mercoledì 17 febbraio 2010

BMW Oracle, provincia di Ravenna


C'è tanta Italia, in tutte le salse, nella trentatreesima America's Cup vinta da BMW Oracle di Larry Ellison, Russell Coutts e James Spithill. Velisti e tecnici nel team, tanti e determinanti per il successo, con cognomi italiani. Matteo Plazzi è stato il navigatore (ha iniziato sui Brava di Pasquale Landolfi e non a caso a lui ha dedicato la Coppa), Max Sirena ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo della wingsail, Simone De Mari ha avuto l'onore di essere a bordo nel match del 2-0, Alberto Barovier, Gilberto Nobili, Michele Ivaldi nel sailing team, come lo stesso Shannon Falcone, figlio del console italiano (toscano) ad Antigua ed ex Mascalzone Latino.

L'ITALIANO SPITHILL: LA SUA STORIA AL TROFEO TROMBINI

E c'è dell'italianità anche dentro allo stesso timoniere del super-trimarano, quel Jimmy Spithill che dichiarava nelle conferenze stampa di pensare sempre e solo a veleggiare, a regatare e correre e fare match race sul mostro e su qualunque barca. I primi passi nel Match Race che conta, Jimmy li ha fatti in Italia. Più precisamente a Marina di Ravenna per il Trofeo Challenge Roberto Trombini, che è stato il primo evento di Grado 1 ISAF al quale ha partecipato. Spithill era un giovanissimo australiano semi-sconosciuto quando inviava la richiesta di ammissione al Trofeo, poi finalmente fu accolto e in tredici edizioni è stato il primo a vincere tre volte portandosi a casa definitivamente il challenge.

Il Trombini è stato per quasi tre lustri un evento di grande prestigio della nostra vela, organizzato da Progetto Vela di Andrea Trombini, vulcanico imprenditore ravennate, per ricordare il fratello Roberto, grande appassionato di vela e amico-rivale di Raul Gardini.

Non finisce qui, perchè Progetto Vela è un gruppo nel quale ritroviamo anche altri due personaggi che hanno a loro volta vinto l'America's Cup: Matteo Plazzi e Michele Ivaldi. Entrambi ravennati, entrambi navigatori, entrambi amici di Roberto e Andrea Trombini e quindi parte attivissima (nel caso di Michele anche concorrente, mentre Matteo è stato lo storico e insostituibile Race Director) dei Trofei organizzati nel tempo. Il Challenge Roberto Trombini è stato il primo a introdurre le tribune per il pubblico, le regate nel porto, una nuova classe di barche il Tom 28, e da qui sono passati oltre a Spithill tutti i grandissimi, da Russell Coutts a Chris Dickson, da Peter Gilmour a Francesco De Angelis, da Magnus a Peter Holmberg, da Chris Law a Jes Gram-Hansen a Mario Celon, che vinse la prima edizione nel 1995. Una bella storia di passioni e di crescita, con persone e luoghi speciali.

(Già che ci siamo: una storia così sarebbe il caso di continuarla. E quale migliore occasione di una Coppa America da festeggiare? Un'edizione speciale del Trofeo con i Tom 28 e il pubblico a festeggiare i "nostri" Spithill, Plazzi, Ivaldi, magari invitando anche Coutts ed Ellison e, perchè no, i vincitori (citati sopra) nell'albo d'oro del Trofeo dal 1995 al 2007. Insomma, una festa. Andrea Trombini (nella foto) non è tipo da tirarsi indietro, ci farà un pensierino...)

martedì 16 febbraio 2010

Non vi state dimenticando qualcosa?


Distratti dalla Coppa? Per fortuna c'è Vancouver 2010, a ricordare a tutti cos'è che scalda davvero il cuore, che fa dedicare vite e votare al sacrificio, per esserci, per puntare a uno di quei tre scalini. Le Olimpiadi invernali hanno acceso il braciere e d'improvviso ci siamo infiammati. Fra poco più di due anni, settecento giorni, un altro braciere arderà a Londra, e in questi giorni migliaia di atleti in tutto il mondo offrono lacrime e sangue per esserci, per puntare alla medaglia. Lo sport olimpico è il motivo di vita di gran parte del movimento sportivo, e quello che fa girare anche il resto. La vela olimpica è il "core business" della FIV, per usare parole (elettorali) del presidente Carlo Croce. Vi sembra così? Vediamo un po' da vicino.

