giovedì 24 settembre 2009

Ecco ITALIA70, la sfida di Giovanni, John e Carlo



PRESENTATI ALLO YACHT CLUB ITALIANO IL PROGETTO, IL BRAND E LE IDEE CHE RIPORTANO L'ITALIA AL GIRO DEL MONDO IN EQUIPAGGIO, LA VOLVO OCEAN RACE

Giovanni (Soldini) ne ha parlato a John (Elkann) in una notte atlantica di stelle e delfini. Insieme poi ne hanno parlato a Carlo (Croce) e alla fine sono partiti. Ecco ITALIA70, barca-nome-brand che identifica da oggi il progetto triennale che porterà un team italiano al via dell'undicesima Volvo Ocean Race 2011-2012, a bordo dello scafo usato acquistato ("a titolo personale", dice lui. Costo 2,5 milioni di euro) da John Elkann: Ericsson 3, la seconda barca del team svedese vincitore dell'ultima edizione della regata. Ma che non vuole fermarsi, e guarda anche a una seconda edizione del giro, quella 2014-2015, questa volta da correre in configurazione "full-attack" (sono parole di Croce).

L'unveiling sul progetto, ormai troppo chiacchierato per non meritare un po' di precisazioni (non confermata la partecipazione di FIAT), è stata fatta oggi allo yacht Club Italiano in una conferenza stampa per molti versi singolare: alle 15 di pomeriggio, poche ore prima di Genoa-Juventus, e soprattutto a una settimana dal salone nautico di Genova, nel quale si parlerà molto della Volvo Ocean Race (gli organizzatori della regata hanno persino un grande stand) e anche dell'altra sfida italiana in preparazione, quella dello Yacht Club Costa Smeralda, guidata da Grant Dalton. Un contropiede, insomma.

"Passione, esperienza, capacità organizzative, amore per l'avventura, spirito di squadra": inizia così il comunicato che racconta la nascita del sindacato "tricolore" alla Volvo Ocean Race. Il logo ITALIA70 è opera di Independent Ideas, la holding di Lapo Elkann e presentato da Alberto Fusignani: "Una sfida nella sfida, per un logo giovane, moderno tecnologico e che guarda al futuro, con le due A del nome girate a imitare il simbolo 'forward', o come la direzione del vento, o come due vele..."



Carlo Croce apre la conferenza stampa, su un tavolo blu con al centro un grande guidone dello Yacht Club Italiano. "E' una sfida del cuore, siamo tre persone entusiaste di una ennesima avventura in mare. Giovanni è un pazzo scatenato, chiunque ci parli vuole subito andare in barca; John ha un entusiasmo e un cuore enormi, pure se paludati nel self-control e nell'aplomb. Mi trovo benissimo con loro". Ha introdotto la filosofia della sfida ("Prima edizione con barca usata e seconda full-attack"; "Budget stimato intorno ai 15 milioni di euro"; "Barca e spirito italiano, nel segno del made in Italy, avremo al seguito un villaggio Italia con i sostenitori per promuovere l'Italia buona"), ha dato la parola a Elkann e poi a Soldini.

Il nipote di Gianni Agnelli è attratto dalla vela e in vena poetica: "Senso di libertà, il rapporto con gli elementi della natura, il mare agitato o calmo, il vento che c'è e non c'è, esperienze come l'aurora o una notte piena di stelle, incontri amichevoli come i delfini, o meno come le orche... Mio figlio si chiama Oceano, come potevo dire di no? Ho preso Ericsson 3 e ora mi dedicherò all'Associazione Amici di ITALIA70".

Giovanni Soldini ("Il giro del mondo è l'Everest della vela, lo sognavo da quando avevo 17 anni") spiega la scelta della barca usata: "Ci abbiamo pensato a lungo, la barca nuova avrebbe comportato troppo tempo per la costruzione e la messa a punto, invece con un ottimo usato possiamo concentrarci sulle risorse umane. Nei prossimi due anni navigheremo tantissimo, e vorrei provare almeno 50 velisti per scegliere l'equipaggio. Ci saranno i supertecnici che vengono dalla coppa America, i ministi, gente con esperienze e provenienze varie (E i velisti olimpici?, gli chiediamo. "Anche loro, certo. Da lì vengono molti che poi si rivelano campioni in tanti campi della vela"). La cosa più importante è stare bene insieme, il legame del team. E poi serviranno le riserve. Vorrei dare la possibilità a chiunque ne ha voglia di provare." Pietro D'Alì? "Certamente sarà un punto di riferimento".

Domanda sugli sponsor: risponde Carlo Croce ("Tante idee e contatti, qualche certezza che preferiamo non anticipare (ma si parla di Telecom Italia, ndr), comunque solo marchi italiani"). Domanda su una possibile tappa italiana: risponde Carlo Croce ("Gli organizzatori ci hanno mostrato gli standard per uno stop-over, non ci rientriamo. Niente da fare per Genova, e sfumata anche l'ipotesi di un prologo tra Alicante e la Sardegna"). Domanda sulla barca: risponde Carlo Croce ("Giovanni andrà a prenderla tra dieci giorni, poi si fermerà per prendere i nuovi colori..."). Domanda sulle regole: risponde Carlo Croce. Insomma Croce è al momento il general manager dell'avventura, eccitato come un ragazzino al primo giorno di scuola, dispensa battute esilaranti, e sottolinea i temi che gli stanno a cuore ("Faremo solidarietà, conto che ITALIA70 aiuti anche la Fondazione Nave Italia - hanno anche lo stesso nome - che aiuta tanti bambini sfortunati"). Soldini deve persino frenarlo un po' quando, a proposito di solidarietà, il presidente cita a esempio il suo salvataggio di Isabelle Autissier. A un certo punto Croce dice anche: "Io sono qui in qualità di presidente della federazione, con Giovanni già pensavamo da tempo a un Centro sulla vela oceanica. Ora grazie alla Marina Militare e alla città di La Spezia facciamo il primo passo, quella che sarà la base di ITALIA70 diventerà anche un tetto per i Mini650, i Figaro, gli Open 40..." E' l'unico accenno alla FIV, oltre al logo presente in basso sul retro della cartella stampa, sotto alla scritta: "Con il patrocinio della".

I programmi tecnici di ITALIA70? Ancora niente di definito, ma Soldini sta reclutando l'equipaggio che porterà Ericsson 3 da Stoccolma a La Spezia (richiesti due mesi di disponibilità), con partenza fra un paio di settimane.

Così, mentre davanti alla sede YCI è ormeggiato proprio lo Stealth (a bordo del quale nacque l'idea), mentre giornalisti di calcio intervistano Elkann sulla partita di stasera, mentre vari vicerè svolazzano nel salone delle feste, affollato dal gotha dei giornalisti velici come non si vedeva dai tempi di Luna Rossa (la crisi non ha proprio scalfito la fame di vela, anzi), mentre tante altre cose accadono o si lasciano accadere, ITALIA70 inizia la sua storia. Il progetto è ufficiale. Buon lavoro, buon vento, buona fortuna.

L'ALTRO TEAM ITALIANO: TORBEN GRAEL PRONTO A SALIRE CON GRANT DALTON SULLA BARCA VOR DELLO YACHT CLUB COSTA SMERALDA

Se Atene ride, Sparta non è da meno. Pur se bruciati dalla presentazione di Genova, allo YCCS si preparano a varare il loro progetto Volvo nei prossimi giorni e al salone di Genova. Riccardo Bonadeo e Grant Dalton saranno domenica 4 al teatro del mare, ma il giorno prima, sabato 3, è in programma un summit riservato al quale parteciperà anche Torben Grael. Il fuoriclasse brasiliano vincitore dell'ultimo giro del mondo insegue il sogno di una sfida brasiliana, ma fatica a chiudere, ed è pronto ad accettare l'offerta della "seconda" sfida italiana.

Tre milioni e mezzo di spettatori alle sedi di tappa e altrettanti utenti unici sul sito della regata. La VOR è una splendida realtà, costruita con abilità enfatizzando i valori-clou della vela. Ecco dove va l'interesse della vela spettacolo e dei suoi protagonisti, mentre Ernesto & Larry si strattonano per quella vecchia brocca chiamata America's Cup...

mercoledì 23 settembre 2009

Alinghi e BMW Oracle si contendono anche le decisioni del Giudice di New York



Lenta, lentissima la marcia della XXXIII America's Cup verso l'8 febbraio 2010, data della prima regata tra detentore e sfidante unico, presumibilmente nel Golfo Persico, al caldo e con le ariette dell'emirato di Ras Al Khaimah. Dopo aver litigato su tutto il litigabile, ormai arrivati a 120 giorni dalle regate-verità, svizzeri e californiani si ritrovano a confrontarsi persino sull'interpretazione delle decisioni del Giudice Shirley Kornreich della Corte Suprema di New York. L'ultima è del 18 settembre, riguardo l'istanza di Societé Nautique de Geneve che accusava il Golden Gate Yacht Club di antisportività per il ritardo nel fornire il certificato con le misure della barca USA. Cosa ha deciso Shirley? E in favore di chi?

La Giudice ha stigmatizzato come poco sportivo l'atteggiamento di BMW Oracle, ma allo stesso tempo non ha trovato alcuna violazione di legge, e ha dunque rigettato l'istanza svizzera. La barca americana - il trimarano BOR90, varato prima del catamarano Alinghi 5 - è attualmente in cantiere dopo alcune settimane di allenamento, sottoposta a ulteriori intense modifiche. "Questa situazione - scrive il portavoce di BMW Oracle Tom Ehman in una nota - ha portato il Giudice a ritenere che lo scafo non sia completo e quindi sia impossibile per GGYC fornire il Custom House Registry." Kornreich ha detto anche: "Lo scafo di uno sfidante all'America's Cup è per sua natura uno yacht sottoposto a un intenso processo di sviluppo tecnologico".

