sabato 18 luglio 2009

Saudade italiana: il Mondiale Youth ISAF si chiude con 2 medaglie

NELLA GIORNATA FINALE ARRIVA ANCHE IL BRONZO NELL'HOBIE CAT, MA SFUMA QUELLA DEL LASER MASCHILE.
IL BILANCIO AZZURRO



Si concludono i Mondiali ISAF Youth a Buzios in Brasile: con meteo complicata (tanto, poco, bonaccia, ieri ventone e onda, due giorni senza regate, corrente: un bel mix per i giovani velisti mondiali), la solita grande festa con quasi 300 ragazzi e più di 60 nazioni, tre classi, sei categorie, la voglia di vincere, emergere, divertirsi, guardare cosa fanno gli altri paesi. Con un Torben Grael in più, però. Il più titolato velista vivente è stato infatti l'icona del mondiale e che invidia vedere i francesi festeggiare il Volvo Trophy per nazioni (foto di apertura) con il mito-Torben sotto il palco, elegantissimo in un doppio petto bianco che ricorda lo yachting d'altri tempi... Ma grazie al cielo Torben è di questi tempi: i nostri.
La vela azzurra conquista la sua seconda medaglia e ferma a due il bottino. E' un bronzo dall'Hobie Cat dove partivamo dalla speranza d'oro, ma va benissimo così: da giovani ci si deve anche saper accontentare e chi avrebbe pronosticato il bronzo nel catamarano? Qualche delusioncina finale, le solite "crisette" psicologiche italiane, ma nel complesso una buona trasferta. Ecco il dettaglio, e bentornati a casa, azzurretti.

420 M – Podio GBR-FRA-CHI, con un discreto 5° posto finale per Davide Vignone e Matteo Ramian (Circolo Nautico Albenga) che migliorano nuovamente nel finale e chiudono con un pizzico di rammarico per le tre prove negative della fase centrale del campionato: imprendibili gli inglesi, gli altri due posti del podio erano ampiamente alla loro portata (6-5-7-2-19-12-11-4). Occasione persa o straordinaria esperienza? Il tempo lo dirà.

420 F – L’argento prezioso di Camilla Marino e Claudia Soricelli (Circolo del Remo e della Vela Italia), celebrato ieri con un giorno d’anticipo come si addice ai “grandi”, alle spalle della reginetta locale Martina Grael, vale molto e conferma le napoletane che già avevano conquistato significativi successi. Sul futuro c’è già la loro firma (1-8-4-9-3-3-3-2). Il bronzo va a Singapore, new entry di questa vela globalizzata, con Griselda Khng e Cecilia Low.



HOBIE CAT 16 – Volata sfortunata: non ce l’hanno fatta i due catamaranisti braccianesi Francesco Porro e Luca Marsaglia (Centro Velico 3V) a conquistare l’oro: sono stati in testa a lungo, si sono presentati al comando appaiati agli australiani, ma sono scivolati proprio sul finale, con un 7° posto (contro il 3° di Waterhose-Darmanin) che alla fine è costato loro anche il secondo posto, superati sul filo di lana dai campioni uscenti francesi Romain e Valentin Bellet (un 1° nell’ultima prova). Una medaglia è sempre una medaglia, e complimenti ai due giovanotti: resta il fatto che ci accade troppo spesso di non reggere lo stress nei momenti decisivi. Vale per i grandi e anche per i più giovani: siamo italiani.



LASER RADIAL M – Una delusione doppia, quella di Francesco Marrai (Circolo Nautico Livorno) che era sul podio prima della giornata finale, e scivola invece al 5° posto superato oltre che dal neozelandese Meech (oro già ieri), anche dall’argentino Pellejero (argento), dal danese Timshel (bronzo) e dallolandese Moerman. E’ vero che la classifica era cortissima, e che Francesco ha chiuso a 6 punti dal bronzo, che comunque un 5° su 56 concorrenti è eccellente (anche considerando che era il più giovane dell'intera flotta), ma questo non fa che aumentare il dispiacere. Resta in ogni caso l’impressione di un ragazzo su cui lavorare, e che ha nobilitato il suo mondiale ISAF con la vittoria della quarta prova. (6-35-12-1-20-8-8-12).

LASER RADIAL F – Un oro per Singapore, con Elizabeth Yin straordinaria scoperta di questi Mondiali giovanili, argento alla danese Rindom e bronzo alla francese De Kerangat. L’absolute beginner Laura Marimon (Associazione Velica di Bracciano) chiude al 27° posto, ha dato quanto poteva, è stata costante con piazzamenti regolari, aprendo e chiudendo con due trentesimi ((30)-28-23-21-24-23- 21-30). Nei prossimi mesi si vedrà a cosa è servita l’esperienza brasiliana. La notizia clamorosa è vedere la timoniera inglese al 21° posto, tale Hannah Tilley. Uno scivolone che non si addice ai dream-team britannici.

RSX M – Nell’ordine oro al francese Gueguen, argento al cipriota Malekkides, bronzo al brasiliano Do Amaral Silva. L’azzurro Davide La Vela (Canottieri Marsala) non è riuscito nell’impresa di risalire dal 6° posto finale su 24 concorrenti. Ha spunti, è stato costante, ha avuto solo un calo brusco nel finale: il siciliano merita ancora attenzione ed è nel giro delle squadre federali. (8-5-3-4-4-4-9-8).

RSX F – Oro a Hong Kong con Hei Man Chan, argento alla britannica Isabel Hamilton e bronzo alla francese Leonore Bosch, allenata da Faustine Merret (vecchia conoscenza di Alessandra Sensini: è la “cugina” che le strappò l’oro dal cuore ad Atene 2004). Ha dato quello che poteva Catherine Fogli (Compagnia della Vela Grosseto), ancora un po’ acerba, e ha chiuso 9° (7-5-9-11-9-10-9-8), soffrendo forse più di altre le condizioni meteo complicate.

VOLVO TROPHY
L’Italia conquista il terzo posto nella classifica per nazioni che vale il Volvo Trophy. Non è un podio o una medaglia, come qualcuno vorrebbe farla passare: il Volvo per nazioni si vince o si perde, anche arrivando secondi: il gusto sta nell’alzare il trofeo e sbatterlo in faccia alle nazioni avversarie (simpaticamente e sportivamente, s’intende), come nello spirito sportivo, e come nella splendida festa azzurra proprio a Weymouth nell’edizione 2007 dei Mondiali Youth. Ma il terzo su oltre sessanta nazioni conferma pur sempre che l’Italia è nell’elite, nel G8 della vela planetaria, e a volte sa spingersi anche più su. Questa semplice osservazione varrà pure qualcosa, in un tempo nel quale la nuova dirigenza federale ha imposto una filosofia della “rivoluzione” del “cambiamento profondo”, della “leggerezza” e della “modernizzazione” delle attività veliche in Italia e della loro gestione da parte dell’ente, non sarà il caso di notare come la nostra vela – per l’ennesima volta – si conferma in salute, forte, bella come i volti dei nostri ragazzi e ragazze, debole con le loro debolezze caratteriali italiche, ma in grado di essere sempre uno dei paesi di riferimento in campo mondiale per questo sport? Cambiamo dunque si, ma con calma, per piacere, e secondo progetti condivisi. Non per capriccio.

LE TOP-20 NAZIONI A BUZIOS 2009
1 FRA 34.00 36.00 36.00 36.00 33.00 32.00 36.00 36.00 279.00
2 GBR 23.00 35.00 32.00 33.00 28.00 23.00 24.00 19.00 217.00
3 ITA 27.00 21.00 28.00 36.00 24.00 26.00 21.00 19.00 202.00
4 BRA 27.00 13.00 23.00 28.00 24.00 22.00 27.00 24.00 188.00
5 NZL 28.00 12.00 8.00 15.00 31.00 32.00 33.00 19.00 178.00
6 AUS 19.00 17.00 10.00 8.00 19.00 21.00 27.00 15.00 136.00
7 SIN 22.00 17.00 8.00 18.00 15.00 20.00 16.00 12.00 128.00
8 POL 16.00 12.00 7.00 13.00 10.00 24.00 21.00 21.00 124.00
9 DEN 19.00 5.00 17.00 14.00 12.00 17.00 22.00 12.00 118.00
10 ARG 14.00 13.00 0.00 8.00 22.00 16.00 23.00 9.00 105.00
11 ESP 6.00 21.00 4.00 25.00 21.00 13.00 9.00 3.00 102.00
12 NED 8.00 14.00 11.00 2.00 20.00 17.00 19.00 10.00 101.00
13 GER 19.00 16.00 11.00 12.00 17.00 6.00 9.00 9.00 99.00
14 HKG 9.00 12.00 17.00 9.00 10.00 14.00 10.00 10.00 91.00
15 ISR 13.00 7.00 24.00 12.00 8.00 7.00 8.00 7.00 86.00
16 USA 5.00 18.00 10.00 11.00 11.00 8.00 0.00 1.00 64.00
17 CYP 9.00 8.00 0.00 4.00 8.00 13.00 7.00 8.00 57.00
18 RSA 9.00 8.00 6.00 3.00 3.00 5.00 9.00 9.00 52.00
19 NOR 7.00 0.00 4.00 8.00 3.00 8.00 7.00 8.00 45.00
20 CAN 5.00 7.00 1.00 0.00 9.00 9.00 6.00 8.00 45.00

BILANCIO AZZURRO
Il bilancio azzurro si chiude quindi con due medaglie: l’argento del 420 femminile e il bronzo del catamarano maschile, oltre che con l’appena descritto terzo posto nella classifica per nazioni. La squadra si appresta a tornare in Italia e con essa lo staff tecnico: Anna Bacchiega, team leader e coach del 420, Marco Iazzetta, emergente e rampante tecnico “multilateralista” e qui con i “suoi” Hobie, e Marco Superina che continua a remare controcorrente sui Laser. La Bacchiega rientra da Buzios appena in tempo per il Consiglio Federale del 21 luglio nel quale presenterà la prima stesura del Progetto Youth o Under 16, di cui tanto si è detto e discusso ma di cui ben poco si conosce di concreto. Chissà se alla professoressa è servito guardarsi intorno al Mondiale Youth ISAF, tra le sessanta e oltre nazioni della galassia velica, ciascuna con il proprio modo di intendere la promozione, lo scouting, la programmazione sportiva e la crescita dei giovani talenti, chissà se l’esperienza ISAF potrà suggerirle qualche ulteriore adeguamento del progetto federale. Tutto fa brodo: il mondo velico è una grande famiglia, anche a livello internazionale.

venerdì 17 luglio 2009

Mondiali Youth ISAF, prima medaglia azzurretta (nel giorno della Francia)


BRAVA CAMILLA, BRAVA CLAUDIA (ARGENTO NEL 420)!

Penultimo giorno di regate dei contrastati Mondiali Giovanili ISAF a Buzios in Brasile, resi difficili da condizioni meteo limite (poco o troppo vento). E’ stato il giorno della Francia, che con un giorno di anticipo si è assicurata tre medaglie d’oro e la vittoria del Volvo Trophy per nazione. La squadra italiana resiste al terzo posto per nazione anche se le classifiche individuali si complicano un po'. Ma arriva la prima medaglia sicura, con l'argento nel 420 F di Camilla Marino e Claudia Soricelli. Dopo G&G (Giulia Conti e Giovanna Micol, regine del 470 olimpico), la vela femminile azzurra scopre un'altra supercoppia: benvenute C&C.
E nell'Hobie Cat 16 siamo ancora in corsa per l'oro...

420 M – Primo posto e oro sicuro per gli inglesi Sparks-Gratton, sui francesi Scokzek-Soler e i cileni Ahrens-Infante. Per gli azzurri 6° posto di Davide Vognone e Matteo Ramian (6-5-7-2-18-12-11), in discesa verticale dopo l’ottimo avvio da podio.