Nel marzo del 2009 la Nuova FIV ha varato il "Piano Strategico Generale" e presentato la "nuova" Preparazione Olimpica (ricordate? fu anche l'esordio di questo minuscolo blog, con un post dal titolo "Tu chiamale, se vuoi, novità"). All'inizio del PSG un capitolo intitolato "Missione, Obiettivo", si legge: "Le FSN e quindi anche la FIV dedicano alla PO il meglio delle proprie risorse non solo economiche, con programmi di grande respiro che si sviluppano in tutto lʼarco del quadriennio olimpico. Lʼattuazione di un ambizioso e performante piano di PO richiede un importante supporto in termini di risorse economiche ed umane. Nuove disponibilità, oltre che dagli sponsor, potranno derivare da varie aree federali, mediante una più attenta e mirata gestione del bilancio che dovrà tenere conto delle priorità e quindi orientare tutti i vari settori di spesa, finalizzando gli investimenti (...)"

Prima di tutto diciamo: questo PSG è stato scritto da due amici, bravissimi allenatori, esperti e vincenti a livello olimpico, attuali Condirettori Tecnici della vela olimpica azzurra, cioè Luca De Pedrini e Paolo Ghione. Gente che, da quando la conosco, non ha mai smesso di annusare il vento, uscire in mare tutti i giorni, elaborare tabelle la notte, studiare il mondo, approfondire, dedicare l'anima a quella fiamma lì. Perciò niente da dire a loro. Se non augurarsi che stiano sempre più sul campo, il posto dove sono tra i migliori al mondo. Torniamo alla nostra verifica, giacchè ormai da 47 giorni siamo nel 2010. E ricordando, en-passant, che nel 2009 gli ultimi eredi della "associazione di mutuo soccorso" ha vinto due titoli europei e due medaglie ai Giochi del Mediterraneo (anche se pochi l'hanno saputo per la pochezza della Nuova comunicazione federale).

Era il 2009, la Nuova FIV era così nuova che neanche si riconosceva allo specchio, qualunque cose si dicesse si credeva sulla parola. Anche cose come "creare settori atleti alto livello (Youth) e definirne copertura economica", o "consolidare ed aumentare il numero di manifestazioni ISAF di alto livello in Italia", e persino "Dal 2010 terminata la stagione di “recupero attivo” post-olimpica concessa agli atleti Top, tutto il comparto inizierà a muoversi spedito ed efficace verso i Giochi Olimpici di Londra 2012, cercando di raggiungere i target (...)". Ma soprattutto, eccoci al 2010, per il quale il PSG non usa mezzi termini: "Finita la transizione, il cambiamento". E va giù pesante con le idee: "Club (CV) e Zone al centro dellʼattività sportiva under 15. Ai CV nuovo sostegno", "formazione multilaterale", "massima apertura allʼesterno", e ancora "SF (squadre federali, ndr) seguite al Top con allenatori professionisti", il molto tecnico "no “associazione di mutuo soccorso” deve emergere merito e competenza" e infine "identificare nuovi allenatori con criteri chiari e individuare basi nautiche (CF) (che sta per Centri Federali, ndr)". Vi gira la testa? E' per il confronto tra le parole e i fatti.