Puntuale comunicato stampa di Alinghi che sottolinea la storica definizone di "antisportivo" nella decisione del Giudice, e allo stesso tempo deve mandare giù l'ulteriore allungamento dei tempi in favore degli americani. Ogni modifica del trimarano di San Francisco tiene in apprensione il team di Bertarelli, ormai pronto all'esordio nelle acque dell'emirato. E senza una versione "definitiva" del trimarano (ma siamo proprio così sicuri?), nessun osservatore se la sente di azzardare previsioni sulla sfida.

ELLISON: "POTREMMO TORNARE ALLA CORTE ANCHE DOPO LE REGATE"
Intanto, mentre la scelta della località sembra non rientrare tra le cause di controversia legale, è ancora in piedi la contestazione di San Francisco sulla possibilità di Alinghi di scegliere Giuria e Arbitri, nonchè la questione dell'accordo segreto tra ISAF e SNG sulle regole di regata. In una intervista a Sailing World, Larry Ellison ha detto tra l'altro: "Quel ragazzo (riferito a Ernesto Bertarelli, ndr) è incredibile. Noi non rifiuteremo di correre le regate, ma se Alinghi controllerà Giuria e Umpires potremmo vincere in acqua e poi ritrovarci squalificati a terra. Non è una situazione che possiamo consentire, e credo rischiamo di tornare in Corte anche dopo la regata".

lunedì 21 settembre 2009

Buon Vento Sergio e Giorgio



Poco più di un anno fa, l’8 settembre 2008, il mondo della vela e della FIV piangeva la scomparsa di un dirigente particolarmente amico di tutti: Sergio Masserotti, 71 anni. Era stato regatante, segretario di classe, consigliere nazionale e recentemente responsabile del settore Altomare che aveva contribuito a rafforzare. Ed esattamente due anni fa, il 22 settembre del 2007, moriva Giorgio Tusacciu, 67 anni Vicepresidente FIV, poche ore prima aveva partecipato alla riunione del Consiglio di Presidenza FIV sul lago di Como. Un dirigente sportivo tra i più esperti, appassionati e competenti. Grande lavoratore e organizzatore, carattere sempre aperto e disponibile. Negli ultimi anni da presidente del settore aveva coordinato l’Amministrazione, l’attività periferica e il tesseramento federale.

Il ricordo di Sergio e Giorgio è ancora molto forte in tanti protagonisti della vita velica e federale. Ci fermiamo un po’ a pensare, ci uniamo a quanti ricordano con affetto, proviamo a mettere insieme parole e storie. E’ un omaggio, i ricordi sono il tessuto della vita.

Il collega vicepresidente FIV Gianfranco Busatti ha voluto ricordare Tusacciu con una breve lettera.

“Ricordo di Giorgio
Due anni orsono, il 22 di Settembre del 2007, appena rientrato a casa da una riunione del Consiglio di Presidenza sul Lago di Como, ci lasciava improvvisamente, increduli e nel dolore, Giorgio Tusacciu, Vice Presidente della Federazione Italiana Vela ed amico carissimo.
Al di là delle cariche e degli incarichi, Giorgio rappresentava, per il nostro piccolo mondo, un punto di riferimento affidabile e prezioso. Egli portava avanti il suo impegno con passione e modestia, con silenziosa concretezza.
La Sua signorilità ed il Suo senso dell’amicizia gli avevano consentito, nei lunghi anni di lavoro al servizio dello Sport, di raccogliere tante attestazioni di stima e di affetto. Molti di noi hanno perduto, quel giorno, un Amico fraterno e leale.
Vorrei raggiungere, con questo ricordo, tutti coloro che hanno condiviso con Lui, con sincerità e convinzione, quei valori a cui aveva ispirato la Sua vita di uomo e di sportivo.
Al ricordo si aggiunge un abbraccio affettuoso alla Sua amatissima Famiglia: a Miriam, Andrea ed Antonio.
Gianfranco Busatti”


In molti hanno voluto partecipare al ricordo di Giorgio Tusacciu e ringraziare Busatti per l’iniziativa della lettera. Tra essi Sergio Gaibisso, ex presidente federale, che ha parlato di Giorgio “personaggio straordinario, insostituibile amico, con il quale era possibile comunicare ed operare al di fuori degli schemi e delle consuetudini, compreso, per me, a mezzo di un “dialetto” incomprensibile a quasi tutti gli altri, ma che mi faceva sentire ancora più strettamente e personalmente legato a lui. Mi manca tanto”. Il presidente onorario FIV Carlo Rolandi: “Ero legato a Giorgio da diversi decenni, e l’averlo avuto al mio fianco durante gli anni che mi era stata affidata la presidenza della nostra Federazione è stato per me un punto essenziale di appoggio per la tranquillità che mi dava sulle responsabilità federali. Ci ha lasciati troppo presto e noi, increduli, ancora lo rimpiangiamo con grande affetto. Gianni Paulucci, che ereditò da Tusacciu l’incarico della vicepresidenza federale, ha motivato la stima e l’affetto nei suoi confronti: “Un Collega dal quale ho avuto, costantemente, consigli ed aiuto di rara intensità professionale ed amichevole. Giorgio se ne è andato proprio nel momento in cui avremmo avuto più bisogno delle Sue indispensabili indicazioni. Sono orgoglioso di aver avuto l'opportunità di lavorare al Suo fianco.”

Angelo Insabato, consigliere di presidenza con Tusacciu e anche attualmente: “Se n'è andato un "pezzo" della storia che ha fatto la FIV... e quanti ricordi mi risveglia, quando entrando nella stanza Presidenziale mi ritrovo, alla destra, la Sua foto con l'immancabile sigaretta. Ciao Giorgio.” Un altro ex consigliere di presidenza, Domenico Guidotti, ha scritto: “Quando ci viene a mancare una persona amica è il momento in cui cogliamo più vivamente quegli aspetti della sua personalità per cui l’abbiamo amata e stimata. Per me è stato un punto di riferimento  nella mia attività federale e ora nella mia vita”.

Sono intervenuti anche due ex segretari generali della Federazione: Mauro Tirinnanzi: “Per me e per tutti i dipendenti FIV è stato un grande privilegio collaborare con Lui. Un costante punto di riferimento, che aveva, tra le altre, la rara capacità di non far pesare le sue indubbie conoscenze professionali e sportive ed il Suo ruolo Istituzionale.” Antonio Micillo: “Grazie Vice Presidente per averci ricordato Giorgio. Per me è un pezzo della storia della Vela e della Federazione avendo avuto il privilegio di conoscerlo quando ero molto giovane. Alla tristezza del Suo ricordo aggiungo quella per un mondo di una Vela Signorile e sussurata e che oggi non c'è più”.

Sandro Ricetto: “Credo che Giorgio, ancora una volta, da la sù, abbia dato modo di raggiungere e riaffermare con il suo ricordo il senso di amicizia di stima e di affetto che ci aveva unito per tanti anni”. Gianni Pellizza: “Fu un pezzo di Federazione che se ne  andò via e, forse, fu l’inizio di uno sfaldamento”. Mario De Grenet: “Un grande personaggio della nostra Federazione, che in tante occasioni ha dimostrato la sua personalità, competenza e signorilità. Quasi automaticamente mi è venuto dal cuore un altro ricordo: non posso che rimpiangere un'altra grave perdita della nostra Federazione, che ha lasciato un grande vuoto in me e certamente anche per tanti di voi: il caro amico Sergio Masserotti che, con il suo buonumore, la sua competenza e signorilità”. Marcello Turchi: “Ricordo un amico e tanti momenti di impegno sportivo passati insieme”. Ignazio Florio Pipitone: “Non ci sono parole per ricordare la modestia, la signorilità, la disponibilità e tante altre qualità di un Uomo che ha dato tanto al mondo sportivo come anche Sergio Masserotti. Sono persone delle quali ancora oggi mi capita di ricordare e di parlare con amici, non fosse altro che per la loro semplicità e operosità”.

Tra gli altri messaggi anche quello della signora Rita Zappalà, funzionario federale di lungo corso: “Per me Giorgio Tusacciu, oltre che il valido Dirigente federale che tutti ricordano era anche una persona amica che ricorderò sempre e alla quale va spesso la mia preghiera unita a quella per gli altri Dirigenti che nel corso di tanti anni ci hanno lasciato”.

