mercoledì 21 aprile 2010

Juan Antonio Samaranch (1920-2010), l'uomo che (re)inventò le Olimpiadi


Lo sport perde l’uomo che ha inventato le Olimpiadi moderne. E' morto a Barcellona il presidente onorario del Comitato olimpico internazionale, Juan Antonio Samaranch, che aveva guidato il CIO dal 1980 al 2001. Aveva 89 anni. Era già ricoverato e le sue condizioni si sono aggravate per insufficienza coronarica acuta.

"Non ho parole per esprimere il dispiacere della famiglia olimpica", ha detto il presidente del CIO, Jacques Rogge. "Mi sento molto afflitto per la morte dell'uomo che ha dato un grande impulso ai Giochi Olimpici dell'era moderna, un uomo che è stato per me fonte di ispirazione e le cui conoscenze dello sport erano realmente eccezionali. Con la sua visione ed il suo talento, Samaranch - aggiunge Rogge - è stato l'architetto di un Movimento Olimpico solido ed unito. Non posso altro che rendere omaggio a tutti i suoi risultati, al suo lascito ed alla sua genuina devozione per il Movimento Olimpico ed i suoi valori. Abbiamo perso un grande uomo, un mentore ed un amico che ha dedicato tutta la sua vita ai valori dell'Olimpismo".

Per il presidente del Coni Gianni Petrucci ''La scomparsa di Samaranch rappresenta una grave perdita per il mondo olimpico perché lui è stato il vero protagonista del risanamento finanziario del CIO e del rilancio dei Giochi Olimpici come evento universale''. ''E' stato per tutti noi dirigenti sportivi - ha concluso - una sorta di padre putativo, un punto di riferimento continuo e costante per chiunque appartenesse al mondo olimpico''.
Secondo il segretario generale del Coni Raffaele Pagnozzi, che e' anche segretario dell'associazione dei Comitati Olimpici Europei, ''Samaranch e' stato un grande sostenitore, insieme ad Onesti, della nascita dell'Associazione dei Comitati Olimpici Europei, al quale non ha fatto mai mancare il suo apporto in termini di consigli e di idee. Lo sport piange uno dei suoi piu' grandi campioni di diplomazia''.
Infine il ricordo del Membro CIO, Franco Carraro. "Juan Antonio Samaranch ha profondamente innovato il CIO e tutto il Movimento Olimpico, facendolo diventare universale ed aperto a tutti. La sua opera ha portato i Giochi Olimpici ad essere un evento di straordinaria importanza sportiva, sociale ed economica, al centro dell’attenzione di tutto il mondo. Per me è stato un grande amico ed un maestro di vita".

Samaranch era nato il 17 luglio 1920, a Barcellona. Ha guidato il CIO per ben 21 anni, dal 1980 al 2001. Membro del Comitato olimpico internazionale dal 1966, era entrato nell'Esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale nel 1970 e assunto il ruolo di vice Presidente nel 1974. Nel 1980 era stato eletto Presidente, raccogliendo il testimone dall'irlandese Michael Morris Killanin. Nel corso della sua Presidenza, dopo aver superato il difficile momento legato al doppio boicottaggio delle edizioni olimpiche di Mosca (1980) e Los Angeles (1984), si era fregiato del merito di far ottenere ai Giochi Olimpici il titolo di manifestazione sportiva più importante del mondo, aprendo anche alla partecipazione degli atleti professionisti. Samaranch è riuscito a mantenere la qualità dei Giochi ed aumentare il numero dei paesi partecipanti. E' riuscito inoltre a migliorare la salute finanziaria del Movimento Olimpico grazie alle negoziazioni con gli sponsor ed i diritti televisivi.

A Samaranch, uomo pieno di energia, va attribuito inoltre il merito dell'ampliamento della sede del Cio a Vidy e la costruzione del Museo Olimpico di Losanna. Sarà inoltre ricordato per essersi battuto per la rappresentanza femminile nel Cio e per aver creato il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS).
Nel 2001, lasciata la poltrona di numero uno a Jacques Rogge, era stato insignito del ruolo di Presidente Onorario, mentre uno dei due figli, Juan Antonio Junior, era entrato come membro. E' stato anche Presidente (1967-1970) del Comitato Olimpico Spagnolo e Vice-Presidente del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, oltre che Presidente della Federazione Spagnola di pattinaggio.
Aveva ricoperto il ruolo di capo missione ai VII Giochi Olimpici Invernali di Cortina d'Ampezzo nel 1956 e ai XVII e XVII Giochi Olimpici Estivi di Roma 1960 e Tokyo 1964. Diplomato in economia, è stato tra l'altro membro del consiglio di amministrazione di diverse banche, Presidente Onorario di 'La Caixa', consigliere comunale responsabile per lo sport nella città di Barcellona e delegato nazionale per l'Educazione Fisica e Sportiva.
E' stato infine ambasciatore spagnolo presso l'Unione Sovietica e la Repubblica di Mongolia popolare (1977-1980). Da giovane aveva frequentato il college tedesco, la scuola di Barcellona per gli studi di business e studiato all'estero a Londra e negli Stati Uniti. Amava l'hockey e aveva praticato la boxe e il calcio ma era affascinato da tutte le discipline, quelle capaci di contraddistinguere la sua escalation dirigenziale e segnare, in modo indelebile, il percorso d'una vita vissuta in nome dello sport.

Addio a Goffredo, il signore delle Sensini

Era uno di noi, papà Goffredo. Era uno del gruppo, della famiglia del mare, della vela. Ma era, soprattutto, il papà di Alessandra Sensini, la velista-surfista che ha scritto la storia del nostro sport con le 4 medaglie in 5 Olimpiadi. In quelle medaglie, in quei titoli mondiali, in quei riccioli al vento c’è sempre stato molto di lui.

Goffredo Sensini, 78 anni, è morto ieri mattina perché così ha deciso il suo cuore. Una scomparsa improvvisa, lui alto e magro, sportivo, grande subacqueo, pescatore, marinaio vero, spesso in giro per il mondo a sostenere – da tifoso vero quando serviva, da papà premuroso, dolce o burbero, quando ci voleva – la sua Alessandra. C’era quel giorno a Sydney, appollaiato su uno scoglio a gridare quando Alessandra si è battuta per l’oro, e c’era anche due anni fa a Qingdao. Era uno di noi, addio papà Goffredo.

Con la vicepresidente federale, papà Goffredo lascia le altre tre figlie: Irene, Eleonora e Paola. I funerali di Goffredo Sensini si svolgeranno domani giovedì 22 aprile alle ore 9.00 nel Duomo di Grosseto.

martedì 20 aprile 2010

Hyeres, se la Vela Olimpica fa spettacolo


Clip SOF 2009

I nostri azzurri sono in partenza per Hyeres, quarta tappa della Coppa del Mondo ISAF della Vela Olimpica. SOF (Semaine Olympique Francaise) è uno degli eventi clou del circuito, l'orgoglio (legittimo) della vela francese, una location perfetta, un sole che acceca e una meteo spesso dura (il Mistral qui è di casa). E' il paradigma della settimana velica preolimpica, la città si trasforma in un enorme paddock tra medaglie campioni giovani e coach carrelli furgoni, e dal Port Saint Pierre ogni mattina centinaia di vele bianche invadono un mare blu intenso... La meraviglia della Vela che si ripropone e fa tornare il respiro, contro tutte le nuvole vulcaniche di questi tempi complicati. E un esempio della grande capacità di aggregazione globale tipica dello sport olimpico.

Hyeres (leggetevi QUI la presentazione completa) mette in gara 1041 velisti su 746 barche, da 60 nazioni, con 35 tra medaglie e titoli iridati di categorie olimpiche. Gli organizzatori hanno dovuto chiedere all'ISAF una deroga al limite massimo di iscritti in un paio di classi (Laser e Match Race femminile, e questa è una sorpresa), come previsto dalle regole della World Cup. Con la Francia di casa, Spagna e Italia sono le nazioni più rappresentate, anche per vicinanza geografica, seguite da Germania, Croazia, Gran Bretagna. Molti anche gli atleti dalla Cina. In acqua anche 204 Coach (i più numerosi sono i francesi (22), russi, spagnoli e italiani (13), olandesi e croati (11), inglesi (10), ma non mancano 8 allenatori USA, 7 dalla Grecia (paese che attraversa una grave crisi economica), e ben 5 coach cinesi).

Non a caso, Hyeres sarà nel 2011 una delle tappe della selezione olimpica "secca" (all'americana) come previsto dal Piano Strategico Generale FIV, recentemente integrato con un Aggiornamento 2010 su preparazione olimpica e Youth.

Insomma Hyeres è Hyeres, da lungo tempo. Una storia esemplare, che dura da 42 anni e che ha visto la Federvela francese (FFV) in prima fila nell'organizzazione. Proprio il contrario di quanto fatto, negli anni, dalla FIV che invece ha lasciato morire la bella Roma Sail Week di Anzio (un tempo al livello di Hyeres) e favorito rivalità localistiche, col risultato che l'Italia sarà fuori dalla World Cup per chissà quanti quadrienni.

Per il grande appuntamento di Hyeres la FIV ha convocato 19 atleti dalle varie squadre nazionali. Molti più sono però gli italici velisti sulle coste di Porquerolles: ben 66 nelle classi olimpiche e 6 paralimpiche.

