lunedì 10 maggio 2010

I 120 giorni dello Statuto FIV




Con la nomina da parte del Consiglio Federale di una “Commissione per la riforma dello Statuto federale”, entra nel vivo uno dei principali “desideri” nel programma del nuovo presidente Carlo Croce: lo snellimento burocratico, la diminuzione dei componenti del Consiglio, nuove procedure elettorali. Si tratta di obiettivi che Croce aveva posto sul tappeto anche nelle interviste “elettorali”, e puntualmente confermati nei primi interventi da presidente.

Queste dichiarazioni, riprese dall’intervento del presidente alla prima riunione del nuovo Consiglio, l’8 gennaio 2009, sono l’unica traccia per capire la direzione intrapresa:

Una profonda riforma del sistema elettorale, l’attuale prevede giornate francamente ripugnanti come quella surreale del 13 dicembre (si riferisce all’assemblea allo Sheraton di Genova, nella quale è stato eletto presidente, NdB). Non intendo accettare che si ripeta dunque provvederemo a presentare entro un anno una proposta che consenta di evitare i voti di scambio. La base deve percepire che arrivare al consiglio è possibile.”

“Una riduzione del numero dei consiglieri federali: il consigliere vorrei avesse un ruolo politico generale oltre al suo settore dato che gli interessi di zona devono essere portati dai presidenti di zona. Sembra evidente ma non è così. Un consiglio più piccolo, un consiglio di presidenza più piccolo, ridurremo i costi, saremo meno criticati dalla base, sarà più agile il dibattito, le persone saranno più coinvolte. Quindi forse 5-6 consiglieri, frutto di macro-aree... E durata massima 2 mandati come per il presidente.”

“Affiderò questo programma alla regia di Briante, chi avrà idee si faccia avanti, questo è da me molto auspicato. Spero che Briante porti queste proposte all’approvazione eventuale del consiglio entro un anno, naturalmente nel limite delle norme CONI.”


E’ passato un anno e mezzo, ma adesso ci siamo. La “regia di Briante” non c’è stata, le “proposte entro un anno” neppure. E allora si passa, più opportunamente, a una bella Commissione. Presieduta dal Presidente Onorario Carlo Rolandi e composta da Giorgio Brezich, Glauco Briante, Pier Luigi Ciammaichella, Fabrizio Gagliardi, Guido Martinelli, Raffaele Ricci, Giancarlo Sabbadini e con il Coordinatore Federale Gianni Storti che avrà funzioni di segretario. E’ una Commissione importante: nove persone, il presidente onorario (a sua volta ex presidente federale, oltre che 9 volte olimpico), il vicepresidente vicario, tre presidenti di zona tra cui il presidente dell’attuale Consulta, un ex vicepresidente federale, un consigliere di presidenza...

Quale mandato ha ricevuto dal Consiglio questo gruppo importante? Quali sono, nel dettaglio, le modifiche previste allo Statuto? Nessuno lo dice, unica traccia, fin troppo generica, è in una news dal sito FIV: “Snellire l'organizzazione federale e rendere più funzionali le strutture FIV”. E come non essere d’accordo?

(Nella foto Giancarlo Sabbadini)

Nei fatti la Commissione vive una contraddizione evidente tra la genericità del mandato e la fretta richiesta al suo lavoro. Basta guardare il calendario: per portare all’Assemblea biennale (tra febbraio e marzo 2011) una proposta articolata e completa di modifiche allo Statuto, la stessa dovrà prima passare al vaglio delle Zone e soprattutto del CONI. Il che porta a ritenere che la Commissione debba consegnare al Consiglio una prima stesura entro settembre-ottobre. Significa che i magnifici nove hanno a disposizione poco più di sessanta giorni, più eventuali straordinari estivi. Non a caso si prevedono tappe forzate: prima riunione a Genova tra pochi giorni, quindi una seconda in concomitanza con il prossimo Consiglio Federale (in programma l’8 luglio a Trieste). Previsti anche incontri al CONI. Obiettivo: visionare Statuti di altre Federazioni, che si avvicinino agli obiettivi previsti dall’input di Croce.

NE VOGLIAMO PARLARE, SOLO DUE MINUTI?
Come abbiamo già scritto, una modifica allo Statuto – tanto più se riguarda sistema elettivo, composizione e rappresentatività degli organi centrali – sta a una federazione sportiva come una modifica della Costituzione a uno Stato sovrano. Ne consegue che l’approfondimento è d’obbligo, la massima partecipazione è necessaria, la trasparenza è un diritto. La Commissione al posto della “regia” di uno solo, va incontro a questi bisogni, quindi ci da fiducia. Come la presenza di uomini che hanno fatto la storia della FIV quali Rolandi e Sabbadini. In attesa di aggiornamenti dalla Commissione, vediamo i possibili scenari.

Riduzione del numero dei Consiglieri – E’ un concetto di buon senso (si vuole ridurre anche i parlamentari), ma come realizzarlo? Oggi il sistema FIV si basa sulle Zone (15, rappresentano grosso modo le Regioni, come prescritto dal CONI), ciascuna delle quali esprime un consigliere. Il numero aumenta perché ci sono poi i rappresentanti di Atleti e Tecnici (altra regola dettata dall’ultima riforma imposta al CONI), e con i rappresentanti degli Enti aggregati, della Consulta, i Revisori e qualche invitato, ecco che ogni riunione del CF arriva a sfiorare le 40 persone. Effettivamente troppe.
Se si arrivasse a un CF di pochissime persone (tra cinque e otto, un po’ come l’attuale Consiglio di Presidenza), diminuirebbero percentualmente anche i rappresentanti di Atleti e Tecnici. Ma questo è realizzabile solo in due modi: 1) diminuendo anche il numero delle Zone; 2) by-passando il criterio della rappresentatività in CF di ciascuna Zona.

Riduzione del numero delle Zone - La prima strada passa attraverso un enorme compromesso con il CONI (la cui legge istitutiva parla di organizzazione periferica per le Federazioni Sportive nazionali basata sulle Regioni geopolitiche), per non parlare della sua gestione sul territorio. Pensate al Lazio unito a Toscana e Sardegna (II, III e IV Zona che formano una macro-Zona), o alla Campania-Calabria e Sicilia (V, VI e VII Zona), e così via. Nell’accorpamento, Zone grandi fagocitano le Zone piccole, come i Club grandi fanno con i club piccoli, in tutti gli sport. Non è facile e non è breve. L’Assemblea di febbraio 2011 capirebbe e accetterebbe una rivoluzione del genere? Comunque tranquillizza sapere che nella Commissione c’è il presidente della Consulta (Raffaele Ricci, presidente VIII Zona, la Puglia) e altri due presidenti di Zona (Pier Luigi Ciammaichella, IX Zona, l’Abruzzo) e Giorgio Brezich (XIII Zona, il Friuli Venezia Giulia).

(Nella foto: Carlo Rolandi riceve un premio dal presidente FIV Beppe Croce)

Modifica del criterio di rappresentatività
– Se le Zone restano 15 e i Consiglieri diventano 5 (per fare un esempio), vuol dire che 10 Zone restano senza un proprio rappresentante in CF. Lo snellimento si realizza, ma a quale prezzo? Togliendo rappresentatività certa a ciascuna Zona, si voterebbe da un listone unico di candidati e i più votati entrano in CF, indipendentemente dalle Zone, quindi teoricamente anche più consiglleri di una stessa Zona? Trentacinque anni fa ci vollero un paio di Assemblee federali per quello che fu il vero atto di crescita della Federvela, il passaggio da una dimensione ristretta (e molto “ligure”) a una vera organizzazione nazionale su base periferica, con un principio di rappresentatività di tutta la periferia negli organi federali. Oggi ogni Zona conta, e quindi ogni Club conta. Tra le inevitabili storture e incongruenze, tipiche delle organizzazioni umane, questo è il processo che ha portato la “piccola” FIV nell’era moderna, con una struttura in grado di reggere l’urto della straordinaria crescita dei tesserati, delle barche, del mercato, delle regate, in successive ondate legate allo sviluppo economico e di costume del Paese. E su quel processo si è arrivati alla FIV di oggi, che ha 83 anni e gestisce uno dei movimenti velici più in salute del mondo. E che un anno e mezzo fa, grazie alle regole del suo Statuto, alla democrazia interna, ai criteri di rappresentatività e al sistema elettorale, è stata in grado di scegliere un grande cambiamento come quello che ha portato Carlo Croce alla presidenza e tre quarti del CF a rinnovarsi.
Ora, per snellire la FIV dobbiamo proprio riportarla indietro di 35 anni?

Il sistema elettorale – Sarà una conseguenza diretta della composizione degli organi centrali. A un primo pensiero, l’idea di un processo elettivo più rapido e moderno è sacrosanta. Ma anche in questo caso, a rimetterci non deve essere la possibilità di tutti, fino al più piccolo dei Club, di partecipare al processo. La tecnologia offre soluzioni e sistemi di grande immediatezza e modernità: non sono i numeri che devono preoccupare, ma l’effettiva produttività del sistema. Questo riguarda a ben vedere anche la discussione sul “peso” elettorale di ciascuna società affiliata: c’è chi insiste nel dare più voti ai Club che hanno più tesserati. Ma questo è un altro falso mito, così facendo si costruirebbe una federazione sempre più astratta, e fatta a somiglianza, uso e consumo dei grandi Club, con i piccoli che prima o poi scomparirebbero o passerebbero ad altre associazioni o enti di promozione sportiva o "leghe"... E a lungo andare, il risultato finale sarebbe una FIV di pochi dedicata solo alla vela agonistica e olimpica, con il resto della vela (inestimabile patrimonio) sminuzzato in tanti rivoli. Nel disegnare una riforma dello Statuto – e i membri autorevoli della Commissione hanno tutte le capacità e lo spessore per farlo – si dovranno considerare anche le conseguenze che ogni cambiamento introdotto oggi produrrà negli anni a venire.

A pensarci bene poi, perché tanta fretta? Oggi, da tesserato e da vicepresidente di un affiliato, mi sento rappresentato dalla FIV. Vorrei conservare questa sensazione. E soprattutto, vorrei partecipare a un approfondita discussione. Prima sulla reale necessità e opportunità di porre mano a una riforma profonda: è davvero una priorità sentita dalla base? O è un desiderio di pochi, che rientra in una “visione” generale e un po’ distaccata della FIV, della sua storia, del suo ruolo? Qualche piccola modifica e modernizzazione si può introdurre ma senza sconvolgere i capisaldi costituzionali dell’Ente. E poi, comunque, vorrei partecipare a una analisi approfondita, attenta, studiata, delle varie proposte (varie ripeto, non una soltanto), che coinvolgesse realmente l’intera base e tutta la periferia. Nelle idee elettorali di Croce, prima della riforma dello Statuto c’era la trasparenza, questo è il momento di vederla.