La gioiosa (e squattrinata) macchina da guerra della vela olimpica italiana ha iniziato la stagione effettivamente nel segno del "cambiamento". In peggio però. Dopo lo splendido avvio con i soliti Sibello da sogno, bronzo mondiale che abbiamo potuto seguire sontuosamente grazie ai ricchi servizi co-prodotti da uno dei media partner di qualità scelti dal Settore PIC, il 15 gennaio Alessandra Sensini è scesa da Azzurra e ha annunciato di allenarsi in vista di Londra 2012, tutta sola e come sa fare lei. Poi abbiamo disertato Miami, preolimpica di lusso con tutti i migliori, dove abbiamo inviato solo due giovani laseriste senza l'allenatrice, tre laseristi allo sbaraglio e le due giovani (e brave) windsurfiste. Al Mondiale Star di Rio Diego Negri e l'ottimo Nando Colaninno si sono trovati con un allenatore di riserva in prestito dalle Fiamme Gialle (ottimo così e comunque Valentino era ai box come abbiamo scritto). Con dovizia di comunicazione ci snocciolano le convocazioni per numerosi raduni delle varie classi. Dietro le quinte, nei camerini, la situazione è complessa. Ci sono pochi soldi, i Tecnici hanno contratti di un anno e non certo brillanti, gli atleti in alcuni casi hanno affittato appartamenti sui luoghi dei raduni e si viaggia sempre low-cost. Questo risparmiare è un dovere, ma a volte rasenta l'autolesionismo, perchè non si può pretendere allegria dai cosiddetti "atleti di vertice" se, oltre a togliere del tutto i premi-risultato si riducono i contributi, i rimborsi spese, gli investimenti in materiale tecnico e infine le trasferte. Con rispetto parlando, siamo l'Italia o un paese dell'Est? Non avevate scritto "importante supporto in termini di risorse economiche ed umane"? E anche risorse dagli sponsor, nuove disponibilità derivanti da una gestione mirata del bilancio e da altre aree federali? Qui c'è solo un unico, grande, taglio generale. Che colpisce le truppe scelte in prima linea, i velisti olimpici e i loro tecnici, più di tutti. E sempre più dietro le quinte si trova di tutto. Come la preparazione del Mondiale Laser 4.7 (giovanile, s'era detto di puntare su questo, no?) di Pattaya in Thailandia. L'Italia ha campioncino e vicecampioncino europei 2009 (Giovanni Coccoluto e Davide Domeneghetti, oltre al bronzo a pari punti Mario Benini, ora dirottato sul Byte in chiave Singapore 2010), eppure la FIV mette sul piatto solo due rimborsi di viaggio da 1000 euro. In compenso il capo-missione in terra Thai sarà il consigliere di presidenza Francesco Ettorre. Il quale essendo responsabile del Settore Amministrazione (già dalla Vecchia FIV, quella che secondo la Nuova ha lasciato una voragine nei conti) sarà ben consapevole su come contenere i costi.

Potremmo continuare, ma vi va? Parlare del pessimo modo in cui si sta gestendo un campione (per quanto dal carattere volubile) come Gabrio Zandonà, oppure (in positivo) dell'intenso allenamento dei due Finn di Giorgio Poggi e Filippo Baldassari (forse quelli che sono più usciti in mare quest'inverno, con Paolo Ghione), ma anche della mancata integrazione di buona parte degli equipaggi più giovani delle squadre B e C, o di quanto lontana sia la prospettiva dei primi, veri, Centri Tecnici Federali, e così via. Ma il succo resta: c'è da inseguire quella fiamma, quella torcia olimpica, non è uno scherzo, e non si può fare con le briciole. Ci vogliono le portaerei, le astronavi, per puntare al podio. Invece l'impressione è che tutti quei ragazzi e ragazze straordinari - e ancor più grave gli stessi Direttori Tecnici - siano lasciati soli a darsi da fare. Dove sono i mezzi le risorse? E soprattutto: dov'è, in questo che si è definito il suo core-business, la Federazione Italiana Vela?

Il suo presidente Carlo Croce, in una breve intervista a un mensile, ha detto tra l'altro: "(...) siamo riusciti a ripianare già la metà del buco che abbiamo trovato (...)". Ci mancherebbe. E ha chiosato sul Consiglio Federale, che procede "(...) In modo più snello, con il contributo di tutti, e... poi finalmente si può discutere". Mentre prima, chissà, ingrassavano e giocavano a carte (in pochi però). Caro Presidente Croce, visto che si può discutere, le lancio un appello dal core-business: la vela olimpica azzurra ha bisogno di lei. Si faccia vedere ai raduni, alle regate, alle riunioni tecniche. Si faccia anche sentire. Provi (se ci riesce) a risvegliare l'ufficio stampa federale dal sonno profondo sull'argomento. Non pretendiamo che trovi anche gli sponsor come per la Volvo Ocean Race, ma almeno riapra un po' i cordoni della borsa federale. Questi ragazzi sono il nostro presente. Quello che viene prima del futuro.