420 F – L’oro carioca ha il sorriso di papà Torben e gli occhi di mamma Andrea: Martina Grael sale sul podio del mondiale ISAF Youth in casa con la prodiera Kahena Kunze. Una medaglia nella vela: quando si dice un vizio di famiglia... Qui c’è anche l’argento aritmetico delle azzurrine Camilla Marino e Claudia Soricelli, prima medaglia italiana a questo mondiale brasileiro. E se è un caso noi diciamo di no: è una medaglia che arriva dalla classe “curata” (a Buzios, s’intende) come tecnico dalla consigliera federale Anna Bacchiega. Professoressa con passato da velista di eccelso rispetto (mondiale 470 e azzurra alle Olimpiadi con Nives Monico), scrittrice-capo del testo sul Piano Under 16 ormai prossimo alla presentazione (il 21 luglio ai consiglieri, il 22 alla consulta dei presidenti di zona), la Bacchiega ci ha messo sicuramente qualcosa di suo, di quella solidità che serve a vincere. Terze Kiss-McKenna (USA), ma il resto del podio è ancora da decidere con l’ultima giornata.

Hobie Cat 16 – Duello forte quello del catamarano tra gli australiani Waterhouse-Darmanin e gli azzurretti Francesco Porro e Luca Marsaglia: sono a pari punti e a +3 dal terzo, i fratelli francesi Brellet detentori dell’oro allo scorso Youth... Che volata si attende. Forza Bracciano.



Laser Radial M – Francesco Marrai ha tenuto duro e si presenta sul rettilineo finale con un ottimo 3° posto, da difendere con i denti (è a +2 sul 4° (il danese Timshel) e sul 5° (lo svizzero Girod). In testa già oro il kiwi Meech e argento l’argentino Pellejero (eredi di Diego Romero?)

Laser Radial F – Elizabeth Yin di Singapore, bella faccia e bella storia, è oro giovanile ISAF nel singolo olimpico. Il resto è da definire con la danese Rindom seconda, la francese De Karangat terza. L’azzurretta Laura Marimon, all’esordio assoluto in campo internazionale, si è un po’ ripresa dagli smarrimenti iniziali ed è risalita al 27° posto. Per lei un’esperienza.

RSX M – Nelle tavole il francese con un nome quasi cinese, Gueguen, ha l’oro nel mirino ma resta da vincere la resistenza del cipriota con un nome cipriota, Malekkides, che lo tallona a 1 solo punto. Terzo il brasiliano col nome brasilianissimo, Do Amaral Silva. E l’azzurro, col nome che più azzurro non si può: Davide La Vela? Era secondo, è sceso al 6° posto, preceduto da Israele e Germania. Ma nome a parte, Davide ha carattere, speriamo lo tiri fuori nel finale perché il podio è comunque solo a 4 punti, il miracolo si puo’ fare.

RSX F – L’oro, quell’oro che è stato a lungo nelle mani marsalesi di Laura Linares, è volato a Hong Kong, dalla leggiadra Hei Man Chan, che proprio di Laura fu rivale agli ultimi mondiali. Seconda Hamilton (GBR), terza Bosch (FRA). L’azzurra Catherine Fogli, che aveva iniziato alimentando speranze, si è un po’ persa per strada ed è all’8° posto, col 7° lontano 10 punti. Anche per lei comunque un’esperienza preziosa di cui fare tesoro.

VOLTO TROPHY
La Francia allunga e vince aritmeticamente (243 punti), seguita da Gran Bretagna (198) e dall’Italia che difende un ottimo podio (182), dall’assalto del Brasile (160) e dalla Nuova Zelanda (153). In attesa del sipario, il bicchiere azzurretto è ancora mezzo pieno. Una medaglia in più sarebbe la ciliegina sulla torta. A domani.

(PS-En passant, e con un misto di ilarità e disappunto, rilevo che per tutta la mattinata, quindi parecchie ore, questo minuscolo e "unofficial" blog è stata l'unica fonte italiana sul bel successo azzurro nella vela. Il web federale ci ha pensato in tarda mattinata, mentre dall'"ufficio stampa federale" non è giunto alcun segnale. Prosit)

giovedì 16 luglio 2009

Niente vento a casa Grael: stop all'ISAF Youth Worlds


Buzios, Brasile, è un posto ventoso, oltre che splendido e colorato, romantico e così carioca. E' una capitale della vela mondiale, anche perchè è qui che fa base Torben Grael, il più titolato velista vivente. Ma ai Mondiali Youth ISAF ha tradito le attese. Su tre giorni utili, solo uno ha consentito le regate, per altri due ci si è arresi, prima alla bonaccia e poi a 30 nodi di vento. "Dopo un giorno con tanto vento di solito ne viene uno con un po' meno vento - dice un locale - ma è rarissimo che si resti completamente senz'aria come successo oggi". Pazienza. Il Mondiale va avanti e spera nei prossimi giorni, per dare un senso e validità tecnica anche ai tanti sforzi dell'ISAF, della federvela brasiliana e di tutte le nazioni presenti. Il colpo d'occhio è splendido con tanti ragazzi di razze diverse accomunati da una passione intensa per la vela. Classifiche e piazzamenti azzurri invariati (potete vedere il riassunto nella colonna di destra sotto al logo ISAF Youth Worlds.


(Gli azzurrini in testa nel catamarano Hobie Cat 16: Francesco Porro, classe 1991 e Luca Marsaglia, classe 1994 del Centro Velico 3V del lago di Bracciano. Una conferma di come la vela italiana riesca a fabbricare campioncini)

THE VOLVO TROHPY
Passa il tempo e l'attenzione si concentra sulla classifica del Volvo Trophy, la sfida tra le nazioni partecipanti. Con l'Italia al terzo posto sale la voglia di fare bella figura, in una manifestazione che ha visto la vela azzurra tradizionalmente fare ottime figure. Ecco la classifica (prime 20 nazioni su oltre 50) aggiornata alle ultime prove.

1 FRA 34.00 36.00 36.00 36.00 142.00
2 GBR 23.00 35.00 32.00 33.00 123.00
3 ITA 27.00 21.00 28.00 36.00 112.00
4 BRA 27.00 13.00 23.00 28.00 91.00
5 SIN 22.00 17.00 8.00 17.00 64.00
6 NZL 28.00 12.00 8.00 15.00 63.00
7 ESP 6.00 21.00 4.00 25.00 56.00
8 ISR 13.00 7.00 24.00 12.00 56.00
9 GER 19.00 16.00 11.00 10.00 56.00
10 DEN 19.00 5.00 17.00 14.00 55.00
11 AUS 19.00 17.00 10.00 7.00 53.00
12 POL 16.00 12.00 7.00 13.00 48.00
13 HKG 9.00 12.00 17.00 9.00 47.00
14 USA 5.00 18.00 10.00 10.00 43.00
15 NED 8.00 14.00 11.00 7.00 40.00
16 ARG 14.00 13.00 0.00 6.00 33.00
17 CRO 0.00 7.00 9.00 12.00 28.00
18 MEX 1.00 5.00 15.00 5.00 26.00
19 RSA 9.00 8.00 6.00 3.00 26.00
20 CHI 7.00 14.00 0.00 4.00 25.00

FIGLIA D'ARTE: FASCINO E STILE DI MARTINA GRAEL


(Martina Grael corre sul 42o a Buzios, subito dopo avvierà una campagna olimpica in 470. Papà Torben è visibilmente fiero: la dinastia continua)

mercoledì 15 luglio 2009

Chi ci mette (e chi ci perde) la faccia

Allora, ricapitoliamo: in questo preciso momento ci sono (almeno) due manifestazioni che per lo sport della vela e per la vita di una federazione valgono una stagione. Il Mondiale della classe olimpica acrobatica 49er, in Italia a Riva del Garda e con due azzurri favoriti, e il Mondiale ISAF Youth, in Brasile con tutti i migliori velisti giovani del mondo, con i nostri che puntano a qualche medaglia. Se gli eventi valgono una stagione significa che sono importanti, ergo sono da comunicare. Enfatizzare, creare aspettativa, interessare, entusiasmare. Prima, durante, dopo. Comunicare ai mezzi di informazione, ai media.

Potreste immaginare che la FIV, pur dotata di un ufficio stampa potente, affidato a una società con numerosi collaboratori, non ha emesso un solo comunicato rivolto ai media in preparazione-presentazione dei due eventi? E che non ha iniziato a emetterne di quotidiani a seguito delle notizie sulle regate (non tanto male, come potete leggere sulla colonna di destra di questo blog)? Forse si prepara un bel comunicato stampa conclusivo, di quelli in cui si sottolinea "l'impianto tecnico" della squadra federale. Chissà. Noi speriamo sempre.

Intanto ci metto la faccia: qualcuno può spiegarci perchè la Nuova FIV ha risparmiato su tutto tranne che sull'ufficio stampa, il quale come già scritto percepisce emolumenti pari al precedente pur svolgendo attività di gran lunga più "compassate"? E perchè, visto l'ottimo (e impegnativo) lavoro svolto da due dipendenti degli uffici federali nello scrivere le notizie per il sito, non si da incarico agli stessi di inviare quelle news sotto forma di comunicato stampa? O magari le due strutture potrebbero incontrarsi e coordinare un piano d'azione? Tutto, fuorchè questo andamento rilassato.

E non dite che questo è rancore: è solo la verità sotto gli occhi di tutti. Questo blog è un rifugio, altro che rabbia: mi fa felice e siamo in tanti. Seguiamo a modo nostro tutte le vele azzurre nel mondo, e non solo. E poi, io ci metto la faccia. Qualcun altro forse la sta perdendo.

martedì 14 luglio 2009

La parola al Territorio

INCHIESTA-INTERVISTE CON TUTTI I PRESIDENTI DEI COMITATI DI ZONA FIV



La parola ai Governatori del Territorio. Sono i Presidenti di Zona, gli uomini in trincea 12 mesi all'anno, le cerniere tra il governo federale e i 650 Circoli velici affiliati. Spesso stretti in mezzo. Un lavoro difficile, fatto con una passione incrollabile e investendo tutto il proprio tempo libero. L'identikit del Presidente di Zona è molto vario: quattro sono cambiati rispetto alla tornata elettorale precedente, mentre undici sono stati confermati. Ci sono alcuni giovanissimi e parecchi giovani, ma anche navigatori di lungo corso. Gente con esperienza di dirigente anche da altri sport, molti Ufficiali di Regata, nella vita sono professionisti, dirigenti o imprenditori, ma qualcuno è anche pensionato. E sono tutti velisti (un paio li abbiamo "scovati" in regata o in crociera). Macinano chilometri e soprattutto batterie di telefonino, per stare in connessione con le proprie società. Hanno tanto da dire, e la FIV sembra essersene accorta dal momento che li convoca con una frequenza sconosciuta in passato. E tanto ci hanno detto, anche in queste prime brevi chiacchierate, sulle prime impressioni dal "territorio", quella che in FIV si è sempre chiamata "periferia", sul nuovo corso federale. Il terzultimo capitolo del Check-Up FIV dei primi 200 giorni. Un altro strumento al servizio della comunicazione così necessaria per il confronto e il funzionamento dell'ente.

Sono emersi molti temi, anche se in poche righe. C'è una sostanziale maggioranza che accoglie positivamente i cambiamenti in atto nella FIV, pur con osservazioni interessanti da leggere tra le righe. Ci sono naturalmente voci critiche, sempre animate da spirito costruttivo, e qualche giudizio severo, nella migliore tradizione della dialettica della "famiglia" federale.

Grazie a tutti i Presidenti di Zona, buon vento a loro e ai loro Circoli, e buona lettura a tutti.