ATTUALE STATUTO FIV (clicca qui)

domenica 9 maggio 2010

Paul scommette sulla Nuova Coppa America


La “nouvelle vague” di Coppa America incassa i primi commenti positivi. Paul Cayard, sei volte protagonista in Coppa da defender e da challenger, skipper del team svedese Artemis e presidente della World Sailing Teams Association, ha commentato positivamente gli sviluppi presentati a Roma da Russell Coutts e Vincenzo Onorato: “Ritengo che quanto BMW ORACLE Racing sta offrendo alla comunità della Coppa America sia esattamente quello di cui si sente bisogno da lungo tempo. Fortunatamente per tutti, sono disposti a conferire la loro grande autorità per creare un evento sportivo più professionale e credibile. Non vediamo l’ora di collaborare con loro per produrre un evento velico veramente spettacolare”.

Mentre Paul è a Portofino per la Nespresso Cup con i Wally, la WSTA è impegnata in Sardegna nei preparativi del Louis Vuitton Trophy La Maddalena, in programma tra due settimane (22 maggio-6 giugno) con 10 team, inclusi il defender BMW ORACLE Racing e il challenger of record Mascalzone Latino Audi Team.

Cos’è la World Sailing Teams Association (WSTA)
La World Sailing Teams Association (WSTA) è stata fondata nel 2009 da un gruppo di team velici professionisti per sviluppare regolari regate a match race di alto livello su grandi barche da competizione. La WSTA è in comproprietà da parte di nove azionisti (i team) e rappresenta gli interessi di queste squadre nella ricerca di competizioni leali e altamente competitive. WSTA, insieme al title partner Louis Vuitton, co-organizza il Louis Vuitton Trophy.

Nessuno ferma i Melges 24


A due settimane dal big-event de La Maddalena per il Louis Vuitton Trophy, l'estremo occidentale della Sardegna vive il consueto clima di agonismo, tecnica e bella vela del Campionato Nazionale Melges 24. Vento prevalentemente leggero e colpi di scena, come da copione. Alla vigilia del penultimo giorno (oggi), la classifica - aggiornata anche dalla Giuria - è questa: 1 Uka Uka Racing (Lorenzo Bressani); 2 Saetta (Niccolò Bianchi); 3 Blu Moon (Flavio Favini); 4 Hurricane-Murphy&Nye (Alberto Bolzan); 5 Altea (Andrea Racchelli); 6 Nava (Francesco Barbi - 1° corinthian); 7 Poizon Rouge (Jean-Marc Monnard); 8 Gullisara (Carlo Fracassoli); 9 Three Bond (Tetsuya Matsunaga); 10 Vis Lampogas (Antonello Ciabatti).

venerdì 7 maggio 2010

E’ già Mid Year Meeting per l’ISAF (si, la federvela internazionale, ma non lo dite a nessuno)

Puntuale duplice appuntamento: con il Mid Year Meeting dell’ISAF (la riunione ufficiale del Council e di alcuni comitati di consulenza della Federazione internazionale della vela) e con gli assordanti silenzi della frenetica “comunicazione FIV”. In fondo che sarà mai: una delle due riunioni annuali del massimo organismo mondiale che presiede allo sport velico? E invece è un peccato, perché questo Mid Year 2010 offre vari spunti di un certo interesse, almeno per chi la Vela la vive per davvero. Niente paura, quando si tratta di comunicare c’è come al solito questo minuscolo blog, recentemente anche riconosciuto sul campo come “ufficio stampa gratuito” FIV.

(Nella foto: Bruno Finzi al centro in una riunione ORC) La riunione di primavera si tiene quest’anno al Ramada Hotel affacciato sul lago Balaton, in Ungheria, dal 6 al 9 maggio, e coinvolge principalmente Council ed Executive, oltre ad Audit Committee (i revisori) ed Events Committee. Per rinfrescare la memoria, il Council è il “governo” della federvela mondiale, composto dal presidente (lo svedese Goran Petersson), dai due presidenti onorari (due sovrani: Re Harald di Norvegia e Re Costantino di Grecia), dagli otto vice presidenti (tra i quali l’italiano Alberto Predieri) - questi undici danno vita anche all’Executive - e trentuno membri in rappresentanza dei vari gruppi geografici nelle quali sono suddivise le 128 autorità nazionali che compongono l’ISAF. Nel Council l’Italia è rappresentata dall’ex presidente FIV Sergio Gaibisso, che si è avvalso della facoltà di nominare un “alternate”, un membro supplente, stavolta individuato in Bruno Finzi (chairman italiano dell’ORC e membro dell’Oceanic & Offshore Committee). L’Events è considerata la commissione consultiva per eccellenza del Council, fatta di esperti e professionisti. E’ presieduta dall’inglese Chris Atkins (membro del Council) e composta da 28 membri tra i quali gli italiani Gianfranco Busatti (ex vice presidente FIV) e Alfredo Ricci (giudice, umpire e chairman del Team Racing Sub-Committee, giovane bravo e ben introdotto). A latere del Mid Year 2010, l’Equipment Committee (importante perché parte da lui il processo decisionale sulla scelta delle classi olimpiche) è stato invece anticipato lo scorso 23 aprile a Hyeres.

(Nella foto: Gianfranco Busatti) Il Mid Year è di solito uno snodo per riprendere i discorsi rimasti fuori dall’Annual Conference (il congresso dell’ISAF che si tiene a novembre di ogni anno), o più spesso per anticipare e mettere in ordine gli argomenti della successiva Annual (ad Atene dal 4 al 15 novembre prossimi). Insomma a maggio si decide poco, ma ci si muove parecchio. L’Italia è rappresentata da quattro delegati: Bruno Finzi che nel Council è alternate di Gaibisso, Gianfranco Busatti e Alfredo Ricci nell’Events, e naturalmente il vice presidente Alberto Predieri, che nell’agenda del Council è titolare del punto 16 all’odg, un report sull’ISAF World Cup, ultimo residuo (e simbolico) obbligo verso l’Italia che la Coppa del Mondo la propose e la progettò, per poi vedersi estromessa dalla sua gestione. Sono certo che Alberto, che è un dirigente internazionale appassionato oltre che molto presente, farà anche un resoconto del Mid Year a beneficio dei tesserati FIV, magari sul sito. Tuttavia, modestamente ritengo che visto il ruolo importante che ricopre, possa agire con maggiore stimolo e coordinare l’intera pattuglia di delegati italiani, fino a creare una vera e propria linea politica internazionale, di concerto con gli organi federali nazionali. Insomma, rivendicare e assumere un ruolo vero dell’Italia nell’ISAF. Come dite? Non sento...

IL FUTURO DELLA VELA? IL TRACKING
Come sempre ogni meeting ha i suoi “titoli”. Quali sono quelli di Balaton 2010? Uno su tutti: irrompe sulla scena una delle rivoluzioni della vela futura, il Tracking. La tecnologia fa passi da gigante ed è pronta per la vela anche olimpica. L’uso del GPS offre applicazioni ormai affidabili per la vela ad alto livello, il Virtual ce l’ha insegnato. Il gruppo di lavoro tecnico ha presentato la sua relazione e i risultati di un sondaggio: molti vogliono una accelerazione sul Tracking. L’Events ha ricevuto richieste di alcune nazioni per adottare il sistema già dai Giochi di Londra 2012. Ma a cosa può servire questa tecnologia? Rilevazione ufficiale degli OCS, presenza sul campo di regata, posizione, passaggi di boa, senza dimenticare le ricadute sulla sicurezza. E in un futuro ormai arrivato, l’interattività darà ulteriori applicazioni: il CDR potrà trasmettere segnali ai concorrenti, come lo stesso OCS, e i concorrenti potranno segnalare eventuali proteste o richieste di assistenza. La vela olimpica tecnologica sarà anche meglio visibile e comprensibile in tv e sul web. Resta il problema di come trasmettere i dati: attualmente si può fare con il cellulare (ma solo per regate costiere), con VHF-UHF (ma con molti limiti e problemi legali), con il satellitare (ma a costi elevati, accettabili solo per regate offshore). Altro problema che si sta affrontando riguarda l’appalto a ditte private, e c’è chi propone all’ISAF di crearsi da solo il sistema. Tra chi frena e chi accelera, il futuro appare comunque segnato: se non a Londra 2012, da Rio 2016 la vela olimpica sarà “cablata”... Vi racconteremo.

Altro “titolo” caldo la proposta di limitare le iscrizioni in alcune classi al test-event 2011 di Weymouth (49er, RSX e Match Race), per consentire agli organizzatori di fare una prova generale della regata olimpica, spettatori compresi. Qualcuno non è d’accordo: per esempio i paesi che sono indietro nella preparazione in queste classi, rischierebbero di vedersi preclusa una possibilità di allenamento (potrebbe essere il caso della stessa Italia nel Match Race femminile).

Una notizia positiva e una negativa per l’ISAF dal Mondiale Youth: quest’anno a Istanbul sarà battuto ogni record di partecipazione (notizia positiva), ma sarà l’ultima edizione della Volvo, la casa automobilistica passata in mani cinesi cessa la sua sponsorizzazione. E questo è un bel macigno per il futuro dei mondiali giovanili.

Possiamo appena sorvolare su altri temi “minori”, dal pantagruelico Strategic Plan dell’ISAF (da molti bollato come un libro dei sogni), alle varie classi che si propongono per le Olimpiadi del 2016: torna alla carica il Tornado, si affacciano il Dart e il Formula 18, sperando in un rientro del multiscafo, si riparla di deriva acrobatica femminile (29er?). Fino alla decisione, saggia, di porre un freno al dilagare delle “Submission”, spesso ridicole o improponibili, creando un working party che farà un pre-esame e le selezionerà prima che arrivino a intasare i lavori di meeting e conference.

Le prossime Annual Conference si terranno nel 2011 a Porto Rico dal 3 al 13 novembre, e nel 2012 a Dan Loghaire in Irlanda dall’1 all’11 novembre, nella nazione già capitale velica con l’arrivo della Volvo Ocean Race a Galway. Che invidia. Chissà quando un meeting ISAF in Italia?

giovedì 6 maggio 2010

Romolo & Remo (Russell e Vincenzo)


Russell e Vincenzo come Romolo & Remo: i fondatori della nuova Coppa America come i fondatori di Roma?

