazione corsi sopravvivenza


(La Sala Gialla di Palazzo dei Normanni, che ospiterà venerdi il Consiglio Federale della Nuova FIV)

Qualche noticina adesso, in attesa di approfondire. Come si vede non è un Consiglio dalle decisioni memorabili. Le decisioni più pesanti riguardano i rinnovi di alcuni contratti, tra i quali quello del Coordinatore Federale (l’ottimo Gianni Storti, del quale tutti sono entusiasti) e dell’ufficio stampa (vedi sotto). Si parlerà però anche di Normative: tema scottante, per i consueti ritardi e perché purtroppo è in buona parte nelle mani sbagliate. In giro c’è più di un mal di pancia, chissà se l’atmosfera della Sala Gialla e la solita fretta decisionista del nuovo consiglio faranno passare tutto. O qualche voce si alzerà?

Tra i “fuori quota” non mancheranno Gianluca Duranti, l’uomo dello sportello d’ascolto, oggi coordinatore delle convenzioni con le aziende partner, e l’ormai federalissimo Aldo Tomasina, l’ex manager di Luna Rossa e costruttore di yacht a motore, remunerato coordinatore dei Centri Tecnici Federali, in Sicilia per visionare Marsala. Tomasina è anzi prossimo ad ampliare i suoi orizzonti federali: si sta occupando infatti della possibile sponsorizzazione BMW del match race femminile.

(Non pensate alla bontà della cassata siciliana, qui a fianco) Ufficio Stampa ISM: benchè il primo anno di lavoro della corazzata International Sport Marketing non sia stato brillantissimo (ben lontano dalla definizione che ne fece un giornalista in vena di smodato entusiasmo un anno fa: “la migliore agenzia di comunicazione in Italia”), e anzi fonte di numerosi (ma troppo sotterranei, finora) mugugni federali, il rinnovo non è in discussione. Anche perché una “discussione” non è pratica assai comune all’attuale consiglio. Lo stesso importo non cambia (di poco superiore al precedente ufficio stampa, ma a fronte di impegni molto minori). E la novità è l’aggiunta della consulenza grafica di Besanopoli, del simpatico vignettista velista milanese Davide Besana: bravo e giustamente non economico (al di là delle prestazioni offerte in via sperimentale durante il 2009): un altro 30% circa in più sull’importo dell’ufficio stampa (oltre sostanzioso plafond di rimborsi spese) che si aggiungerà al bilancio della comunicazione. Insomma, mentre il governo federale taglia fortemente le spese in tutti i settori (per dirna una grave: Nautivela racconta che l’ordine di materiale per l’attività 49er della squadra austriaca è molto superiore a quello, autarchico, dei poveri azzurri), la “Comunicazione” (oscar di inefficienza e incompetenza in questo primo anno) è premiata con un aumento. Very nice.

Meteo Sport: il meteorologo Alessandro Pezzoli di provata esperienza nella vela fa parte del gruppo denominato Psycosport, psicologi dello sport e dotati del servizio di meteorologia. Nel board c’è anche anche Gladys Bounous, Psicologa e Ipnologa, che è anche “Responsabile Area Psicologica dello Yacht Club Italiano per il settore vela olimpica”.

Come sempre, buon lavoro a tutti. In attesa della prossima riflettorata.

Una bella giornata

(Una fase dell'incontro dei fratelli Pietro e Gianfranco Sibello allo stand FIV-Allianz del Big Blu: c'erano tanti ragazzi delle scuole)

Un bagno di folla per Pietro e Gianfranco Sibello, i campioni della vela olimpica azzurra, i campioni europei e bronzo mondiale in carica della classe 49er. Matinée a porte chiuse al Big Blu, il salone nautico di Fiera Roma, e incontro con l'entusiasmo, la curiosità, la freschezza di oltre duecento giovani studenti di alcune scuole della capitale.

Prima un filmato sulle emozioni della Medal Race delle Olimpiadi di Pechino 2008, poi un video sul Mondiale di Riva del Garda 2009, e in mezzo tante domande dei giovanissimi ospiti ai due campioni delle Fiamme Gialle. Sorpresi e spiazzati da tanta attenzione. "Quando e come avete iniziato ad andare a vela?", "Qual è stato il momento più bello della vostra vita in barca?", "E' pericoloso finire in acqua se la barca scuffia ad alta velocità?", "Quante ore vi allenate ogni giorno?", "La vela è uno sport per tutti o bisogna avere un carattere particolare?", "Avete mai avuto paura?", "Perchè avete scelto lo sport della vela?"...e tante altre domande. Non solo: Pietro e Gianfranco sono stati assediati e hanno firmato tantissimi autografi.