Le immagini nella storia

IL VIDEO CON GLI HIGHLIGHTS DELLA REGATA DECISIVA, IL 2-0 DI USA BMW ORACLE AD ALINGHI

La sfida romana


Alle 16,20 circa nella base di BMW Oracle parla lo skipper e CEO Sir Russell Coutts, Mr Coppa America. La sua parabola negli ultimi 15 anni è impressionante, come un legame strettissimo con l'America's Cup: è stato il primo neozelandese a toglierla agli americani nel 1995, quindi il primo in assoluto a difenderla con successo (gli australiani infatti persero la difesa nel 1987) nel 2000 contro Luna Rossa, poi ancora il primo a vincerla per un team europeo, lo svizzero Alinghi nel 2003, e adesso - dopo una sosta nel 2007 per il divorzio da Bertarelli - l'ha riportata nuovamente negli USA. Mica male no?

Alle 16,20 circa Sir Russell annuncia: "Abbiamo ricevuto e accettato la sfida del Club Nautico Roma, per il team Mascalzone Latino Audi del nostro amico Vincenzo Onorato".

IL MOMENTO DELLA FIRMA: VINCENZO ONORATO CON LA PENNA IN MANO

(Al suo fianco l'Avv. Alessandra Pandarese, a sinistra con gli occhiali il Commodoro del GGYC Marcus Young)

A neanche 24 ore dalla conclusione della Coppa America numero 33, siamo già dentro alla numero 34. E' presto per dire se si disputerà a San Francisco (60%), Newport (35%) o Valencia (5%), con monoscafi (90%) o multiscafi (10%), e così via. Di sicuro però parte con la storica notizia che la vela italiana torna in Coppa da protagonista assoluta, esprimendo il Challenger of Record. Con Mascalzone Latino è la terza volta che uno yacht club italiano si presenta nel ruolo di Challenger of Record, e quindi rappresentante di tutti gli sfidanti: prima era successo nel lontano 1983 con Azzurra (Yacht Club Costa Smeralda), e poi con Luna Rossa nel 2003 (Yacht Club Punta Ala).

(Nella foto: Vincenzo Onorato con il presidente del Club Nautico Roma Claudio Gorelli e il sindaco di Roma Gianni Alemanno)

Cosa comporta questo ruolo? Il Challenger of Record è di fatto lo “sfidante di fiducia” del detentore della Coppa, con il quale provvede a scrivere il Protocollo, il documento che – in base al mutuo consenso di tutti i sottoscrittori – consente di derogare alle regole del Deed of Gift. L’atto di donazione del 1887 scritto da George Schuyler quando consegnò la Coppa delle cento Ghinee al New York Yacht Club, e tornato di schiacciante attualità a seguito delle cause di BMW Oracle alla Corte Suprema, prevede il match di coppa tra due soli Yacht Club. Solo l’accordo tra sfidanti e defender può derogare a tali regole. Questo è il segno più tangibile della nuova stagione che si apre per la Coppa: dopo questa 33ma edizione contraddistinta dal “mutuo dissenso” tra Ernesto Bertarelli e Larry Ellison, si torna a una versione “multichallenger” sulla falsariga di quelle moderne dal 1983 in poi (salvo le eccezioni del 1988 e di questo 2010). Insomma l’America’s Cup vuole chiudere la parentesi – tra avvocati e multiscafi – e tornare se stessa.

Tra San Francisco e Roma e quindi tra Ellison e Onorato, il consenso c’è già, ampio e incondizionato, e ne nascerà presto il nuovo Protocollo. Molti team attendono il documento per presentare le sfide, a cominciare da Team New Zealand, dagli inglesi di Team Origin, dagli altri italiani di Green Comm Challenge (gli ex +39 dal CV Gargnano) e di Azzurra (un po' in turbolenza in questo periodo per le voci di un "addio" da parte del patron sportivo Giovanni Maspero). Poco trapela sui dettagli più importanti, destinati a tenere banco nelle prossime settimane. Dove si svolgerà la 34ma Coppa America? Ellison ha detto di essere in trattativa con la città di San Francisco, ma ha anche ammesso di considerare Newport (sede estiva del New York YC, sede della Coppa per 139 anni, luogo gradito a Vincenzo Onorato che ci conquistò il suo primo titolo mondiale). Ci saranno sicuramente gli Acts, e l’Italia ospiterà più di un evento. Questo circuito tornerà a essere patrocinato da Louis Vuitton. E le barche della prossima Coppa America? Difficile l’ipotesi che si resti ai multiscafi (ancora oscuri alla maggioranza dei velisti professionisti), quindi nascerà una nuova e più moderna classe di monoscafi. La nuova America’s Cup è iniziata, e nel suo futuro una cosa è sicura: ci sarà tanta Italia.