La 34ma Coppa America è iniziata a Roma, nelle vetrate della grande sala Esedra dei Musei Capitolini, in Campidoglio, che ospita l'originale della statua di bronzo del Marco Aurelio a cavallo, la Lupa che allatta Romolo e Remo, e molti altri pezzi di storia. Tanto che al Commodoro del Golde Gate Yacht Club Roy Thomas è scappata la battuta: "L'America's Cup è giovanissima al cospetto con le vestigia di questo museo". Talmente giovane da sentire il bisogno del suo primo, sostanzioso e concreto, "restauro" come evento più antico della storia sportiva.

E' questo il senso della conferenza stampa di oggi a Roma, con Russell Coutts il defender, Vincenzo Onorato il Challenger of Record, i presidenti del GGYC e del Club Nautico di Roma (Claudio Gorelli), il sindaco di Roma Alemanno, e presentata da un monumento della storia velica chiamato Cam Lewis (Finn Gold Cup, The Race, Coppa America, ecc...), davanti a molti giornalisti venuti da mezzo mondo a cominciare dal decano di tutti, Bob Fisher, nonostante lo streaming web Live. Come cambierà la Coppa? Ecco gli highlights di Roma, 6 maggio 2010, la data d'inizio della prossima edizione.

BARCHE
Nascerà una nuova America's Cup Class, dice Sir Russell, con questi criteri-guida: "hi-speed sailing", saranno barche veloci, spettacolari, appassionanti. "Physically demanding", scafi fisicamente e atleticamente impegnativi, dove non si potrà stare a bordo senza fare nulla, una vela d'azione, eccitante, per attrarre le giovani generazioni. "Media oriented", barche pensate da prua a poppa per la tv, con telecamere e microfoni ovunque, per far vivere la regata da bordo. "All round", pronte a regatare con tutte le condizioni di vento (da 5 a 35 nodi) e di mare, e negli orari prestabiliti (anche per la tv) onde evitare di perdere match per ragioni meteo. "Mutual consent", introduce sin dalle barche il concetto-chiave della nuova Coppa targata San Francisco, ogni cosa sarà condivisa con tutti i team partecipanti. Le barche saranno discusse con tutti i possibili partecipanti, e due designer neutrali (Bruce Nelson e Peter Melvin) sono al lavoro per creare un primo draft delle caratteristiche in due direzioni: monoscafo e multiscafo (quindi una decisione finale in tal senso non è stata presa, anche se Russell ha fatto capire di preferire un monoscafo).

REGOLE
L'intera Coppa sarà gestita da un'autorità indipendente e neutrale, fatta di professionisti, per garantire la totale equità fra i team: ogni squadra dovrà avere le stesse possibilità di vincere la Coppa America. Il Protocollo sarà deciso sempre con il sistema della consultazione tra possibili team sfidanti, e la base di partenza - come espressamente detto da Russell - è il Protocollo dell'AC32, quello che ha regolato (egregiamente) la Coppa a Valencia nel 2007. Lo scopo - come ha voluto sottolineare Vincenzo Onorato - è di minimizzare il rischio di liti tra i consorzi partecipanti, per vivere solo un evento sportivo.

FORMATO
Per dare maggiore visibilità ai team partecipanti, il circo dell'America's Cup darà vita a un vero e proprio Circuito Annuale, con tappe in diverse località nel mondo. Il sistema sarà studiato insieme alla World Sailing Team Association, la WSTA presieduta da Paul Cayard attuale partner nel circuito Louis Vuitton (a Roma c'era anche un raggiante Bruno Troublè), ma l'idea è che l 'Annual Series si trasformi fino a diventare Challenger Series, la finale tra gli sfidanti che deciderà chi andrà a contendere la Coppa al defender. Due novità (o ritorni al passato) importanti: 1) saranno possibili più Defender, e quindi le relative regate di selezione, e 2) il Defender non parteciperà alle regate finali degli sfidanti (uno dei punti-chiave e più controversi del progetto Alinghi che finì in tribunale su iniziativa di Larry Ellison).

MARKETING
Un management indipendente, barche in grado di regatare sempre e molto televisivamente, regole condivise e sportive, oltre al formato descritto, dovranno offrire agli sponsor un prodotto commerciale valido e appetibile.

LOCALITA' E DATA
San Francisco resta la favorita ed è lì che oggi è custodita la Coppa. Ma Russell ha detto chiaramente che verranno considerate altre città, sia negli Stati Uniti che in Europa. Quanto alla data, due possibilità: 2013 (30%) oppure 2014 (70%).

Coutts ha anche sottolineato la collaborazione senza precedenti tra il Challenger of Record e il Defender: “Il compito di dare un nuovo volto alla Coppa sarebbe stato impossibile senza la stretta collaborazione di Vincenzo Onorato." E Vincenzo a sua volta ha avuto l'onore di rendere pubbliche le date previste per l'assunzione delle decisioni cruciali per conto di tutta la comunità della Coppa America.

XXXIV COPPA AMERICA, ECCO LE DATE DA RICORDARE

- entro il 31 agosto 2010: emanazione del Protocollo per la 34esima America's Cup
- entro il 30 settembre 2010: presentazione della nuova regola di stazza e della America's Cup Class
- entro il 31 dicembre 2010: Pubblicazione del Bando di Regata e delle regole
- entro il 31 dicembre 2010: Conferma della località ospitante
- dal 1 ottobre 2010 al 31 gennaio 2011: quattro mesi di tempo per presentare una Sfida

--> Insomma, c'è una gran voglia di far ripartire la giostra. A spingerla ci sono tutti: ci sono Paul Cayard e Russell Coutts, gli stessi che nel 2007 provarono a lanciare la World Sailing League in chiave Anti-Alinghi e che oggi invece sono a capo del "Sistema-Vela": uno è defender e l'altro presidente dell'associazione dei team velici. C'è Vincenzo Onorato che ha azzeccato l'onda giusta su cui poggiare ed è partito nella planatona che l'ha portato dritto dritto sulla "cupola" velica. C'è La Louis Vuitton con il suo guru Bruno Troublè, che si prepara a raccogliere i frutti degli investimenti di questi anni (in idee, eventi, concept), e che non ha esitato - oggi - ha buttare sul tappeto una prima richiesta (sapendo che il marchio del lusso avrà un notevole potere contrattuale nella partita dei prossimi mesi): "State pensando al ritorno della regola di team nazionali?". Russell & C ci faranno un pensierino. C'è, dietro a tutti, la potenza di Larry Ellison, i suoi soldi (che già stanno pagando i vari professionisti che studiano ACC, Protocolli, formati televisivi, marketing eccetera) e la sua visione moderna di sport e Coppa America. Ci sono i grandi team dietro l'angolo: da Team New Zealand a TeamOrigin (GBR) ai francesi, ai tedeschi, ai cinesi, agli arabi e ai tanti (troppi?) italiani, pronti addirittura con 4 squadre (oltre a Mascalzone Latino ci sono Luna Rossa, Azzurra e GreenComm del Garda). E a La Maddalena, dove ci saranno 10 team tra i quali il Defender e il Challenger of Record, sono già previste molte riunioni (ufficiali e non) sul tema. Davanti a tanto spiegamento di forze, sarà difficile che qualcuno faccia spallucce e si tiri indietro. Il pensiero, inevitabilmente, va a Ernesto Bertarelli e Alinghi: se volessero partecipare alla costruzione di questa coppa tutta nuova? "Sarebbe il benvenuto - ha risposto Russell - sono anni che gli offriamo questa possibilità e finalmente potremmo realizzarla senza litigare". Chissà che non sia davvero l'inizio di una nuova primavera, romana.

ED ECCOVI IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA DI NASCITA DELLA XXXIV AMERICA'S CUP

mercoledì 5 maggio 2010

Vela Olimpica: quanto si può fare per andare oltre la "calma piatta"


Proseguo quanto avviato nel post sull'esigenza di dare alla nostra Vela Olimpica un efficace progetto di comunicazione e di marketing, per non abbandonare a se stessi atleti e tecnici contro team con molte più risorse.

Il presidente Croce in una recente intervista ha detto: “(...) E' palese che la vela olimpica non è percepita da nessuna parte del mondo come settore su cui investire. Anche in Inghilterra (...) Skandia ci mette praticamente solo il nome.”

--> Solo il nome?! Skandia ha sponsorizzato la Cowes Week del Royal Yacht Squadron (forse la più celebre regata di club del mondo, di certo quella nel posto dove lo yachting è nato), ininterrottamente dal 1995 al 2008, ed è al fianco della squadra olimpica britannica da 8 anni, oltre a dare supporto specifico ad alcuni equipaggi top come gli staristi Iain Percy e Andrea Simpson. Sponsorizzazione recentemente rinnovata alla squadra olimpica, mentre è stata tolta alla Cowes Week: sembra un marchio che fa le cose superficialmente, o si accontenta di “mettere il nome”?

Ancora un brano dell'intervista del presidente federale: "Nel 2011, forse, grazie alla collaborazione con Microsoft, avremo una platea di potenziali sponsor molto maggiore a cui attingere. Speriamo: ma per adesso, calma piatta."

--> Vorrei provare a risollevare il punto di vista e l'ottimismo del nostro presidente. Oltre ad essere uno degli sport olimpici più nobili e antichi (sulla bellezza, sarete daccordo che è inutile insistere: chi può rivaleggiare?) la Vela è anche una disciplina con potenzialità di visibilità, fascino e attenzione da parte del pubblico, molto elevate anche grazie ai valori particolarissimi che la contraddistinguono. A fronte della "calma piatta" che viviamo in Italia (nonostante due medaglie vinte a Pechino 2008 e due campioni europei in carica), grazie al cielo il mondo è pieno di esempi virtuosi. Suggerisco ai nostri dirigenti di partire da qui per "vedere" e "fare" il cambio di velocità anche alla nostra Vela Olimpica.

USSAILING
Il team olimpico USA ha un logo, un sito web dedicato, quindi una produzione specifica di immagini e comunicazione, un direttore commerciale (Dan Cooney), dei programmi marketing per coinvolgere altri partner. Ad oggi sono "a bordo" della squadra: Alpha Graphics, Rolex, New England Ropes.

GBR
Gli inglesi si sa sono i primi della classe. Da tempo hanno una organizzazione specifica per il team olimpico della vela, a partire dal nome del team “Skandia Team GBR”, e dal sito web dedicato, che ha persino una sezione specifica dedicata esclusivamente ai giornalisti (!)
Oltre al title sponsor Skandia (gold sponsor), sono già a bordo: Accenture (silver sponsor), GAS (silver), Musto, Peters&May, Volvo. Andateveli a vedere tutti assieme in questa pagina.

AUS
Dalla lontana Australia hanno il loro bravo sito del team il quale è venuto a pescare sponsor anche in... Italia (SLAM), e ha inoltre AUDI, Hamilton Island, un supporto del Governo e vari partner tecnici che non sto a dirvi perché sono molti.