Tonino Viretti (I Zona)
Sono un fan di Carlo Croce e quindi soddisfatto. Indubbiamente ci sono state difficoltà, perché il lavoro da fare è grande e la mancanza di segretario generale non ha facilitato le cose: presidente e vicepresidente fanno un lavoro che gli impedisce di pensare alle cose più vaste. Come I Zona continuiamo come prima a fare le nostre cose, e mi pare che anche le altre zone si stiano muovendo bene. Alla riunione di Bari c’è stata una bella coesione fra zone, e devo dire che Raffaele Ricci (il rappresentante della Consulta dei Presidenti di Zona, ndr) sta facendo un lavoro eccellente, e lo dico io che all’inizio non lo preferivo. Le zone hanno sempre chiesto di essere più ascoltate, anche durante la presidenza di Sergio Gaibisso: adesso mi sembra che il nostro parere arrivi ai vertici e sia almeno valutato. Qualcosa si comincia a ottenere anche se non mancano le resistenze. Abbiamo chiesto maggiore snellezza nella formazione degli istruttori, che servono sempre, chiediamo soprattutto di far funzionare al meglio la cosa più interessante per noi, le Scuole Vela. Va bene quindi la tessera ridotta per gli allievi delle scuole, la tessera gratuita per Velascuola. Poi sta alle stesse zone fare promozione: noi ad esempio stiamo per partire con uno spot tv su un canale locale (Primocanale Sport), 90 secondi per promuovere le scuole di vela liguri. Ci è costato solo 1500 euro per 60 passaggi, grazie alla politica di apertura del canale verso la vela, oltre ai costi di produzione, che sono coperti dal contributo di 10.000 euro che ogni anno riusciamo a ottenere dalla Regione Liguria. Tra le cose che ci mancano...una politica più lungimirante e di maggiore apertura da parte della Fiera di Genova, che – oltre ai prezzi salatissimi del salone nautico – non ci lascia usare le strutture a mare che restano a lungo inutilizzate per gran parte dell’anno. Con Ucina la FIV dovrebbe riprendere certi discorsi.

Fausto Meciani (II Zona)
Sicuramente abbiamo visto cose positive innegabili, penso alla preparazione olimpica e all’elaborazione in corso sui progetti che partono dai bambini e prevedono un percorso-trafila, un disegno che sta emergendo, per portare i ragazzi dalle classi giovanili fino alle classi olimpiche. E’ un bell’inizio, al quale le Zone possono agganciarsi bene sul piano progettuale e propositivo. Vedo come una novità anche la preparazione multidisciplinare, per non avere più un velista “monotematico”, sono cose che avranno un input anche sulla formazione. Nel rapporto con la FIV nazionale non ho avuto informazioni o comunicazioni particolari, ma chi vuole riesce a essere informato e anche a partecipare. Come Zone abbiamo presentato le nostre idee riguardo al progetto giovanile, direttamente a Luca De Pedrini e Paolo Ghione: c’è un dialogo aperto e la possibilità di interazione.
Trovo la FIV un po’ meno presente sui problemi più specifici di ogni Zona: gli argomenti affrontati finora dalla nuova dirigenza sono tutti di calibro nazionale, ma non esauriscono certo le attività della federazione. Su temi come affiliazioni, esigenze dei circoli, politiche sociali, ogni Zona ha sensibilità e esigenze di confronto con la FIV, che per il momento è in “stand-by”. Pesa forse la mancanza del segretario generale. Molto impegno è andato a elaborare le linee generali e sportive, ma ora attendiamo qualcosa sul fronte del rapporto e del confronto pratico con le esigenze della periferia. Si parla di un “referente per le Zone”: sono scettico sul ruolo, rischia di confliggere con la Consulta, con la Commissione Periferica, con i consiglieri federali in rappresentanza delle società di ciascuna Zona. Può essere un funzionario di riferimento, una interfaccia tecnica e pratica, ma io vorrei un confronto politico con la FIV, colloqui politici.
Non credo si possa dire che nei nuovi progetti federali non si tenga conto della promozione: quando si parla della non-specializzazione, nella capacità attrattiva della vela, nel recupero della “marineria”, nell’apertura a tutto il mondo velico, tutto questo comprende la promozione. Certo è un lavoro lungo e ci vorranno anni per cambiare le abitudini mentali. Ora la FIV ha chiesto a ogni Zona di indicare una figura di Formatore che sia referente tecnico, credo siano destinati a confrontarsi con i direttori tecnici per iniziare a informare e creare una rete di soggetti per il “nuovo verbo”. Dovrebbe esserci un corso di 3 giorni a ottobre. Quanto alle Zone, tornano di nostra competenza i primi ingressi degli allievi istruttori.
In generale direi un buon inizio, anche se spesso c’è uno stop-and-go su certi argomenti pratici, alcune cose sono decisamente ok, su altre aspettiamo risposte. Questo stato per quanto mi riguarda, e sono un presidente di zona “navigato”, può durare fino all’autunno, non oltre. Poi bisognerà far quadrare i discorsi e risolvere le discrepanze con le Zone.

Pietro Sanna (III Zona)
Io sono nuovo, quella che si chiama “new entry”, quindi non posso valutare la nuova federazione facendo un raffronto con la precedente. Siamo in un periodo di grande attività, nel pieno della stagione, tutti i circoli stanno facendo i salti mortali per soddisfare le esigenze che derivano da regate e manifestazioni, e come Zona abbiamo il dovere di fornire risposte immediate a tali esigenze. I circoli elaborano attraverso i rispettivi direttivi le proprie strategie e i programmi. Come Zona siamo in mezzo: da una parte i circoli e dall’altra la FIV, possiamo dire che prendiamo “botte” da una parte e dall’altra... A parte le battute devo dire che i 40 circoli della III Zona confermano l’ottimo livello della vela in Sardegna, sia sotto l’aspetto degli atleti che dell’organizzazione, e questo è frutto del lavoro di chi mi ha preceduto. In questo week-end abbiamo 52 Ufficiali di Regata impegnati in tutta la Zona. Questo è un tema importante che interessa davvero tutti i circoli, e che le Zone hanno posto alla federazione: da un lato bisogna rimettere in discussione il modo di fare il calendario, e ripulirlo di certe regate “minori” o sociali; dall’altro bisogna facilitare il percorso di ingresso per diventare UDR e Istruttori, creare le figure dell’istruttore e dell’UDR di circolo. Credo che Croce abbia recepito questa esigenza fondamentale.
Dalla FIV per il momento non emerge niente di particolare: a parte il programma olimpico presentato a Ostia a marzo, altri indirizzi strategici non ce ne sono, quindi non ho troppi elementi per definire le prime impressioni. Ritengo che con una nuova dirigenza si debba attendere almeno la fine della stagione agonistica, per capire come intende la FIV del futuro il presidente Croce e il suo consiglio. C’è difficoltà, questo si, a comunicare, ad avere riferimenti in federazione, a parte la disponibilità del presidente stesso, che però non può essere tirato in ballo per ogni cosa. In tutta onestà bisogna anche riconoscere le difficoltà oggettive che l’impegno arduo di dirigere una federazione comporta.
Sui progetti giovanili, so che è convocata una riunione del consiglio il 21 e della consulta il 22 luglio, ma non ho ancora ricevuto l’ordine del giorno e gli allegati, per il momento si ragiona solo sul sentito dire, e non si puo’ parlare per “sentito dire”, quando leggeremo capiremo o chiederemo chiarimenti.

Alessandro Mei (IV Zona)
In questi primi mesi abbiamo fatto due riunioni della Consulta di tutte le Zone, a Ostia e Bari. C’è un buon collegamento tra i presidenti di Zona, e per quanto mi riguarda ottime comunicazioni con la FIV, gli uffici, i consiglieri. C’è comunicazione e coinvolgimento. Noi abbiamo anche messo in calendario un primo raduno giovanile zonale a fine luglio, con Pino Barbieri e Larissa Nevierov c’è un confronto aperto sullo sviluppo dei nuovi progetti. Siamo in una fase di definizione, come Zona abbiamo fatto una serie di proposte, alcune delle quali già attuate in Zona, per esempio la giornata dedicata alla “vela per tutti”, che a Genova stanno pensando di attuare a livello nazionale nei prossimi anni. Poi la convenzione con l’Università IUSM (Scienze Motorie), per la formazione di studenti in funzione di un possibile futuro da tecnici federali, e per collaborare con i nostri attuali tecnici. Entrambe queste iniziative del Lazio sono state anche accolte a livello nazionale. In cantiere abbiamo anche un corso di formazione per Istruttori e Giudici finanziato dalla Regione Lazio, che sottolinei anche gli aspetti della sicurezza e le tecniche del soccorso in mare.
Il progetto giovanile è un grande elemento di novità, il gruppo redigente si è incontrato spesso, anche a Pescara durante i Giochi del mediterraneo, noi andiamo avanti comunque a livello zonale: il 26 luglio abbiamo organizzato un primo raduno sul tema della “multilateralità”. E’ chiaro che prima avremo le linee del progetto e prima potremo adeguarci ad esse nei raduni, ma intanto iniziamo con i nostri criteri, cercando di captare le loro intenzioni. Secondo me, una volta definita la loro strategia a livello nazionale, dovranno aprire un confronto con le Zone, per capire nel dettaglio quanto e come è attuabile il tutto. Multilateralità vuol dire tutto e niente: ci vogliono barche, mezzi, risorse. Noi in IV Zona stiamo già bene, abbiamo le 555FIV, i catamarani giovanili, barche assegnate. Di sicuro è un percorso difficile, si parte praticamente da zero. La scelta è stata di ristrutturare un settore, riorganizzare tutto rispetto al passato, la filosofia è “far scoprire la vela”, e non solo per le attività agonistiche, ma sottolineandone i vantaggi dal punto di vista sociale, motorio eccetera.

Gianni Pellizza (V Zona)
Io ho prima di tutto una paura: che Carlo Croce, arrivato come risolutore della vela italiana, in realtà non sia il personaggio-chiave del nuovo sistema. L’ho sentito prima delle elezioni, mi aveva assicurato che mi avrebbe richiamato per parlare della Zona, ma non l’ho più sentito. La comunicazione tra Genova e la periferia, al momento, è un grosso problema, forse per la mancanza della segreteria generale. C’è un’altra cosa un po’ così: nel discorso di insediamento il presidente ha detto “quattro anni e passo la mano...” Non è il tempo che si dà uno che deve rifondare. Da qui i miei dubbi. Dopo 20 anni Sergio Gaibisso era oggettivamente debole, ma sostituirlo è arduo, e che Carlo Croce sia la soluzione è difficile da dimostrare: lo dissi allora e lo ridico oggi. Ciò non toglie la mia amicizia con tutti e la fedeltà alla FIV anche per i convincimenti e per l’esperienza: sono dirigente zonale dai tempi di Beppe Croce, il papà di Carlo, ero direttore giovanile, sono Istruttore dal 1971, ho fatto il I Grado con Mario Capio e Franco Ceresa, insomma sono nel sistema federale da quarant’anni. Anche per questo dico che certi accordi non scritti, certi agreement storici, non si dovrebbero violare. E invece nel caso dell’ex vicepresidente Gianfranco Busatti questa violazione c’è stata. Lo dissi a Croce subito dopo l’elezione: come Zona disapproviamo la non rielezione di Busatti, perché viola il patto “geografico”, sulla distribuzione delle cariche più importanti. Questi equilibri risalgono addirittura a Beppe Croce, in tempi nei quali il presidente di Zona era nominato da Genova, come un prefetto. Oggi è diverso, ma all’assemblea meno di 10 persone possono controllare e indirizzare il grosso dei voti.
A questo proposito, è tutto da vedere cosa succederà per le modifiche allo Statuto: chi fa le regole del gioco? Dobbiamo avere la massima attenzione, stiamo facendo le verifiche, è da vedere quali cambiamenti saranno proposti. Non so se tra un anno tutti la penseranno ancora allo stesso modo del dicembre scorso.
Il piano Under 16 mi ha favorevolmente impressionato, mi sono detto: “cominciamo a navigare”, ho apprezzato le idee di fondo. Certo, dopo l’entusiasmo c’è l’attuazione che è la fase più difficile, e comunque in V Zona nessuno è venuto ancora a spiegarci. A Bari si disse che a giugno sarebbero partite le iniziative verso le società, ma stiamo ancora aspettando. I Circoli sono senza Manuale dell’Allievo, senza Diplomini delle scuole vela, senza Regolamento di Regata, manca il materiale per lavorare. Ci è stato detto che avremmo avuto il Manuale dell’Allievo in CD, ma a inizio luglio ancora niente. Di positivo, invece, c’è la novità nel sistema degli istruttori di circolo, con l’autonomia alle Zone nel primo ingresso tra gli allievi istruttori.
Si è parlato molto di “economia”, in nome dell’economia si sono smantellate troppe cose costruite nel tempo in federazione, non ci sono più tante commissioni, gruppi di lavoro, organismi.