Pietro Sibello: "Bisognerebbe organizzarne tanti, di incontri come questo. Sono occasioni d'oro per avvicinare la gente e i giovanissimi al nostro mondo. Siamo piacevolmente sorpresi dell'entusiasmo e dell'attenzione di questi ragazzi. Pensiamo a quante scuole ci sono ad Alassio e che potrebbero essere coinvolte in questo modo unico e diretto. Siamo molto contenti, una bella giornata".

martedì 23 febbraio 2010

Groupama 3, la rincorsa continua



Franck Cammas e il suo equipaggio sono vicini a metà percorso, nel tentativo (numero 2) di battere il record del Trophée Jules Verne. Dopo un avvio in vantaggio, il trimarano ha rallentato la sua corsa, ma negli ultimi giorni ha colmato il gap rispetto al rivale virtuale (il team di Bruno Peyron che detiene il record). Ora il ritardo è solo di 137 miglia. Tra Capo Agulhas e Cape Leeuwin, Groupama 3 ha impiegato solo 6 giorni (contro i 9 dell'avversario da battere). In questo video immagini e commenti da bordo, tra planate su onde notevoli e scelte tattiche all'orizzonte. Tre minuti "dentro" una dimensione estrema della vela.

lunedì 22 febbraio 2010

Il mese record di questo minuscolo blog


Quota ottomila (visite): roba da mettersi la maschera per l'ossigeno! Un risultato inatteso e spettacolare, grazie a tutti. Io continuerò così: continuate anche voi.

sabato 20 febbraio 2010

...Chi glielo dice adesso alla FIV?

Qualche supercomunicatore federale tutto contento ha annunciato una grande notizia: "La FIV sbarca su Facebook". Lo "sbarco", in perfetto stile D-Day, era avvenuto di nascosto, quatti quatti, una settimana fa. Ieri però l'annuncio, sospinto dallo strepitoso numero di 1433 fans. Numeri che alla Nuova FIV - probabilmente l'ente o istituzione al mondo più ignara del reale significato della parola "comunicazione" - devono essere sembrati strepitosi. Stai a vedere che abbiamo azzeccato finalmente una mossa? Può capitare, no? Si sa: la fortuna dei principianti... E invece no. La mossa della FIV si rivela comicamente intempestiva, come testimoniano alcune news recenti sul declino di Facebook, chat mondiale popolata da ogni genere di persone di tutte le età, divenuta una moda con comportamenti spesso compulsivi, dalla quale è iniziato un massiccio riflusso:

- Sempre più ragazzi americani stanno abbandonando Facebook, ritenuto ormai "out" e non più utile (windworld)
- Un calo percentuale molto alto è iniziato nel Regno Unito già dal 2009 (news.bbc)
- Facebook è scivolata del dodici per cento (Nielsen Online)
- Alcuni osservatori ritengono che il declino avviato porterà Facebook a un flop simile a quello di Second Life
- Il declino di Facebook? Una buona notizia (sole24ore)
- Facebook addio: un’ondata di esclusi e fuggiaschi online (panorama)
- Si fa sempre più evidente la fuga di utenti (techup)
- A fronte del tracollo di Facebook avanzaTwitter, servizio di microblogging in crescita esponenziale

Sempre da Panorama: "Perfino i marines scappano da Facebook: preoccupazioni per la sicurezza, dicono i vertici del corpo militare. Che subito mettono le mani avanti: l’accesso al social network è proibito dalle sedi militari, ma libero dalle abitazioni private. Già alcuni mesi fa l’esercito israeliano aveva avvisato le sue truppe: i messaggi pubblicati dal fronte su blog e social network erano diventati un rischio per la sicurezza nazionale. Non sono gli unici, però, ad essere preoccupati da “aggiornamenti di status” e fotografie che circolano in rete". Inoltre i recenti aggiornamenti tecnici e grafici hanno scontentato gli utenti, accelerando la fuoriuscita di massa.

Proprio adesso che la FIV è entrata e ha raccolto 1433 "fans" in una settimana... chi glielo dice adesso?

Sinceramente, io non sono affatto contento di questa ennesima gaffe della "mia" Federvela. Non crediate che ci sia soddisfazione a raccontare uno dopo l'altro gli errori e le carenze della comunicazione federale, quasi una rivincita. Ormai è passato del tempo e questo sentimento non mi appartiene più. Ora io osservo, da tesserato federale, e semplicemente valuto, "peso" le notizie.

Penso che la Federazione Italiana Vela nel 2010, dovrebbe "comunicare" (dal Dizionario Italiano: "L'atto del comunicare; il mezzo per cui si comunica; la cosa comunicata") su temi che hanno a che fare con i suoi compiti istituzionali e statutari. Qualche esempio: la promozione della vela, lo sport e i suoi protagonisti (risultati, atleti, tecnici), le barche, il suo stesso progetto Under 16, la vela olimpica con i suoi uomini e donne da trasformare in personaggi e testimonial, le sue scuole di vela, il calendario, le ranking list. Soprattutto: le attività, le riunioni, le delibere, i documenti degli organi federali a partire dalla presidenza e dal consiglio.

Se la Nuova FIV praticasse davvero la trasparenza e l'informazione, se il suo sito web fosse aggiornato secondo un progetto editoriale, se esistesse un piano comunicazione che va dal vertice alla base e ai media, pure lo sbarco su un social network ai primi segni di declino potrebbe essere accettato. Altrimenti, no. Sveglia.

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