Altri veloci esempi di sponsor presenti nelle squadre olimpiche della vela di vari paesi: POR-Buondi Caffè, FRA-Banque Populaire, DEN-Torm (una partnership long term che parte da youth sailing con la classe RS Feva), NED-Delta Lloyd (di grande visibilità e con tante iniziative di comunicazione a supporto), SUI-AFG, Allianz Suisse, ESP-Movistar, e così via... Poi ci sono le classi (famoso l'esempio della partnership 49er-Seiko), e naturalmente le tappe di Coppa del Mondo, l’ISAF World Cup, a loro volta ricche di sponsor e partner, la maggior parte dei quali di lunga durata, ergo legano con soddisfazione i propri marchi allo yachting olimpico.

Una ricerchetta di qualche minuto ha dato questo esito. Figurarsi cosa può estrarre il lavoro di qualche professionista del marketing sportivo. A suo tempo (ricordate?) avevamo cominciato in FIV un lavoro di ricerca con una Università che era volto a determinare un vero e proprio Piano Marketing. La Nuova FIV non ha ritenuto di continuare quella strada. Va bene. Ma qualche altra strada va comunque intrapresa, perchè - come gli esempi dimostrano - il mercato c'è. A monte di tutto deve esserci un chiaro e forte progetto di comunicazione e la sua concreta attuazione. Quanto dovremo attendere ancora?

lunedì 3 maggio 2010

sabato 1 maggio 2010

Hyeres/6: l'Italia salvata da Gabrio


Si è conclusa come è iniziata e come è proseguita: senza vento. Hyeres 2010, quarta tappa della Coppa del Mondo ISAF della vela olimpica, tra sfortuna e condizioni meteo eccezionali, nel mese (bruttissimo) della nuvola del vulcano islandese, e della chiazza nera del petrolio della BP nel Golfo del Messico. C'è poco da stare allegri: anche a guardare i risultati dei velisti azzurri.

Due ottimi piazzamenti finali: il 2° posto di Gabrio Zandonà e Pietro Zucchetti nel 470 maschile, nobilitato da un secondo posto anche nella Medal Race, e il 3° posto finale della farfalla Laura Linares nella tavola RSX, che per mancanza di vento non ha disputato la Medal Race confermando la classifica precedente.

Il resto dell'azzurro a Hyeres, è buio pesto. Tra pause di riflessione, delusioni epocali, black-out inspiegabili, crolli prevedibili. Il vento (se così vogliamo chiamarlo) certo è stato complicato: ma allora perchè al comando delle classifiche ci sono i migliori di sempre? Non è stata una "lotteria". Quella meteorologica è una "scusa" che non andrebbe neanche tirata in ballo. Dopo la tappa francese dell'ISAF World Cup, a due anni a due mesi dalle Olimpiadi di Londra 2012, l'Italia della vela olimpica si scopre un po' più fragile e impalpabile.

A salvare l'Italvela a Hyeres ci ha pensato un senatore come Gabrio Zandonà, uno della vecchissima guardia, che ha imparato sull'Optimist ed è cresciuto con un caratterino niente male. Un campione del mondo (2003), due volte olimpico (con rimpianti), uno dei migliori velisti italiani, corteggiato (e ingaggiato) dai monotipi d'altomare e dai team di Coppa America (è il coach di Azzurra). Uno che ha cambiato tanti prodieri, e soprattutto continua a seguire programmi di preparazione personalizzati, piuttosto fuori dagli schemi federali. Insomma, Gabrio. Prendere o lasciare. Per quello che si è visto a Hyeres, il campione di Ostia (che veniva da due settimane di allenamento con il suo tecnico della Marina Militare ad Anzio) resta un patrimonio insostituibile della nostra squadra della vela olimpica. Quindi sarà meglio prendere, senza andare tanto per il sottile.

Laura Linares è la più giovane ma anche la più tenacemente agonistica delle windsurfiste in circolazione. Se si fosse corsa la Medal, avrebbe corso per vincere. C'è e ci sarà, fino alla fine delle selezioni per i Giochi. E soprattutto, vista l'età, anche dopo.

Nel parapiglia di risultati azzurri nelle altre classi spicca il podio sfiorato da G&G. Conti e Micol sbagliano la Medal Race con un finale sfortunato, e scivolano dal 2° al 4° posto. La finalissima a doppio punteggio resta statisticamente un loro punto debole, sul quale lavorare. Il 10° posto di Francesca Clapcich nel laser Radial è buona cosa, anche se nella Medal ha chiuso penultima. Nella delicata costruzione dell'atleta, questa è una iniezione di fiducia.

Non vale troppo la pena stare a sottilizzare sugli altri risultati della squadra italiana. Il 28° dei Sibello può far paura o rientrare in un fisiologico rimbalzo agonistico dei brothers, sempre ai vertici da 6 anni e partiti in tromba anche nell'anno post-olimpico smaltendo con incredibile maturità la profonda delusione di Qingdao. Propendiamo per la seconda ipotesi. Fabian Heidegger (18) non sembra riuscire a tornare quello di fine quadriennio scorso, e anzi resta un incompiuto: urge lavorare in profondità perchè il tempo non è tanto. Meglio di lui è andato Federico Esposito (16).

Finn (Giorgio Poggi 18°) e Laser (un positivo Enrico Strazzera 33°, gli altri compreso Diego Romero, molto attardati) per il momento fanno sudare freddo.

Tutte le classifiche finali e i piazzamenti di giornata sul sito ufficiale: http://sof.ffvoile.net/.

(Venerdi ero in autostrada da Milano verso Genova, e ho incrociato nella corsia opposta tantissimi furgoni, o auto con rimorchi pieni di 470, Laser sui tetti, gommoni. ma tanti davvero. Il popolo dei mille supervelisti olimpici, finita Hyeres, torna a casa. Verso la Croazia, la Slovenia, la Germania, l'Austria, la stessa Italia. Sono tanti, sono bravi, sono globetrotters di una stagione dura. Per una parte di loro frequentare le settimane preolimpiche è anche un divertimento, un modo diverso di prendersi delle vacanze. Ma per la maggioranza, il circuito di Coppa del Mondo è la spina dorsale di una dura marcia verso il sogno olimpico. Sono atleti, tecnici, collaboratori. Portano le divise delle rispettive nazionali. Sono il meglio del meglio che i movimenti velici di ciascun paese sa rappresentare. E sono anche belli da vedere. Meritano innanzitutto rispetto e attenzione, vanno seguiti e imposti all'attenzione del pubblico. Con un impegno adeguato a quello che mettono loro. Davvero non si meritano un comunicato stampa come quello emesso ieri dalla Nuova FIV. Illegibile, zeppo di errori, sembra una traduzione maccheronica dall'inglese. Una vergogna. E stavolta c’è poco da ridere).

venerdì 30 aprile 2010

Un bel Consiglio

Hyeres/5: E oggi le Medal Race con 4 equipaggi azzurri



L'edizione meno ventosa della Settimana preolimpica di Hyeres da molti anni vive oggi il gran finale con le Medal Race. In un bel sussulto finale 4 equipaggi azzurri hanno conquistato l'accesso alla finalissima e si contendono il podio e le migliori posizioni.

Laura Linares è terza nel windsurf femminile. La "piccola" farfalla siciliana, orfana in questa tappa di Coppa del Mondo di Alessandra Sensini e Flavia Tartaglini, ha tenuto alto alla grande il blasone della tavola azzurra.

Gabrio Zandonà e Pietro Zucchetti (esordio ufficiale della nuova coppia in World Cup) sono autorevoli terzi nel 470 maschile, e le solite Giulia Conti e Giovanna Micol ancor più sontuose al secondo posto nel 470 femminile.

Brava anche Francesca Clapcich, che agguanta la Medal partendo dal 9° posto.

Per tutti gli altri piazzamenti (compreso il 28° posto finale dei fratelloni Pietro e Gianfranco Sibello nel 49er - una pausa di riflessione più che accettabile) ecco i link alle classifiche complete.

Star

49er

470 Maschile

470 Femminile

Finn

Laser

Laser Radial

RSX Maschile

RSX Femminile

Match Race Femminile

2.4

Sonar

giovedì 29 aprile 2010

Il Consiglio Federale si riunisce a Genova: riflettori su Bilancio e Statuto


Torna a riunirsi il governo FIV, e l’occasione è un passaggio importante: l’approvazione nei termini del Bilancio Consuntivo 2009. Il Consiglio Federale numero 419 si riunisce a Genova in FIV giovedi 29 aprile, con inizio alle 10,15. La riunione si esaurirà nell’arco della giornata. Buon lavoro a tutti, ed ecco i principali punti all’ordine del giorno.

Si parte dai passaggi tecnici, l’approvazione del verbale della riunione del precedente Consiglio (quello di Palermo dello scorso 26 febbraio, ricordate la Sala Rossa?), e la ratifica delle delibere d'urgenza del Presidente e del Coordinatore Federale. Quindi parola al Presidente Carlo Croce per le sue “comunicazioni”, cui seguiranno quelle di Gianni Storti il Segretario Generale/Coordinatore Federale. Fin qui la parte rituale e introduttiva. Si parte poi con le proposte e le eventuali delibere divise tra i vari Settori, partendo dalla voce “Istituto-Funzionamento-Attività Generali”, che propone il punto fondamentale del Consiglio: l’approvazione del bilancio consuntivo dell’esercizio 2009.

(Qui si impone una breve riflessione, con una richiesta. Gran parte delle attenzioni e dell’impegno della Nuova FIV, in questo primo anno e mezzo di gestione, sono state assorbite dai problemi amministrativo-finanziari. Come è noto, il neo-presidente Croce ha più volte ribadito di aver trovato “un buco” nel bilancio FIV, imprevisto e di entità ragguardevole. Pur restandone ignote le origini e l’entità, tale ammanco è stato il grande protagonista dei primi 8-10 mesi della Nuova FIV, ha causato una dura politica di austerity che ha coinvolto (quasi) tutti i settori, per un impegno dichiarato di ripianare i conti e ripristinare le riserve, intaccate per fronteggiare l’emergenza. Insomma, pur restando la vicenda avvolta in un alone di mistero, da quanto abbiamo visto qua fuori si potrebbe dire che la FIV ha fatto esattamente ciò che tutti (aziende, governi, istituzioni) hanno fatto, nell’anno della più grave crisi economica mondiale degli ultimi 80 (ottanta) anni. Ora che l’operazione è finita con successo, ben coordinata dall’uomo che ha rappresentato la continuità nella politica dell’amministrazione federale, il consigliere Francesco Ettorre, ci sono due piccole cose che – una volta tanto – la Federazione dovrebbe garantire. 1) Una autentica trasparenza nella pubblicazione e diffusione del bilancio consuntivo 2009 che sarà approvato dal Consiglio di venerdi; 2) Una (almeno tendenziale) indicazione sul cambiamento di strategia, ora che le casse con le riserve sono piene, per ridare ossigeno almeno ai settori più importanti dell’attività. A cominciare dalla preparazione olimpica.)