49er (62)
I capitani Pietro e Gianfranco Sibello (Guardia di Finanza) sono affiancati da due giovani: Gianmarco Togni e Nicolò Fasoli, e Ruggiero Tita e Matteo Gritti (questi ultimi esordienti assoluti in Coppa del Mondo: buon vento speciale, con questa intervista realizzata ad Alassio pochi giorni fa)



470 Maschile (103)
Tre equipaggi convocati FIV: Luca e Roberto Dubbini (CV Toscolano Maderno), Gabrio Zandonà (Marina Militare) e Pietro Zucchetti (Guardia di Finanza), Fabio Zeni (FV Riva) e Nicola Pitanti (CN Marina di Carrara), più l'incredibile numero di altre 10 barche! Giulio Desiderato e Enrico Fonda, Alfredo Capodanno e Mauro Caputo, Nicolò Bertola e Danilo Alcidi, Michele Lecce e Adriano Pilagatti, Paolo Cattaneo e Vittorio Zaoli, Andrea Airò e Nikolas Mascoli, Emanuele e Enzo Savoini, Francesco Bertagna e Marco Giannini, Simon Kosuta e Jas Farneti, Giacomo De Carolis e Enrico Clementi.

470 Femminile (52)
Le convocate Giulia Conti e Giovanna Micol (Marina Militare) saranno attorniate da altri 3 equipaggi italiani: Giulia Zappacosta e Claudia Nicastro, Giulia Tobia e Giulia Moretto, Francesca Komatar e Sveva Carraro.

Finn (60)
La FIV convoca Giorgio Poggi (Guardia di Finanza), e in gara ci sono anche Paolo Cisbani e Filippo Baldassari.

Laser Standard (174)
Torna in gara in Europa Diego Romero (CV Torbole) convocato FIV con Giacomo Bottoli (Marina Militare) e Michele Regolo (Guardia di Finanza). In stand-by la bellezza di altri 8 italiani: Uberto Crivelli Visconti, Pietro Cerni, Martino Tortarolo, Marco Gallo, Carlo De Paoli, Tommaso Pelosini, Alessio Spadoni e Enrico Strazzera. perchè stand-by: perchè in base alle regole della World Cup i Laser possono essere al massimo 150, e questo comporta una selezione, è allo studio come detto una deroga. La FIV ha reso noto che in caso di selezione, i 4 iscritti (oltre ai tre convocati) seguiranno la priorità dei componenti delle squadre A e B, e in base alla Ranking List federale aggiornata alla tappa di Torbole dell'Europa Cup (alle 11 di oggi non ancora pubblicata sul sito FIV). Ne sapremo di più tra qualche giorno. Ma è un buon segno che tanti scalpitino.

Laser Radial (95)
Solo Francesca Clapcich (Aeronautica Militare) è convocata, le altre italiane sono: Laura Cosentino, Laura Marimon, Emma Giuliari e Elisabetta Macchini.

RS:X Femminile (51)
Due le convocate FIV Laura Linares (Marina Militare) e Alessandra Sensini (CC Aniene). La terza azzurra in squadra A, Flavia Tartaglini (Guardia di Finanza), ha fatto una scelta tecnica rinunciando a Hyeres per seguire un periodo di allenamento specifico. Anche la presenza di Alessandra è in forte dubbio, a causa del grave lutto che l'ha colpita con la scomparsa del papà Goffredo (vedi altro post successivo).

RS:X Maschile (86)
Due convocati FIV sono Federico Esposito (Albaria) e Fabian Heidegger (Marina Militare), ai quali si aggiungono: Alessandro Giannini, Riccardo Belli Dell'Isca e Andrea Ferin.

Non ci sono azzurri nelle classi Star (solo 12 barche, tradizionalmente "assente" a Hyeres), e Elliott 6 per il Match Race femminile (dallo staff tecnico si fa capire che l'esordio di un team azzurro in questa specialità è programmato a Medemblik). Ci siamo invece nelle due classi Paralimpiche, il singolo 2.4 con tre timonieri Fabio Vignudini, Cristian Tarasco e Marco Gualandris, e il triplo Sonar con Giorgio Zorzi, Massimo Dighe e Paolo Agosti.

Quanto ai coach azzurri o italici, oltre ai due DT Paolo Ghione (anche tecnico Finn) e Luca de Pedrini (anche 49er) sono in campo Egon Vigna (Laser), Larissa Nevierov (Laser Radial), Guglielmo Vatteroni (470F), Gigi Picciau (470M), Adriano Stella (RSXM) e Marco Iazzetta (RSXF), poi i tecnici "paralimpici" Beppe Devoti (Sonar) e Fabio Barbieri (2.4) (questa configurazione sulle classi paralimpiche continuerà nella stagione, è un segno di definitiva attenzione verso questa sezione della vela olimpica che dal 2016 avrà piena dignità nelle stesse date delle Olimpiadi), quindi Chicco Caricato (Laser Youth), e qualche "privato" come Marco Superina, il tecnico della MM Paolo Fava, Matjaz Antonaz e Francesco Linares, tecnico della Marina Militare che seguirà l'omonima (ma neanche lontana parente) surfista sua concittadina di Marsala.

Si regata da domenica 25, venerdi 30 ultimo giorno, e Medal Race.

CLICCA QUI PER ACCEDERE AL SITO UFFICIALE DI HYERES, COMPLETISSIMO, ANCHE CON LE REGATE "LIVE"

domenica 18 aprile 2010

L'Odissea di Paul Cayard, il Velista intrappolato dalla Nuvola

Paul Cayard
Domenica, 18 aprile 2010


Tra Barcellona e Lisbona, sul treno

Non potrò mai spiegare bene qual è la situazione in Europa, per chi vuole viaggiare da qualche parte o avere una stanza d'albergo, a causa della nube. Ho preso la decisione di tentare la fuga un giorno di anticipo, ed ecco come è andata.

1. Ho preso un hotel a Barcellona, in overbooking e quindi spostato in un altro.
2. Stavo per salire sul volo per Atlanta questa mattina, quando l'autorità aeroportuale ha disposto la chiusura dell'aeroporto.
3. Ho quindi avuto i seguenti aggiornamenti dalla Delta: “stiamo per andare”, “andiamo","imbarco tra 20 minuti”, "Partenza rinviata alle 12:00". Durante queste tre ore ho cercato di informarmi sulle probabilità che Barcellona potesse riaprire, così come Madrid e Lisbona. Infine, alla Delta staccano la spina alle 13:00.
4. Dopo il piano A (via Francoforte: impossibile), fallisce anche il piano B. Sono dunque al piano C: prendere una macchina o un treno per Lisbona, per il volo di domani per Newark che aveva prenotato il mio agente di viaggio.
5. Nessuna auto a noleggio disponibile in tutta Barcellona.
6. Chiamo l’assistente personale di Russell Coutts, che è spagnola, Alex. Anche lei era stata bloccata a Parigi, poi in 13 ore di autobus è arrivata a Barcellona. Per tutto il tempo, aveva lavorato per portare Russell fuori da Londra dove era bloccato da Venerdì. Alla fine ha preso un treno per Parigi questa mattina, ed è ora di guida da Parigi a Madrid... 18 ore.
7. Alex aveva un modem di rete e mi ha trovato un treno per Madrid e una macchina a noleggio per guidare a Lisbona, ha fatto tutto dal bus!

8. Allora vado alla stazione di Barcellona (nella foto, ndB) dove lei è in arrivo con l’autobus, per poi prendere un treno per Valencia, dove vive.
9. Quando sono arrivato alla stazione ferroviaria ho trovato il caos totale. L’idea di acquistare un biglietto mi è apparsa subito fuori portata. Grazie a Dio aveva fatto la prenotazione lei per me e ha acquistato i biglietti on line.
10. Poi ho iniziato a pensare che guidare di notte per 8 ore da Madrid a Lisbona poteva non essere una buona idea. Così mi sono informato su un treno. In un primo momento, niente. Ma alla fine per magia ne ho trovato uno con partenza alle 22:30 e arrivo a Lisbona alle 8 di domani. Perfetto: “Let's buy it"
11. Che notizie dall’aeroporto di Lisbona? E’ ancora aperto? Ho chiamato il mio amico pilota Enrico Torbjorn. Sì, ancora aperto, ma Palma e Madrid sono già chiusi. La nube sta strisciando verso sud! Lisbona dovrebbe rimanere aperto. Meglio muoversi verso sud-ovest!
12. Chiamo la United per riconfermare il volo. Apprendo con raccapriccio che la mia prenotazione era stata annullata in qualche modo. Ho il cuore in gola mentre l'agente mi parla con molta calma. Sapevo che questo volo era la mia ultima possibilità.
13. Riesco a resuscitare la prenotazione! Grazie al cielo.
14. Poi la mia carta di credito decide di non funzionare. Incredibile! Senza biglietto non avrei la prenotazione, e per il resto della settimana tutti i voli per gli USA sono già overbooking. Tutte le persone in Europa che vogliono andare negli Stati Uniti stanno correndo come topi qui a Lisbona, giù nell'angolo sud-ovest...
15. Avevo una carta di credito in più... Sapete di quelle che non si utilizzano mai, è per i miei figli. L’ho usata! E ha funzionato!

Così, adesso sono sul treno per Lisbona (Nella foto a fianco, l'aeroporto, ndB). Certo, non ho fatto i salti mortali. Dovrei cercare di dormire un po’ visto che sono bello fritto e ho bisogno di energia stasera, di sicuro. Se riuscirò a salire su quell'aereo, potrò finalmente dormire tutto il tempo che vorrò.
Ovviamente, in casi come questo non si chiede “quanto costa” o se è possibile ottenere un upgrade in Business Class. Tutto ciò che arriva è una manna.