Fabio Colella (VI Zona)
I primi 6 mesi sono stati di attesa per noi delle Zone: è cambiato tutto, c’è stata la rivoluzione, siamo passati dalle certezze di un ventennio alle incertezze delle tante novità. Per lo più quello che si è mosso ha riguardato i piani alti, a livello di Circoli o di Zone si è recepito ancora poco. Noi sul territorio abbiamo bisogno di tante cose, le stesse che chiedevamo anche quando era presidente Sergio Gaibisso. Non ci servono regate, quelle sono anche troppe, ci servono più attenzione, più servizi, aiuti su problematiche quotidiane come il demanio, tanto per fare un esempio. Ci servono più raduni zonali o interzonali e meno nazionali. Un primo risultato a quanto pare lo stiamo ottenendo con il ritorno alla gestione zonale della formazione degli allievi istruttori, si tratta di piccole conquiste che facciamo riunione dopo riunione. Come Consulta stiamo facendo molte riunioni, assai più che in passato: credo questo dimostri che il Presidente Carlo Croce ha capito che senza le Zone non si va avanti, penso che lui tenga in conto le Zone forse anche più degli stessi consiglieri federali.
Il problema comunicazione sussiste, anzi si sono fermate alcune cose che erano appena partite negli ultimi anni. Io ero alla famosa riunione della Biblioteca, quando riuscimmo a varare la riforma del sito web federale, quello è stato il primo passaggio, ma noi in periferia abbiamo bisogno di pubblicazioni, materiale cartaceo e promozionale, per fare “marketing” in favore della vela, manifesti, volantini. Perché si è fermato tutto? Adesso io mi sto stampando da solo, e a mie spese, i manifesti della Scuola Vela, riprendendo quelli fatti dalla FIV due anni fa. Mi chiedo: cosa può arrivare in termini di beneficio diretto a un circolo sperduto a Sibari, dagli accordi con qualche tv satellitare? Meglio continuare a puntare sul progetto Velascuola. Noi in Calabria ci abbiamo creduto, abbiamo fatto il record del tesseramento, ma ora ci sentiamo un po’ abbandonati, il materiale non ci arriva, non mi pare siamo sulla buona strada...
C’è questa idea della FIV “leggera” come l’ha spesso definita Croce, senza gruppi di lavoro e commissioni, dove sono in pochi a decidere. Le commissioni secondo me erano un bene, erano la possibilità di contare qualcosa in federazione, di fare esperienze dirigenziali. Oggi come Zona ci sentiamo molto meno rappresentati, non contiamo niente in federazione, e non solo perché come è noto la scelta del consigliere è stata fatta senza il nostro consenso.
Il risparmio non può essere selvaggio: abbiamo un raduno Cadetti a fine luglio in Zona e la consigliera federale della giovanile non puo’ venire perché la FIV non le paga l’aereo.
Il progetto Under 16, per dire tutta la verità, non l’abbiamo ancora capito bene, nonostante abbiamo richiesto spiegazioni e informazioni. Aspettiamo una sua presentazione più dettagliata. Non siamo critici in modo preconcetto, anzi siamo aperti alle novità. Ridurre solo alle Zone l’attività giovanile non puo’ funzionare, ci vuole almeno una attività interzonale, con 2 o più regioni: solo in Zona non si cresce. E a questo proposito: teniamo d’occhio la tentazione di ridurre il numero delle Zone, con un processo di accorpamento: la forza della nostra federazione è nella sua capillarità sul territorio, più zone ci sono più la FIV è forte, altrimenti ci riduciamo come la Motonautica o altri sport, presenti solo in alcune aree e assenti in altre. Da noi, grazie al nostro impegno, l’assessorato al Turismo della Regione Calabria ogni volta che c’è da discutere un progetto chiama al tavolo la FIV. E’ importante per la nostra crescita, bisogna capire che la vela è turismo e che non c’è furturo senza questo legame, sarebbe un errore tremendo lasciare questo aspetto nelle mani di altri, per esempio la Lega Navale...

Ignazio Florio Pipitone (VII Zona)
Io sono la voce critica, sono sempre stato il “rompiscatole” anche nella precedente gestione, ma cosa dire adesso? Dal mio punto di vista, dalla Sicilia, la FIV è ferma, la FIV non c’è. A Genova stanno lavorando in pochissimi, una manciata di persone, e questo perché hanno ucciso le Commissioni, una stupidaggine perché il sistema poteva funzionare benissimo anche a costi ridotti. La gente doveva essere tenuta in considerazione, ci sarebbe stata una migliore distribuzione del lavoro, invece adesso quattro gatti vorrebbero fare tutto e il risultato è che non ci riescono. Molte cose sono ferme, il palazzo è fermo. E’ stato un errore restare senza segretario generale, in attesa di una figura ligure che era impegnata in altro. Sarà un anno di transizione, ma rischia di essere un anno perso.
La comunicazione FIV-Zone è fallimentare: noi non abbiamo idea di cosa stiano facendo. E’ inutile fare tante riunioni della Consulta, spendendo molti soldi, per non dire niente di concreto. Sul tema della rivoluzione giovanile, stanno facendo tutto i due mega-tecnici surfisti, di più non si sa, solo cose di cui “si parla”, come più soldi alle Zone e valorizzazione delle classi di interesse federale per favorire il passaggio anticipato di un anno dei migliori dall’Optimist. Questa è una cosa positiva, mi fa piacere. Ma ne vogliamo parlare, discutere? Nessuno sa niente e all’improvviso ogni tanto si sente parlare di “novità”. In Consiglio di Presidenza ci sono dirigenti bravi ed esperti con esperienza nell’amministrazione precedente, poi ci sono i nuovi che sono ancora un po’ spaesati, oppure tendono a strafare, a occuparsi di tutto, fare i tuttologi, spesso scavalcando passaggi e soggetti istituzionali. Bisogna rispettare i ruoli: il vicepresidente deve fare il vicepresidente, non convocare un seminario sul regolamento di regata. Insomma: siamo solo all’inizio, siamo tutti sulla stessa barca e quindi bisogna essere costruttivi e navigare, ma certe cose meritano approfondimenti critici. Come lo scandalo dell’articolo su un quotidiano economico che propagandava investimenti immobiliari in una località della costa Toscana sfruttando l’immagine FIV per un possibile centro federale che sarebbe sorto nella zona. Inammissibile. La vela è uno sport e un ambiente meraviglioso, ma troppo spesso ultimamente vedo in giro mancanza di stile, e questo non lo concepisco.

Raffaele Ricci (VIII Zona)
Prime impressioni? Si continua a lavorare sulla falsariga di prima. Due riunioni della Consulta delle Zone hanno tracciato cose che ci servono da vicino. Andiamo avanti, il punto lo faremo a primavera, finite le selezioni Optimist, i raduni eccetera, si chiude il semestre e si cercherà di capire lo sviluppo. In Zona ho fatto un aggiornamento con gli Istruttori sulla “multilateralità”, con docenti della Scuola di Scienza dello Sport del CONI, perché poco se ne sapeva. Sono state ore di seminario interessante, dal quale è stato tratto materiale su molti argomenti, compresa la responsabilità civile e penale dell’Istruttore o il doping giovanile: abbiamo dato tutto il materiale all’area tecnica FIV a Genova, come contributo della nostra Zona. Da ex allenatore di Atletica e Decathlon, questa “multilateralità” si è sempre saputa, si tratta di un discorso molto difficile ma stuzzicante. Noi dovremo lavorare con i giovani istruttori per impostare un cambio culturale, e questo si scontrerà con gli insegnamenti sempre seguiti nei corsi anche di I, II, III Livello. Nei precetti che si trovano nella dispensa inviata alla FIV ci sono pedagogia, psicologia, didattica dell’insegnamento, ci sono le idee e i sistemi di studiosi e scienziati, come il prof. Piero Incalza che preparò i migliori maratoneti azzurri, c’è una ricerca sulla multilateralità anche da docenti stranieri. L’abbandono dei ragazzi a 15 anni è un problema di tutti gli sport, non certo solo della vela. E la risposta sta nell’aiutarli prima possibile a capire “chi sono”, evitare di creare talenti inespressi. E’ un discorso lungo, richiede almeno due quadrienni di lavoro. Finora ci sono state accennate cose generiche, adesso aspettiamo gli sviluppi. Pochi giorni fa la FIV ci ha chiesto di indicare un coordinatore per Zona, poi ci sono i tecnici a lavoro nelle classi, spero che tra poco inizi il “tam-tam”. Una volta c’erano i “Formatori”, in 2-3 riunioni si decideva la strategia. Ora capisco che siamo nel pieno di un grande cambiamento, ma non può passare un anno intero. Per il dopo scuola vela sono fiducioso perché abbiamo istruttori super-preparati, e per la promozione vanno coinvolte di più le classi.
La federazione è una struttura che si basa sul processo elettivo: chi è eletto ha l’incarico di un organo federale e dobbiamo lavorare tutti insieme.

Pierluigi Ciammaichella (IX Zona)
Mettere insieme tutte le idee e lavorarci sopra: mi pare questo il procedimento che Carlo Croce e il nuovo consiglio sta attuando, costruendosi un’idea del futuro della federazione. Il problema è trasformare tutto questo in normative adattandole alle strutture organizzative federali e del CONI. Modificare un sistema che pure ha funzionato fino al 31 dicembre scorso è problematico. Ora siamo in un periodo di interregno, ci troviamo con nuove idee ma con una programmazione che risale allo scorso anno: CICO o Primavela sono state decise nel 2008, per esempio. Ma sotto c’è il disegno della federazione del futuro. Il 21 verrà presentato ai consiglieri federali e il 22 alle Zone il Piano Strategico Generale nella sua versione che riguarda le Zone, i Circoli, le Classi e per le attività Under 16. Dal 21 sapremo come è stato pensato da Carlo Croce e dai due Direttori Tecnici. Da quanto sappiamo è chiaro che le Zone avranno compiti completamente diversi, l’attività della preparazione dei velisti Under 16 sarà a carico loro. La periferia diventa territorio. E’ una sfida: se non raggiungi gli obiettivi prefissati non puoi prendertela con nessuno, nasconderti dietro a un dito. Dal 2010 se qualcosa non funzionerà la responsabilità sarà delle Zone, e questo carico comporta ovviamente la disponibilità di maggiori risorse per lavorare. Questo è il modello che si sta pensando: è giusto anche che in questa fase ci siano poche informazioni dettagliate: il 21-22 luglio questo piano non verrà approvato ma solo presentato, e si chiederà a tutti di esprimere il proprio parere, ci sarà spazio a possibili critiche, nei prossimi due mesi è giusto che circolino le osservazioni. Personalmente se il 22 non sarò d’accordo con qualcosa nel progetto, non starò zitto. Le problematiche non mancano: qui si rovescia completamente una organizzazione, perché se non si riesce a conservare i giovani all’attività vuol dire che non si lavorava bene. Da parte dei circoli che magari sottovalutavano la scuola vela, da parte degli istruttori che forse hanno caricato troppo certi giovani, da parte dei dirigenti che non si sono resi conto fino in fondo del valore istituzionale del CONI e di come la vela debba avere la dignità di sport come le maggiori discipline. Dal 2010 siamo tutti sulla graticola, già questo mi piace. Se è una sfida io dico: ci sto, mi prendo la responsabilità. Gli obiettivi sono quelli del sistema sportivo: Olimpiadi, Olimpiadi giovanili, Mondiali ISAF, Giochi del Mediterraneo. Il sistema che sta nascendo secondo me è più utile all’istituzione sportiva, rispetto al precedente, e può aiutarci a far diventare la vela più sport e meno passatempo. Molti dei nostri circoli sono “ottocenteschi”, abbiamo circoli cittadini che fanno “anche” un po’ di vela. E anche i dirigenti fanno altri lavori e si occupano di sport nel tempo libero. Altre discipline hanno già fatto il salto verso il professionismo o comunque sono in grado di valorizzare questo volontariato. Non critico la FIV degli anni passati, ma oggi lo sport è cambiato, oggi o entra il professionismo o si dedica lo stesso impegno dei professionisti. Altrimenti una federazione finisce per lasciare lo sport di vertice alle società professionistiche. E’ più giusto che la FIV si occupi di professionismo, e destini le risorse recuperate al territorio. Questo mobilita nelle Zone energie nuove e positive, allenatori giovani, programmi con medici, psicologi, tecniche nuove, ne abbiamo già qualche esempio.
La promozione dovrà addirittura aumentare, e Velascuola dovrà essere sempre il motore della federazione, magari ritarato secondo i nuovi programmi. Qui da noi solo 4 società hanno fatto oltre 600 tesserati, chi si muove con le scuole ha una accoglienza splendida, bisogna crederci. E sono certo che quando il segretario generale prenderà a operare, molti consiglieri potranno tornare a occuparsi direttamente di cose come, ad esempio, Velascuola.
E’ un progetto a lunghissima gittata, è il progetto dei prossimi quarant’anni... Ma dal 2010 ci sarà la prima verifica: da quell’anno sapremo se la direzione è giusta. Ma intanto, mi piace questa strada.