Chiusa parentesi e proseguiamo con l’ordine del giorno del CF numero 419.

Come anticipato a Palermo, questo Consiglio dovrà varare il Gruppo di Lavoro (yeah: si torna a parlare di GdL, sono contento), per un tema basilare, quello della “stesura del nuovo Statuto FIV”.

(Anche qui brevissima nota. L’OdG dice proprio “stesura nuovo Statuto FIV”, non “riforma” o ancora meglio “proposta di riforma”, ma proprio “stesura”. Attenzione: è come se il Governo volesse cambiare la Costituzione della Repubblica. Sarà il caso di chiedersi, e di chiedere alla base, se effettivamente un intervento è necessario, e magari spiegare nel dettaglio quali sono i cambiamenti che si vogliono introdurre. Non siamo conservatori: saper cambiare e modernizzarsi è giusto. Ma vista l’importanza esistenziale di questi interventi per la FIV del futuro, si impone un processo di informazione, conoscenza, democrazia, senza precedenti. L’assemblea del 2011 (a primavera) dovrà votare – pro o contro – le modifiche statutarie sulla base di una perfetta conoscenza. Buon lavoro anticipato al GdL, e comunque: riflettori accesi. Anzi, cellule fotoelettriche notturne...)

Chiusa altra parentesi, avanti con la riunione (ma ce la faranno in una sola giornata, appena 6 ore e poi tutti via con aerei, treni e auto?).

Sotto la stessa voce si parlerà dell’implementazione del sito Federale, delle modifiche agli statuti di alcuni affiliati (Unione Sportiva Quarto, Yacht Club Bracciano Est, Yacht Club Lignano, Circolo Amici Velici Vigna di Valle, Circolo della Vela Muggia), del nuovo Statuto di classe Dinghy 12, del nuovo Regolamento di Stazza della Classe H22, dell’aggiornamento del plafond per le carte di credito federali, e della sostituzione per maternità della dipendente dell’amministrazione Sandra Bolens (auguri!).

Breve report e modulistica dalla Commissione Affiliazione e Tesseramento (anche sulle approvazioni di Scuole Vela) e quindi si passa al delicato Settore Promozione Immagine e Comunicazione. Uno immagina – anche dopo Palermo – chissà quanta carne al fuoco, quante proposte, idee, voglia di fare e far fare. Invece all’OdG sul Settore c’è solo: approvazione della pubblicazione sul sito dell’iniziativa PAN PAN-Medico a bordo.

Si tratta di un interessantissimo “Prontuario per le emergenze mediche in mare e la teleassistenza; ideato per fornire una rapida e accessibile guida durante le emergenze mediche a bordo di una unità da diporto o da pesca, anche attraverso il contatto con il servizio medico di terra”. E’ una collana edita dalla società Pan Pan a cura dell’amico Umberto Verna, skipper ligure tra i più esperti al mondo nel campo e titolare della Safety World che offre prodotti, servizi e consulenze e che ha visto recentemente riconosciuto il proprio corso di sopravvivenza secondo le regulations ISAF per le regate d’altomare. Insomma, una bella cosa.

(Ma nient’altro dal Settore: dov’è la Promozione, dov’è l’Immagine, dov’è la Comunicazione?)

Tocca poi al Settore Attività Agonistica e Squadre Federali: assegnazione dei contributi agli Atleti del Club olimpico 2010; cambio del tecnico federale Techno 293 da Filippo Maretti a Adriano Stella; designazione della squadra italiana alle Olimpiadi Giovanili di Singapore 2010, e altre minori.

Altro Settore: Programmazione Attività Sportiva Nazionale: si parlerà di CICO (campionati italiani classi olimpiche) e di Primavela, soprattutto perché gli organizzatori chiedono l’anticipo del contributo FIV; c’è poi da valutare il rischio di sovrapposizione nel 2011 tra CICO e Eurolymp del Garda.

Ed eccoci (se ce la fanno con i tempi) al Settore Formazione Quadri Tecnici: verrà autorizzata l’organizzazione del II corso Allievo Istruttori in IV zona (che nel frattempo è già stato convocato), ratificati gli esiti dei corsi di I livello e della nomina di nuovi Esperti Velisti. Si va veloci.

Finale in volata tra: Settore Attività Veliche Speciali (ci sarebbe Match Race, magari il giro del mondo, la vela oceanica. Ma il tempo è tiranno), e solo al punto numero 7: Relazioni dei Consiglieri. Praticamente iniziano a parlare in Zona Cesarini. Poco prima della concessione di 5 patrocinii e delle varie ed eventuali.

Buon lavoro, e occhi aperti.

Hyeres/4: Una lunghissima giornata in acqua (ok Linares)

Sempre ventarelli, Hyeres resta irriconoscibile e sembra il peggior Tigullio. Ma la pantagruelica organizzazione e i mille supervelisti olimpici hanno vissuto una lunga giornata in acqua e fatto altri (lenti) progressi nelle classifiche. Qualcuno ha completato le qualifiche e passa alle finali Gold, altri vanno avanti, ma per tutti venerdi si chiude e vedremo con quante prove.

Segnali (timidi) di risveglio dai velisti azzurri, presi in contropiede dal venticello. Svetta Laura Linares, imperiosamente terza nella classifica delle tavole. Torna a respisare la sua aria la coppia G&G Conti e Micol, quinte nel 470, ed è buon 8° nel 470 maschile Gabrio Zandonà con Pietro Zucchetti.

Gli altri migliori azzurri in ogni classe: Heidegger 16 (RSX), Clapcich 17 (Radial) Poggi 17 (Finn), Sibello 28 (49er, ma con un ocs), Strazzera 33 (Laser).

Tutte le classifiche complete sugli stessi link del post precedente. Soffiate su Hyeres! E forza azzurri!

martedì 27 aprile 2010

Hyeres/3: Sognando mistralate leggendarie


(Una notevole immagine della surfista inglese Bryony Shaw, bronzo olimpico 2008 e in testa nella classifica a Hyeres. L'immagine fa parte di un servizio sugli atleti olimpici britannici. Altro esempiuccio di "comunicazione Integrata" che si può dedicare agli atleti e alle atlete della vela olimpica...)

Prima la nube del vulcano islandese (che ha creato parecchi problemi ai team che arrivavano da molto lontano), poi un cuneo tra alte e basse pressioni che sta rilasciando solo pochi e irrequieti refoli di vento: sembra una edizione un po’ stregata questa Hyeres 2010, quarta tappa di World Cup ISAF. I mille supervelisti olimpici cercano di farsene una ragione, sognando mistralate leggendarie o almeno uno straccio di termica. Le classifiche sono veramente ridotte al minimo, disputate metà delle prove previste.

Peggio di tutti, però, sembrano averla presa gli azzurri. Il miglior piazzamento italiano al terzo giorno della SOF di Hyeres è il sesto posto del terzetto Zorzi-Dighe-Agosti nella classe Sonar paralimpica. Molto defilati gli altri, a partire dai capitani-campioni: 11° Gabrio Zandonà e Pietro Zucchetti (470M), come 11ma è Laura Linares (RSXF), 12° Giorgio Poggi (Finn), 15° G&G (470F), 17° i Sibello (49er), 17° Esposito e 19° Heidegger (RSXM), 21ma Laura Cosentino e 26ma Francesca Clapcich (Laser Radial), e nel Laser il primo azzurro si trova al 46° posto ed è Enrico Strazzera.

A questo punto non resta che sperare in un finale più “ossigenato” (di vento), le previsioni per domani parlano di 7-10 nodi di vento (ma era l’identica aspettativa di ieri per oggi...). Il programma, seriamente a repentaglio, prevede regate di selezione fino a giovedi (o venerdi mattina) e quindi le Medal Race tra i primi 10 di ogni classe nella giornata di venerdi.

Ai link seguenti le classifiche complete (tra parentesi le prove disputate).

Star (3)

49er (2)

470 Maschile (3)

470 Femminile (2)

Finn (2)

Laser (3)

Laser Radial (3)

RSX Maschile (4)

RSX Femminile (3)

Match Race Femminile (RR1)

2.4 (3)

Sonar (3)

ISAF, come cambia (e come cambierà) la Medal Race. Sull'altare della TV

La Medal Race fu introdotta dall’ISAF per i Giochi Olimpici di Pechino 2008, in risposta alle lamentele di media e tv, che ad Atene 2004 avevano visto le finali di alcune regate senza i vincitori già matematici delle medaglie. Il sistema (i primi 10 della classifica della serie, con una regata secca non scartabile, arbitrata in mare e a punteggio doppio) ha funzionato così così a Qingdao. Alcune medaglie sono state in bilico fino all’ultimo, ma altre erano già aritmeticamente assicurate anche prima della Medal Race. E così il sistema è tornato sul tavolo dell’ISAF, che di recente ha introdotto una modifica sostanziale all’Addendum Q del Regolamento di Regata 2009-2012 sulla Medal Race. Commenta il Giudice Internazionale Jos Spijkerman: “Il cambiamento più rilevante riguarda l’impossibilità di presentare qualsiasi tipo di protesta sulla Medal Race”. Tradotto in pratica: se un concorrente, in violazione di una regola fondamentale della Parte 2 del RR, danneggia la mia barca o la rallenta moltissimo o persino mi costringe al ritiro dalla Medal Race, ebbene io non avrò possibilità di protesta!

“E’ l’ennesimo sacrificio all’altare della TV”, commenta lo stesso Spijkerman, che aggiunge: “Ciò a cui si vorrebbe tendere è vedere una finale nella quale le prime tre barche che tagliano l’arrivo vincono le tre medaglie olimpiche. La Medal Race che fa ripartire i top-10 a pari punti, annullando tutto quanto successo nelle 8, 10 o più prove precedenti. Chiunque può vincere l’oro. Dramma, tensione, ottimo menu per la tv. L’ISAF forse non è ancora pronta a questo passo ulteriore. Ma guardando al trend degli ultimi dieci anni, credo che ci arriverà presto”.

Qui il link alle modifiche all'Addendum Q.