Il 9 settembre scorso i funerali di Sergio Masserotti
Una chiesa enorme eppure gremita. Una tristezza seria, composta, quasi gentile, come sarebbe piaciuta a lui. Una partecipazione vera, una unione di pensieri e riflessioni. L’ultimo saluto a Sergio Masserotti, la cerimonia funebre del gigante buono della vela, è stata una bella sintesi della sua vita, tra l’amore della famiglia, l’affetto sincero degli amici di sempre, la commozione dei massimi dirigenti della Federazione Italiana Vela, le carezze dei ricordi di tanti e tanti amici ai quali lascia un vuoto pieno di dolcezza. Intorno alla moglie Joyce e ai due figli Eric e Yann, si è riunita la comunità di una vita spesa bene. Erano veramente moltissimi a salutare Sergio, a partire dal “suo” Circolo Velico Tiberino con Sergio Ghira e il figlio Claudio, Marco d'Andrea, Giorgio Pizzarello, Giulio Alati, Riccardo Grande, Giorgio Sanzini. Non è possibile citare tutti, ma - tra gli altri - c’erano: il presidente onorario della FIV Carlo Rolandi giunto da Napoli, il presidente federale Sergio Gaibisso giunto da Cervia con il vice presidente Gianfranco Busatti, il consigliere di presidenza Francesco Ettorre, il segretario generale Antonio Micillo, Alessandra Sensini, il presidente del Comitato IV Zona Fabrizio Gagliardi, dal veneto il presidente della XII Zona Enrico Zaffalon ed Emilia Barbieri, Giancarlo Sabbadini, Paolo Romano Barbera; il presidente dell’UVAI Guido Leone con il segretario Riccardo Provini e gli insostituibili Charlie e Maria Pia, con Gianna dell’UVAI; tanti protagonisti e amici della storia della vela sul lago di Bracciano, da Camillo Martucci a Luciano Gesuelli a Rizieri Ianni, Enzo Martella, Osvaldo Pierucci, Lucio D’Ilario, Luigi, Angelo e Francesco Cuccotti, Steno Niccolini, Gianni Buhne, Ignazio Barone; molti ex finnisti o staristi o dinghisti o lightninghisti anche venuti da fuori Roma tra cui Franco De Regis, i fratelli Marco, Enrico e Roberto Passoni, Emanuele Vaccari, Marco De Vito, Angelo Fusari, Martino Rossi Doria, Carlo Cameli, il segretario Finn Marco Buglielli; molti giornalisti da Giulio Guazzini a Fabio Colivicchi con Alessandra Rodi, Angela Rodi e Bianca Gropallo dell’ufficio stampa FIV, Alessandro Cece, Emanuel Richelmy, grande amico, Roberto Neglia, Enzo Cappucci, Massimo Procopio, Pussi Di Mundo; moltissimi regatanti, dirigenti, giudici, amici incontrati sui campi di regata in quella che era la sua seconda casa, la vela, Nicola Sironi, Ranieri Ricci, Ugo Grande, Edoardo Barni, Paolo Morville, Beppe Barone, Gianfilippo Lo Masto, Fabrizio Antolini, Marco Minghetti, Carlo Massone, Vittorio Mattea, Giorgio e Francesca Rossi, Riccardo Maurizi, Francesco Sette, Cristiana Monina, Alessandro Guardigli, Patrizia De Rose, Aurelio Magnini, Piero Mortari, Ferdinando Dandini con Stefania, Pino Stillitano, Giuseppe Tesorone, Roberto Mannucci, Umberto Caroppo, Sergio Papagni, Mauro Ugazio, Egidio e Fabio Nocera, Riccardo Leoni, Giampiero Poggi, Giovanni Stilo; il presidente del CV Roma Giuseppe Lombardo; da Riva di Traiano Massimo De Notti e Alessandra Bonfigli, Marzio Bonomo, Gianni e Marco Marenco; dallo Yacht Club Favignana Chiara Zarlocco, Vito Catania. Presenti anche autorità militari, della Marina (Francesco Lo Sardo), dell’Aeronautica e della Guardia di Finanza. Molti e molti altri erano presenti, non possiamo citarli tutti ma ci perdoneranno perché accomunati comunque nel ricordo di Sergio.

Grande commozione ha espresso il presidente federale Sergio Gaibisso: “Sergio Masserotti (una coincidenza avere lo stesso nome, ma anche una premessa per guardare la Vela dalla stessa angolatura) e' stato prima di tutto un amico con le stesse passioni veliche per Il singolo, coinvolti poi entrambi nelle attivita' dirigenziali, Lui come Segretario della classe Finn, io come responsabile della Commissione Sportiva FIV, coinvolgimento che si e', poi, riproposto Lui come Responsabile delle Attivita' Altomare ed io come Presidente FIV. Un rapporto fatto di collaborazione di impegno e talvolta di accese discussioni ma reso produttivo dalla profonda reciproca amicizia”.

Buon vento Sergio e Giorgio.

domenica 20 settembre 2009

Transat 650, prima tappa: chi ha vinto a Funchal (Madeira)

ITALIANI COSI'-COSI': OTTIMI RICCARDO APOLLONI E GIANCARLO PEDOTE, 4° E 5° NEGLI SCAFI DI SERIE. ANDREA CARACCI ATTARDATO DA AVARIE SOLO 21° NEI PROTOTIPI

In due video le immagini dell'arrivo del primo classificato alla prima tappa della Transat 650 La Charente Maritime (La Rochelle)-Funchal (Madeira, Portogallo), Bertrand Delesna (Entreprendre Durablement), e del primo arrivato su scafi di serie, Francisco Labato (Roff Tmn).

IL VINCITORE ASSOLUTO


IL TRIONFATORE TRA SCAFI DI SERIE COL SUO POGO


Arrivati a Funchal 12 prototipi e 7 scafi di serie. Tra i primi, ancora in mare Andrea Caracci (Speedy Maltese), che è stato attardato da problemi e avarie e naviga in ventunesima posizione. Gaetano Mura (GRF 91) lo segue a poca distanza al 27° posto. Nei "serie", ottimi piazzamenti per Riccardo Apolloni (MaVie pour Mapei) 4° e Giancarlo Pedote (Prysmian) 5°, entrambi già in porto davanti a molti prototipi. Gli altri navigatori italiani: 18° Luca Del Zozzo, 21° Daniela Klein, 24° Luca Tosi, 32° lo svizzero Andrea Rosi, 45° Simone Gesi. Gli arrivi a Funchal proseguono nelle prossime ore. La partenza della seconda tappa Funchal-Salvador de Bahia è in programma sabato 3 ottobre.

Ultime dal Laboratorio FIV (Vela Giovanile 2010)



Il Consiglio della Nuova FIV è come un laboratorio, ribollente di idee e ansioso di esperimenti e cambiamenti. Spesso sulla nostra pelle. L’ultimo esperimento in rampa di lancio, come già anticipato dopo la Primavela, riguarda il Campionato unificato di classi giovanili, che comprenderebbe: l’Optimist, il catamarano Tyka, la tavola Techno 293, il Laser 4.7, l'Equipe Evolution e (forse, perché appartiene al “vecchio”) il 555FIV.

Per chi come noi apprezza i CICO e la Primavela, ovvero i Grandi Eventi FIV, anche questa potrebbe essere un'esperienza utile per i ragazzi. Ma è tutto ancora in embrione.

E la Coppa Primavela? L’idea è che la super-kermesse giovanile di settembre resti solo per Optimist (timonieri di 9 anni) e Techno293 (9-10 anni), affiancata dalla Coppa del Presidente per gli Optimist (10-11 anni), Techno293 (11 anni) e L'equipe U12 (10-11 anni), nonchè dalla Coppa Cadetti (10-11 anni) per Optimist. Con porta aperta all’eventuale aggiunta di una nuova barca in doppio... In questo modo la Coppa Primavela respirerebbe un po’ dal punto di vista dei numeri (con 1100 bambini rischiava di scoppiare) e in più si creerebbe un secondo appuntamento-raduno di rilievo per il movimento velico giovanile.

Insomma è l’ennesimo esperimento (intanto sono fermi al palo i programmi 2010 per l’attività regate, le scuole vela e altri settori chiave), ma ha contenuti interessanti. Come vedete, se ne può parlare. Appunto. Proprio quello che non fa la Nuova FIV: comunicare...

...Neanche al proprio interno: in due interviste co-prodotte a Giulianova, il presidente Croce e il consigliere di presidenza Pino Barbieri hanno fornito due località diverse quale sede della prossima edizione della Primavela: Venezia e Marsala. E' chiaro che si tratta di un errorino, perdonabilissimo, anzi solo formale e non sostanziale, di una piccola dimenticanza davanti alla telecamera. Ma sono belle distanti.

venerdì 18 settembre 2009

Weymouth 2009-Londra 2012: un bel video per entrare nel clima

Immagini del sito olimpico, del suo vento e delle sue onde. Immagini di tutte le classi, e qualche intervista (mainly british). Cinque minuti nel freddo della Manica.



E già che ci siamo: nel video c'è una copertina che ricorda le tappe dell'ISAF World Cup: Melbourne (AUS), Miami (USA), Palma di Maiorca (ESP), Hyeres (FRA), Medemblik (NED), Kiel (GER) e Weymouth (GBR). Alla nascita della coppa del mondo si parlò della necessità di promuovere una tappa italiana. A che punto è questo (doveroso) proposito? C'è qualcuno incaricato di occuparsene in seno all'ISAF? I nostri delegati sanno qualcosa? Il vicepresidente italiano dell'ISAF Alberto Predieri è sul tema? Quali sono le prospettive, e quali eventualmente le azioni da fare o da promuovere. Insomma lo stato dell'arte (se esiste) del "progetto" tappa italiana dell'ISAF World Cup (Garda, Genova?). Siamo qui in attesa di risposte. Non doveva crescere il ruolo dell'Italia nella vela internazionale?

(Per inciso: circa tremila visitatori unici nelle prime due settimane di settembre per questo minuscolo blog, documentati. Incredibile e bellissimo. Ergo siamo in tremila ad aspettare le risposte di cui sopra)

giovedì 17 settembre 2009

Chicago, Madrid, Rio de Janeiro, Tokio: chi realizza il sogno olimpico 2016?

VIDEO EMOZIONI OLIMPICHE 2016 A 15 GIORNI DALLA DECISIONE: SCEGLI LA TUA CITTA’ PREFERITA’

CHICAGO 2016


MADRID 2016


RIO DE JANEIRO 2016


TOKIO 2016


Mancano 15 giorni alla decisione. Il prossimo 2 ottobre sarà il giorno della scelta da parte del CIO, si conoscerà la città designata a ospitare i XXXII Giochi Olimpici del 2016. Quattro le città finaliste, per un testa a testa che sta appassionando e che rende impossibile ogni pronostico: Chicago (USA), Madrid (ESP), Rio de Janeiro (BRA) e Tokio (JPN). I membri del CIO chiamati a esprimersi sono 106, e ben 5 sono italiani (Franco Carraro, Ottavio Cinquanta, Manuela Di Centa, Mario Pescante e Francesco Ricci Bitti).

Il congresso olimpico si svolgerà a Copenaghen, e servirà anche per rieleggere Jacques Rogge alla guida del CIO per altri quattro anni, e per decidere anche dell’eventuale entrata alle Olimpiadi del 2016 del Golf e del Rugby (versione con squadre a sette). Al primo turno però non voteranno i membri dei paesi candidati, e quindi saranno 99 i voti a disposizione. Si procede di turno in turno finchè una città non ottiene il 50% più uno dei voti. A ogni turno l’ultima città classificata viene eliminata. Delicatissimo sarà secondo gli osservatori il primo turno di voto, nel quale proprio Chicago e Rio potrebbero ostacolarsi a vicenda pescando voti nello stesso bacino americano e rischiando una clamorosa eliminazione.