Carlo Ondedei (X Zona)
Mi sembra che ci sia da parte del nuovo consiglio una buona dose di rinnovamento. Alcune richieste della Consulta sono state accolte, almeno in parte, sul tema degli istruttori e degli ufficiali di regata. Bisognerà attendere ancora un po’, ma finora vedo segnali positivi, sono favorevole.
La comunicazione può migliorare, andrebbe rinforzata, anche tenendo conto che tutte le zone hanno un sito internet anche se un po’ farraginoso. Le cose possono sempre migliorare, ma onestamente non posso dire di aver riscontrato difetti, sia come Zona che a livello personale.
Sul programma Under 16 abbiamo una posizione di attesa: sto aspettando di sentire gli umori dei circoli. L’idea fa sempre parte del rinnovamento introdotto all’interno della federazione, mi sembra giusta e valutabile positivamente, anche se bisogna considerare che negli ultimi anni l’iniziativa Velascuola era andata benissimo.
Complessivamente tutta la nostra Zona è fiduciosa, abbiamo riscontrato anche un certo snellimento burocratico, visto che il consiglio ha sbloccato in breve tempo le pratiche di affiliazione che avevamo in piedi da un po’. E anche questo è un buon segno. C’è tanta voglia di lavorare, la carne al fuoco è molta, diamo tempo alla nuova federazione di prendere forma.

Maurizio Pavirani (XI Zona)
(in crociera tra le isole dalmate, 16 ore di navigazione da Cervia)
La prima impressione di questo nuovo corso è che è stato introdotto un elemento di programmazione strategica. Anche prima, soprattutto i Circoli si sforzavano di avere una programmazione, ma ora questo concetto è più inciso. Adesso cercheremo di declinarlo a livello della nostra Zona, per farlo il primo problema è capire esattamente gli obiettivi e quali attività portare avanti. Le rivoluzioni “epocali” sono rare e traumatiche, le proposte nuove non dovrebbero mai essere disgiunte dal passato: da noi i Circoli e la Zona hanno sempre lavorato tanto e con successi organizzativi, ma si sentiva la necessità di progettare. Io vengo dall’esperienza del circolo di Cervia col quale abbiamo fatto un progetto pluriennale che ha dato ottimi risultati: oggi abbiamo un buon gruppo di soci e squadre agonistiche che sono un punto di riferimento. La programmazione paga: è importante applicarla secondo le esigenze di ciascuna Zona.
Per quanto riguarda il progetto Youth o Under 16, cominciamo col dire che le cose del passato che funzionano non vanno abbandonate, saremmo degli incoscienti. L’Optimist ha una attività che funziona bene, è capillare e diffusa, è uno strumento per portare la gente in mare e la classe ha un’ottima organizzazione. Di ciò non va buttato via nulla. Quello che mi è piaciuto del nuovo progetto è la possibilità di offrire altre esperienze ai ragazzi, abituarli a stare nell’acqua, a giocare (il gioco è competitività), non agganciare alla naturale voglia di sport dei ragazzi elementi di esasperazione da parte dei circoli o delle famiglie. La tendenza all’agonismo deve maturare spontaneamente. Non stiamo interpretando questo progetto come un progetto di “divieti”, ma di “indirizzo”. Lo scopo è allargare la base.
Il 26 giugno è venuto da noi Paolo Ghione e abbiamo approfondito il progetto, è stato utile anche perché alcuni istruttori non avevano capito bene, ne dobbiamo parlare molto e ci si deve lavorare. Tornando al passato, quello che noi a Cervia abbiamo fatto non aveva un indirizzo nazionale, invece chi volesse partire oggi ha il vantaggio di avere una linea cui ispirarsi. Le risorse e le barche saranno spostate dall’attività Under 16 alle Zone. Noi aggiungiamo anche che stiamo aprendo un dialogo con le Istituzioni, la Regione, le Provincie e i Comuni, per far accreditare e riconoscere la vela tra gli sport da seguire. Certo c’è tanto da lavorare, ho dovuto ribaltare il mio concetto di partenza: pensavo a una Zona “leggera” in cui spronare i Circoli a lavorare, ma ora con il piano Youth dovremo organizzare le squadre regionali. C’è bisogno di più comunicazione.

Enrico Zaffalon (XII Zona)
Preferisco soprassedere e non rilasciare dichiarazioni.

Giorgio Brezich (XIII Zona)
(in regata al Mondiale Master Snipe a Trieste)
Secondo me le cose sono cambiate parecchio, ed è quindi giusto prevedere tempi di assestamento. Le intenzioni mi sembrano interessanti, poi saranno da verificare le cose realizzate. C’è una maggiore determinazione a mettere in pratica le decisioni, mentre prima c’era una tendenza al compromesso. C’è sempre l’annoso problema tra volere e potere, ma il desiderio e la buona volontà di partenza ci sono.
Questo nuovo indirizzo sulla gestione dei giovani è una delle cose interessanti, ora si tratta di vedere come sarà gestito, come saranno realizzati i progetti tecnici. Si dice che noi Zone dovremo occuparci dei giovani. E’ corretto e realistico: ma come? Quali saranno le leve per far funzionare il tutto? A Bari alla riunione della Consulta sono state prospettate maggiori risorse per le Zone, con criteri differenziati e non basati solo sul tesseramento, ma anche sull’attività giovanile e altri parametri.
Secondo me siamo in una fase ancora embrionale, appena abbozzata, ed è giusto che in questa fase siano a lavoro solo poche persone. In seguito, fatta l’impostazione e chiarita la cornice in cui muoversi, sarà necessario il coinvolgimento di tutti, Zone e Circoli, a quanto pare auspicato e gradito anche dalla stessa dirigenza federale. L’idea è di fare altre 3 Consulte entro l’anno, per continuare il processo di conoscenza dei nostri programmi e delle nostre idee. E’ importante dirsi tutto: quando faccio una osservazione critica non è solo antagonismo o voglia di ostacolare un processo, ma è necessario inserire input diversi da quelli iniziali, per aiutare e far capire le peculiarità della periferia federale. Questa dirigenza è eletta per quattro anni ed è giusto al di là di tutto lavorare insieme ciascuno secondo le proprie capacità. Raffaele Ricci come responsabile della Consulta delle Zone sta facendo un ottimo lavoro, lo scambio via email è veloce e produttivo.
Credo che le scuole di vela si stiano modificando nel tempo, almeno per l’esperienza dei Circoli della mia Zona. Oggi entrambi i genitori lavorano assai più che in passato, per questo la scuola vela è visto come un parcheggio estivo dei figli. L’approccio è diverso, la nostra utenza aumenta e questo amplia la base su cui lavorare, alla fine abbiamo maggiori probabilità di trovare giovani che proseguono l’attività. In precedenza avevamo meno base ma più motivazione. Poi c’è la promozione, e per quella è stata creata VELASCUOLA: purtroppo non è stata capita dai Circoli e dalle Zone, noi abbiamo un paio di scuole che lo fanno con ottimi risultati, le altre si scontrano con altri problemi e con altri sport.
Ci sono tre cose da valutare: 1) il cambio “epocale” della dirigenza, 2) la mancanza del segretario generale, 3) i Giochi del Mediterraneo. Questi tre elementi hanno condizionato l’attività del Consiglio Federale. E’ vero che c’è stato un cambiamento persino esagerato, ma credo che in questo modo sia più facile il vero rinnovamento: se si procede per gradi spesso i nuovi sono fagocitati dai vecchi e il cambiamento non avviene.

Domenico Foschini (XIV Zona)
C’è un po’ di incertezza. Si pensava di essere più partecipi, anche dopo la riunione di Bari. Avevamo anche chiesto una cosa simbolica: non essere più definiti “periferia” (da commissione periferica, ndr), visto che in fondo siamo l’emanazione diretta della FIV sul campo. Servirebbe magiore comunicazione, che non è mai stata tanta anche in precedenza. Oggi alcuni settori comunicano di più e sono più attivi, altri meno. Comunque quando ho chiesto qualcosa ho avuto risposta.
Su questo progetto “multilaterale” non sappiamo molto, ma il 22 luglio a Genova ci dovrebbe essere una presentazione, stiamo aspettando l’invito. Sinceramente, senza fare polemica, i nuovi dirigenti federali si sono trovati a fare fatica. Comprensibile: anch’io in Zona ho faticato, ho avuto molte critiche, nessuno ha la bacchetta magica. Comunque prima di criticare lasciamo lavorare e poi potremo verificare.
In Zona nel preparare questo raduno “multilaterale” abbiamo incontrato problemi ad avere le barche dai cantieri, tranne l’O’pen BIC, e gli RSFeva e RSTera in uso. Anche la Negri ha dato dei Laser Bug a Torbole, ma ci mancano i catamarani, su questo la FIV dovrà darci una mano in qualche modo.
Il nostro programma in Zona va avanti, abbiamo ottimi risultati dal consorzio di circoli sul programma della classe 420, che dal 2000 ha portato successi sportivi e un vivaio di atleti che stanno anche diventando tecnici, adesso vorremmo inserire anche il 29er nel consorzio. I Laser vanno avanti da soli, forti del fatto di essere una classe comoda per genitori, circoli e allenatori. Guardiamo un po’ a tutte le nuove classi giovanili, come quelle citate in precedenza, ma l’Optimist resta la scelta migliore per un certo tipo di attività e fino a una certa età.
C’è un po’ di delusione per la questione della normativa istruttori: a Bari c’erano state dette cose poi non mantenute con il rischio di aver sprecato 5 ore di riunione. Infine, è sempre aperta la questione della “scissione” alla quale stanno ancora lavorando gli amici trentini, sulla quale vorremmo capire da che parte si pone la federazione.