domenica 14 febbraio 2010

It's The America's Cup, baby


USA BMW Oracle vince anche la seconda, emozionante regata, per oltre 5 minuti. Ed è ufficiale: Alinghi ritira la protesta. La vittoria americana è definitiva. James Spithill (Australia) vince la sua prima Coppa, nel buio incombente Larry Ellison sta timonando il suo spettacoloso trimarano alato al rientro nel porto, dove si attendono festeggiamenti in una lunga notte valenciana.

E' storia.

Larry Ellison, via VHF mentre timona il Mostro, rende onore ad Alinghi in una intervista trasmessa via webtv. Dopo tre anni di ricorsi, cause legali, udienze, Deed of Gift, e fantascientifiche creazioni veliche, e prima ancora dopo due sfortunate campagne a Auckland 2003 e Valencia 2007, il 4° uomo più ricco del pianeta riesce nell'impresa di riportare negli States il trofeo sportivo più antico del mondo. Vi è sembrata una cosa facile? Adesso goditela, Larry.

APERTI I GIOCHI PER LA 34ma AMERICA'S CUP
Pronte le prime sfide, ed è caccia al Challenger of Record. Tra i candidati anche Vincenzo Onorato con Mascalzone Latino e il Circolo Nautico Roma, in queste ore a Valencia.

PARTITI! PICCOLA DIRETTA DI UNA REGATA STORICA



(18,36) THE AMERICA'S CUP IS AGAIN AMERICA!
USA taglia il traguardo e vince la seconda regata, chiudendo sul 2-0 la 33ma America's Cup. Peter Montgomery, il telecronista neozelandese, The Voice della coppa per 15 anni, colui che aveva coniato la frase "The America's Cup is NOW The New Zealand Cup" quando Russell Coutts vinse a San Diego nel 1995 contro Dennis Conner, oggi ha detto: "The America's Cup is AGAIN America!". Alinghi arriva sul traguardo dopo 5'26". A quanto pare non esegue la penalità. Ammainata la vela di prua.

(18,22) LUCI ACCESE SULLA COSTA
Ultime miglia per la 33ma America's Cup, almeno sull'acqua. Tutto sta per finire, il vento si mantiene a 9-10 nodi (13-14 sulle attrezzature). USA ha sempre 2000 metri di vantaggio e Alinghi deve sempre fare la penalità. Cosa può cambiare l'esito della regata? Sullo sfondo dei due giganti, le luci sulla costa di Valencia, mentre tra pochi minuti l'oscurità (e il distacco) nasconderanno il trimarano alla vista del defender. Secondo il Virtual mancano 4 minuti all'arrivo. E' probabile che USA debba fare una ultima strambata prima del traguardo.

(18,12) MANCANO SOLO 6 MIGLIA AL TRAGUARDO PER USA BMW ORACLE
La Coppa sempre più vicina al ritorno in America. USA corre senza più ostacoli verso il traguardo. Resta solo la protesta di Alinghi in ballo. Ma secondo gli osservatori sono poche le possibilità di successo di una protesta contro il CDR.

DIRETTA-DISFATTA
La7 dopo i telefilm ha il rugby e non inizia neanche la regata. RaiSport+ (pazzesco) interrompe la diretta a mezzora dalla fine (e con la conquista dell'America's Cup fortemente probabile) per lasciar spazio alla pallavolo. Guai da palinsesto: sempre più si conferma: la vela si vede meglio (anzi solo) sul web...

(17,53) SECONDA BOA DEL TRIANGOLONE, USA HA DUE CHILOMETRI DI VANTAGGIO
Piomba sulla boa, avvolge il frullone, stramba e riparte come un missile. Verso l'arrivo, verso la storia. Larry Ellison è costantemente voltato di spalle, sulla poppa, e osserva Alinghi che perde costantemente metri. Il vantaggio americano è 2'43".