E’ un sistema complesso che si presta a giochi politici, alle pressioni delle lobby finanziarie. Chicago è la città di Obama che non fa mancare il suo pesante appoggio (ma il suo staff ha recentemente smentito una sua presenza personale a Copenaghen, dove andrà però la moglie Michelle), la coloratissima Rio è spinta dall’energico presidente Lula (che a Copenaghen ci sarà) e porterebbe per la prima volta le Olimpiadi nel sudamerica da Messico 1968 (ma in Brasile si svolgeranno già i Mondiali di Calcio del 2014), Madrid (anche Juan Carlos sarà al congresso) è una outsider che può ancora contare sulla potenza di Juan Antonio Samaranch, infine Tokio ha il progetto finanziario più solido anche se le recenti elezioni hanno cambiato lo scenario politico e il ricordo di Pechino è ancora fresco, in compenso tutta la famiglia imperiale giapponese si recherà in Danimarca.

Una bella ed esauriente pagina di Wikipedia sulle selezioni, le città, la storia, i motivi. Per approfondire cliccate qui.

mercoledì 16 settembre 2009

Cercasi Progetto Under 16 disperatamente

INTERVISTA A MARCELLO TURCHI, DA VENT'ANNI GURU DELLA VELA GIOVANILE AZZURRA



(Il testo che segue è tratto da una risposta a un commento al post sulla Primavela: mi sembra difficile dire meglio quello che intendevo a corredo della gentile chiacchierata con il grande Marcello a Giulianova. Lui crede nel progetto e lo spiega. Noi vogliamo anche seguirlo, siamo ottimisti nati, e ben disposti. Resta il fatto che continuiamo - un po' tutti - a parlare di aria fritta. Perchè questo benedetto progetto (o più pomposamente la "Riforma Bacchiega", come ho sentito chiamarla da qualcuno negli uffici federali) l'hanno visto veramente in pochi...

Del famoso progetto Under 16 a Giulianova non si è parlato ufficialmente e diffusamente, e questo per me è un clamoroso errore. La FIV ha un progetto (importante, evolutivo, potenzialmente interessante) che riguarda proprio il vastissimo universo della vela giovanile, proprio quello che è presente alla Primavela con circoli, istruttori, maestri, allenatori, famiglie, scuole, zone. Quale migliore occasione per parlarne, diffondere la proposta (continuano a definirla così) e avere un feedback diretto dai suoi destinatari principali? Occasione persa. Pare invece che ne abbiano parlato - chiusi chiusi - nella stanza del consiglio di presidenza, che avrebbe visionato una nuova versione del progetto, aggiornato con le osservazioni ricevute dalle zone.

Francamente non riesco a comprendere questo modo di comportarsi, e non credo che un progetto così profondo possa essere preso senza una reale condivisione e un confronto vasto e prolungato con gli attori ai quali è destinato. Spero che nelle prossime settimane si cambi registro e ci sia una la possibilità per tutti di conoscere per valutare e contribuire a decidere. Altrimenti che democrazia è? Che palazzo di vetro è?

Quanto al campionato unificato, è l'ultima voce che gira. Anzichè vari nazionali Optimist, L'Equipe, magari Open BIC e Laser Bug, si mettono insieme le classi giovanili. A differenza della Primavela, al campionato partecipano gli atleti già più esperti, ed eventualmente selezionati. Insomma una Coppa Secondavela... Alle classi già non piace. E a voi?

Yacht Club Costa Smeralda e Yacht Club Italiano: un week-end fuori porta


I DUE CIRCOLI ITALIANI ALLA NEW YORK YACHT CLUB INVITATIONAL CUP

Weekend di fine estate a Newport per Yacht Club Costa Smeralda e Yacht Club Italiano, la nobiltà dello yachting del belpaese, due dei circoli più blasonati, ricchi e ben frequentati della nostra vela. I due club sono infatti tra i convitati della New York Yacht Club Invitational Cup, che si svolge tra il 15 e il 19 settembre nel luogo-culto della vela USA a bordo di imbarcazioni della classe Swan 42 Club, fornite dall’organizzazione.

“Il New York Yacht Club Invitational è una splendida opportunità per lo Yacht Club Costa Smeralda, siamo felici di partecipare a un evento di questo livello – ha detto il Commodoro Riccardo Bonadeo – Questo è una sorta di campionato del mondo fra yacht club”. Lo skipper della squadra del team sarà Vittorio Codecasa, con lui ci saranno Stratis Andreadis, Alberto Signorini, l’esperto locale Dyer Jones, Filippo Faruffini l’armatore del GP42 Roma, Furio Monaco, Filippo Molinari, Stefano Liguori e Maria Rinaldi.

Lo Yacht Club Costa Smeralda è stato fondato nel 1967 dall’Aga Khan, con Andrè Ardoin, Giuseppe Kerry Mentasti e Luigi Vietti, e dal 1977 ha sede nella splendida cornice della Marina di Porto Cervo.

Equipaggio di prim’ordine anche per lo YCI di Genova, che avrà come skipper Carlo Puri Negri, vice presidente di Pirelli Group e armatore del Mini Maxi Atalanta II, che avrà ad assisterlo parte del suo equipaggio oltre a Pierangela Casarico e Elio Petracchi (che era tra i vincitori della storica Admiral’s Cup del 1995 con BravaQ8 di Pasquale Landolfi insieme a Paul Cayard, Rod Davis e Torben Grael. Il tattico durante la NYYC Invitational sarà Nico Reggio, ex di Azzurra 83-87. Navigatore sarà Giuseppe Montella e randista Paolo Pastorino. Il tocco femminile a bordo sarà assicurato dalla presenza di Myriam Cutolo, la prodiera di Elisabetta Saccheggiani alle Olimpiadi di Atene 2004.

Lo Yacht Club Italiano fu fondato nel 1879 da un gruppo di appassionati della vela che comprendeva il Re Umberto I e Vittorio Augusto Vecchi. Solo un anno dopo, organizzò una regata inaugurale alla quale parteciparono 177 barche. Oggi lo YCI ha 1200 soci.

Le regate della New York Yacht Club Invitational Cup – sponsor Rolex, Sperry Top-Side e Nautor; partner tecnico Henry Lloyd - si svolgeranno tra Narragansett Bay e Rhode Island Sound, le stesse acque sulle quali il New York Yacht Club ha svolto l’America’s Cup tra il 1930 (la data della sua difesa numero 14 del trofeo) e il 1983 (data della prima sconfitta USA per mano di Australia II. Prima del 1930 le regate della coppa si svolgevano nella baia di New York. Tra i grandi nomi della storia velica presenti a Newport, Gary Jobson e Bruno Troublè (che sarà lo skipper del team dello Yacht Club de France).

I 19 circoli partecipanti all’Invitational di New York (e tutti i rispettivi siti web):

Japan Sailing Federation <http://www.jsaf.or.jp/> (Tokyo, Japan)
New York Yacht Club <http://www.nyyc.org> (New York, N.Y., USA)
Norddeutscher Regatta Verein <http://www.nrv.de> (Hamburg, Germany)
Nyländska Jaktklubben <http://www.njk.fi> (Helsinki, Finland)
Real Club Nautico Barcelona <http://www.rcnb.com> (Barcelona, Spain)
Royal Bermuda <http://www.rbyc.bm> Yacht Club (Hamilton, Bermuda)
Royal Canadian Yacht Club <http://www.rcyc.ca> (Toronto, Ontario, Canada)
Royal Cork <http://www.royalcork.com> Yacht Club (County Cork, Ireland)
Royal Danish <http://www.kdy.dk> Yacht Club (Hellerup, Denmark)
Royal Hong Kong <http://www.rhkyc.org.hk> Yacht Club (Hong Kong, China)
Royal New Zealand Yacht Squadron <http://www.rnzys.org.nz> (Auckland, New Zealand)
Royal Ocean Racing Club <http://www.rorc.org> (London, England)
Royal St. George <http://www.rsgyc.ie> Yacht Club (County Dublin, Ireland)
Royal Thames Yacht Club <http://www.royalthames.com>  (London, England)
Royal Yacht Squadron <http://www.rys.org.uk> (London, England)
St. Francis Yacht Club <http://www.stfyc.com> (San Francisco, Calif., USA)
Yacht Club Costa Smeralda <http://www.yccs.it> (Porto Cervo, Sardinia, Italy)
Yacht Club de France <http://www.ycf-club.fr> (Paris, France)
Yacht Club Italiano <http://www.yachtclubitaliano.it/> (Genoa, Italy)

Sailing World è il media ufficiale dell’evento. Link con le dirette web delle regate (che saranno anche seguite dalla ESPN2 con uno speciale di 30 minuti): http://www.nyyc.org/eventnews

martedì 15 settembre 2009

Giro a Due


LA FIV SALE A BORDO DEL GIRO D'ITALIA DI CINO RICCI: ISTRUZIONI PER L'USO

Cino Ricci e Carlo Croce, il Giro d'Italia a vela e la FIV. Vicini, vicinissimi, praticamente insieme. E' questo lo scenario che emerge da un incontro svolto a Giulianova durante l'ultima Primavela. Il porto abruzzese è da sempre una tappa fissa del giro, molto amata (ricambiata) dal patron Cino, e tre ore d'auto da Ravenna valgono bene l'incontro. Scopo: studiare una collaborazione della FIV al Girovela, evento storico nel nostro panorama ma recentemente apparso un po' appesantito dagli anni. Il possibile coinvolgimento della FIV e quello personale del nuovo presidente Carlo Croce, potrebbe aiutare l'evento a rivitalizzarsi. E il clima di festa giovane vissuto proprio a Giulianova, cornice dell'incontro, di certo ha aiutato i due a vedere nel futuro. Perchè, con chi (e come) può essere interessante l'ipotesi di un nuovo Giro d'Italia a vela targato Cino Ricci (Velaitalia)-Carlo Croce (FIV)? Ecco un primo ventaglio di considerazioni.