Fortunatamente ho saputo che Artemis ha vinto la regata, così mi sento un po’ meno in colpa per aver lasciato l’equipaggio in fretta e furia. Ma temo che i miei poveri compagni di squadra siano bloccati a Palma. Forse useranno il gommone del team Artemis, o un traghetto per Valencia e guideranno verso Lisbona.
Chissà se state seguendo le notizie dagli USA o da dove vivete. Che situazione paradossale che abbiamo qui in Europa! Vi aggiornerò sugli sviluppi...
Paul


(Dove siamo catapultati tutti nell'imprevedibile vulnerabilità delle nostre certezze, in un mondo beffato da un vulcano che fa saltare il banco, nella visione di Internet (e dell'opportunità di essere sempre on-line) come una risorsa indispensabile, nella una spiacevole sensazione di improvvisa piccolezza e impotenza, in una regata su una bella isola mediterranea che può trasformarsi in una trappola kafkiana... E naturalmente nel mondo di un personaggio unico come Paul, che in mezzo a questa situazione complicata, trova il tempo di sincerarsi del risultato della "sua" barca a Palmavela, e soprattutto di scrivere queste note per il suo blog. Thank you, e buon volo)

venerdì 16 aprile 2010

La Volvo 2011-2012, gli altri e Italia70


Si prepara una Volvo Ocean Race di emozioni e novità. Il giro del mondo a vela a tappe in equipaggio vuole confermarsi l’evento più importante della vela dopo la Coppa America, si prepara a coinvolgere tutti i continenti, nuovi paesi, vecchi e nuovi team, grandi personaggi e campioni dello yachting oceanico, il tutto orchestrato da un management internazionale con base spagnola, molto attento alla comunicazione e al marketing. Insomma un esempio concreto di come la grande vela sia entrata nel terzo millennio dello sport dalla porta principale. Knut Frostad ha orchestrato alla meglio persino il lento “unveiling” delle tappe e del percorso, ormai svelato dalla partenza di Alicante (ESP) all’arrivo di Galway (IRL), confermando gli stopover di classe (Cape Town, Auckland, il Brasile, gli USA), inserendo novità storiche (Abu Dhabi, Lisbona, Lorient), confermando la Cina (dopo l’esordio con Qingdao all’ultima edizione, e a seguito dell’acquisto della Volvo da parte di capitali cinesi...) ma spostandosi a sud, nella turistica Sanya (tra Hong Kong e il Vietnam), così da evitare ai concorrenti lo stretto di Malacca e il mare terribile tra le Filippine e Taiwan. Si prepara un bel giro del mondo. A oltre un anno dal via, sono già 5 i team “ufficializzati” e in preparazione, e di questi come si sa uno è italiano. Vediamoli.


Groupama – La Francia torna alla VOR con lo skipper Franck Cammas, forse il più completo ed eclettico degli eredi dei grandi del passato a cominciare da Eric Tabarly, non a caso ultimo skipper transalpino al giro nel 1993-94. Il record sul Trofeo Jules Verne era ancora fresco, quando il team Groupama si è messo al lavoro per la Volvo Ocean Race. Praticamente una superpotenza della vela oceanica: velisti espertissimi, mezzi ingenti dall’unico sponsor (entusiasta), idee chiare. Groupama si allena, la barca con la sua livrea verde (coraggiosi e non certo scaramantici i cugini...) veleggia spavalda. Sono già un riferimento per tutti.

Abu Dhabi Team – Annunciata in occasione della presentazione della tappa nel Golfo Persico, la barca degli Emirati in realtà resta un oggetto misterioso. Se i mezzi non mancano agli sceicchi, l’esperienza e i velisti certo difettano da queste parti, e a parte qualche nome locale il team dovrà basarsi su professionisti di altre nazioni. Non manca chi crede a un gemellaggio con Alinghi, visto l’interesse manifestato da Ernesto Bertarelli per la VOR.

Puma-Berg – Ken Read torna alla Volvo col “mostro” Puma dopo l’esperienza felice, anche se con risultati non brillantissimi dell’ultima edizione. La bandiera USA, l’esperienza dell’equipaggio, la conferma della multinazionale Puma e del co-sponsor Berg Propulsion, leader nella produzione di eliche a passo variabile per le navi commerciali, ne fanno un team temibile, a sua volta già al lavoro con la barca praticamente pronta.

Camper-Emirates TNZ – Una bella accoppiata, imperniata su Grant Dalton. Il roccioso skipper neozelandese, pluricircumnavigatore e vincitore del giro, uomo-simbolo dei valori della vela kiwi dopo la scomparsa di Peter Blake (al punto di prendere le redini anche del team ETNZ in Coppa America), dopo un giretto di valzer con Riccardo Bonadeo dello Yacht Club Costa Smeralda, si è accasato dove ha sentito soffiare il vento. Ancora una volta la Spagna, il Real Club Nautico di Palma, il supersponsor Camper (rivale diretto, o quasi, di Puma sul mercato delle calzature): ma la forza vera di questa barca è l’equipaggio “maori” che Grant ha già in mente, tutta gente che ha più oceano che sangue nelle vene. Provate un po’ a fermarli.

E altri team e nazioni sono in rampa di lancio, praticamente sicuri al via. La Spagna tornerà con Telefonica, l’equipaggio ancora una volta imperniato su molti velisti olimpici è in fase di selezione, ed è tutt'altro che da escludere un secondo team iberico. L’Irlanda, presente all’ultimo giro con Green Dragon (misto irlandese-cinese), forte dell’arrivo-soettacolo a Galway ha già i soldi (in gran parte pubblici) per una barca tutta “irish”. Di conseguenza la Cina a sua volta pensa a un team tutto rosso, anche per onorare la tappa di Sanya. Di Bertarelli si è detto. C’è poi – sempre in tema di stopover – l’incognita Brasile col solito Torben Grael, e la voglia del Portogallo (che non ha le forze): ne potrebbe venire fuori una alleanza, anche linguistica. Dal nord Europa ancora niente, la Svezia (privata in un colpo solo della “sua” Volvo e della tappa finale) sembra voltare le spalle, ma le tradizioni oceaniche scandinave sono forti, e non si può escludere che un gruppo di velisti trovi sponsor per partire. All’ultima Volvo Ocean Race erano in 8, alla prossima non saranno di meno.

E veniamo all’Italia.

Questa è la video-presentazione di Italia70, il primo consorzio associato alla nuova edizione del giro.


Italia 70 – Dopo l’acquisto di Ericsson 3 da parte di John Elkann, la presidenza del consorzio di Carlo Croce, la nomina di Fulvio Zendrini a CEO, la presentazione allo YCI e l’uscita di un website ufficiale (www.sfidaitalia70.it), tutto intorno al suo skipper Giovanni Soldini. Lui ha voluto fortemente la sfida, ha coinvolto i potenti, con i quali gira in prima linea spendendosi alla ricerca degli sponsor, lui ha scelto la linea dell’approccio soft (prima edizione con barca usata, per fare esperienza, poi assalto vincente nel 2014), lui ha lanciato una selezione enorme alla ricerca di velisti (rigorosamente “solo italiani”) da immettere nell’equipaggio. A parte Pietro D’Alì, spalla solida di Giovanni, l’unico nome praticamente sicuro del team velico è Gabriele Olivo, il solo italiano al via dell’ultima edizione, con Telefonica Blu.

Ma il programma velico che Soldini aveva in mente è fermo, come la barca in cantiere a La Spezia. Niente allenamenti per ora. E anzi tutta la pianificazione di Italia70 è slittata di almeno due mesi. Motivo? Va a rilento l’acquisizione di sponsor. Dopo l’avvio scoppiettante, si sono arenate le altre trattative, la ripresa non s’è vista, i dubbi hanno prevalso sul rischio. E oggi Italia70 ha in banca solo 6 dei 12-15 milioni di euro necessari a partecipare alla VOR. Così, con gli allenamenti-selezione di Soldini, è a rischio anche il grande giro promozionale di Zendrini, che aveva progettato un villaggio itinerante con barche, velisti e spettacolo nei porti e nelle piazze italiane.

Un progetto fantastico che per un attimo aveva fatto balenare una collaborazione con il Giro d’Italia di Cino Ricci (ne abbiamo parlato su questo minuscolo blog, QUI), con Carlo Croce che pensava al coinvolgimento della FIV e di alcuni giovani atleti, le scuole italiane, il Ministero dell’Istruzione, quello delle Attività Produttive e così via, fino al sostegno di Nave Italia per promuovere il mare come esperienza terapeutica per chi ha un handicap. Una kermesse esagerata che neanche in Gran Bretagna, un mix supersonico tra marketing sportivo, operazione culturale (“la barca degli italiani”), promozione della vela e “sogno italiano di una nazione pronta a competere su tutti i mari e i mercati del mondo”. Bum! Magari fosse. Intanto però l’alleanza (che sarebbe stata doppiamente strategica) con il giro di Cino Ricci pare sfumata. E tutto il piano per ora è fermo ai box. Lo stesso multipresidente Croce, che pure le ha tentate tutte, deve fermarsi a rifiatare. Ma non mollate, ragazzi. Magari c’è un Piano-B, un’operazione meno universale e più sportiva. Fateci soffiare sulle vele di Italia70.

Alessandro Di Benedetto: avanza, disalbera, ripara, continua. Ed è a Capo Horn!