(La Vela Olimpica (il core-business) è sempre col silenziatore: ne saprete poco o nulla dai macchinisti federali. Anche quando, come i questo caso, sono nell'aria cambiamenti che possono rivoluzionarne certi aspetti agonistici. Comunicazioni e commenti wanted.)

lunedì 26 aprile 2010

Hyeres/": Waiting for more wind


A Hyeres lo spettacolo resta a terra (con i mille supervelisti olimpici da mezzo mondo), perché in mare il vento resta ritardatario (prime regate solo alle 14) e leggerissimo. Le regata avanzano a fatica, le classifiche pure. Gli azzurri non entusiasmano, ma qualcuno emerge (Clapcich, Poggi, Zandonà, Sibello). Adesso tutti aspettano un po’ di vento per scompaginare le carte.

RSX Maschile (2 regate)
I tre di testa sono il polacco Myszka, l’israeliano Mashiah e l’inglese Dempsey. Primo azzurro Fabian Heidegger, 24° (14-10 nelle due batterie), poi 31° Federico Esposito (12-18), 43° Riccardo Belli (20-25), 45° Alessandro Giannini (26-20), 55 Andrea Ferin

RSX Femminile (2)
Prima l’inglese Bryony Shaw, davanti alle due francesi Charline Picon e Pauline Perrin. Lauretta Linares, unica azzurra (per il forfait di Alessandra Sensini in lutto e quello tecnico di Flavia Tartaglini), è un po’ più in ombra del solito, 14° (14-18).

Laser (2)
Terzetto di testa inedito con il greco Chimonas, il tedesco Buhl (occhio a questo ventenne...) e lo spagnolo Hernandez. Azzurri in ordine sparso, qualche sprazzo di buon piazzamento, ma anche troppe bandiere nere (più allenamenti in partenza?): buon 36° Gallo (25-9), 48° De Paoli (25-16), 51° Strazzera (17-25), 55° Diego Romero (25-20), 81° Crivelli Visconti (bfd-7), 83° Spadoni (38-17), 85° Cerni (bfd-8), 98° Regolo (14-45), 108° Bottoli (bfd-15).

Laser Radial (2)
La lituana Mileviciute davanti a due spagnole Romero e Coro. Bene l’azzurra Francesca Clapcich, all’8° posto (2-12). Poi 25° Laura Cosentino (9-20), 31° Emma Giuliarfi (20-17), 69° Laura Marimon (26-37).

Finn (1)
Classifica dell’unica prova: l’americano Railey sul greco Mitakis e sullo sloveno Vincec. Ma bravo Giorgio Poggi, ottimo 7°, davanti a tante medaglie e iridati. 22° Baldassari.

49er (1)
Una sola provicina per le due batterie, in testa i francesi Silvy-Hoffmann, con i danesi (questa simpatica nazione associata alla classe acrobatica ci provoca sempre qualche reazione nervosa...) Norregaard-Lang, e terzi i fratelli spagnoli Paz con i connazionali Jimenez-Lopez. Buoni quinti i brothers Pietro e Gianfranco Sibello (3° nella manche) alla pari con i britannici Brotherthon-Asquit. Poi 41° Togni-Fasoli (21), 45° Tita-Gritti (23). Classifica molto provvisoria.

470 maschile (2)
In testa i francesi Charbonnier-Meyer Dieu, davanti agli ellenici Mantis-Kagialis e ai connazionali Bouvet-Mion. Azzurri in evidenza: buon 8° Gabrio Zandonà all’esordio con il prodiere Pietro Zucchetti (ex 49er con Giuseppe Angilella) dopo due prove autorevoli (6-12), e ottimo anche il 10° di Luca e Roberto Dubbini (15-6). Poi 23° Zeni-Pitanti (10-21), 37° Sivitz-Farneti (che hanno strepitosamente vinto la prima batteria e poi fatto 38 nella seconda), 49° Savoini-Savoini (4-42), 65° Bertola-Alcidi (21-38), 72° Airò-Mascoli (ocs-19), 79° Bertagna-Giannini (37-34).

470 femminile (1)
Nell’unica regata G&G Conti-Micol giocano a nascondino e finiscono ventunesime. Prime le israeliane Cohen-Mamriav, poi le kiwi Aleh-Powrie e le tedesche Jurczok-Bach. Migliori italiane 19° Giulia Zappacosta e Giulia Nicastro, poi G&G 21°, 36° Giulia Tobia e Giulia Moretto (ci sono 5 Giulia su sei 470iste italiane, un’epidemia), 38° Francesca Komatar e Dveva Carraro.

Nella Star (2 prove) ora guidano i croati Arapov-Sitic. Nel Match Race femminile al comando dei gruppi Tunnicliffe (USA), Le Berre (FRA), Spithill (AUS).

2.4 (2)
Maluccio gli italiani: 10° Cristian Tarasco (13-9), 12° Fabio Vignudini (9-14), 13° Marco Gualandris (10-13).

Sonar (2)
Migliorano Zorzi-Dighe-Agosti, adesso al 7° posto (9-4).

domenica 25 aprile 2010

Hyeres/1: poco vento-poche regate-poche chiacchiere

Hyeres, ovvero lo spettacolo della grande vela olimpica, è iniziato. Con una giornata di vento leggero e molto irregolare, e quindi un programma ridottissimo. In gara solo due batterie della classe Laser, la Star (dove non ci sono azzurri), il match race femminile (dove non ci sono azzurre), e i paralimpici 2.4 e Sonar.

Vi propongo questo bel video della federvela olandese, in previsione delle regate-spettacolo di Hyeres. Mi sembra un esempio, un piccolo esempio preso fra tanti possibili, di come si potrebbe lavorare con le immagini e creare un supporto di comunicazione al lavoro tecnico incessante dei nostri atleti e dello staff di allenatori.



In Italia, invece, nel giorno di apertura di Hyeres, con una ricca squadra di azzurri al via, la formidabile co-produzione video federale manda in onda un lungo clip su una scuffia in allenamento dei giovani cugini Dubbini. Proprio un bel modo di augurare Buon Vento, no?

COME E' ANDATO IL PRIMO GIORNO
Non benissimo, soprattutto per Diego Romero. Ma è solo un primo giorno, perdipiù di vento ballerino. Aspettiamo i prossimi giorni.

Laser
In testa la medaglia austriaca Andreas Geritzer. Così gli italiani (quelli che hanno gareggiato nelle due batterie: classifica e piazzamento di manche): 27 Regolo (14), 45 Romero (23), 49 De Paoli (25), 49 Gallo (25), 75 Spadoni (38), 94 Cerni (bfd).

Match race F
In testa nei rispettivi gruppi nel Round Robin le solite: Leroy (FRA), MacGregor (GBR) e la sorellina Spithill (AUS).

Star
In testa a mani basse Xavier Rohart e Pierre Ponsot (ma ci sono solo 10 barche)

2.4
Gli italiani: 9 Fabio Vignudini, 10 Marco Gualandris e 13 Cristian Tarasco

Sonar
Al 9° e ultimom posto per ora il trio azzurro di Giorgio Zorzi, Massimo Dighe e Paolo Agosti.

Nerone campione del mondo


Nerone di Massimo Mezzaroma e Alberto Signorini (al timone), con Vasco Vascotto tattico, ha conquistato il titolo mondiale della classe Farr 40, monotipo d’altura tra i più competitivi degli ultimi anni. Una vittoria bella e difficile, per soli 2 punti sugli australiani di Transfusion (armatore Guido Belgiorno Nettis, tattico il superlaserista Tom Slingsby) e 8 sugli statunitensi di Barking Mad (Jim Ricgardson-Therry Hutchinson). Ottimo quinto posto per l’altro yacht italiano Fiamma (Alessandro Barnaba-Ray Davies) e sesto Enfant Terrible (Alberto Rossi).

Parole sparse. L’armatore Mezzaroma: “E’ una vittoria dai molti significati, la dedichiamo al nostro timoniere Antonio Sodo costretto a casa da un brutto incidente insieme a Simon, un altro ragazzo che è con noi da dieci anni. Loro sono a casa e per noi era importante fare questo risultato.” Il tattico Vascotto (abbiamo perso i conti dei suoi mondiali): “E’ stato bellissimo, Transfusion ha fatto un campionato splendido, ci siamo sudati il titolo metro per metro, con le rimonte e i piazzamenti. E’ così che mi piace vincere, è bello vincere, me l’ero quasi dimenticato, è passato tanto tempo dall’ultima volta...” Il tattico Therry Hutchinson: “Regatare contro Vascotto ti fa diventare un velista migliore”. Hai capito Vasco. Quando si dice: uno che non ha bisogno di ufficio stampa.
(Nella foto Daniel Forster/Rolex) una bella immagine di Nerone di bolina: con quel marchio ricorda indelebilmente le stagioni gloriose di BravaQ8 di Pasquale Landolfi...)

Bravi a tutti gli italiani, e bravo Nerone, che porta a casa il secondo Mondiale Farr 40 (il primo fu nel 2003). Un titolo è sempre un titolo. Saranno dieci barche, sarà una classe in fase declinante, ma guardate le foto e considerate chi c’era, e vi terrete stretto questo titolo.

Che, naturalmente, non interessa alla “comunicazione” FIV (figuriamoci, e poi oggi è domenica!)...

Rolex Farr 40 Worlds 2010 - Classifica finale
1. Nerone, Massimo Mezzarona/Alberto Signorini (ITA), 2-5-5-2-1-1-7-4-1-2, 30
2. Transfusion, Guido Belgiorno-Nettis (AUS), 1-1-3-3-2-6-5-3-5-3, 32
3. Barking Mad, Jim Richardson (USA), 4-3-1-10-3-3-3-8-2-3-1, 38
4. Estate Master, Lisa & Martin Hill (AUS), 7-2-10-8-4-9-1-5-2-7, 52.5
5. Fiamma, Alessandro Barnaba (ITA), 5-7-6-1-7-1-10-6-6-4-6, 58
6. Enfant Terrible, Alberto Rossi (ITA), 6-10-4-5-6-4-4-7-8-4, 58
7. Goombay Smash, Doug Douglass (USA), 8-8-2-7-10-2-2-10-9-5, 63
8. Plenty, Alex Roepers (USA), 3-9-7-6-9-5-3-9-6-8, 65
9. Struntje Light, Wolfgang Schaefer (GER), 9-4-9-4-8-7-9-8-7-9, 74 
10. Flash Gordon 6, Helmut & Evan Jahn (USA), 10-6-8-9-5-8-10-1-10-10, 77

sabato 24 aprile 2010

Chissà che un titolo mondiale di vela d’altura approdi nuovamente in Italia?