1. La linea del presidente Croce si va delineando (anche in direzione opposta rispetto ad alcuni segnali iniziali): portare la FIV al centro della vela italiana. A fianco del "core-business" (parole sue) della vela olimpica, sono sorti la riforma della vela giovanile, lo studio che riporta in primo piano l'obiettivo dei Centri Federali, l'idea di un Centro Federale dedicato alla vela oceanica e alla formazione e supporto di giovani navigatori, la discesa in campo per un consorzio italiano alla Volvo Ocean Race (con Giovanni Soldini). E altro. E' vero che c'è stato l'incidente di percorso del protocollo con Assonautica e LNI che assegnava a quest'ultima il ruolo principale per la "promozione della vela", relegando la FIV al solo ambito "sportivo". Ma tale intesa sembra rimasta per il momento - fortunatamente - lettera morta. Ed è altrettanto vero che è tutta da dimostrare la volontà di collaborare strettamente con UCINA e altri organizzatori di eventi e saloni per una presenza FIV costante e centrale, anche attraverso eventi concreti di promozione. Ma a parte questo, la linea crociana di mettere la FIV al centro, mi trova concorde. E' anzi una linea sulla quale negli anni precedenti abbiamo più volte spinto la navicella federale.

2. Il Giro d'Italia di Cino Ricci è una mezza istituzione come il suo patron. E' passato indenne attraverso diverse stagioni della vela italiana, ha saputo rinnovarsi e ha trovato nelle istituzioni locali sul territorio (Regioni, Province, Città e grandi Enti) un supporto vitale negli ultimi anni. E' stato quindi anche un veicolo di promozione della vela lungo le coste della penisola.

3. Il Giro d'Italia è anche un format che riesce a unire due aspetti spesso antitetici della vela: l'agonismo delle regate tra le boe, e la navigazione d'altomare per lunghe distanze.

4. Ora che, rispetto ai primi anni, i grandi nomi della vela tendono a disertare il Giro, preferendogli altri circuiti più remunerativi o tecnicamente interessanti, l'eventuale ingresso della FIV di Croce nel Girovela può portare a un ringiovanimento dell'evento e alla sua riaffermazione.

5. La FIV può beneficiare dalle potenzialità di promozione capillare sul territorio, nei porti, nel coinvolgimento dei cittadini e nella buona copertura mediatica locale del Giro: potrebbe contribuire a ripristinare il villaggio della vela itinerante al seguito del giro, inserendo i messaggi promozionali sulla FIV, il tesseramento, le scuole vela, che in questo momento le interessano ma stentano a trovare canali che non siano quelli già battuti.

6. La FIV, e per essa la Zone coinvolte, potrebbe trarre giovamento dagli ottimi e storici rapporti che Cino Ricci ha instaurato con molti enti e istituzioni locali, e coinvolgerle in progetti che riguardino lo sviluppo della vela in molte aree, il miglioramento degli impianti sportivi di molti circoli, il supporto a eventi nazionali o regionali, la valorizzazione degli aspetti turistici del territorio attraverso la vela.

7. Il Girovela e Cino, finalmente, supererebbero alcune storiche incomprensioni (reciproche) con il mondo federale, tornerebbero a guardare alla FIV come un partner, e insieme organizzare anche una proposta interessante per convogliare sul Giro sponsor e risorse, finalizzate in definitiva alla maggiore visibilità della vela.

8. La FIV potrebbe portare "in dote" al matrimonio anche molte capacità e professionalità dei suoi dirigenti locali, o promuovere il coinvolgimento tecnico nella regata di alcuni equipaggi delle squadre azzurre, sia giovanili che olimpiche, nonchè navigatori e skipper oceanici, in un circuito virtuoso che amplifichi l'immagine di nuovi personaggi (che è uno degli scopi dichiarati ma lontani dall'essere perseguiti dell'attuale Comunicazione FIV).

9. La copertura tv del Girovela è stata in passato ottima, con dirette e ampie sintesi sulla RAI e su grandi network. Di recente l'appannamento dell'evento si è manifestato anche su un ridotto seguito televisivo. La collaborazione FIV-Girovela dovrebbe servire anche a riproporre alla RAI o ad altri primari operatori televisivi un evento di grandi valori e contenuti, che suggerisca formati finalmente attuali e interessanti sulla vela, come si addice a una grande regata-avventura che compie l'intero giro della penisola.

10. Non è da escludere anche un comitato tecnico misto Girovela-FIV che ponga mano a un rinnovamento che riguardi anche le barche e, perchè no, valuti nuovi formati da affiancare all'evento principale, compresi il giro in solitario alla Figaro, o in doppio, o la collaborazione con alcuni paesi vicini per tappe estere affascinanti...

Insomma, Cino&Carlo, si può fare. Noi vi guardiamo.

lunedì 14 settembre 2009

L'oceano è anche azzurro

LE PRIME 24 ORE DELLA TRANSAT 650



E' partita la grande avventura della Transat 650. Ottantaquattro velisti marinai navigano da La Rochelle a Funchal (Madeira), per la prima tappa, e ripartiranno quindi il 3 ottobre con rotta per Salvador de Bahia. Buon avvio degli italiani, che sono in ottima posizione nelle due classifiche, prototipi e barche di serie.

Andrea Caracci 7° tra i prototipi, Riccardo Apolloni e Luca Del Zozzo rispettivamente 3° e 4° tra le barche di serie. Bene anche Giancarlo Pedote, 16° sempre nei Serie. Flotta ancora molto compatta dopo le prime 24 ore di navigazione: nei proto Gaetano Mura è 32°. Tra i Serie Daniela Klein 30°, Luca Tosi 32°, lo svizzero-italiano Andrea Rossi 44°, Simone Gesi 47°. Bella la prima notte di regata, tra le stelle e sotto spinnaker. Previsioni meteo ancora “morbide” per i prossimi giorni, con il passaggio al largo di Capo Finisterre.

Noi siamo con loro, e voi?

domenica 13 settembre 2009

Primavela Soul

UN VIDEO DAI MIEI OCCHI: 7 MINUTI DI IMMERSIONE PROFONDA NELLO SPIRITO DELLA PRIMAVELA (Guardare, respirare, sentire, capire, il vivaio della vela)




La Primavela è bella e basta. E' bella con le sue esagerazioni, e - anche se il gigantismo andrà combattuto (come si fa del resto anche con le Olimpiadi) per garantire sicurezza e livelli organizzativi adeguati - resta il fatto che lo spirito, l'anima, la logica promozionale, le possibilità di comunicazione e gli ulteriori margini di crescita nella sua gestibilità da parte della FIV, fanno dell'evento-Primavela uno dei grandi successi della vela italiana, e non solo in casa.

Ora la Nuova FIV si accinge a mettere mano all'ennesimo cambiamento, e si parla con insistenza di una "Nuova Primavela". Dopo aver visto crescere l'evento che il mondo ci invidia, dopo aver conosciuto gli sviluppi che ha dato alla vela giovanile nel suo complesso ma anche a singoli circoli, alle capacità e alla cultura organizzativa di club, consorzi e Zone, dobbiamo sperare, pretendere, che i cambiamenti non siano radicali e - soprattutto - non intacchino lo spirito della Primavela.

Se mille bambini sono troppi, riduciamoli pure. Ma non troppo. Lasciamoli divertire e vedere più classi insieme. Lasciamo che le Zone si propongano per organizzare l'evento, che stimolino consorzi di circoli, che l'organizzazione offra opportunità per adeguamenti e miglioramenti anche strutturali degli impianti sportivi, occasioni per collaborare con le istituzioni locali. La Primavela è sempre stata una "regata FIV", è l'unica del genere insieme al CICO. Se la FIV vuole ha tutte le titolarità e le possibilità per intervenire nella sua organizzazione e nella sua gestione, sia dal punto di vista tecnico che logistico e - quello che più le competerebbe - dal punto di vista dell'immagine, della comunicazione, del marketing sportivo, delle sponsorizzazioni. Ma i comitati organizzatori locali devono restare ai circoli.

Sicuramente, viste le potenzialità dell'evento dal punto di vista della comunicazione, alcuni standard organizzativi minimi devono essere garantiti. Qui può intervenire la FIV, fissando obiettivi e punti di riferimento, e creando una task-force organizzativa (fatta di esperti, dirigenti che già hanno maturato significative esperienze nella gestione di questo evento, classi e tecnici) che funga da interfaccia con il comitato organizzatore locale dei circoli.

Speriamo che l'emozione palpabile del presidente Croce serva a dare la corretta misura di quale può essere l'intervento "positivo" della FIV sull'ossatura di una manifestazione che ha enormi potenzialità. Si può parlare all'infinito della vela giovanile, delle classi, della multilateralità, delle scuole vela, dell'agonismo e dei suoi tempi, della formazione dei referenti tecnici, delle strutture dei club: ma poi la verità, la vita vera della nostra vela (per fortuna) è lo spettacolo della Primavela. Quei mille baby-skipper che cambiano ogni anno e con loro le loro città, regioni, famiglie, circoli, ma che arrivano alla Primavela di settembre con l'identico spirito di 24 anni fa: la gioia negli occhi e il vento nel cuore.

giovedì 10 settembre 2009

Transat 650, magnifica ossessione


PARTE DOMENICA LA REGATA ATLANTICA CON I MINI. CI SONO ANCHE 8 ITALIANI AL VIA. ECCO CHI SONO

Arrivano i giorni della grande impresa dei piccoli velieri. Transat 650 2009 al via: diciassettesima edizione in ben 32 anni, una superclassica oceanica passata indenne attraverso tragedie e rivoluzioni tecnologiche, una regata che ha formato molti nomi dell’aristocrazia dello yachting oceanico, e che da sempre affascina per la sfida minimale dell’uomo marinaio all’Atlantico con barchini di soli 6 metri e mezzo, economici, possibili. Il sogno di una vita alla portata di molti. La Transat 650 è un evento-record, per partecipazione (c’è il numero chiuso da molte edizioni e già partecipare, tra selezioni e prove severe di sicurezza e capacità, è un risultato importante), per intensità, per seguito. Tanto da aver cambiato la cadenza da biennale ad annuale. Domenica 13 da La Rochelle parte l’edizione 2009, con 85 skipper al via, ben 8 dei quali sono italiani (anche questo un record). Due tappe: La Charente Maritime (La Rochelle)-Funchal (a Madeira, isola portoghese in pieno oceano)), di 1100 miglia con il passaggio delicato del Golfo di Gascogna e la punta Finisterre, il Capo Horn del nord Atlantico, la porta simbolo delle traversate dalla Bretagna al Nuovo Mondo. Poi ripartenza il 3 ottobre (il sabato di apertura del salone nautico di Genova) da Funchal, rotta verso il paradiso e traguardo (intorno al 20 ottobre) a Salvador de Bahia in Brasile, dopo 3100 miglia di alisei (speriamo), calme equatoriali (il Pot Au Noir) e colpi di vento. Da soli sui gusci di 6,5 metri, per 7800 chilometri.