Prosegue l'incredibile impresa del navigatore solitario italiano Alessandro Di Benedetto, 39enne geologo: il giro del mondo senza scalo nè assistenza con partenza e arrivo a Les Sables d'Olonne, il porto atlantico francese simbolo delle grandi imprese per la sua Globe Challenge. Dal 26 ottobre, giorno della partenza, il piccolo Findomestic, uno scafo di appena 6 metri e mezzo, evoluzione di un Transat preparato per il giro del mondo, ha già doppiato due grandi capi (Buona Speranza e Leewin) e ora è a 100 miglia da Capo Horn, doppiato il quale inizierà la "risalita" dell'atlantico verso il ritorno. Come abbiamo spiegato nella nostra news sulla partenza, Alessandro vuole entrare nel Guinness dei primati come barca più piccola in assoluto a completare il giro del mondo senza scalo (il record attuale appartiene a un 32 piedi Jeanneau, in 185 giorni). Un vero e proprio record del mondo, con l'omologazione del WSSRC/ISAF. Una grande impresa, affrontata con lo stile di Alessandro: sereno, ottimista, in rapporto con la barca, gli elementi. Con la filosofia del legame con il grande mare. Quasi con leggerezza: un modo "moitessieriano" di vivere il viaggio. Qualunque cosa accada...

IL DISALBERAMENTO, LA RIPARAZIONE, LE PROVVISTE PER 9 MESI...
E può accadere anche il peggio. L'evento più temuto da tutti i velisti e navigatori: il disalberamento. Accade a Findomestic il 30 marzo, pochi giorni fa, poco prima di Pasqua. Dal sito ufficiale di Alessandro scrivono: "A causa delle condizioni meteo estreme, la piccola barca Findomestic Banca ha disalberato, Alessandro sta bene e lo scafo è in buone condizioni e galleggia. Alessandro sta provvedendo a costruire un albero di fortuna e dirigersi verso il Cile in una zona idonea per potere riparare la barca."
E ancora altri aggiornamenti poco dopo: "Alessandro sta bene, non intende fermarsi e il morale è ottimo. Sta costruendo un nuovo albero con un pezzo di 6,37 m recuperato da quello rotto. Con il nuovo albero dovrebbe portare la randa con 2 mani di terzaroli, un fiocco e forse un aquilone."
Poi l'urlo liberatore di Alessandro, ancora riportato dal sito, le prime parole della domenica di Pasqua: "Ho trovato nel mio uovo di Pasqua ... .. un nuovo albero!" "Sta lavorando sulla randa per adattarla al suo nuovo albero. Naviga al momento con il solo fiocco. Alcuni si chiedono se avrrà abbastanza cibo per raggiungere Les Sables d'Olonne, in seguito al disalberamento. Rassicuratevi, Alessandro aveva a bordo cumbusa per 9 mesi, e semi da far germoliare per avere ogni giorno una insalatina fresca."

(Nell'immagine, l'avanzamento e la rotta di Findomestic Banca nel Pacifico del Sud, prima e dopo il disalberamento del 30 marzo)

IL DIARIO DI BORDO
Ed ecco, prima e dopo il disalberamento, le brevi frasi dal LOG di Alessandro di Benedetto e della sua minuscola (un po' come questo blog, no?) Findomestic Banca, ormai vicinissima a Capo Horn.

giovedi 11 marzo 2010 20:59
Albero in acqua nella burrasca di ieri. Oceano a volte bianco... Piegato il sostegno del segnavento dell'autopilota che ho messo a posto questa mattina salendo in testa d'albero. Nessun danno rilevante alla barca. Io sto bene."

mercoledi 17 marzo 2010 21:06
Bolina stretta sull'onda lunga del Pacifico. Ho appena fatto ingresso nel fuso orario UT - 8h. Abbandonati temporaneamente gli Urlanti per i Ruggenti, inizio a scandire il mio avanzamento non più con le miglia percorse ma con quelle che mi separano da Capo Horn...

lunedi 22 marzo 2010 02:15
Bel sole in questi giorni nell'immensità dell'Oceano Pacifico. Nessun avvistamento di navi dal sud Atlantico..... Rari anche gli uccelli. Ogni tanto un albatros solitario viene a farmi visita. Terra più vicina: l'Isola di Pasqua 1000 miglia più a nord. Il mio Findomestic Banca è in perfette condizioni, naviga con un bel passo con lo spinnaker issato ed io mi sento, al momento, più riposato ed in forma di quanto non lo fossi alla partenza.

30 marzo-Disalberamento

Mercoledi' 31 marzo 2010 21:37
Ho appena terminato la riparazione della base del piede d'albero sopra la coperta, con époxy, carbone attivo e piccolo fornello (fabbricato con i preziosi consigli di Alberto Romano) e l'aiuto del sole, per cuoccere a 32°. Adesso un piccolo "break", per pranzo: taboulé e acqua dolce fatta con il dissalatore. Penso do provare ad alzare l'albero riparato domani pomerriggio quando l'époxy sarà catalizziata. Strada verso NW nel senso dei correnti e del vento.

Venerdi 2 aprile 2010 01:59
L'albero é a posto. Pranzo in fretta, dopo comincerò a fissare tutto e preparare i cavi d'acciao per le sartie.

Venerdi 2 aprile 2010 14:13
Lavorato senza tregua ai cavi d'acciaio, rimangono gli ultimi due da preparare.
Produzione d'energia con eolica e alcuni pannelli solari.

Domenica 4 aprile 2010 08:20
Boma, sartie, sostegno della boma, etc. rimessi a posto con la "piccola" randa di soccorso ed una mano di terzaroli. Randa strappata e stecche rotte, ho bisogno di tempo e buon meteo per ripararla, ed anche é troppa grande per questo nuovo albero.

Lunedi 5 aprile 2010 08:34
Colpo di vento abbastando forte. Barca ok. Adesso vento forte passato. Un buon pranzo caldo e vado ha provare a dormire.

Mercoledi 7 aprile 2010 12:57
Ancora parecchi lavori da fare per rimettere tutto in ordine ed affrontare il Capo Horn nelle migliore condizioni. La barca ed io OK.

Giovedi 8 aprile 2010 13:50
Connessioni dell'anemometro al pilota automatico OK. Questa notte velocità massima sui 10 nodi...! Buona velocità media queste ultime 24h sui 5,5 nodi. Provo tutte le vele per "addomesticare" la mia nuova attrezzatura.

Domenica 10 aprile 2010 00:32
Allestito albero di fortuna, provo adesso, per mantenere una velocità accettabile, ogni sorta di combinazione di vele in varie posizioni. Una balena è apparsa, a sinistra della barca, ieri all'imbrunire. Le è poi passata sotto ed è emersa a circa 20 metri a dritta con un possente sfiato. Sembra, ma non sono solo qui... Cabo de Hornos, dritto di prua, si avvicina sempre più...!

(Anche questo è un modo per "guardare" alle regate di questo fine settimana: Roma per 2-Roma per Tutti, e Grand Prix d'Italia dei Mini650. Tanti velisti italiani, sempre di più, si avvicinano - e si innamorano - della grande vela d'altomare, giorni e notti tra bonacce e colpi di vento, a prendere il ritmo del mare, del cielo. Un'altra vela, un modo di vivere, una scelta estrema o l'esperienza indimenticabile di alcuni giorni. La libertà. Intanto Alessandro è a Capo Horn...Queste note sono un modo per fargli sentire la nostra presenza a bordo)

mercoledì 14 aprile 2010

Vela d'altomare, da Palagruza alla Roma Per 2

UN BEL VIDEO: 380 MIGLIA NO-STOP LUNGO LA CROAZIA A BORDO DI UN POGO 40 IN 1'45": PRIMA INFILATEVI LA CERATA...


... PER ENTRARE NEL CLIMA DELLA ROMA PER 2 - ROMA PER TUTTI
Bello il filmato vero? E' una regata semi-sconosciuta, si chiama The Round Palagruza Cannonball Regatta, un percorso di 380 miglia lungo le coste della Croazia sul percorso: Biograd-Dugi Otok-Vis/Bisevo-Palagruza-Mljet-Korcula-Hvar-Mulo-Biograd.

Ogni regata davvero "lunga", come ogni navigazione no-stop regala sempre emozioni che a loro volta sono di lunga durata. Nel prossimo week-end a Riva di Traiano parte la Transtirrenica Roma Per 2 - Roma Per Tutti (in doppio o in equipaggio), una delle superclassiche della nostra vela, oltre 500 miglia a cavallo del Tirreno, uno dei mari più belli del mondo. E' uno dei "mondi" della vela, l'altomare. Fatto di preparativi, meteo, cambusa, marinai veri, spirito di solidarietà e condivisione di grandi avventure. Una traversata lunga a vela è sempre da raccontare. Iscrivetevi, o almeno andate a vedere le banchine sabato e domenica.

martedì 13 aprile 2010

Il Centro Federale più Centro Federale che c'è

COME LAVORA, COME E' FATTA E COSA ORGANIZZA LA SAILING ACADEMY DI WEYMOUTH-PORTLAND, SEDE DELLE PROSSIME OLIMPIADI (E TANTO ALTRO ANCORA). A COMINCIARE DALLA "INTERNATIONAL YACHTING CONFERENCE" DEL PROSSIMO 23 APRILE

Il prossimo venerdi 23 aprile la Weymouth and Portland National Sailing Academy (WPNSA), sede delle regate veliche per i prossimi Giochi Olimpici di Londra 2012, ospiterà una “International Yachting Conference”. L’incontro ha lo scopo dichiarato di promuovere lo sport della vela e la cultura del mare, e vedrà l’intervento di alcuni speaker di rilievo. L’accademia velica di Weymouth-Portland sta rapidamente affermandosi come sede internazionale di grandi eventi velici, e numerosi marchi leader dell’industria nautica e dell’economia stanno investendo sull’area. Edward Leask, presidente di WPNSA introdurrà gli ospiti, tra i quali: Maria Moynihan-Lee, guida del team che ha lavorato per Galway assicurando alla città irlandese la nomina di città sede dell’arrivo della prossima Volvo Ocean Race 2011-2012, Ian Dickens, Marketing Director della Clipper Ventures, organizzatore della Clipper Round the World Race; Sir Keith Mills, il patron di TEAMORIGIN consorzio inglese per l’America’s Cup; e Rod Carr, uno dei personaggi più influenti della federazione inglese, la Royal Yachting Association.