Carlo Alberto Zerboni (XV Zona)
Le prime impressioni sono abbastanza negative, anche se l’anno è iniziato con molte speranze di un rinnovamento vero che aspettavamo da qualche tempo e speravamo di poter ottenere. Invece oggi la situazione è d’acqua stagnante. Non si muove niente e nessuno. Mi è capitato di fare delle richieste e di non ottenere una risposta. Credo che una risposta, anche negativa, sia dovuta se un dirigente locale scrive una lettera, almeno per educazione. Riscontro anche una generale mancanza di conoscenza. I nuovi dirigenti hanno fatto un bel “can-can” elettorale, hanno ottenuto ampia fiducia perché tutti si aspettavano un rinnovamento ed erano d’accordo sulla necessità di questo rinnovamento, ma alla fine quello che si è fatto è dare mandato a persone che non sanno cosa è la vela, cosa c’è dietro il nome FIV, cosa fare e quali le esigenze del nostro mondo. Non fanno altro che rimandare, non rispondere, non prendere decisioni.

domenica 12 luglio 2009

Vela giovanile azzurra, l'Italia che funziona (3° femminile e 7° maschile all'Europeo Optimist)



La baby-timoniera triestina Francesca Russo Cirillo, della Società Velica Barcola e Grignano (quella della Barcolana) conquista il podio col 3° posto all'Europeo Optimist di Piran in Slovenia. In campo maschile ottimo 7° posto per Stefano Ferrighi (Fraglia Vela Riva). Una bella trasferta, gioiosa e per niente esasperata, guidata da Claudia Tosi, la consigliera federale più vittoriosa in Optimist della storia FIV, e dal tecnico Massimo Giorgianni. All'Europeo Optimist in Slovenia (condizioni varie, da bonaccia a 20 nodi) c'erano 147 equipaggi maschili e 100 femminili, con molte presenze da paesi extraeuropei.

Di seguito i primi dieci delle classifiche maschile e femminile. Ai sequenti link la classifica generale maschile, e femminile.

Europeo Optimist 2009 Piran (Slovenia) Classifica maschile (147 timonieri)

1 GER 12337 Hibler Maximilian 52,0 8 3 5 2 7 3 (bfd) 1 5 (19) 18
2 HUN 151 Vadnai Benjamin 61,0 5 16 6 (23) 2 2 5 6 (21) 12 7
3 USA 15462 Lamphere Malcolm 63,0 5 2 16 (22) 9 8 7 12 (45) 1 3
4 POL 1526 Lipski Konrad 65,0 11 (46) 5 17 1 (bfd) 2 4 5 8 12
5 POL 1373 Florek Filip 74,0 (30) 9 (17) 1 12 15 12 5 9 5 6
6 NED 2889 Sonnema Wouter 84,0 15 6 18 1 2 (35) 9 2 8 (29) 23
7 ITA 7488 Ferrighi Stefano 86,0 10 4 10 5 26 (32) 11 8 4 (34) 8
8 FRA 79 Fortune Arthur 87,0 (ocs) 11 (27) 12 20 1 11 2 9 19 2
9 TUR 674 Birincioglu Mustafa Sergen 92,0 11 7 24 10 5 3 10 (42) 2 20 (44)
10 GRE 1525 Magouras Alexandros 100,0 4 3 3 26 (27) 14 19 1 10 (31) 20

14 ITA 7078 Rodda Tito 120,0 32 26 1 (ocs) 6 22 1 3 1 28 (35)
37 ITA 7601 Attina Massimo 195,0 1 18 6 (57) 10 11 (bfd) 49 8 17 dne
59 ITA 7610 Michelini Luigi 251,0 33 39 37 42 (52) 29 (49) 29 27 6 9


Europeo Optimist 2009 Piran (Slovenia) Classifica femminile (100 timoniere)

1 GER 12302 Rothlauf Paulina 23,0 (7) 3 3 (8) 1 2 2 5 4 1 2
2 POL 1384 Piasecka Sara 37,0 7 1 13 1 3 (18) 2 1 3 (28) 6
3 ITA 7621 Russo Cirillo Francesca 42,0 2 5 (13) 5 10 1 (28) 2 12 1 4
4 GER 12370 Cipra Finja 56,0 (23) 15 3 1 3 7 4 3 4 16 (ocs)
5 GER 12010 Matthiesen Annika 57,0 12 1 1 3 4 15 (40) 7 7 (16) 7
6 TUR 17 Yentur Zeynep 66,0 11 2 12 4 2 (30) 1 7 1 26 (29)
7 GRE 1976 Drosou Maria 72,0 4 17 25 2 9 (34) 3 5 (ocs) 5 2
8 FRA 1930 Poret Jennifer 75,0 1 3 (27) 6 8 3 22 24 (ocs) 7 1
9 SLO 329 Janezic Lea 78,0 21 18 (23) 3 6 8 1 2 6 (23) 13
10 NOR 3615 Hammarstroem Karianne 90,0 (29) 5 5 5 20 (23) 6 4 16 17 12

26 ITA 7539 Simoni Karen Yohanna 129,0 16 9 11 (32) 14 8 13 (38) 20 8 30
41 ITA 7603 Scotto di Vettino Sara 153,0 5 39 5 (42) 27 2 12 28 (ocs) 4 31

giovedì 9 luglio 2009

Di cielo, ti terra e di mare


Larry Ellison è uno degli uomini più ricchi del mondo. Ernesto Bertarelli è uno degli uomini più ricchi del mondo. Sono talmente ricchi che è ininfluente stabilire chi lo sia di più. Larry&Ernesto sono anche appassionati di vela. Non semplici appassionati, tipo un maxi e via. No, sono appassionati di Coppa America. La vogliono (uno, Ernesto, che è nato a Roma e poi ci ha visto lungo e si è svizzerizzato, l'ha anche vinta ben due volte). L&E se le sono date di santa ragione (ok, ragione non è il termine più adatto, è vero) in tribunale, al grido di chi meglio difendeva l'integrità storica del più antico trofeo del mondo (in realtà ciascuno voleva lucrare qualche vantaggio strategico), e ora che alcuni giudici con tanto di toghe e parrucche hanno sentenziato che devono solo fare tre regate veliche, grossomodo a febbraio del prossimo anno, dando a uno dei due una deadline per indicare il luogo, ecco qui che cosa ti scatenano.

Chi pensava che la coppa fosse finita, omologata in grand prix quasi tra monotipi (e pensare che questo scenario è in fondo quello che volevano - a parole - gli stessi due contendenti), priva di quel suo alone di leggenda, si è ritrovato in un kolossal da fare impallidire Hollywood. Prima il trimarano gigantesco, dove i velisti indossano il casco e navigano con il piede sul freno, poi un elicottero sovietico, il più grande del mondo, si alza fra i monti svizzeri di una cittadina chiamata come un pilota della Ferrari e trasporta sotto di se un catamarano ancor più gigantesco (anche se le misure sono le stesse: 90 piedi), e lo deposita sul laghetto di Ginevra, sulle cui acque si affaccia una finestra e dentro una stanza c'è Lei, la Coppa America. Tra le due scene-madri, ecco che a San Diego (nome che a noi fa venire la pelle d'oca pensando a Gardini e al Moro di Venezia) BMW Oracle tira fuori da un capannone una versione 0.2 del suo mostro trimaranico, alleggerito, rastremato, incattivito.

Altro che quelle tre regatine, che rischiano di essere noiosissime se alla fine (probabilissimo) uno dei due mostri sarà più mostro dell'altro. Questa XXXIII America's Cup è di quelle d'altri tempi, con in più tutti i mezzi, la potenza, le tecnologie di questi tempi. E' una Coppa supermediatica. Oltre che gli avvocati e i designer, la stanno giocando - manovrati come joystick da Larry & Ernesto - gli uffici stampa e pr, a colpi di trovate, scoop veri e finti, attese create ad arte, comunicati dal timing studiato nei minimi dettagli. Così nell'ultima settimana di escalation hollywoodiana, Alinghi ha prima messo in giro foto in bianco e nero artistiche dell'artista per antonomasia Carlo Borlenghi, che hanno reso leggendario il capannone industriale di Villeneuve dove tra varie puzze di resine, carbonio e materiali esotici è nato Alinghi 5. Poi ha aperto un (finto) concorso per selezionare quattro curiosi fortunati ai quali dare l'anteprima del defender; poi ha invitato o ha aperto le porte secondo uno schema-senza-schema ai giornalisti e fotografi, che hanno cominciato a rimbalzare descrizioni fantasiose ed eccitate sulla nuova barca (che non è altro che un Formula 18 pantografato, con tutto quello che comporta dal punto di vista degli studi strutturali). Infine ha girato la scena dell'elicottero, già vista per il Decision 35 ma sempre di sicuro effetto. La bottiglia, per inciso, s'è rotta al primo colpo. Speriamo resti l'unica cosa che si romperà. In tutto questo studiato crescendo, gli ammerikani che fanno? tirano fuori dal capanno davanti a Coronado Island il trimarano già testato e rifinito alla seconda release, con quelle due prue così beffardamente somiglianti al supercat delle montagne. Come dire: voi iniziate adesso, noi siamo già alle rifiniture...

Come avrete capito, ci sarà da divertirsi un sacco, alle spalle di chi suonava i rintocchi alla Coppa.

martedì 7 luglio 2009

Luglio col bene che ti voglio (una marea di regate)


(Nella foto: due ragazze su un 29er, ditemi cosa c'è di meglio della vela)

Luglio senza respiro per la vela. Grande, piccola, olimpica, d'altura, giovanile: una marea di regate nel mese estivo per eccellenza. Molti in particolare i campionati europei e mondiali delle classi olimpiche, test significativi anche nel fisiologico rallentamento dell'attività dell'anno post-olimpico. Molti i velisti azzurri impegnati, e noi (avete dei dubbi?) li seguiremo.

Eccovi il riassunto dell'incredibile serie di appuntamenti da seguire, con qualche breve nota ove richiesto e il link al sito ufficiale (cliccando sulla data).

3-11 luglio: Finn Gold Cup, Mondiale Finn a Vallensbaek (DEN) - (Due prove disputate, comanda il polacco Szukiel. Azzurri indietro: Giorgio Poggi 21; Riccardo Cordovani 23; Marco Buglielli 50; Filippo Baldassari 60; Claudio Borsetti 61; Carlo Recchi 68. Il tecnico della squadra italiana è il mitico Valentyn Mankin)


4-12 luglio: Europeo Optimist a Asgardstrand (NOR) - (Con l'aria che tira, potrebbe essere una delle ultime occasioni di vedere una squadra "FIV" di azzurrini della vela al campionato della classe Optimist. Intanto, tra i 247 iscritti, arriviamo da defender (nel 2008 il titolo è andato al braccianese Matteo Bernard). La spedizione è affidata al tecnico Massimo Giorgianni e al team leader Claudia Tosi (neo-consigliere federale e - che bei ricordi - ex vice-campionessa europea 1992, campionessa del mondo a squadre e femminile 1992, ancora campionessa europea 1993, terza assoluta e prima femminile al mondiale 1993...si può dire? in Optimist. Intanto, forse per guadagnare tempo sul futuro, nessuno ha comunicato i nomi e i circoli dei giovani atleti, anche se c'è la bella foto che pubblichiamo. Forza ragazzi!)