OTTO DI NOI
Otto italiani ci sono: il più giovane ha 23 anni (ed è record assoluto sull’intera flotta), il più vecchio 47. Una ragazza. Sei corrono nella categoria scafi di serie e due con prototipi. Uno parte anche per provare a vincere. Skipper, impiegati, ingegneri, istruttori di vela. Ecco chi sono, come fare il tifo per loro e come seguirli (oltre che su questo blog). Cominciamo dai due “prototipi”.

ANDREA CARACCI (42 anni, Ingegnere), www.andreacaracci.it – Non c’è due senza tre. Andrea è tenace e preparatissimo, era tra i più veloci anche nelle due edizioni precedenti e nell’ultima era tra il gruppo di testa quando ha disalberato. Barca nuova autocostruita nei minimi dettagli, si dedica anima e corpo a preparare la traversata. Ex 470ista, bravo velista, navigatore. Il nostro capitano.


GAETANO MURA (41 anni, skipper), www.gaetanomura.com – Il piccolo sardo (è nato a Cala Gonone, il mare nel destino) ha esperienza e la vuole vendere alla Transat 650. Ha fatto il marinaio sui pescherecci, è diplomato al Nautico ed è comandante di yacht d’epoca. A dieci anni chiedeva ai suoi di poter dormire sulla barca di famiglia e di notte mollava gli ormeggi per girare nel porto...

E ora quelli delle barche di serie.


RICCARDO APOLLONI (43 anni, skipper), www.iomibarcameno.it – Napoletano, ingegnere navale, dopo dieci anni ha mollato la professione per dedicarsi alla navigazione. Et-voilà, è al via della Transat 650 alla quale ha lavorato instancabilmente negli ultimi 5 anni. Il suo sponsor, Mapei, sa di ciclismo. E lui vuole essere un passista. Dopo la Mini è già pronto il passo successivo, il Class 40 già in costruzione dal suo amico Bert Mauri (BM40).

LUCA DEL ZOZZO (47 anni, Ingegnere), www.lucadelzozzo.it – E’ il più maturo (di età) del gruppo, e guarda caso sceglie di aprire il suo sito con una poesia di Simone Bianchetti, suo conterraneo al quale chiaramente si ispira: “A noi piacciono quei luoghi dove il vento è grigio e il cielo soffia forte, nella moltitudine della solitudine, varchiamo le soglie dell’infinito”. Si può dire meglio? Grazie Simone (e Luca).

GIANCARLO PEDOTE (34 anni, navigatore), www.giancarlopedote.it – Istruttore di windsurf a Follonica, amante delle “strambate power”, l’atletico Giancarlo è folgorato da un giorno di Flying Junior a 20 nodi. E cambia la sua vita fino a diventare navigatore solitario. “Navigare mi piace, mi permette di vivere una dimensione adatta alla mia personalità. Lo spirito del surfista selvaggio lascia spazio ad uno spirito meditativo e introspettivo”. Due sponsor come Prismian e Mursia aiutano la sua voglia.


DANIELA KLEIN (41 anni, impiegata), www.danielaklein.it – E’ la prima donna nella storia della vela italiana alla Transat 650. Ha fatto base allo YCI di Genova prima di trasferirsi in Bretagna in un centro di preparazione alla navigazione oceanica. Sportiva “dentro”, dal volo libero alla vela estrema, approccio tra il filosofico e lo scientifico, la piemontese è sponsorizzata da Tacchificio Monti.


SIMONE GESI (40 anni, istruttore di vela), www.simonegesi.it – Il babbo Armando l’ha messo in barca, e lui non è più sceso. Regatante su barche di ogni taglia agli ordini dei Vasco Vascotto, Enrico Chieffi, Stefano Rizzi, Lorenzo Bressani, mondiale Quarter Ton, Simone è uno dei “maestri di vela” della Maremma, e Follonica il suo regno. Lo sostiene in mille modi un instancabile Comitato 4236 miglia, fatto di amici e istituzioni maremmane.


LUCA TOSI (23 anni, skipper), www.lucatosi.it – Il più giovane di tutti è un veneziano biondissimo che a 23 anni, diploma Nautico in tasca e perito per impianti e trasporti marittimi, comanda una motonave passeggeri nella laguna di Venezia! E’ anche un velista doc (grazie anche a papà) con esperienza in monotipi come Ufo, J24, X35, regate su prototipi IMS, persino match race, socio del Diporto Velico Veneziano. Quando non naviga è su Facebook. E’ un pupillo di Alberto Sonino e del suo Vento di Venezia, e nel suo staff vanta Matteo Vianello e Francesco Ricci.

Il sito ufficiale della regata: http://www.transat650.org/fr/ (E sbrigatevi, ci si può iscrivere alla Transat virtuale!)

I migliori video dei Mini 650 in oceano: http://transat650.mativi.fr/

UN PATRIMONIO DI TUTTI
I navigatori italiani al via sono un patrimonio di tutta la nostra vela. Un patrimonio che va difeso e accresciuto. Otto italiani alla Transat 650, altri già in preparazione per la prossima (su tutti Andrea Pendibene), buone barche, ottima preparazione, tanta passione, shore team di amici e volontari, siti internet, voglia di vela nel grande largo. Dunque la “vela oceanica” mette qualche radice verde anche da noi. Il paese che ha aspettato la FIAT per tornare al giro del mondo in equipaggio Volvo Ocean Race. Insomma c’è (ampia) materia su cui lavorare, per crescere. Noi vogliamo farlo, anche a partire da questo spazio. Apriamo una finestra sul grande mare: “Oceano, Italia”. Seguiteci, scriveteci.

Mondiale RS:X a Weymouth: Flavia chiude 8° e Fabian 10°


(Flavia Tartaglini, romana delle Fiamme Gialle, migliore azzurra ai Mondiali del windsurf olimpico in Gran Bretagna)

COME E' ANDATA LA MEDAL RACE
L'inglese Bryony Shaw (bronzo di Pechino 2008) vince la Medal Race, Marina Alabau (prudente sesta) conquista il titolo mondiale (nello stesso anno in cui ha vinto anche l'Europeo, chapeau), doppietta spagnola con Blanca Manchon seconda. Sul podio anche la francese Picon.

L'azzurra Flavia Tartaglini si migliora di una posizione e conclude all'8° posto il Mondiale con una ottima Medal Race (terza) nella quale conferma maturità e carattere "giusti" per una campagna olimpica competitiva. Considerando le due spagnole e le due francesi che la precedono in classifica, il suo piazzamento, anche ai fini CONI, è un 6° posto mondiale. Chiude buona dodicesima la giovane Laura Linares (Marina Militare).

Top ten delle signore del windsurf olimpico completata dal quarto posto della polacca Brygola, e quindi 5° Rambaud (FRA), 6° Shaw (GBR), 7° Crisp (AUS), 9° Ricard (FRA) e 10° Huang (CHN).

Trionfo inglese tra i maschi con Dempsey che legittimila il titolo vincendo anche la Medal Race. Argento all'israeliano Meshiah e bronzo all'olandese van Rijsselberge. Fabian Heidegger (Marina Militare) conferma il 10° posto anche con un buon 6° nella Medal Race.

I finali degli altri italiani: 31 Federico Esposito; 44 Riccardo Belli Dell'Isca; 66 Andrea Ferin; 83 Manfredi Misuraca; 85 Marcantonio Baglione.

Stasera premiazione e tradizionale imperdibile party in stile-windsurf in discoteca. Qualche giorno di riposo e poi si ricomincia qui a Weymouth & Portland, la Baia dell'Accademia, che ospiterà la Skandia Preolympic Week, ultima tappa del tour Grand Prix ISAF.

Mondiale RS:X a Weymouth, il giorno della Medal Race (con Fabian 10° e Flavia 9°)


(Il tecnico azzurro Paolo Ghione con Flavia Tartaglini al termine delle regate)

Oggi Medal Race conclusiva per il Mondiale del windsurf olimpico RS:X a Weymouth-Portland. Due azzurri presenti al via: Flavia Tartaglini che parte dal 9° posto in classifica (3-17 i suoi piazzamenti nelle ultime due manche di finale). Non ha possibilità di podio ma può limare il piazzamento finale e nobilitare così un mondiale da protagonista, che poteva essere addirittura splendido senza qualche sbavatura. Laura Linares scivola nell'ultima giornata e scende al 12° posto fuori dalla Medal. La baby azzurra ha comunque mostrato miglioramenti con il vento più fresco che una volta era il suo punto debole. Il 12° al suo primo mondiale da "grande" nel campo olimpico non è certo da buttare via. Brave entrambe: niente male, considerando che intorno al loro mondiale veleggiava il mito biondo della velista mondiale dell'anno, ad annusare l'aria che tira. Marina Alabau, vecchia (e non simpatica) conoscenza proprio della Sensini, arraffa il mondiale con mano pesante (6 primi), ma dietro di lei c'è aria di rinnovamento, volti nuovi e persino la medaglia britannica di Pechino Briony Shaw è deludente ottava.