UN VIDEO DI 6 MINUTI: IMMAGINI DI VITA DEL CENTRO, RACCONTATO DAI SUOI RESPONSABILI


UN ALTRO VIDEO DI 4 MINUTI: UN RADUNO CON TUTTI I TIPI DI LASER A WEYMOUTH


In Italia la situazione dei Centri Federali è in movimento, come si sa (principalmente perchè ne abbiamo parlato da questo minuscolo blog) c'è al lavoro un manager di grido come Aldo Tomasina, ci sono in dirittura d'arrivo (ultimate tutte le procedure di esame e verifica, deliberati dal Consiglio, mancano solo i protocolli con le località) due sedi: La Maddalena e Campione del Garda (ne abbiamo parlato diffusamente e potete leggere QUI l'articolo completissimo) che sono di sicuro fascino ma lasciano aperti parecchi dubbi sulla logistica: un'isola dell'isola, e un paesino dell'alto Garda collegato poco e male, non sono il massimo quanto a raggiungibilità. Ma sono questioni in via di superamento. Più importante sarebbe capire come procede la ricerca di altre sedi. La nostra vela ha bisogno di Centri Federali, soprattutto nel centro-sud, magari senza villaggi o alberghi o vocazione turistica, ma con attrezzature, logistica, mezzi, uomini e meteorologia adatti alla vela.

lunedì 12 aprile 2010

Luna Rossa, un giro di samba a La Maddalena


Saranno tre i team italiani in gara al Louis Vuitton Trophy La Maddalena che inizia il prossimo 22 maggio nell'isola a nord della Sardegna. Oltre a Mascalzone Latino Audi Team, challenger of record della prossima America's Cup con il Club Nautico Roma e co-organizzatore della tappa italiana insieme alla Regione Sardegna, e ad Azzurra dello Yacht Club Costa Smeralda, protagonista della regata sarà anche l'equipaggio di Luna Rossa, a guida brasiliana. Patrizio Bertelli ha confermato la partecipazione del team a La Maddalena in un recente incontro a Milano con Bruno Troublè, il portavoce di Louis Vuitton e patron del circuito. E' probabile che il guidone di Luna Rossa sia ancora quello dello Yacht Club Italiano.

Lo squadrone velico di Patrizio Bertelli, protagonista degli ultimi 10 anni della storia delle sfide italiane ai grandi trofei velici, vincitore della Louis Vuitton Cup nel 2000 ad Auckland, che proprio di recente ha confermato la sua partecipazione al circuito Audi Medcup della classe TP52 (vedi notizia nella colonna a fianco), si prepara quindi a contendere il cuore dei tifosi italiani in quello che si annuncia come uno dei grandi appuntamenti dell'anno.

Il blasone storico di Azzurra, il cuore e i risultati di Mascalzone Latino Audi, il fascino di Luna Rossa. L'estro di Francesco Bruni (timoniere di Azzurra affiancato dal tattico Tommaso Chieffi), la solidità di Gavin Brady (timoniere di Mascalzone Latino Audi, con il tattico Morgan Larson e il navigatore Flavio Favini), il genio di Robert Scheidt (timoniere di Luna Rossa affiancato alla tattica dal connazionale Torben Grael): ne vedremo delle belle.

Un altro week-end straordinario di normalissima vela

SCARLINO
Venticinque nodi nel golfo di Follonica, con i Melges 24 che volano e capriolano (qualche assaggio nel video sotto), e una classifica dove spiccano fuoriclasse da Coppa America, grande altura e classi olimpiche, e anche nomi importanti finiscono nelle retrovie perchè questo monotipo ormai è professionismo. Sono regate belle da vedere. Vince Flavio Favini con Matteo Ivaldi e Stefano Rizzi sulla barca dell'armatore svizzero Franco Rossini, Blue Moon, ma guardatevi la classifica per capire meglio la classe.



PUNTA ALA
Poco lontano, a Punta Ala, la seconda nazionale Finn e il bis di Michele Paoletti, che adesso fa sul serio e diventa un player significativo sulla strada di Londra 2012.

MARSIGLIA
E che dire della tappa francese del World Match Racing Tour a Marsiglia? Ha vinto un francese, Mathieu Richard vecchia conoscenza, davanti a Sir Ben Aisnlie, ma i due ottimi azzurri presenti hanno fatto capire di essere tra i top: 3° Francesco Bruni (Azzurra), e 4° Paolo Cian (TeamItalia). E forse è appena il caso di ricordare che tra circa un mese sbarca in Italia il supercirco della Louis Vuitton, per una tappa da non perdere a La Maddalena...

GENOVA
Una parata di tall-ship di mezzo mondo davanti allo scorcio di Camogli (che è già di per se stesso una parata di bellezza, specie in primavera), e quindi il via delle navi sulla rotta che le porterà a Trapani. Vela anche questa, peccato non vederla nei tiggì.

CIVITAVECCHIA
Vento e clima giusti a Civitavecchia per lo Spring Trophy dei windsurf giovanili Techno 293, tappa italiana valida quale selezione per le Olimpiadi giovanili di Singapore 2010: un appuntamento da primissima pagina, tanti surfisti da tante nazioni, i protagonisti del futuro, e per la vela azzurra l'attacco decisivo alla conquista del posto-olimpico per Singapore. Attacco riuscito, perchè la bravissima baby di casa (LNI Civitavecchia) Veronica Fanciulli conquista il 3° posto e la qualifica young-olympics in un colpo solo, e la stessa impresa la compie anche Davide Benedetti (anche lui LNI Civitavecchia), 7° posto e qualifica. A Civitavecchia fanno festa tutti: giovani surfisti da tutto il mondo, il club sempre accogliente ed efficiente del presidente Marco Corti, il tecnico federale Filippo Maretti che ha lavorato sotto lo sguardo vigile e tifoso del consigliere di presidenza Pino Barbieri (foto sotto).



CLASSIFICHE COMPLETE, FOTO E COMMENTI A QUESTO LINK

CANNES
Intanto da Cannes giungevano altre news dal Mondiale Byte CII, la classe che somiglia al Laser ma con una randa che somiglia al 29er, e prodotta da Nautivela, scelta dall'ISAF quale singolo M/F proprio a Singapore 2010, prime Olimpiadi giovanili. C'era una pattuglia azzurra con mezza Riva del Garda, e Marco Benini ha ben figurato, sfiorando di poco il podio e conquistando un 4° posto che lo conferma tra i big. Insomma un nome e un volto "freschi" da seguire in vista dell'avventura - tutta da decifrare - di queste Olimpiadi-Baby. Marco Benini comunque aveva già qualificato l'Italia nella classe maschile, quindi a Cannes l'impresa l'ha fatta Cecilia Zorzi, che va su questa barca da poche settimane e con un 10° posto al Mondiale regala all'Italia qualifica e en-plein.
CLASSIFICHE MONDIALE BYTE CII DOPO 9 PROVE

IL SITO UFFICIALE DI SINGAPORE 2010

Come avviene da molte edizioni nelle Olimpiadi "maggiori", anche a livello giovanile la Nostra Vela si qualifica in tutte le classi. Bravi, si vede che il lavoro paga, si vede che i nostri vivai, in molte Zone diverse e in molti club ("Grandi" o meno, blasonati o meno, per riprendere il senso del post precedente), funzionano, sfornano ragazzini e ragazzine bravi, equilibrati, intelligenti, capaci di passare di classe, interpretare venti e onde, tattiche e strategie, competere a livello internazionale. Nel bel mezzo della riqualificazione della formazione giovanile con il famoso progetto Under 16 della Nuova FIV, queste Olimpiadi giovanili di Singapore 2010 vedranno all'opera una squadra di azzurrini che viene dritta dritta dal "sistema" vela giovanile che la rete FIV-Zone-Circoli-Strutture tecniche (locali e nazionali) ha sviluppato nel tempo. E' un'onda lunga, insomma. E come tutte le onde lunghe, va presa bene per farla durare (e rendere) al massimo.

Era solo un normalissimo week-end di straordinaria vela, o viceversa. Ne capitano spesso di settimane così.

venerdì 9 aprile 2010

Grandi Club


Si è chiuso con la presentazione della stagione velica del Circolo Canottieri Aniene il tris di vernissage dei super-club: lo Yacht Club Italiano del multipresidente Carlo Croce, poi lo Yacht Club Costa Smeralda del Commodoro Riccardo Bonadeo, e oggi il circolone romano del superpresidente Giovanni Malagò. Tre grandi club-salotto, con soci e tradizioni forti, potenza di mezzi, valori storici e visibilità. Realtà essenziali a un movimento sportivo, come del resto l’enorme tessuto connettivo fatto dai centinaia di club “normali” senza salotto e senza potenza ma sorretti da un entusiasmo e una passione incrollabili. Gli uni sono necessari agli altri, più di quanto si creda.