(17,34) BMW ORACLE SE NE VA: DI LASCO VOLA A +900 METRI SU ALINGHI
Vola di lasco, fa il vuoto, USA è nella sua perfezione al lasco, tre nodi in più di Alinghi. Sembra non esserci storia. Ma c'è il tramonto (e il vento che calerà), forse la notte (ma hanno le luci di via questi giganteschi multiscafi?), una penalità e una protesta... Non è finita finchè non è finita. A bordo di USA c'è Larry Ellison.

(17,23) PRIMA BOA, USA IN TESTA DOPO UN DUELLO DI VIRATE, MA SOLO 28 SECONDI IL RITARDO DI ALINGHI
Vicinissime, emozionanti, straordinarie. Una regata vera, verissima, da monoscafi. Incroci senza paura, salti di vento da seguire come su un Laser. Questa è la seconda prova della coppa. In due virate Spithill prende per primo la lay-line e gira avanti di 28 secondi. Inizia il primo lasco. All'orizzonte il cielo si comincia ad arrossare per il tramonto che non è molto lontano. Alinghi ha ancora la penalità da effettuare, ma ha anche annunciato una protesta, presumibilmente contro il Comitato di Regata.

(17,11) BANDIERA DI PROTESTA SU ALUNGHI
Altro clamoroso movimento nella regata: a quasi 10 minuti dalla fine della bolina, con Alinghi avanti sempre di 400 metri e con ottima velocità, ecco la bandiera di protesta sulla barca svizzera. Si presume che l'argomento possa essere legato alla penalità: il defender ritiene che ci siano errori nel posizionamento della boa del cancello dello start.

ALINGHI ALLUNGA A +500 METRI, BIG SHIFT A DESTRA, C'E' ONDA
Sul campo c'è un po' di onda, e tra le due barche sembra soffrirne di più USA. Velocità simili, prua simile, più beccheggio per BMW Oracle. Il defender sembra trasformato rispetto alla regata di venerdi. E la Coppa può riaprirsi. Al timone di Alinghi c'è Loick Peyron.

PRIMO INCROCIO, SALTO A DESTRA, ALINGHI IN TESTA
Dopo grande separazione e vantaggio di USA fino a 500 metri, salto di vento in favore di Alinghi che vira e va all'incrocio: USA non chiude, vira ed è dietro di 70 metri.

PENALITA' CLAMOROSA AL VIA PER ALINGHI
Anche la seconda regata della 33ma Coppa America parte con una penalità ai danni di Alinghi. Stavolta per aver ritardato oltre 1 minuto l'ingresso nel cancello di partenza: un ritardo clamoroso e inammissibile a questi livelli. USA taglia la linea con una quindicina di secondi di vantaggio. Ora ha 360 metri di vantaggio sul defender.


INTELLIGENZA GIU' ALLE 16,15
Si va verso una regata in extremis, solo un quarto d'ora prima del time-limit per la partenza. Alle 16,15 va giù la bandiera AP. Vento 6-9 nodi, abbastanza steso su tutto il campo.

Match Point Afternoon


(Quindici anni dopo, l'America's Cup si appresta a tornare in California? Qui un alba sul Golden Gate di San Francisco)

La seconda regata della 33ma America's Cup è in programma oggi ma il Comitato di Regata ha annunciato che non verrà dato segnale di avviso prima delle ore 11,54, quindi eventuale partenza non prima di mezzogiorno. Le previsioni sono difficili: ci si aspetta vento leggero da SE e bisognerà come sempre vedere quale sarà la stabilità sul grande campo di regata. Il secondo match sarà un triangolo con lati di 13 miglia: una bolina e due laschi.

Attese e tormenti: è il primo match-point di questa storica e assai contesa coppa, in caso di successo per USA di BMW Oracle il trofeo torna negli Stati Uniti per la prima volta dopo 15 anni dall'ultima sconfitta di Dennis Conner contro Russell Coutts a San Diego nel 1995. Voci su Larry Ellison a bordo e forse addirittura al timone. E occhi su Alinghi, eventuali configurazioni tecniche o scelte di equipaggio non sono da escludere: il defender dovrà comunque tentare il tutto per tutto, sia con aggressività in partenza che cercando scelte tattiche estreme o fortuna nel bordeggio, vista la superiorità manifestata dal trimarano nella prima sfida.