In campo maschile pur senza brillare (10-19) Fabian Heidegger conquista il 10° posto utile per la Medal Race e parte oggi alle 14 con i migliori del mondo. Nella top-10 l'altoatesino c'è, per il salto finale di qualità adesso inizia il conto alla rovescia. In testa il casalingo Dempsey deve difendere 6 punti di margine dall'israeliano-sorpresa Mashiah, più staccato (difenderà il bronzo) l'olandese volante van Rijsselberge, che non ha la regolarità dei primi due (va troppo con vento e troppo poco senza).

Alle 14 di oggi se volete seguire la Medal Race in diretta sul sito del campionato: http://www.rsxclass.com/rsx-class-event-information/rsx-world-windsurfing-championships

mercoledì 9 settembre 2009

Fiat si fa la Volvo (Ocean Race) con Ericsson (4)



John & Giovanni (Elkann e Soldini), accordo fatto e passiamo ai dettagli. O quasi. La prossima Volvo Ocean Race avrà al via anche un team italiano dopo molti anni (ricordate Brooksfield?). Se ne parla da tempo e al lavoro c'è un gruppo ben individuato. Il nome del velista più navigato dell'italia oceanica - Giovanni Soldini - è affiancato allo sponsor più italiano nel mondo - FIAT. Due le scintille che hanno fatto scoccare l'incendio: la Barcolana 2008 vinta da John Elkann a bordo del maxi Alfa Romeo, e la traversata dell'Atlantico nell'autunno scorso su Stealth in cui John ha navigato e conosciuto bene Giovanni Soldini.

Il gioco è fatto, e si passa alle scelte. Barca nuova (tempi stretti, costi ingenti e tante incognite), o usato garantito? Le idee cambiano quasi ogni giorno, Poi si punta su Puma. Che sfuma. Si torna a pensare al cantiere (il progettista del Class 40 di Soldini scalpita), ma i dubbi restano. Infine - è più che un rumor dell'ultimora - il team che riporterà l'Italia alla Volvo, targato FIAT, sta acquistando Ericsson 4, la barca svedese di Torben Grael vincitrice dell'ultima edizione del giro del mondo. Barca tra poco in Italia: per la livrea ci penserà Lapo?



(Giovanni Soldini "glamour" secondo il fotografo di un servizio su "Vanity Fair", e a destra John Elkann con la divisa Slam di Alfa Romeo alla Barcolana 2008)

Update Mondiale RS:X. Laura e Fabio decimi, Flavia undicesima


Breve aggiornamento dopo le prove di ieri (poco vento e azzurri così così). Tra le donne Marina Alabau (ESP) continua a guidare la classifica (che però si accorcia per il suo score deludente 6-8) davanti alla polacca Agata Brygola e alla connazionale Blanca Manchon. Bene Laura Linares (4-16) che risale al 10° e crede davvero alla Medal Race. Flavia Tartaglini (18-17) scende in 11ma posizione.

Tra gli uomini l'inglese Nick Dempsey riprende il comando, davanti all’ Israeliano Mashiah e al polacco Miarczynski. Migliore azzurro Fabian Haidegger che sale ulteriormente in classifica (6-10) e fino al 10° posto e alla zona-Medal. Gli altri italiani: 31° Federico Esposito, 37° Belli Dell’Isca, 67° Andrea Ferin, 87° Marco Baglione e 90° Manfredi Misuraca.

En-passant, segnaliamo con piacere che sul website della Nuova FIV la vicepresidentessa-atleta Alessandra Sensini commenta il campo di regata olimpico che sta provando in questi giorni (ci sono anche le prime foto - a cura di Vincenzo Baglione di Albaria - del suo ritorno in tavola, intabarrata in una inusuale muta intera). Segno che, zitto zitto, questo minuscolo blog riesce sempre ad essere anticipatore dei tempi e dei temi. A noi sta bene così. Bentornata, capitana.

E voi, state con noi. Cioè in anticipo.

martedì 8 settembre 2009

Mondiali RS:X a Weymouth, un altro bel video, come vanno i nostri e (soprattutto) com'è il campo di regata di Londra 2012


(Godetevi un altro ottimo esempio di "videovela" ben fatta, la classe RSX si conferma all'avanguardia anche con un suo "canale" dedicato su YouTube)

FLAVIA TARTAGLINI 5, LAURA LINARES 12
Il Mondiale del windsurf olimpico RS:X entra nelle sue fasi decisive in Gran Bretagna a Weymouth, nella baia che ospiterà le regate di Londra 2012. Per la vela azzurra, le buone notizie vengono dall’ottimo comportamento di Flavia Tartaglini, la romana delle Fiamme Gialle che dopo uno splendido inizio ha saputo reagire a una squalifica per partenza anticipata. Ora dopo 6 prove Flavia è al 5° posto (4-2-1-ocs-9-3) con 19 punti, a -5 dal terzo gradino del podio occupato dalla francese Marine Rambaud. In testa volano le due spagnole Marina Alabau (tutti primi di manche!) con 5 punti e Blanca Manchon con 10. Desta meraviglia (per ora) l’anonimo 9° posto della padrona di casa inglese Briony Shaw, medaglia di bronzo di Pechino (Qingdao) 2008, che paga un pessimo inizio ma sta mostrando segni di ripresa. Nella lotta per entrare in top-10 e conquistare la Medal Race resta in pieno anche la giovane azzurra Laura Linares, che è al 12° posto (8-3-bfd-4-12-5).

FABIAN HEIDEGGER 12
Tra i maschietti, emerge prepotentemente in testa l’olandese Dorian van Rijsselberge, capace di mettere uno dietro all’altro ben quattro primi di manche, e precede ora di 3 punti (rischiando di rovinargli la festa già organizzata) proprio il britannico Nick Dempsey. In classifica nei primi 10 ci sono tutti i grandi della classe, ex iridati e medaglie olimpiche, più un paio di giovani sorprese che lasciano a rincorrere qualche senatore come Bontemps e Kaklamanakis. In netta ripresa l’azzurro Fabian Heidegger: partito assai male, l’altoatesino è tornato se stesso e nelle ultime prove ha corso nel gruppo di testa (17-16-7-4-3-4). Ora è al 12° e deve continuare così per conquistare la Medal Race obiettivo minimo. Gli altri italiani: 30° Riccardo Belli Dell’Isca, 31° Federico Esposito, 65° Andrea Ferin, 86° Manfredi Misuraca, 90° Marcantonio Baglione.

WEYMOUTH&PORTLAND, PRIMI SCHIAFFI
Ai Mondiali RS:X il vero protagonista resta per tutti il campo di regata olimpico di Londra 2012. La baia di Weymouth e Portland, sede di una pomposa “Accademia” della vela britannica, intorno alla quale fervono già visibili i lavori per la sede dei prossimi Giochi della vela. Vento all’inglese, in quantità e varietà. Vento che si costruisce ogni giorno, e che finisce quasi sempre per soffiare gagliardo. Ma anche vento irregolare, da studiare, da capire, da interpretare. E al quale aggiungere dosi significative di corrente di marea. Non è un campo di regata da principianti, W&P. Il Mondiale RS:X servirà a tutti i team per prendere le misure, i primi riferimenti, e quindi dare il via a una lunga campagna di studio, analisi e – va da sé – allenamenti sul posto. Buon per noi che al seguito della nostra squadra del windsurf c’è Paolo Ghione, nella doppia veste di allenatore della classe e di Condirettore Tecnico. E ancor più buona la presenza, sia pure come osservatrice, della vicepresidente federale Alessandra Sensini, che proprio un mese fa è scesa ufficialmente in campo per correre su queste acque la sua sesta Olimpiade. Oltre alle basi logistiche (di cui abbiamo dato i primi riferimenti nel nostro post “Azzurre scogliere di Dover” lo scorso 8 agosto – vedi link: http://lamiafedervela.blogspot.com/2009/08/azzurre-scogliere-di-dover.html) si tratterà di mettere a punto un programma dettagliato che coinvolga tutte le classi e tutti i tecnici. La “baia dell’accademia” ha distribuito in giro i primi schiaffi, e anche noi ne abbiamo incassato qualcuno. Vediamo di farne presto tesoro.

Vela o Sumo?

lunedì 7 settembre 2009

Primavela, da evento a "ritrovo"


Da tutta Italia stanno partendo le gioiose carovane di circoli, istruttori, famiglie e baby-skipper diretti a Giulianova per la Primavela 2009, evento che un comunicato stampa FIV del 4 settembre "presenta" con una disarmante scialacquata... Sentite un po':

<< La tradizionale festa della vela giovanile è in programma dal 10 al 12 settembre a Giulianova (Teramo). Al ritrovo sono attesi circa 900 giovani velisti con meno di 14 anni che, giunti da tutta Italia, condivideranno la passione per la vela scendendo in acqua in occasione delle regate della Coppa PrimaVela, della Coppa del Presidente e della Coppa Cadetti.>>

Che allegria! Nessuna attenzione alla storia venticinquennale di questa straordinaria manifestazione, ai circoli, agli equipaggi, a come si arriva a selezionarsi per la Primavela, alle classi, alle scuole vela e ai loro istruttori e maestri, alle famiglie, insomma al movimento... Che peccato: la Coppa Primavela è un evento semplicemente UNICO AL MONDO, ma la Nuova FIV lo riduce a un "ritrovo"!

Poco più avanti, il comunicato descrive una brillante iniziativa della Nuova FIV per questa edizione (la prima della gestione Croce): cosa ti organizzo nell'ambito dell'evento-festa della vela giovanile, nel prevedibile clima di giocosa confusione? Un bel <<Convegno nazionale sulle politche del turismo nautico costiero e delle portualità turistiche regionali dal titolo: “Sinergie per lo sviluppo economico e sportivo: Modeli (yes: modeli con una sola elle, ndr) di cultura e di vita - L’Impiantistica Sportiva Velico-Nautica - La Vela Paralimpica - Strumenti di attuazione”>>.