L’Aniene, che è arrivato alla vela da poco (affiliato alla FIV da pochi mesi) ma è una delle polisportive più ricche e vincenti d’Europa, affiliato a ben 11 Federazioni sportive, non è partito certo col piede sul freno: i suoi primi “acquisti” si chiamano Alessandra Sensini (la vicepresidente FIV presente e felice alla presentazione di oggi), “sottratta” nientemeno che allo YCI, e Vasco Vascotto (foto). Ma al loro fianco si sta allestendo una squadra che guarda lontano e punta sull’alleanza con alcuni gruppi sportivi militari (Marina e Aeronautica, c’erano anche G&G, le super 470iste azzurre, anche loro “vicine” al club di Malagò) e sui giovani, seguendo una cultura sportiva che sin qui ha fatto la fortuna dell’Aniene. Come Andrea Crollalanza e Boris Bignoli, due bravi laseristi Under 20, già nel giro delle squadre nazionali, cresciuti assai bene nel vivaio dell’AV Bracciano (è il mio club, uno di quelli del tessuto connettivo). O come Federico Gaspari e Luca Tubaro (che vanno in 49er), tanto per citarne alcuni. E grande attenzione l’Aniene la sta ponendo alla Scuola Vela, a partire dalla scelta di un bravo Istruttore. Certo che è un bel partire, quando 12 soci – come ha spiegato il plenipotenziario della vela Giancarlo Gianni, un super-appassionato che sta coordinando il decollo velico del circolo giallo-azzurro – donano altrettante barche alla scuola del circolo. Optimist, Bug, Laser Bahia, Este 24, tutte in mostra oggi nei giardini all’ingresso del Circolo. Che, si sa come vanno queste cose, ha anche una certa facilità nel trovare sponsor: in questo caso Alitalia, Banca Aletti, Alviero Martini.

Con Giovannone Malagò (foto) le conferenze stampa diventano intrattenimento, e ci sa fare. Ha presentato magistralmente i suoi testimonial, con un quadretto molto originale e “giusto” di Vasco, definito: “Un vero sportivo, per passione ed entusiasmo”, e anche “coraggioso, innovativo e fuori dal coro”. Alzi la mano chi avrebbe definito così l’eclettico velista di Muggia, e invece è tutto giustissimo. Sulla Sensini Malagò ha scherzato: “Una signorina alle prime armi, vuole avvicinarsi alla vela...”, ma domani alla regata sociale in programma a Santa Marinella (dove c’è la sede a mare della sezione velica del CCA) il presidente ha scelto proprio la supercampionessa olimpica, e non è mai un caso perché quando gareggia Malagò vuol sempre vincere.

Vasco ha ringraziato e ha detto che all’Aniene ha trovato una famiglia “sana” dove ci si da del tu al primo incontro anche con i capi di Stato. Alessandra ha ringraziato perché all’Aniene ha trovato un supporto di qualità al suo lavoro di preparazione olimpica ma anche “calore”.

E alla fine, il presidente del potentissimo Circolo Canottieri Aniene Giovanni Malagò ha lanciato un appello: “Spero che la FIV ci regali una bandiera della federazione, per abbellire il club”. Quando si dice savoir-faire. Chissà se allo YCI hanno mai chiesto una bandiera FIV.

giovedì 8 aprile 2010

Un altro anno da Yacht Club Costa Smeralda

Milano, 8 Aprile 2010. Yacht Club Costa Smeralda ha presentato oggi, presso il Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo Da Vinci” di Milano, il calendario sportivo 2010.
Dopo oltre quaranta anni di attività sportiva ad altissimo livello, anche quest’anno lo YCCS si presenta da protagonista nel panorama sportivo internazionale con l’organizzazione di ben 11 regate, tra le quali tre campionati validi per l’assegnazione del titolo di campione del mondo.

A fare gli onori di casa il Commodoro Riccardo Bonadeo che, presentando le regate del club ha dichiarato: “Uno dei nostri obiettivi principali è dare continuità alle nostre stagioni sportive, con eventi di altissimo livello internazionale. Fino ad ora questo è stato possibile grazie a tre fattori fondamentali: il primo è che possiamo vantarci di avere dei campi di regata unici al mondo; il secondo è che, grazie alla lungimiranza di S.A. L’Aga Khan, abbiamo un Club che ha saputo sempre evolversi tra tradizione e modernità;  infine il terzo: i nostri partner che hanno capito la nostra filosofia ed hanno saputo supportarci in ogni avventura”.

Ad illustrare il calendario, il Direttore Sportivo Edoardo Recchi ha ricordato: ”Nell’individuare i nostri eventi, cerchiamo di avere la sensibilità giusta per capire quali sono i movimenti dello yachting internazionale. Questo ci permette di essere sempre partecipi, e talvolta attori principali, del mondo in cui viviamo”.
In rappresentanza del Consiglio Direttivo del Club, a nome della Principessa Zahra Aga Khan, ha preso la parola il vicepresidente Jimmy Kerkoc che, dopo aver ringraziato tutto lo staff dello Yacht Club Costa Smeralda ha sottolineato che: “Per volontà del nostro Presidente, la Principessa Zahra, da quattro anni stiamo lavorando con impegno per sviluppare progetti ambiziosi che garantiscano al nostro guidone un’immagine internazionale di prestigioso assoluto”. Il vicepresidente ha poi ringraziato gli sponsor: Pier Luigi Loro Piana, Gian Riccardo Marini di Rolex, Michael Frisch di Audi, sottolineando quando sia importante il loro supporto nella politica di sviluppo del Club.

A omaggiare le attività del Club anche una lettera del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo Sport On. Rocco Crimi che sottolinea l’importanza di Azzurra all’interno del panorama della vela italiano e internazionale “ Il governo Italiano vuole manifestare, il più grande plauso allo Yacht Club Costa Smeralda, che con le insegne di Azzurra porta nei mari dei diversi continenti non solo la bravura e la capacità dei velisti italiani ma, soprattutto, i colori della nostra Nazione”.

In conclusione, Riccardo Bonadeo, in qualità di Presidente del Consorzio Azzurra, ha sottolineato che: “Dopo i risultati sportivi di Nizza e di Auckland durante il Louis Vuitton Trophy, possiamo affermare che Azzurra non è più solo il nostro passato, ma rappresenta i nostro futuro. Grazie alla progettualità di Giovanni Maspero, l’idea di base infatti è sua, siamo diventati in breve tempo una realtà importante. Il nostro gruppo è prima di tutto italiano, nel vero senso della parola, poi è estremamente compatto e professionale. Queste saranno le basi del nostro lavoro futuro”.
 
CALENDARIO 2010

Trofeo Vela & Golf Porto Cervo | 07/05 09/05
Loro Piana Superyacht Regatta Porto Cervo | 08/06 12/06
Trofeo Challenge Alessandro Boeris Clemen Porto Cervo | 19/06 20/06
Audi Invitational Melges 32 Porto Cervo | 25/06 27/06
Farr 40 European Circuit leg Porto Cervo | 25/06 27/06
ISAF Offshore Team World Championship - Audi Sardinia Cup Porto Cervo | 28/06 03/07
Invitational Smeralda 888 Porto Cervo | 09/07 11/07
Coppa Europa Smeralda 888 Porto Cervo | 16/07 18/07
Maxi Yacht Rolex Cup - Mini Maxi Rolex World Championship Porto Cervo | 05/09 11/09
Rolex Swan Cup - Rolex Swan 45 World Championship Porto Cervo | 13/09 19/09
Oyster Regatta Porto Cervo | 21/09 25/09
 
Azzurra
Nelle attività stagionali del Club, un ruolo di assoluto rilievo verrà assegnato agli impegni agonistici di Azzurra. Dopo il successo di Nizza e il significativo terzo posto di Auckland, infatti, l’equipaggio che già tante emozioni ha regalato agli appassionati, sarà impegnato nella tappa del Louis Vuitton Trophy di La Maddalena (22 maggio – 6 giugno) e di Dubai (13-28 novembre) oltre che nel prestigioso circuito internazionale di match racing (World Match Racing Tour 2010).

(Perdonatemi, una volta tanto (anzi la prima volta), un bel "copia e incolla")

mercoledì 7 aprile 2010

Una intervista a modo nostro

Alassio, raduno 49er, con i Sibello, il CT De Pedrini e un grappolo di giovanotti. Li abbiamo seguiti, intervistati, filmati. Sono il presente-futuro della nostra vela, perdipiù olimpica. E hanno tanto da dire, basta farli parlare. Questo è solo l'inizio: scopriamo insieme Gimmi Togni e Nicolò Fasoli, che tanto bene sono andati a Palma all'esordio in Coppa del Mondo.



(A proposito dell'intervistatore: come si vede la FIV l'ha sempre sul cuore... Ma stava male, faceva un freddo cane ed era l'unico giubotto disponibile)

martedì 6 aprile 2010

Primo aprile

E' passato senza scossoni o scherzi da ricordare il 1° aprile 2010 in Italia, anche nella vela. Tradizionalmente la sailing newsletter internazionale Scuttlebutt, invece, ha dedicato un numero speciale al "foolish day", con notizie scritte dalla redazione e dai lettori. Tra le perle una intervista al presidente ISAF Goran Peterson il quale, di ritorno dalle Olimpiadi invernali di Vancouver, riflette su alcune necessarie riforme alla vela mondiale, tra cui una più effettiva gestione del rapporto tra velisti pagati (professionisti) e dilettanti, che dovrà essere indicata a partire dai Bandi di Regata, e un giro di vite sulla definizione di "World Championship" in numerose classi. Notevoli anche le news circa il nuovo tentativo di record sul giro del mondo a vela a cura di due "grandi vecchietti" dello yachting, il decano dei giornalisti velici Bob Fisher, e il celebre navigatore Robin Knox-Johnston; e l'assistenza anti-pirateria offerta dal governo olandese ai partecipanti alla prossima Volvo Ocean Race, alla quale sembrerebbe iscritto anche un team di Ernesto Bertarelli. Ma la migliore di tutte è l'annuncio dell'acquisto da parte di Harken (nello sforzo di differenziare il proprio business) di una famosa fabbrica di birra, la Pewaukee Brewing Company, con tanto di dichiarazioni di Peter e Olaf Harken sul rapporto tra regate e il gusto della birra, e l'appello a bere responsabilmente. Bello il primo aprile...