(Nella foto (Daniel Forster/Rolex) incrocio "italiano" al Mondiale Farr 40 2010: Nerone, con Alberto Signorini al timone e uno scalzo Vasco Vascotto tattico alle sue spalle, taglia mure a dritta sulla prua di Fiamma di Alessandro Barnaba (vincitore di una prova ieri)

Volata finale in salsa italiana al Mondiale Rolex Farr 40 in svolgimento a Casa De Campo (Santo Domingo). Un Mondiale ridotto nelle barche (solo 10) e con molte assenze eccellenti, ma pur sempre assai valido tecnicamente e ricco di campioni, da Therry Hutchinson a Tom Slingsby, da Ray Davies a Ian Walker, da Hamish Pepper a Jes Gram-Hansen, e con la rappresentanza italiana con Nerone, armatore Massimo Mezzaroma (che ha lasciato il suo Siena Calcio ormai quasi in serie B e si è regalato un Mondiale da protagonista), tattico Vasco Vascotto e timoniere-armatore Alberto Signorini, e con Fiamma di Alessandro Barnaba (tattico il citato Ray Davies).

Un bel gruppetto di velisti-doc che stanno affrontandosi in condizioni meteo complicate (vento molto irregolare, un giorno perso per bonaccia) e in un clima appena più rilassato rispetto ai grandi campionati del mondo della stessa classe negli anni scorsi, con oltre 20 barche e i vari Onorato, Bertarelli, Maspero, Andreadis, De Ridder, Platner e via dicendo. Pochi, buoni e comunque battaglieri. Dopo 7 prove la classifica è corta e per il titolo c’è una volata tra Transfusion dell’armatore italo-australiano Guido Belgiorno Nettis (a bordo Tom Slingsby, tre volte mondiale Laser), ma solo 2 punti sotto c’è Nerone, a sua volta 9 punti avanti a Barking Mad di Joe Richardson. Tra i Vip del mondiale anche il p.r.o. Peter Reggio, che sta sudando sette camicie. Nel week-end la volata finale, chissà che un titolo mondiale di vela d’altura approdi nuovamente in Italia? Vasco, si sa, della materia è molto esperto...

Rolex Farr 40 Worlds Results – Day 3 
1. Transfusion, Guido Belgiorno-Nettis (AUS), 1-1-3-3-2-6-5, 21
2. Nerone, Massimo Mezzaroma/A. Signorini (ITA), 2-5-5-2-1-1-7, 23
3. Barking Mad, Jim Richardson (USA), 4-3-1-10-3-3-3-8, 32
4. Estate Master, Lisa & Martin Hill (AUS), 7-2-10-5.5-4-9-1, 38.5 
5. Goombay Smash, Doug Douglass (USA), 8-8-2-7-10-2-2, 39  
6. Enfant Terrible, Alberto Rossi (ITA), 6-10-4-5-6-4-4, 39 
7. Fiamma, Alessandro Barnaba (ITA), 5-7-6-1-7-1-10-6, 42
8. Plenty, Alex Roepers (USA), 3-9-7-6-9-5-3, 42
9. Struntje Light, Wolfgang Schaefer (GER), 9-4-9-4-8-7-9, 50 
10. Flash Gordon 6, Helmut & Evan Jahn (USA), 10-6-8-9-5-8-10, 56

giovedì 22 aprile 2010

L'ultimo autobus

La Vela Olimpica sta entrando nella sua fase calda: da domenica a venerdi prossimi lo spettacolo della Semaine Olympique Francaise a Hyeres (un evento entusiasmante come potete leggere in un altro post di questo blog, con video, info e link). Poi, in rapida successione e senza più respiro fino all'autunno, ci saranno l'Eurolymp gardesana, Medemblik, Kiel, i Mondiali e gli Europei di quasi tutte le classi (per alcune nazioni già prove di selezione olimpica), e il gran finale a Weymouth-Portland, l'Accademia della vela, il campo olimpico dove tutti già stanno studiando per l'Esame del 2012.

Come dimostrano le cifre di Hyeres, il movimento della Vela Olimpica è immenso, e gli indicatori sono clamorosamente in crescita. Certo l'ISAF ha sempre il nervo scoperto dai dubbi e dagli standard del CIO, continua a ripetersi che lo status di sport olimpico per la Vela è sempre in discussione. Ma intanto, quando si muove il circo fa paura per quanto è grande, bello, colorato, soprattutto vero: cioè ricco di contenuti. Non vai in Coppa America o in Oceano se prima non passi da qui, provenendo dalle classi giovanili.

Non per niente è il core-business, anche per la Nuova FIV, giusto?

E allora: cosa si fa per promuovere, per illuminare al pubblico questo ben di Dio? Praticamente niente. Mentre i Piani Strategici, gli Staff Tecnici e le Squadre Nazionali di Atleti sono spremuti in un lavoro profondo, serio, professionale, di respiro lungo, anche a dispetto di risorse ridotte all'osso, non esiste alcun progetto, alcuna pianificazione, alcuna azione che sia loro di supporto per la Comunicazione, la Promozione, l'Immagine, il Marketing. Ovvero l'ossigeno che può rimediare a quella carenza di risorse, aiutare a trovarne di nuove.

La primavera-estate del 2010, metà quadriennio verso Londra, è forse l'ultimo autobus da prendere per rimediare a questa grave carenza. A suo tempo (un anno e mezzo fa, a fine 2008, poco dopo la fine di Pechino 2008) il sottoscritto aveva buttato giù un progettino che doveva mirare a creare intorno alla squadra della vela olimpica azzurra un clima di interesse, passione, condivisione, e che dai Media arrivasse ai possibili Sponsor. Questo progettino diventò la bozza di una presentazione, che fu da me consegnata ai nuovi vertici federali, presidente e due vice. Non ebbi risposte, ma non fa niente. Il tema resta urgente.

Voglio riproporvela, la trovate sotto con le slide che girano automaticamente ogni 5 secondi. Con la doverosa avvertenza che si tratta della porzione di uno "studio" immaginario, che i contenuti grafici (a partire dal bozzetto di un logo creato courtesy by agenzia Bayer Conti & Associati e di proprietà della stessa, e dalla presenza inventata di marchi a titolo di esempio) e testuali, compreso il nome ipotetico di un team "ITA2012" da me creato, sono tutelati dai normali diritti e non possono essere riprodotti nè per intero nè parzialmente. E' insomma solo un appunto sul mio quaderno, che apro per voi.



Oggi quella bozza, quella prima "cellula" di progetto, è ancora di straordinaria attualità. E' esattamente di questo che la vela olimpica ha bisogno, qui e ora, sull'ultimo autobus.

Il Presidente Croce, in una recente intervista, dimostra di comprenderlo perfettamente quando afferma: "Stiamo lavorando affinchè questi ragazzi (gli atleti delle squadre olimpiche, ndr) diventino dei personaggi pubblici.(...) Un costante focus sugli atleti li trasformerebbe in celebrità della vela in grado di attirare sponsor e attenzione mediatica. Se avessimo un gruppo di ragazzi più noti, per noi sarebbe tutto più facile". Ha ragione, Presidente, ma prendiamo quell'autobus o resteranno solo parole.

mercoledì 21 aprile 2010

Juan Antonio Samaranch (1920-2010), l'uomo che (re)inventò le Olimpiadi


Lo sport perde l’uomo che ha inventato le Olimpiadi moderne. E' morto a Barcellona il presidente onorario del Comitato olimpico internazionale, Juan Antonio Samaranch, che aveva guidato il CIO dal 1980 al 2001. Aveva 89 anni. Era già ricoverato e le sue condizioni si sono aggravate per insufficienza coronarica acuta.

"Non ho parole per esprimere il dispiacere della famiglia olimpica", ha detto il presidente del CIO, Jacques Rogge. "Mi sento molto afflitto per la morte dell'uomo che ha dato un grande impulso ai Giochi Olimpici dell'era moderna, un uomo che è stato per me fonte di ispirazione e le cui conoscenze dello sport erano realmente eccezionali. Con la sua visione ed il suo talento, Samaranch - aggiunge Rogge - è stato l'architetto di un Movimento Olimpico solido ed unito. Non posso altro che rendere omaggio a tutti i suoi risultati, al suo lascito ed alla sua genuina devozione per il Movimento Olimpico ed i suoi valori. Abbiamo perso un grande uomo, un mentore ed un amico che ha dedicato tutta la sua vita ai valori dell'Olimpismo".

Per il presidente del Coni Gianni Petrucci ''La scomparsa di Samaranch rappresenta una grave perdita per il mondo olimpico perché lui è stato il vero protagonista del risanamento finanziario del CIO e del rilancio dei Giochi Olimpici come evento universale''. ''E' stato per tutti noi dirigenti sportivi - ha concluso - una sorta di padre putativo, un punto di riferimento continuo e costante per chiunque appartenesse al mondo olimpico''.
Secondo il segretario generale del Coni Raffaele Pagnozzi, che e' anche segretario dell'associazione dei Comitati Olimpici Europei, ''Samaranch e' stato un grande sostenitore, insieme ad Onesti, della nascita dell'Associazione dei Comitati Olimpici Europei, al quale non ha fatto mai mancare il suo apporto in termini di consigli e di idee. Lo sport piange uno dei suoi piu' grandi campioni di diplomazia''.
Infine il ricordo del Membro CIO, Franco Carraro. "Juan Antonio Samaranch ha profondamente innovato il CIO e tutto il Movimento Olimpico, facendolo diventare universale ed aperto a tutti. La sua opera ha portato i Giochi Olimpici ad essere un evento di straordinaria importanza sportiva, sociale ed economica, al centro dell’attenzione di tutto il mondo. Per me è stato un grande amico ed un maestro di vita".

Samaranch era nato il 17 luglio 1920, a Barcellona. Ha guidato il CIO per ben 21 anni, dal 1980 al 2001. Membro del Comitato olimpico internazionale dal 1966, era entrato nell'Esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale nel 1970 e assunto il ruolo di vice Presidente nel 1974. Nel 1980 era stato eletto Presidente, raccogliendo il testimone dall'irlandese Michael Morris Killanin. Nel corso della sua Presidenza, dopo aver superato il difficile momento legato al doppio boicottaggio delle edizioni olimpiche di Mosca (1980) e Los Angeles (1984), si era fregiato del merito di far ottenere ai Giochi Olimpici il titolo di manifestazione sportiva più importante del mondo, aprendo anche alla partecipazione degli atleti professionisti. Samaranch è riuscito a mantenere la qualità dei Giochi ed aumentare il numero dei paesi partecipanti. E' riuscito inoltre a migliorare la salute finanziaria del Movimento Olimpico grazie alle negoziazioni con gli sponsor ed i diritti televisivi.