State pensando quello che penso io: AIUTO!!

E tanto per capire meglio, mentre il comunicato non accenna minimamente a nomi di giovani equipaggi (non mancano baby interessanti, tra loro ci saranno le medaglie olimpiche azzurre del futuro, o i Giovanni Soldini di domani), sul convegno si lancia in un sussulto di dettagli dai quali apprendiamo che i relatori saranno: << P. Guidobaldi, Presidente Ente Porto Giulianova (introduzione); A. Cardinaletti, Presidente Istituto Credito Sportivo; L. Pancalli, Vice Presidente CONI; L. Pollicardo, esperto in tematiche della portualità turistica; C. Croce, Presidente Federazione Italiana Vela; G. Chiodi, Governatore Regione Abruzzo; R. Tranquilli Leali, Preside Facoltà di Giurisprudenza Teramo (moderatrice); A. Stella, Navigatore e Cavaliere della Repubblica; E. Mazzoni, Parlamentare Europeo; G. Morra, Assessore Regionale Trasporti Regione Abruzzo; M. Di Dalmazio, Assessore Regionale Sviluppo del Turismo - Politiche culturali>>

Non basta: con il convegno in programma alle 16,30, il comunicato stesso informa che è convocata la riunione numero 276 del Consiglio di Presidenza... alle ore 16,00. Che velocità.

Prima che lo facciano gli amici abruzzesi, con i quali ci siamo già chiariti sui Giochi del Mediterraneo e sulla cui capacità organizzativa non è possibile avanzare alcun dubbio, chiarisco subito che l'idea del convegno non è sbagliata in sè: è il contesto che la rende improponibile, scollegata, sovrapposta (e non a caso la comunicazione va già a sottolineare l'evento "politico" (il presente) a discapito di quello festoso dei giovanissimi velisti (il nostro futuro). I temi sono anche interessanti e noi vi racconteremo il loro sviluppo nel convegno, che la Nuova FIV - sempre nel solito comunicato - spiega con questa frase: <<La Federazione Italiana Vela considera fondamentale il contributo che le istituzioni possono apportare alla promozione dell’attività sportiva, e in particolare della vela, quale veicolo di valori sani per i ragazzi, puntando sul loro sviluppo e benessere psicofisico.>> Bene. Parliamone se volete. Ma si da il caso che la promozione della vela (quella vera, sul campo), i suoi valori sani e il benessere psicofisico dei ragazzi, nonchè i ragazzi stessi (quasi mille!) sono tutti in evidenza e in attuazione proprio a Giulianova, a qualche metro dal convegno, nella Primavela fiore all'occhiello della vela italiana.

Di seguito trovate una piccola documentazione, spero utile per capire un po' meglio:

1) Il Comunicato dell'ufficio stampa della Nuova FIV (ISM) del 4 settembre 2009 (un giorno prima dell'europeo 49er dei Sibello, passato sotto silenzio)

2) Un Comunicato FIV dello scorso anno (6 settembre) sulla Primavela 2008

3) Un articolo realizzato sulla Primavela dello scorso anno con la storia e le sensazioni dell'evento

In conclusione, ricordiamoci sempre che la Federazione, in quanto Ente che presiede alle attività veliche in Italia, ha il dovere primario di stare dalla parte dei tesserati e degli affiliati, proprio coloro che a migliaia sono personalmente coinvolti nell'annuale Primavela. Coinvolgere le Istituzioni politiche, gli esperti di argomenti di sicuro interesse, gli addetti ai lavori, per discutere e fare il punto su temi importanti è utile, ma dovrebbe svilupparsi in sedi e su un livello parallelo, diverso da quello dell'evento giovanile in sè. Ho la consueta sensazione su come si muove la Nuova FIV: in atmosfere rarefatte, per parole d'ordine, su dogmi. Intanto - per fortuna - 1400 tesserati senza dogmi daranno vita anche quest'anno al miracolo chiamato Primavela. A pensarci, lo meriterebbero loro un convegno. Ma basterebbe anche un servizio in televisione...

Baron Banfield 2009: a Trieste la vela vietata ai minori (e con 35 nodi di Bora)


(Nella foto: Laurocchia di Paolo Alberti (YCA), secondo classificato)

Può succedere solo a Trieste, nella città con la media d’età più alta d’Italia (eufemismo per non dire “la più vecchia”) e che al contempo vanta il più alto rapporto velisti/popolazione. Solo qui può essere organizzata una regata riservata a ultrasessantenni, dove il timoniere deve tassativamente aver già spento 60 candeline e un equipaggio composto da “giovani” under 60 viene penalizzato nei compensi finali. E’ il Trofeo Baron Banfield competizione ideata dall’Associazione omonima che si dedica a rendere sempre più agevole – se non piacevole – la terza età, in collaborazione con lo Yacht Club Adriaco.

La 21a edizione del Trofeo, domenica 6 settembre alle ore 10, ha visto slittare la partenza di quasi tre ore, nella speranza di veder calare una bora quanto mai accesa. Alle ore 12.30 è stata ammainata l’intelligenza a terra, facendo prendere il largo alle venti imbarcazioni iscritte, divise in due categorie (minore LWL 8 m e superiore). Nessuna remora per gli equipaggi, che hanno seguito la barca giuria quasi incuranti delle raffiche che hanno continuato a soffiare anche oltre i 35 nodi. Il Comitato presieduto da Mario Mioni ha optato per un percorso a bastone da percorrere una sola volta per un totale di 9 miglia di navigazione.

La concomitanza di altre due regate in Golfo, posizionate abbastanza vicine al Trofeo Baron Banfield, ha creato qualche dilemma su quale boa puntare a questi lupi di mare d’antan. Ma di certo non ha avuto alcun dubbio una veterana del mare come Noretta Cosulich (di una signora non si svela l’età, ma negli “anta” ci è dentro da un pezzo), che ha condotto il suo Tyche (YCA), un X-412 senza alcuna esitazione verso il traguardo. Purtroppo la barca troppo recente (oltre a un abbuono per l’equipaggio più anziano, il regolamento prevede un abbuono anche per l’anzianità dell’imbarcazione) ha penalizzato questa signora del mare di stirpe lussignana, facendola scivolare al secondo posto di categoria a favore di Laurocchia di Paolo Alberti (YCA). A vincere il Trofeo Baron Banfield è stato il più piccolo Piccolo Tun di Sergio Giannolla (STV), che a primeggiato in tempo reale e compensato nella categoria sotto LWL 8 m. Laurocchia si è dovuta accontentare della Coppa Wais come equipaggio più anziano: il giovanotto della barca è nato nel 1937.

Alla premiazione, svoltasi nel Salone dello Yacht Club Adriaco, ha partecipato Anna Rossi Illy in qualità di Presidente dell’Associazione de Banfield.

Perini Navi 2009: un podio lungo 200 metri!


(Una spettacolare immagine del Maltese Falcon, Perini di 88 metri vincitore del Trofeo Perini Navi 2009)

Si è chiusa a Porto Cervo la terza edizione della Perini Navi Cup, organizzata dallo Yacht Club Costa Smeralda e vinta dal tre alberi di 88 metri Maltese Falcon, davanti al 64 metri Felicità west e al due alberi di 46 metri Antara: oltre 200 metri in tre! Giornate di vento e spettacolo, ma anche di divertimento, con una gara di cocktail tra le barche e la tradizionale cena di gala allo YCCS.

Nel corso della cerimonia di premiazione, che si è svolta in Piazza Azzurra alle 18.00, il Presidente dello Yacht Club Costa Smerlada Sua Altezza l’Aga Khan, insieme a Fabio Perini, ha premiato il Maltese Falcon con il trofeo Perini 2009, aggiungendo dei “graziosi gadget”: un orologio Rolex, una colonia Acqua di Parma e una bottiglia di Champagne Pommery. Il riconoscimento per lo scafo più veloce è andato al 56 metri Salute, che ha completato il percorso in un ora e 50 minuti, mentre il ketch di 50 metri Baracuda è stato il terzo della flotta a completare il percorso nel minor tempo.

"Abbiamo visto la flotta regatare esprimendo al meglio le sue potenzialità - ha commentato il Commodoro dello Yacht Club Costa Smeralda, Riccardo Bonadeo, durante la premiazione - è stata una regata di altissimo livello e la flotta è davvero spettacolare. Vedere 19 Perini allineati di fronte allo Yacht Club con il tramonto sullo sfondo, è un immagine così suggestiva che ricorderemo questo evento per molto tempo".

Ill calendario sportivo dello Yacht Club Costa Smeralda continua domani con la Maxi Yacht Rolex Cup. Dopo la registrazione degli equipaggi e i consueti controlli di stazzatura sugli scafi, la regate prendono il via oggi e termineranno sabato 12.   

PERINI, LA VELA ITALIANA CHE IL MONDO INVIDIA
Perini Navi, con una flotta di 46 velieri in navigazione, è leader mondiale nella progettazione e costruzione di grandi navi a vela. Il gruppo è costituito da Perini Navi, nata negli anni Ottanta grazie a Fabio Perini, che ha creato e sviluppato un sistema di automazione del controllo della parte velica che rappresenta, oggi, lo stato dell’arte della tecnologia della navigazione a vela, dai Cantieri Picchiotti, braccio produttivo del gruppo, dai Cantieri Navali Beconcini, specializzati nel restauro di barche d’epoca, dal cantiere di Yıldiz-Perini Navi Istanbul in Turchia, in cui vengono svolte le attività legate alla realizzazione di scafo e sovrastruttura, e da Perini Navi USA, filiale commerciale dedicata alle attività di brokeraggio e alla gestione dei charter.


(Uno scorcio della splendida flotta del Trofeo Perini Navi 2009 in Costa Smeralda)

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