E in Italia? Potevamo immaginarci un pesce d'aprile? Potevamo, per esempio, scrivere che, con una riunione lampo il Consiglio di Presidenza FIV ha preso alcune decisioni sorprendenti e inaspettate, compreso un rimpasto di incarichi al proprio interno. A quanto pare il presidente Carlo Croce, dopo alcuni giorni di vacanza in montagna, sembra voglia attuare un deciso cambio di rotta rispetto ad alcune visioni del suo primo anno in FIV. In particolare si prevede un ritorno dei Gruppi di Lavoro, che saranno gestiti in modo da limitare le spese, si riuniranno solo per via telematica, e torneranno a coinvolgere i migliori esperti di settori nevralgici dell'attività e dello sviluppo della vela italiana, in particolare "Velascuola e Promozione della vela", "Comunicazione e Marketing" (che avrà anche un sotto-gruppo dedicato esclusivamente al marketing e alla comunicazione dedicata alla vela olimpica e alle squadre azzurre), "Istruttori e Allenatori", e "Carte Federali". Quest'ultimo in particolare è incaricato di lavorare insieme al presidente della Commissione permanente Affari Giuridici e Carte Federali Giancarlo Sabbadini, e ai suoi componenti Pierluigi Ciammaichella, Francesco Farneti e Ernesto Russo, alle bozze di proposte di modifiche allo Statuto federale, per le quali è stato anche deciso un coinvolgimento preventivo della Consulta dei presidenti delle Zone. Chi ha avuto modo di avvicinare il presidente negli ultimi giorni riferisce comunque della sua nuova convinzione di non stravolgere lo Statuto: le Zone resteranno 15, e il sistema elettorale sarà solo leggermente facilitato dal punto di vista tecnico. Nel rimpasto in Consiglio di Presidenza, il VPV Glauco Briante si scambia Settore con Fabrizio Gagliardi (che resta all'Altomare), lasciando così la responsabilità della Promozione, Immagine e Comunicazione, dopo le numerose critiche emerse dal Consiglio di Palermo... E così via, tra pesci, illusioni e speranze. Resta sempre la "nostra" FIV.
(Nella foto: pensavate di aver visto tutto, eh? Ma questo è troppo: una barca progettata (e quel che è peggio, realizzata) per navigare dando l'impressione di essere sul punto di affondare...)

lunedì 5 aprile 2010

I Mille di Riva si sono divertiti, nonostante tutto


Conclusa la festa Optimist a Riva del Garda, con tanta pioggia e freddo, e anche qualche mugugno per la gestione inevitabilmente complicata delle regate: ma ve lo immaginate cosa significa far regatare 942 ragazzini, divisi tra Cadetti e Juniores? Sul momento dell'Optimist e sul Meeting del Garda torneremo sentendo anche alcuni protagonisti. Intanto vi offriamo le (lunghissime) classifiche finali (sotto i link diretti). E due battute del presidente della FVR Mauro Stanga.

"Nonostante il tempo che non è stato sempre dalla nostra, il Meeting si è chiuso positivamente - ha dichiarato il presidente della Fraglia Vela Riva Mauro Stanga - "il Comitato di regata è riuscito a far concludere il maggior numero di prove possibili e questo è sicuramente un gran vantaggio offertoci oltre che dall'efficienza dei giudici, anche dal nostro lago di Garda Trentino che non ci fa mai mancare il vento. Sono contento perché le classifiche comunque dimostrano che il campione emerge, anche tra numeri così alti di partecipanti a dimostrazione che anche tecnicamente rimane un evento importante. Come Fraglia della Vela Riva ci teniamo affinché il Meeting del Garda, possa essere anche un'occasione di incontro tra la gente e popoli di tutto il mondo, vissuto nello sport e nella vela. Un'esperienza di un vissuto che possa dare in termini di cultura e soddisfazioni personali qualcosa di diverso - ha concluso soddisfatto Mauro Stanga.

Nonostante la pioggia e la nuvolosità quasi costante a parte un giorno nel quale il lago si è trasformato in uno spettacolo di colori, in quattro giorni di manifestazione si sono portate a termine 6 regate sia per i cadetti che per gli juniores, un numero sufficiente per assegnare la possibilità di scartare la prova peggiore e quindi far emergere i migliori in regata.

CLASSIFICA CADETTI FINALE DOPO 6 PROVE

CLASSIFICA JUNIORES FINALE DOPO 6 PROVE

domenica 4 aprile 2010

sabato 3 aprile 2010

Potreste immaginare una Pasqua più bella?

ORE 8 A RIVA DEL GARDA PER I CADETTI OPTIMIST: SULLO SCIVOLO SI SCIVOLA...PER IL GHIACCIO!


Quanta strada aveva fatto Bartali...e quanta acqua, quanti meeting, quante onde serviranno ai 942 baby velisti che stanno vivendo la più bella Pasqua velica, per diventare un giorno, forse, azzurri della vela olimpica, e andare a Palma o a un’altra tappa di Coppa del Mondo? Un bel mistero, ma bello davvero, di quella bellezza pura che solo il sorriso di una bambina o un bambino sanno regalare. Certe volte è meglio godersi la bellezza e non provare a risolvere misteri: e questa è una di quelle volte. Tutto troppo bello a Riva, tutti troppo bravi, al club, in acqua, in giuria, all’assistenza, ai servizi, e anche i partecipanti, i coach, gli accompagnatori, tutti quelli direttamente o indirettamente coinvolti sembrano più felici. Un bel mondo. I cui numeri continuano a promettere bene per il nostro futuro.

IL VIDEO (BELLISSIMO ED EMOZIONANTE) IN ACQUA DURANTE LE REGATE


(Dal comunicato stampa (perché c’è anche chi ne fa più d’uno di comunicati...) della FVR) - A Riva del Garda la Fraglia Vela Riva ospita regata giovanile Optimist piu' numerosa al mondo, gia' entrata in passato nel guinness dei primati: quasi 1000 timonieri (sono 942, NdB) al 28° Meeting del Garda Sulla sponda trentina del lago di Garda dall'1 al 4 aprile il 28° Meeeting del Garda riservato alla Classe Optimist, l'imbarcazione dedicata ai giovanissimi velisti che si avviano alla vela e alle regate. Centinaia di baby velisti tecnicamente preparatissimi e pronti ad affrontare il consueto vento forte del Garda Trentino, si confrontano in quattro giornate di vela, spettacolo e divertimento grazie ad una gestione organizzativa che garantisce da anni appassionanti e spettacolari regate in assoluta sicurezza. Un record di concorrenti under 15, che offre un'immagine e uno spettacolo impareggiabili. Dal nord Europa, come dalla lontana Thailandia, dagli Stati Uniti e dalla Russia, da Israele, dal Portogallo, Spagna e Turchia e naturalmente tanti, tantissimi italiani: il Meeting del Garda è ormai un appuntamento fisso per tutti quei bambini e ragazzini che vanno in barca, la prima regata stagionale in un posto che tutto il mondo ci invidia, il lago di Garda-Trentino. Con il suo vento e le numerose strutture alberghiere e sportive, adeguate per ospitare un evento di così ampia portata: a Riva del Garda Pasqua significa Optimist! Il lago si ricopre di decine e decine di piccole vele bianche, che manovrano, virano, strambano, combattono con uno spirito agonistico che spesso li porterà lontano, come l'olimpionico inglese Ben Ainslie (tre ori e un argento olimpici e un passato naturalmente nell'Optimist). Pasqua è ormai un appuntamento fisso per i timonieri under 15 che vanno in barca e che regatano sulla barca giovanile più diffusa al mondo, sia numericamente che a livello di nazioni in cui si pratica. Nonostante la manifestazione rappresenti un momento di grande festa della vela giovanile non mancano i nomi di timonieri (ragazzine comprese) già con un notevole Palmares; tutto femminile il gruppetto delle più titolate nella categoria juniores: la triestina Francesca Russo Cirillo (bronzo europeo 2009), la portacolori della Fraglia Vla Riva Cecilia Zorzi (vincitrice della scorsa edizione) e l'altra triestina Carlotta Omari (vincitrice delle ultime selezioni interzonali). Tra i maschi potrebbero dire la loro il campano Ruggero di Luggo e il genovese Tommaso Ciampolini, portati però più per condizioni di vento leggero, oltre l'atleta della Fraglia Vela Riva Stefano Ferrighi (6° all'europeo 2009). Tra i cadetti spicca Patrik Zeni di Malcesine, mentre tra gli stranieri è da segnalare il russo Danil Banayan (16° all'europeo 2009 in slovenia) e il turco Sergen Birincioglu (9° all'europeo 2009). "Inauguro questa presidenza con la regata che ci sta più a cuore - ha dichiarato il neo presidente della Fraglia Vela Riva Mauro Stanga - la prima di un nutrito calendario che anche quest'anno ci vedrà impegnati per circa 80 giornate di regata". Il programma iniziato mercoledì con la cerimonia d'apertura e la sfilata di tutte le rappresentative prevede da giovedì 1 aprile un totale di otto regate in programma. I partners della regata sono: TRENTINO, REGIONE TRENTINO, FERRERO, SAN PELLEGRINO, LEROY MERLEN, ASSOCIAZIONE AGRARIA RIVA, RIVA FIERE E CONGRESSI.