Harold Bennet ha già rinviato di due ore dalle 10 alle 12, è lecito attendersi altre attese. Se non ci fossero le condizioni per regatare, il primo match-point sarebbe rinviato, possibilmente lunedi stesso.

E IL WEB STRAVINCE LA GUERRA DEI MEDIA PER LA VELA
L'esercito delle tv con la diretta in canna è già ben oltre l'orlo della crisi di nervi, tra palinsesti stravolti e decisioni epocali. Brinda invece il web: la diretta sul sito ufficiale www.americascup.com ha avuto 346,604 visitatori unici. Nella classifica dei paesi guidano gli USA con 123.225, seconda l'Italia con 92.811 persino davanti alla Svizzera con 80.889 e alla Francia con 65.951 utenti unici. E da considerare c'è che il world feed con il segnale della diretta web è stato trasmesso in live stream (con risultati migliori in termini di rendimento e stabilità di banda) anche dal sito del challenger www.bmworacleracing.com i cui dati di ascolto non sono stati diffusi, ma che in trasmissione mostrava il dato dei viewers collegati che ha spesso sfiorato quota 30.000, il che lascia supporre in un totale vicino al sito ufficiale. Lo stesso segnale poi è stato embeddato da vari altri siti media velici un po' in tutto il mondo. Insomma, il risultato è che l'audience web ha battuto quella tv. Un altro segno dei tempi.

sabato 13 febbraio 2010

XXXIII America's Cup/Race 1 - Il video-riassunto del match

CINQUE MINUTI DI HIGHLIGHTS DELLA PRIMA STORICA REGATA TRA IL TRIMARANO USA DI BMW ORACLE E IL CATAMARANO ALINGHI: L'USCITA DAL PORTO, I TIFOSI, LE DICHIARAZIONI DI BUTTERWORTH E COUTTS, LA PENALITA' AD ALINGHI, LO START IN RITARDO DI USA, LA RIMONTA, IL SORPASSO, IL TRIONFO

venerdì 12 febbraio 2010

USA-ALINGHI 1-0 (delta 15'28"; 3,5 chilometri)



La più attesa delle regate di Coppa America si è disputata con partenza alle 14,34 a largo di Valencia con vento tra 5 e 7 nodi, ed è stata vinta dal trimarano alato di BMW Oracle con il distacco stratosferico di 8 minuti (divenuti 15'28" dopo la penalita') sul catamarano di Alinghi. Il distacco sull'acqua è stato di oltre tre chilometri e mezzo.

SUBITO EMOZIONI E MATCH RACE VERO
E' stata una regata con un inizio fulminante di emozioni: appena 30 secondi dopo l'ingresso nell'area di partenza, Jimmy Spithill al timone di USA, con mure a dritta, ha "puntato" dritto Alinghi timonato da Ernesto Bertarelli che incrociava mure a sinistra. Un attacco frontale inatteso per il defender: Bertarelli non ha manovrato e Spithill ha orzato alla fine evitando il contatto. Alla protesta americana ha risposto 40 secondi dopo il gommone degli Umpire esponendo la bandiera blu: penalità ad Alinghi. Tutto questo dopo soli 30 secondi dall'ingresso. Regata finita? Neanche per sogno. Su USA forse festeggiano troppo, si distraggono e finiscono in stallo, per evitare di poggiare addosso ad Alinghi dopo un prolungato dial-up (incredibile, quello che nessuno si aspettava, a dimostrazione della qualità di questi team). Il risultato è che Alinghi è agile a ripartire e scendere sulla linea, che taglia a tempo sullo sparo, mentre USA, lentissimo, taglia la linea con 1 minuto e 27 secondi dopo!

LA BOLINA E I PRIMI VERDETTI
Inizia la bolina e gli occhi di tutti sono alle prestazioni. Alinghi ha quasi 500 metri di vantaggio, ma non effettua la penalità. Le prime impressioni sulle barche di bolina indicano una VMG migliore per il trimarano americano, che sembra stringere di più e avere uno spunto di velocità, 1 nodo in media più di Alinghi. Strabiliante lo spettacolo: in mezz'ora USA passa da 400 metri di svantaggio a 300 di vantaggio. L'interminabile prima bolina (verso la fine della quale USA si permette il lusso di navigare senza genoa, con la sola randa alare, sotto un lieve aumento di intensità del vento) vede il team BMW Oracle virare la boa con 3 minuti e 21 secondi di vantaggio (che diventano 5 totali considerando il ritardo americano allo start).