4-10 luglio: Europeo Tornado a Weymouth & Portland (GBR) - (Era in programma ma è stato cancellato. Peccato: c'era da verificare il campo di regata olimpico di Londra 2012, ma la cancellazione la dice lunga sulla situazione di stallo del catamarano: fuori dalle Olimpiadi ma in attesa di notizie sul possibile ripescaggio da parte del CIO. A ferragosto)

5-11 luglio: Europeo Star a Kiel - (Già due regate, in testa un trio da sballo, Percy-Loof-Scheidt. I nostri si barcamenano (Santoni-Toccoli 11; Celon-Natucci 13; Barovier-Colaninno 21; Negri-Stilo 46; Fornaro-Fornaro 47; Simeone-Vigna 71), ed emerge sempre più un caso-Negri. Il nostro starista olimpico, vicecampione del mondo 2008, a parte una fastidiosa varicella, è costretto a cambiare spesso prodiere e non riesce a ritrovare la stabilità dei tempi di Luigi Viale: aveva iniziato con Luca Devoti, poi non ha trovato l'accordo con Nando Colaninno, ha fatto il Benetti di Viareggio con Valerio Chinca, e a questo Europeo è con Giovanni Stilo. Una scombinata politica dei prodieri che rischia seriamente di pregiudicare il suo quadriennio. Urge un intervento federale)

5-11 luglio: ORC Worlds a Brindisi - (Dopo USA, Germania, Spagna e Grecia, il Mondiale ORC del sistema di stazza più diffuso riconosciuto dall'ISAF arriva in acque italiane e con il titolo in nostre mani grazie a Libertine di Biscardi. La vela dei cabinati crociera-regata al suo massimo, con tanti bei nomi sia tra gli armatori che tra i velisti. Mica male, no? Anche per questo mi sembra ingeneroso il "silenziatore" messo su questo mondiale dalla Comunicazione FIV. Segnalo invece sul sito ufficiale del circolo vela Brindisi un interessante streaming video)



9-18 luglio: ISAF Youth Worlds a Buzios (BRA) - (Il mondiale giovanile ISAF, la piccola olimpiade dei velisti di domani, un evento cresciuto negli anni (prima edizione in Svezia nel 1971) girando il mondo e acquisendo importanza. In Italia lo Youth ISAF è passato tre volte: Livorno 1979, Como 1982 e Garda 1993. Già assegnate le prossime edizioni: 2010 a Istanbul, 2011 a Zadar (Croazia) e 2012 a Dun Laoghaire (Irlanda): non sarebbe male avanzare una candidatura italica, che ne dice presidente Croce? In Brasile l'evento è stato aperto da un messaggio di Sua Maestà Torben Grael che ha salutato i 280 giovani velisti di tutto il mondo: "é un emozione vedervi nel mio paese. Il mio consiglio? Lavorate sodo, divertitevi e amate lo sport, date il massimo delle vostre potenzialità e scoprite fino a dove può portarvi. La vela offre sfide personali ed esperienze sportive meravigliose, come la mia Volvo Ocean Race". Gli "azzurretti" a Buzios 2009 sono Catherine Fogli, 1994 (classe RSX F) Compagnia della Vela Grosseto, Davide La Vela, 1992 (RSX M) Società Canottieri Marsala, Laura Marimon Giovannetti, 1991 (Laser Radial F) Associazione Velica di Bracciano, Francesco Marrai, 1993 (Laser Radial M) Circolo Nautico Livorno, Camilla Marino, 1991 e Claudia Soricelli, 1992 (420 F) Circolo Italia, Matteo Ramian, 1992 e Davide Vignone, 1992 (420 M) Circolo Nautico Albenga, Francesco Porro, 1991 e Luca Marsaglia, 1994 (Hobie Cat 16) Centro Velico 3V. Team leader la neo consigliera federale Anna Bacchiega (che comanda il settore Under 16 e sta scrivendo l'attesissima normativa che promette di rivoluzionale la vela giovanile in Italia: buon mondiale e buone riflessioni), qui anche come tecnica 420, e i tecnici Marco Iazzetta e Marco Superina. L'Italia ha una tradizione eccellente da difendere, avendo vinto molte medaglie e il Volvo Youth Trophy a squadre, che dal 1991 è andato solo a Francia, Australia, Gran Bretagna e Nuova Zelanda), l'ultimo trionfo risale al 2006 a Weymouth, tana olimpica degli inglesi, trascinati da Lauretta Linares. Fatevi onore ragazzi!)

10-18 luglio: Mondiale Juniores 470 a Tessaloniki (GRE) - (Per quella che resta - e chissà ancora per quanto resterà - il doppio olimpico per eccellenza, il mondiale Junior rappresenta una imperdibile finestra sui futuri campioni. Chi vince (o si piazza) qui non si ferma più... Chiedete a Gabrio Zandonà o Sime Fantela)

12-19 luglio: Mondiale 49er a Riva del Garda - (La classe acrobatica è una delle più spettacolari, ha cambiato rig (nuova randa più potente e taglio square-top), con oltre 100 iscritti sbarca in Fraglia Riva sull'alto Garda stadio del vento dove tutto è colore ed emozioni, e i nostri fratelloni Pietro e Gianfranco Sibello, smaltite a tempo record le delusioni olimpiche di Qingdao, sono imprendibili in testa alla ranking mondiale, e per forza di cose favoriti d'obbligo di questo mondiale (nel palmares due terzi e due quarti posti): vi serve altro per capire l'importanza e l'unicità di questo appuntamento?)

12-17 luglio: Mondiale Flying Junior sul Lago d'Iseo - (In mezzo a tanti campioni e derive olimpiche acrobatiche, rischia di scomparire, ma il FJ resta il FJ, e sapete perchè? E' stata la mia prima barca! Buon mondiale ragazzi, il lago d'Iseo è un gran bel campo di regata)

19-25 luglio: Mondiale 29er a Riva del Garda - (Immaginate un circolo velico, bello e di solide tradizioni, dotato di uno specchio d'acqua con un vento garantito e di una tradizione di ospitalità turistica: fin qui, tutto normale. Ma sentite cosa succederà agli amici della Fraglia Vela di Riva del Garda: finito il Mondiale 49er, senza soluzione di continuità iniziano quello 29er (200 barche!) la sorellina minore e altrettanto acrobatica, poi non sazi, e sempre senza soluzione di continuità, la settimana successiva apriranno le danze del Mondiale 420 maschile e femminile. Se non li conoscessimo penseremmo ad un errore, ma non è così. Tre mondiali di fila (e al culmine di una stagione nella quale non si sono certo riposati finora, compreso Meeting Optimist con 800 barche e Eurolymp...) nello stesso circolo, stesse aree, stessa terrazza, stessi spogliatoi. Una fabbrica, una catena di montaggio. Troppo bravi. E anche un po' troppo e basta)



25 luglio-2 agosto: Mondiale Laser Radial a Karatsu (JPN) - (Ci andranno le azzurre selezionate e in piena campagna olimpica, buon viaggio)

27 luglio-5 agosto: Mondiale 420 maschile e femminile a Riva del Garda - (L'abbiamo appena detto, la catena di montaggio in Fraglia Riva gira che è una musica)

30 luglio-9 agosto: Mondiale Star a Varberg (SWE) - (Descritta sopra la situazione del nostro migliore starista (che nella lista di "discrepanza" figura iscritto con Luca Devoti a prua, speriamo in qualche miglioramento agostano, e buon vento a tutti)

31 luglio-7 agosto: Europei Laser Standard a Landskrona (SWE) - (La terra svedese è terra di grandi laseristi, sarà un mondiale di luci e venti, buon lavoro per gli azzurri, velisti e tecnici, che partiranno)

Luglio finirà e inizierà agosto che, tanto per gradire, propone subito (in contemporanea: 1-8) due superclassiche da fare almeno una volta nella vita: Copa del Rey a Palma di Maiorca in Spagna, e Cowes Week nel Solent, la culla dello yachting, in Gran Bretagna.

Wow! Ho impiegato un paio d'ore per venirne a capo. Potevo fare altro in queste due ore? Con i nostri velisti in partenza e con un mese così ricco che ci attende? Con la Nuova FIV che ci racconta solo una selezionatissima (non so come nè da chi) minoranza di queste notizie, degli atleti convocati, delle attese, delle speranze, di come il pubblico e i tifosi possono seguire il luglio della vela azzurra nel mondo? No, non potevo fare altro.

sabato 4 luglio 2009

Giovanni Soldini: "Voglio la Volvo Ocean Race, e progetto una scuola d'altomare con la FIV e Carlo Croce"

Soldini parte per le Azzorre domani dalla Francia, poi farà il Fastnet ad agosto e il Mondiale Class 40 in Gran Bretagna. Ma con la testa è già al 2011. Più precisamente alla Volvo Ocean Race, il giro del mondo in equipaggio (l'edizione 2008-2009 si è appena conclusa con la vittoria di Ericsson 4 di Torben Grael), per la quale sta cercando di organizzare un team italiano.

Nell'intervista che segue, tra le altre cose, dice:

1) Sogno di fare il giro del mondo in equipaggio da quando ero bambino
2) L'Italia manca da troppo tempo, e forse è giunto il momento
3) Abbiamo i migliori talenti dal punto di vista tecnico, e ottimi marinai
4) Deadline per far partire il team: a novembre di quest'anno
5) C'è questo progetto con la FIV al quale collaborerò, vorrei riunire tutti i navigatori italiani in un luogo per condividere le esperienze e dare vita a una scuola di vela d'altura

Può farcela? E' giusto provarci? Io dico di si (con varie cose da chiarire e aggiungere), e voi? Guardatevi l'intervista e fatemi sapere...

GDM Pescara 2009/Fine: niente vento, ci fermiamo a 2 ori

Pescara non soffia sulle speranze di Francesca Clapcich, scesa in acqua per tentare nell'ultima regata di agganciare un posto sul podio della classe Laser Radial e rimpinguare il bottino azzurro. Bonaccia fino alle 14,30, orario in cui il Comitato di Regata chiudeva definitivamente i Giochi. Le classifiche finali sono quelle di ieri (le trovate nel post precedente sui GDM), con questo bilancio italiano:

Classe 470M (10 equipaggi partecipanti)
1° (medaglia d'oro) Gabrio Zandonà-Francesco Della Torre
8° Fabio Zeni-Nicola Pitanti

Classe 470F (9 equipaggi partecipanti)
1° (medaglia d'oro) Giulia Conti-Giovanna Micol
6° Giulia Tobia-Giulia Moretto

Classe Laser Radial F (14 timoniere partecipanti)
4° Francesca Clapcich
9° Beatrice De Regis

Classe Laser Standard maschile (19 timonieri partecipanti)
8° Giacomo Bottoli
11° Marco Gallo

IL MEDAGLIERE
Nonostante i due ori, l'Italia è solo seconda nel medagliere velico di Pescara 2009, superata dalla grande rivale Francia, che è salita sul podio in tutte le classi. Ecco il dettaglio:

1) Francia 2 ori, 1 argento, 2 bronzi
2) Italia 2 ori - 0 argento - 0 bronzo
3) Croazia 0 oro - 3 argenti - 0 bronzo
4) Spagna 0 oro - 0 argento - 1 bronzo
5) Grecia 0 oro - 0 argento - 1 bronzo

Il bilancio "in numeri" si ferma qui. Quello delle parole è libero (anche troppo) di decollare. Qualcuno è andato anche oltre con l'immaginazione. Qualche simpatico esempio.

1) Gabrio Zandonà (che per inciso è il terzo velista italiano nella storia a conquistare il secondo oro ai Giochi del Mediterraneo - il primo era arrivato a Tunisi 2001 - e raggiunge i fratelli Paolo e Sandro Montefusco - oro sempre nel 470 nel 1983 e 1991) ha fatto scrivere tra virgolette: "Qui a Pescara abbiamo trovato una concorrenza davvero spietata, basta dare un’occhiata all’elenco dei partecipanti per rendersene conto." --> Uno va a guardare l'elenco e si rende conto che l'ex campione del mondo poteva riferirsi solo a se stesso...

2) Il consigliere di presidenza Francesco Ettorre, capo delegazione azzurra ma anche coordinatore organizzativo, altre virgolette: "Si è trattato di un impegno di grande responsabilità che stiamo portando avanti da dicembre 2008. Per la prima volta la FIV ha gestito un evento di questa portata direttamente, senza l'intermediazione dei Circoli ai quali fino ad oggi ci si era sempre rivolti in casi simili. Oggi, terminato il programma vela dei Giochi, credo si possa parlare di successo per due motivi fondamentali. Il primo, per il modo in cui siamo riusciti a tener fede alla grande responsabilità che ci eravamo assunti nei confronti del CONI e degli organizzatori. (...) L'impianto organizzativo a terra e in mare ha funzionato nel migliore dei modi con grande soddisfazione di tutti i partecipanti. Il secondo, che ci riempie di orgoglio e ci consente una 'nuova visione' di approccio ai programmi futuri, è dato dall'aver acquisito la consapevolezza che grazie alle proprie risorse umane e ai propri mezzi, la Federazione Italiana Vela possa gestire nel migliore dei modi eventi di questo livello." --> Senza togliere la legittima soddisfazione a programma concluso e la bravura e l'entusiasmo del giovane dirigente, forse un po' più di realismo non guasterebbe: considerando che - alla fine dei conti - si è trattato di gestire una regata di 10 470 maschili, 9 femminili, 14 Laser Radial e 19 Laser Standard. Una qualunque regata zonale ha dei numeri spaventosamente maggiori. Serviva proprio questo probante banco di prova alla Nuova FIV quale spunto per una "nuova visione" per gestire in proprio gli eventi? E quali "eventi" immagina di gestire in futuro la Nuova FIV con l'"impianto organizzativo" poderosamente schierato nelle ariette pescaresi? E perchè questa singolare voglia di bypassare proprio i Circoli, per di più definendo "intermediazione" le loro conclamate e mille volte dimostrate capacità organizzative, in eventi ben più affollati e impegnativi?