A Samaranch, uomo pieno di energia, va attribuito inoltre il merito dell'ampliamento della sede del Cio a Vidy e la costruzione del Museo Olimpico di Losanna. Sarà inoltre ricordato per essersi battuto per la rappresentanza femminile nel Cio e per aver creato il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS).
Nel 2001, lasciata la poltrona di numero uno a Jacques Rogge, era stato insignito del ruolo di Presidente Onorario, mentre uno dei due figli, Juan Antonio Junior, era entrato come membro. E' stato anche Presidente (1967-1970) del Comitato Olimpico Spagnolo e Vice-Presidente del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, oltre che Presidente della Federazione Spagnola di pattinaggio.
Aveva ricoperto il ruolo di capo missione ai VII Giochi Olimpici Invernali di Cortina d'Ampezzo nel 1956 e ai XVII e XVII Giochi Olimpici Estivi di Roma 1960 e Tokyo 1964. Diplomato in economia, è stato tra l'altro membro del consiglio di amministrazione di diverse banche, Presidente Onorario di 'La Caixa', consigliere comunale responsabile per lo sport nella città di Barcellona e delegato nazionale per l'Educazione Fisica e Sportiva.
E' stato infine ambasciatore spagnolo presso l'Unione Sovietica e la Repubblica di Mongolia popolare (1977-1980). Da giovane aveva frequentato il college tedesco, la scuola di Barcellona per gli studi di business e studiato all'estero a Londra e negli Stati Uniti. Amava l'hockey e aveva praticato la boxe e il calcio ma era affascinato da tutte le discipline, quelle capaci di contraddistinguere la sua escalation dirigenziale e segnare, in modo indelebile, il percorso d'una vita vissuta in nome dello sport.

Addio a Goffredo, il signore delle Sensini

Era uno di noi, papà Goffredo. Era uno del gruppo, della famiglia del mare, della vela. Ma era, soprattutto, il papà di Alessandra Sensini, la velista-surfista che ha scritto la storia del nostro sport con le 4 medaglie in 5 Olimpiadi. In quelle medaglie, in quei titoli mondiali, in quei riccioli al vento c’è sempre stato molto di lui.

Goffredo Sensini, 78 anni, è morto ieri mattina perché così ha deciso il suo cuore. Una scomparsa improvvisa, lui alto e magro, sportivo, grande subacqueo, pescatore, marinaio vero, spesso in giro per il mondo a sostenere – da tifoso vero quando serviva, da papà premuroso, dolce o burbero, quando ci voleva – la sua Alessandra. C’era quel giorno a Sydney, appollaiato su uno scoglio a gridare quando Alessandra si è battuta per l’oro, e c’era anche due anni fa a Qingdao. Era uno di noi, addio papà Goffredo.

Con la vicepresidente federale, papà Goffredo lascia le altre tre figlie: Irene, Eleonora e Paola. I funerali di Goffredo Sensini si svolgeranno domani giovedì 22 aprile alle ore 9.00 nel Duomo di Grosseto.

martedì 20 aprile 2010

Hyeres, se la Vela Olimpica fa spettacolo


Clip SOF 2009

I nostri azzurri sono in partenza per Hyeres, quarta tappa della Coppa del Mondo ISAF della Vela Olimpica. SOF (Semaine Olympique Francaise) è uno degli eventi clou del circuito, l'orgoglio (legittimo) della vela francese, una location perfetta, un sole che acceca e una meteo spesso dura (il Mistral qui è di casa). E' il paradigma della settimana velica preolimpica, la città si trasforma in un enorme paddock tra medaglie campioni giovani e coach carrelli furgoni, e dal Port Saint Pierre ogni mattina centinaia di vele bianche invadono un mare blu intenso... La meraviglia della Vela che si ripropone e fa tornare il respiro, contro tutte le nuvole vulcaniche di questi tempi complicati. E un esempio della grande capacità di aggregazione globale tipica dello sport olimpico.

Hyeres (leggetevi QUI la presentazione completa) mette in gara 1041 velisti su 746 barche, da 60 nazioni, con 35 tra medaglie e titoli iridati di categorie olimpiche. Gli organizzatori hanno dovuto chiedere all'ISAF una deroga al limite massimo di iscritti in un paio di classi (Laser e Match Race femminile, e questa è una sorpresa), come previsto dalle regole della World Cup. Con la Francia di casa, Spagna e Italia sono le nazioni più rappresentate, anche per vicinanza geografica, seguite da Germania, Croazia, Gran Bretagna. Molti anche gli atleti dalla Cina. In acqua anche 204 Coach (i più numerosi sono i francesi (22), russi, spagnoli e italiani (13), olandesi e croati (11), inglesi (10), ma non mancano 8 allenatori USA, 7 dalla Grecia (paese che attraversa una grave crisi economica), e ben 5 coach cinesi).

Non a caso, Hyeres sarà nel 2011 una delle tappe della selezione olimpica "secca" (all'americana) come previsto dal Piano Strategico Generale FIV, recentemente integrato con un Aggiornamento 2010 su preparazione olimpica e Youth.

Insomma Hyeres è Hyeres, da lungo tempo. Una storia esemplare, che dura da 42 anni e che ha visto la Federvela francese (FFV) in prima fila nell'organizzazione. Proprio il contrario di quanto fatto, negli anni, dalla FIV che invece ha lasciato morire la bella Roma Sail Week di Anzio (un tempo al livello di Hyeres) e favorito rivalità localistiche, col risultato che l'Italia sarà fuori dalla World Cup per chissà quanti quadrienni.

Per il grande appuntamento di Hyeres la FIV ha convocato 19 atleti dalle varie squadre nazionali. Molti più sono però gli italici velisti sulle coste di Porquerolles: ben 66 nelle classi olimpiche e 6 paralimpiche.

49er (62)
I capitani Pietro e Gianfranco Sibello (Guardia di Finanza) sono affiancati da due giovani: Gianmarco Togni e Nicolò Fasoli, e Ruggiero Tita e Matteo Gritti (questi ultimi esordienti assoluti in Coppa del Mondo: buon vento speciale, con questa intervista realizzata ad Alassio pochi giorni fa)



470 Maschile (103)
Tre equipaggi convocati FIV: Luca e Roberto Dubbini (CV Toscolano Maderno), Gabrio Zandonà (Marina Militare) e Pietro Zucchetti (Guardia di Finanza), Fabio Zeni (FV Riva) e Nicola Pitanti (CN Marina di Carrara), più l'incredibile numero di altre 10 barche! Giulio Desiderato e Enrico Fonda, Alfredo Capodanno e Mauro Caputo, Nicolò Bertola e Danilo Alcidi, Michele Lecce e Adriano Pilagatti, Paolo Cattaneo e Vittorio Zaoli, Andrea Airò e Nikolas Mascoli, Emanuele e Enzo Savoini, Francesco Bertagna e Marco Giannini, Simon Kosuta e Jas Farneti, Giacomo De Carolis e Enrico Clementi.

470 Femminile (52)
Le convocate Giulia Conti e Giovanna Micol (Marina Militare) saranno attorniate da altri 3 equipaggi italiani: Giulia Zappacosta e Claudia Nicastro, Giulia Tobia e Giulia Moretto, Francesca Komatar e Sveva Carraro.

Finn (60)
La FIV convoca Giorgio Poggi (Guardia di Finanza), e in gara ci sono anche Paolo Cisbani e Filippo Baldassari.

Laser Standard (174)
Torna in gara in Europa Diego Romero (CV Torbole) convocato FIV con Giacomo Bottoli (Marina Militare) e Michele Regolo (Guardia di Finanza). In stand-by la bellezza di altri 8 italiani: Uberto Crivelli Visconti, Pietro Cerni, Martino Tortarolo, Marco Gallo, Carlo De Paoli, Tommaso Pelosini, Alessio Spadoni e Enrico Strazzera. perchè stand-by: perchè in base alle regole della World Cup i Laser possono essere al massimo 150, e questo comporta una selezione, è allo studio come detto una deroga. La FIV ha reso noto che in caso di selezione, i 4 iscritti (oltre ai tre convocati) seguiranno la priorità dei componenti delle squadre A e B, e in base alla Ranking List federale aggiornata alla tappa di Torbole dell'Europa Cup (alle 11 di oggi non ancora pubblicata sul sito FIV). Ne sapremo di più tra qualche giorno. Ma è un buon segno che tanti scalpitino.

Laser Radial (95)
Solo Francesca Clapcich (Aeronautica Militare) è convocata, le altre italiane sono: Laura Cosentino, Laura Marimon, Emma Giuliari e Elisabetta Macchini.

RS:X Femminile (51)
Due le convocate FIV Laura Linares (Marina Militare) e Alessandra Sensini (CC Aniene). La terza azzurra in squadra A, Flavia Tartaglini (Guardia di Finanza), ha fatto una scelta tecnica rinunciando a Hyeres per seguire un periodo di allenamento specifico. Anche la presenza di Alessandra è in forte dubbio, a causa del grave lutto che l'ha colpita con la scomparsa del papà Goffredo (vedi altro post successivo).

RS:X Maschile (86)
Due convocati FIV sono Federico Esposito (Albaria) e Fabian Heidegger (Marina Militare), ai quali si aggiungono: Alessandro Giannini, Riccardo Belli Dell'Isca e Andrea Ferin.

Non ci sono azzurri nelle classi Star (solo 12 barche, tradizionalmente "assente" a Hyeres), e Elliott 6 per il Match Race femminile (dallo staff tecnico si fa capire che l'esordio di un team azzurro in questa specialità è programmato a Medemblik). Ci siamo invece nelle due classi Paralimpiche, il singolo 2.4 con tre timonieri Fabio Vignudini, Cristian Tarasco e Marco Gualandris, e il triplo Sonar con Giorgio Zorzi, Massimo Dighe e Paolo Agosti.

Quanto ai coach azzurri o italici, oltre ai due DT Paolo Ghione (anche tecnico Finn) e Luca de Pedrini (anche 49er) sono in campo Egon Vigna (Laser), Larissa Nevierov (Laser Radial), Guglielmo Vatteroni (470F), Gigi Picciau (470M), Adriano Stella (RSXM) e Marco Iazzetta (RSXF), poi i tecnici "paralimpici" Beppe Devoti (Sonar) e Fabio Barbieri (2.4) (questa configurazione sulle classi paralimpiche continuerà nella stagione, è un segno di definitiva attenzione verso questa sezione della vela olimpica che dal 2016 avrà piena dignità nelle stesse date delle Olimpiadi), quindi Chicco Caricato (Laser Youth), e qualche "privato" come Marco Superina, il tecnico della MM Paolo Fava, Matjaz Antonaz e Francesco Linares, tecnico della Marina Militare che seguirà l'omonima (ma neanche lontana parente) surfista sua concittadina di Marsala.

Si regata da domenica 25, venerdi 30 ultimo giorno, e Medal Race.

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