QUI IL LINK ALLA CLASSIFICA PROVVISORIA CADETTI

QUI IL LINK ALLA CLASSIFICA PROVVISORIA JUNIORES

venerdì 2 aprile 2010

Palma/6: Vincono Sensini e Conti-Micol. Italia seconda per nazioni

Gira che ti rigira che ti rigira, l’italvela si riscopre appesa ai riccioli: quelli biondi di Alessandra Sensini e quelli scuri e più ribelli di Giulia Conti, con il corredo di biondo più levigato della prodiera Giovanna Micol. Sono femminili i due successi azzurri a Palma, Trofeo Princesa Sofia, terza tappa e prima europea del circuito World Cup ISAF, la coppa del mondo della vela olimpica, concluso oggi. Sfuma invece il terzo primato, perché Diego Negri e Nando Colaninno non indovinano la Madel Race e finiscono addirittura fuori dal podio in una serie che avevano dato l’impressione di dominare. Podio che scivola anche dalle mani della farfalla Laura Linares (finisce quarta per un punticino), nonostante una bella Medal, battagliata fianco a fianco della sua Capitana.
Anche se non è tempo di bilanci, i raduni proseguono già nelle prossime settimane, e Hyeres incombe con il suo carico simbolico e il suo Mistral, proviamo a fotografare la situazione.

Il bilancio di squadra è positivo: l’Italia è seconda della classifica per nazioni (secondo il sistema del “medagliere”, ma chiamando i piazzamenti sul podio per quello che sono e non come medaglie) con due primi posti, al pari della Francia che ha anche due terzi, e davanti allo squadrone britannico e ai padroni di casa spagnoli che però vantano una maggiore frequentazione del podio (entrambi un primo, un secondo e due terzi), alla sorprendente Croazia (un primo e ben tre secondi) e via seguitando fino agli USA che chiudono con un solo terzo posto. Se si pensa al podio sfumato della Star e a quello “regalato per relax” del 49er, si ha un quadro dei buoni valori complessivi che possiamo mettere in campo, come conseguenza di un’onda lunga di lavoro e formazione della preparazione olimpica degli ultimi 6-8 anni, se non di più. Su questo materiale umano il nuovo staff tecnico è al lavoro, con il duplice obiettivo di portare a Londra 2012 un gruppo competitivo, e far crescere il futuro vero alle loro spalle. Vedremo.

Sul piano individuale i bilanci si prestano a qualche valutazione più articolata. Il successo della vicepresidentessa-capitana al primo colpo ufficiale, dopo qualche mese di allenamento al caldo, oltre a far piacere a Kinder e al Canottieri Aniene di Giovanni Malagò, suscita un misto di ammirazione e spavento. L’ammirazione che si prova invariabilmente quando un fuoriclasse dimostra una volta di più la sua arte sportiva, da altro pianeta. E lo spavento per dover gestire e far crescere altre atlete all’ombra di un marziano del genere. Ma come al solito, avercene problemi di abbondanza come questo... La marinaia Laura Linares quarta a 8 punti da Alessandra dopo 8 prove più la Medal (nelle quali le è arrivata davanti per quattro volte) fa comunque impressione e lascia intendere di volersi giocare senza troppe paure ogni singola manche o serie, la stagione, la qualifica e la selezione. E’ talmente giovane da poter aspettare una maturazione più lenta e quindi più corposa e duratura. La fiammagialla Flavia Tartaglini ha iniziato e finito sottotono, ma nei giorni centrali e con vento è stata davanti, all’altezza. Delicato equilibrio tecnico e mentale per un dream-team del genere. Il tecnico esordiente Marco Iazzetta, che viene dai catamarani, si è messo umilmente a disposizione e sta facendo esperienza. Ma non è da escludere, presto o tardi, qualche rimpasto o rinforzo tecnico nella tavola femminile così effervescente, e magari lo stesso ritorno di Paolo Ghione al fianco della Sensini (la coppia d’argento del 2008). In fondo l’RSX femminile è un laboratorio di come (tendenzialmente, auspicabilmente) dovrebbero diventare anche le altre classi, con più equipaggi in grado di competere ad alto livello. Oggi purtroppo la maggior parte delle classi ha un solo cavallo, e intorno solo puledrini tutti da svezzare.

Anche nel 470F, dove Giulia Conti (foto) e Giovanna Micol (altre marinaie militari) hanno un’autostrada davanti e possono permettersi di non avere paura di nessuno. Qui si dovrà giocare d’astuzia, anche conoscendo il carattere (di ferro e di fuoco) della timoniera romano-gardesana, e l’eccellente affiatamento tra le due G. Con la qualifica e la selezione fuori discussione, il lavoro è sul timing, sulle curve di forma, sul mantenimento dell’attenzione, della voglia. Quando hanno voglia, G&G non danno scampo. Divertitevi sempre, ragazze.

Peccato per la Medal steccata dai finanzieri Diego Negri e Nando Colaninno, un ultimo posto (brutta prima bolina poi tentativi estremi di recuperare, come spesso capita finiti peggio), che in un colpo solo li ha privati del primo posto e anche del podio. Diego e la Medal non sono mai stati proprio l’uno per l’altra, e forse un tipo come Nando può essere d’aiuto, alla lunga. Archiviamo questo epilogo e immaginiamo la Star azzurra com’era prima di quella finale di mezzora.

In tema di bilanci va sul positivo quello del surfista Fabian Heidegger (Marina Militare) che torna con un buon 6° posto e ci offre la faccia solida della medaglia. Se fosse “sceso in acqua” anche nel giorno di sventolata, sarebbe stato da podio alto: capire questo è già un bel salto di qualità. Palma positiva anche per Giacomino Bottoli (foto) e il suo Laser, anche se la Medal sembrava poter essere gestita meglio (era quarto ed è finito settimo), l’8° posto finale fa morale. Quanto ai Sibello, il loro titolo non si presta a verifiche di bilancio: semplicemente giusto prendersi qualche pausa. E nella classe sale il rating di Gianmarco Togni e Nicolò Fasoli, il lavoro ad Alassio con Sibello-De Pedrini evidentemente paga, e c’è da aspettare al varco la prossima new entry (esordio forse a Hyeres?) dell’ancor più giovane Ruggiero Tita con Matteo Gritti (recentemente vincitori della prima nazionale proprio davanti a Togni-Fasoli).

Ultimi bilanci in bilico per i singolisti, a cominciare dal Laser Radial di Francesca Clapcich: qual è quella vera? Quella del primo posto nell’ultima manche o quella del 65°, del 54°, del 29° posto di altre regate? Pensate a quanti punti si guadagnano sostituendo un 15° a un 30° un paio di volte, e avrete la bionda aeronautica ai primi 6-7 posti. Il punto sta nel capire a chi spetta la risposta. Il tecnico Larissa Nevierov probabilmente è nella posizione più delicata, perché la vicenda di Francesca a tratti somiglia tantissimo a certi suoi quadrienni olimpici... Ma è vero che si cresce proprio nel capire se stessi. Lo sport della vela non fa eccezione, anzi. Per il Finn, la fiammagialla Giorgio Poggi tornava dopo lungo infortunio e una meticolosa preparazione invernale con Paolo Ghione. Tre prove nei primi dieci e un successo di manche dicono che il mezzo e il timoniere ci sono. Serve continuità a quel livello, che è meno vertiginoso di quanto a volte Giorgio stesso pensi. Buon ritorno anche per il gardesano Michele Paoletti (YC Torri), dopo Soling, altro Finn e un po’ di professionismo. I due non sono lontanissimi e questo può essere un bene. Basta capirlo.

Chiudiamo con i 470 maschili, più che un bilancio personale fa un po’ paura l’idea che i tanti giovani (due o tre ormai lanciati da qualche anno nel giro che conta) non riescano a emergere, offrano pochi squilli. Fabio Zeni e Nicola Pitanti (miglior risultato di manche un 9°), Luca e Roberto Dubbini (un 8° e un 9°), e Giulio Desiderato e Enrico Fonda (due sesti e un decimo) mancano ancora di una consistenza minima almeno tale da avvicinarli alla Medal Race. Ed è un lavoro da fare in fretta, a prescindere dal rientro alle competizioni del caposquadra Gabrio Zandonà (che in questi giorni si è allenato a lungo con Pietro Zucchetti ad Anzio con il tecnico della Marina Militare Paolo Fava). Servono segnali da tutti.

Tutte le classifiche di Palma cliccando qui.

LA CLASSIFICA DELLE NAZIONI SUL PODIO
FRA, 2-0-2
ITA, 2-0-0
CRO, 1-3-0
ESP,1-1-2
GBR, 1-1-2
NED, 1-0-1
GRE, 1-0-0
SWE, 1-0-0
NZL, 0-1-1
SUI, 0-1-0
AUS, 0-1-0
ISR, 0-1-0
CZE, 0-1-0
GER, 0-0-1
USA, 0-0-1

(Ai bilanci non sfugge la tentacolare macchina comunicazionale federale. Risultati sotto gli occhi di tutti. Alle 18:04 il sito federale ancora non riportava la news della conclusione delle Medal Race, dei due successi azzurri e del secondo posto per nazioni dell'Italia. Quanto a un eventuale comunicato stampa vero e proprio, almeno adesso che i nostri hanno vinto: sperare non costa nulla. Vi terremo opportunamente aggiornati, sempre con spirito costruttivo. Nell'attesa, vi abbiamo selezionato qualche perla di splendide inquadrature co-prodotte dalla Nuova FIV a Palma)



(L'aggiornamento promesso: il comunicato FIV è arrivato (il sesto dall'inizio dell'anno, che prolificità), alle 18,50 infarcito di qualche errore di battitura (il correttore automatico fa brutti scherzi), ma generoso e completo, anche se parla troppo di "medaglie"... E il sito federvela.it in un colpo solo, anche se alle 19 passate, informa su Palma e aggiorna - questa si, è sempre una notizia - la copertina che era ferma a 8 giorni fa. Avanti così che state migliorando)

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