3) Un comunicato ci informa di altri numeri: "Oltre alla squadra sportiva, composta da 12 atleti, due tecnici, dal Medico Federale Dottor Luca Ferraris e dallo stesso Francesco Ettorre in veste di Capo Delegazione, la FIV ha affrontato i Giochi con una struttura composta da 72 persone, delle quali 45 in mare con 23 imbarcazioni (assistenza, servizio posa boe e barche Comitato) e 28 a terra (servizi di segreteria, logistica e comunicazione). L'intero staff è stato impegnato operativamente a Pescara a partire dal 22 giugno fino a oggi, 4 luglio." --> Ehi, ma c'erano più persone nell'impianto organizzativo che regatanti a regatare?

4) Finalmente si passa ad apprendere che: "La premiazione è stata presieduta dal Sindaco di Pescara, Avvocato Luigi Albore Mascia, alla presenza della stella della vela spagnola Theresa Zabell (in veste di membro del Comitato Organizzatore), del Presidente della Provincia di Pescara, Dottor Guerino Testa e del Vice Presidente Vicario della Federazione Italiana Vela, Avvocato Glauco Valerio Briante." --> Inevitabile segnalare l'inquietante presenza di tanti avvocati (per di più uno con doppio cognome e uno con doppio nome, sempre esagerati), e la parallela dimenticanza - nel caso - di indicare anche Francesco Ettorre come "Dottore Commercialista" e la neolaureata Giovanna Micol come "Dottoressa"...

Onore alle medaglie e grazie alla RAI che almeno ieri ha mandato due interviste a Gabrio e Giulia con le immagini della troupe FIV di Luca Negro. Sul resto dei media poco, pochissimo o niente. La comunicazione nel medagliere non c'è proprio arrivata.

Oh, Jean Luc



Sono a Les Sables d'Olonne, costa atlantica francese. La capitale, il luogo di partenza e arrivo della mitica Vendee Globe, il giro del mondo dei solitari a vela senza scalo nè assistenza. Domani parte la seconda edizione della Le Sables-Horta (Azzorre)-Le Sables in doppio con gli Open 40, tra i favoriti anche Giovanni Soldini con Karine Fauconnier sul Telecom. In gara anche un altro italiano, Davide Consorte con Courrier de L'odet Al Le Sables, in coppia con Arnaud Aubry.

Ma lo sapete chi è il cantante nella foto?

Nientepopodimecoche, uno degli eroi della vela oceanica, un grande in Francia e non solo: Jean Luc Van Den Hede. Uno, tanto per intenderci, che faceva il professore di matematica, poi è stato folgorato dalla vela (che in Francia al 90% fa rima - o meglio compatibilità geografica - con "oceano") e ha letteralmente mollato gli ormeggi. Cinque giri del mondo, Tre Vendee, spiaggiamenti e recuperi sensazionali, noto per la capacità di restare al timone più a lungo di ogni altro skipper, nel 2004 ha anche conquistato il record sul giro del mondo "controvento". Irrefrenabile, gran tombeur des femmes, oggi anche rinomato e ricercatissimo conferenziere. Potete trovare tutto sul suo sito: www.vdh.fr.

Ed eccolo nella frequente versione serale nella "sua" Le Sables. Le performence alla brasserie Pierrot richiamano tanti curiosi e amici, sono un business per il locale, tanta musica diversa, gente che canta e balla, lui che esce in strada e coinvolge i passanti. Ieri sera c'erano anche i suoi amici Giovanni Soldini e Karine Fauconnier. Manco a dirlo, coinvolti nei canti e balli.

E' così che va su questa costa atlantica della vecchia Europa, per gli amanti della vela "controvento".

venerdì 3 luglio 2009

GDM Pescara 2009/6: la vecchia guardia porta due ori in dote!



Ai Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009 è il giorno della Vela, che porta due medaglie d'oro alla squadra italiana. Due ori in anticipo sulla regata finale. Ora vedremo quanti se ne accorgeranno, in tv e sui media in genere. Comunicazione a parte, i due ori ce li incassiamo con gioia e arrivano dai 470 maschili e femminili, con Gabrio Zandonà e Francesco Della Torre e da Giulia Conti e Giovanna Micol. Ori previsti, preparati, meritati. Quello di G&G addirittura dominato, autoritario, da campionesse d'Europa in carica. Quello di Gabrio e Cesco comunque aritmetico con una giornata di anticipo, frutto di una superiorità tecnica e di esperienza che alla fine è emersa prepotente. Due equipaggi della vecchia guardia, quasi trent'anni di campagne olimpiche in quattro atleti. La Vecchia FIV che porta ori alla Nuova FIV, nel segno di una continuità che può meritare qualche ragionamento.

Oggi in pillole
Altra giornata di semi-bonaccia, si strappa una sola regata e gli azzurri non tradiscono: prime G&G Conti-Micol (470F), ed è oro matematico; primi Gabrio Zandonà e Cesco Della Torre (470M), che così mettono bene le cose in chiaro, secondo oro matematico; seconda una coriacea Francesca Clapcich (Laser Radial), che riapre i propositi di podio e ci farà vivere una bella regata finale domani. Nessuno squillo di tromba dal Laser maschile. Fabio Zeni e Nicola Pitanti ottavi, Giulia Tobia e Giulia Moretto seste in generale.

Domani
E' la giornata finale della Vela a Pescara 2009, prevista comunque già da programma una sola regata, con punteggio normale. Da decidere il resto del podio nei due 470, ma soprattutto c'è da fare il tifo per la bionda aeronautica Francesca Clapcich che col 2° di oggi è quarta in classifica a soli 2 punti dal bronzo e a 3 dall'argento (l'oro è già andato alla solita francese Sofie De Turckeim). Con una regata secca tutto può accadere, sarà come una Medal Race...
Nel Laser maschile sarà un clamoroso duello con tre equipaggi in due punti, peccato che i nostri siano così lontani: Giacomo Bottoli 8° e Marco Gallo 11°.

Commento a caldo
Francesco Ettorre, padrone di casa, ha portato sulle sue spalle gran parte del fardello toccato alla FIV per organizzare e gestire le regate di questi martoriati Giochi, caposquadra azzurro, è il più indicato a prendersi per primo in faccia le soddisfazioni: "Abbiamo raggiunto il massimo di quanto previsto alla vigilia, le due medaglie più preziose nelle classi sulle quali puntavamo. Ora vediamo cosa succederà domani con il Laser femminile, ma onestamente di più era difficile prevedere. Sono molto soddisfatto e contento per i nostri atleti e per i tecnici".

Notizia delle notizie, intanto, è l'arrivo previsto domani del Vicepresidentevicario FIV, Glauco Valerio Briante. Con il presidente Carlo Croce che è stato a Pescara il 25 e 26 giugno, prima dell'inizio dei Giochi, il VPV arriva a raccogliere i frutti e alzare i trofei. Bene così. Bene così?

Le classifiche con i dettagli.









PS - Magari il VPV potrà anche aiutare a ripristinare la famosa co-produzione che a Pescara 2009 ha steccato vistosamente. Qualche segnale c'è già: sul sito del co-produttore, off-line da una decina di giorni senza spiegazioni, è comparsa questa scritta: "Ci scusiamo per il momentaneo disagio. Il servizio verrà riattivato il prima possibile". Non sembrano quei messaggi che andavano sulle vecchie reti RAI quando si interrompevano i programmi? E' tutto un programma...

giovedì 2 luglio 2009

GDM Pescara 2009/5: uomini-bene, ragazze-male

Ancora vento leggero ma due regate per classe a Pescara, il programma va avanti, le classifiche prendono corpo (per quanto i distacchi restino minimi vista l'esiguità delle flotte: rimonte e cadute sono all'ordine del giorno, serve concentrazione). Giornata ok per gli azzurri, "pausa di riflessione" invece per le azzurre. La corsa alle medaglie ambite nella Vela prosegue.

470M - Gabrio e Cesco (1-2) si riprendono la testa, in tutti i sensi. Si prefigura una volatina con due clienti ostici, franco-croati. Massù: il timoniere romano ex campione del mondo non può temerli. Niente paura!

Laser - Giacomino Bottoli finalmente mette il suo sigillo su una prova: vincere fa sempre bene e adesso che è tornato 6° in generale chissà che non gli vengano altre voglie. Ma deve fare un finale da assatanato, indiavolato. Buttare il cuore ben oltre l'ostacolo.

470F - Giornata di (meritato) relax per le reginette G&G (4-6), sempre a +10 dalle seconde in classifica. Purchè domani si torni alla "routine", babies...

Laser Radial - Alla bionda aeronautica Clapcich hanno preso le misure e lei s'è trovata ingabbiata in un 10-8 di giornata. il piano-podio però non si complica più di tanto, perchè anche le altre vanno su e giù.

--> La corsa alle medaglie ambite nella Vela prosegue, nel disinteresse generale. Mentre la TV continua a concentrarsi su altri sport e persino il telecronista velico Giulio Guazzini è costretto (si fa per dire) a commentare nientemeno che... il Judo. Ma che fa l'ufficio stampa FIV? Sulle co-produzioni mi pare di capire sia meglio stendere un pietoso velo.

Si può allenare il cervello a vincere le Olimpiadi



Da "Repubblica.it" (2.7.09): "Una ricerca britannica ha provato a individuare il segreto del successo nel cervello dei super-atleti: il gesto atletico dipende anche dall'uso che gli sportivi di alto livello fanno di alcune aree cerebrali

SUDORE, muscoli e lacrime. Dopo mesi e mesi di dura ed estenuante preparazione arriva l'ultimo sforzo: la gara. Una vittoria non è mai casuale. Allenamento, duro allenamento. Giorni interi a ripetere lo stesso gesto atletico. Ma non si tratta solo di preparazione fisica, anche il cervello si modifica e migliora le sue performance. È quanto emerge da uno studio britannico che ha cercato di mettere in luce le modificazioni neurali e cognitive prodotte dall'allenamento degli atleti che ottengono eccellenti risultati nelle più importanti manifestazioni sportive.

La ricerca, firmata dal neurologo Kielan Yarrow, docente e ricercatore del dipartimento di Psicologia della City University di Londra, rivela che l'analisi della mente di atleti di successo può spiegare l'eccellenza sportiva. Ciò potrebbe, in un futuro prossimo, aprire la strada a nuove e rivoluzionarie metodologie di allenamento per migliorare le loro performance.

La ricerca di Yarrow si è concentrata sulle caratteristiche dell'apprendimento e del controllo del movimento a livello del sistema nervoso centrale. Secondo lo studioso britannico, infatti, le abilità proprie di questi super-atleti sono correlate con modificazioni strutturali nelle aree di senso del cervello e in quelle associate con il movimento. Di conseguenza, questi sportivi fanno un uso più efficiente e concentrato di queste specifiche aree cerebrali. Ciò spiegherebbe la loro capacità di compiere movimenti mirati, di mantenere elevati livelli di concentrazione e di prendere decisioni in tempi molto brevi, anche sotto pressione.

Secondo Yarrow, quindi, il cervello dei super-atleti, attraverso l'allenamento, si trasforma in un potentissimo e preciso computer, in grado di guidare il corpo a compiere movimenti sorprendentemente veloci e precisi per giungere alla vittoria."

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