LA POPPA: USA DECOLLA
Terza fase e terza meraviglia: nel lato di poppa la potenza e l'efficienza del "pacchetto" BMW Oracle, trimarano più wingsail e gennaker, emerge prepotentemente. USA scende più poggiato, alza lo scafo centrale con facilità irrisoria e - soprattutto - corre 4-5 nodi più veloce di Alinghi, costretto a zigzagare per tenere alto lo scafo sopravento. Un'impressionante dimostrazione di superiorità. Il distacco decolla: 1200 metri alla boa di bolina, diventano 2000, 2500, fino a tre chilometri e mezzo! USA a 25 nodi fa due strambate e taglia la linea del traguardo circa due ore dopo il via. Alinghi arranca (si fa per dire) a 20 nodi, è sulla linea con un ritardo superiore agli 8 minuti, effettua sportivamente la penalità e conclude statisticamente 15 minuti e 28 secondi dopo USA.

FRANCO PIVOLI E ENRICO CONTREAS
I commenti a caldo dei due massimi esperti di multiscafi in Italia, il progettista e costruttore Enrico Contreas e l’ex olimpico e tecnico di Tornado Franco Pivoli, con i quali ho assistito al match. Pivoli non ha dubbi: “L’efficienza dell’ala rigida su USA ha fatto la differenza, ho notato la capacità che hanno gli americani di dare potenza all’ala con regolazioni eccezionali. Di poppa USA riesce a navigare poggiato oltre ogni immaginazione.” Per Contreas: “E’ una Coppa America storica, la prima con i multiscafi, e lo spettacolo ne guadagna. Il catamarano Alinghi è più bello da vedere ma le prestazioni del trimarano USA sono devastanti. Non c’è stata regata.”

BMW Oracle-Alinghi 1-0, ma più del punteggio ha impressionato la superiorità del trimarano. Ora la seconda regata è in programma domenica 14: potrebbe essere il giorno decisivo, quello del ritorno dell'America's Cup negli Stati Uniti dopo 15 anni (nel 1995 persero a San Diego da New Zealand, al timone un certo Russell Coutts.

185°, 5 nodi costanti, si va verso la partenza



La brezza viene dalla parte attesa, è sui 5 nodi ma costante, fissa, forse potrebbe anche aumentare leggermente. Si provano le vele su Alinghi, lo scafo si alza, forse è la volta buona...

"Excitement is building", anche secondo Peter Montgomery.

6,5 nodi vicino al Comitato, direzione stabile. Mi sa che ci siamo.

La diretta web più affidabile mi pare quella su: www.bmworacleracing.com (live stream). Intanto sono partite anche le dirette tv su RaiSport+ e La7, Sportitalia e Dahlia.

6 nodi, ma salti continui: per ora postponed

Terzo tentativo: non prima delle 11,45

A Valencia situazione meteo instabile (come in tutta Europa, in tutto il mondo) e operazioni di partenza ritardate: dalle 10,00 previste il CDR ha spostato alle 11:45 i primi segnali di attenzione. Exit poll negativi anche oggi: Al 60% non si regata. Ma c'è un sostanzioso 40% su cui buttarsi...

giovedì 11 febbraio 2010

La Maddalena, la Louis Vuitton, il Centro Federale: istruzioni per l'uso


E' prevedibilmente esploso il Maddalena-Gate. C'era da aspettarselo: è un anno elettorale, ci sono in ballo molti soldi e molti interessi, c'è il panzer della Protezione Civile diventata in anni recenti un asso pigliatutto, c'è una comunità locale che reclama occupazione, c'è la presidente di Confindustria con una concessione demaniale, c'è un uomo di fiducia di Berlusconi in prima fila. Gli ingredienti ci sono tutti per imbastire una bella gazzarra all'italiana: di quelle che alla fine perdono tutti e non si viene a capo di nulla.

Ora si da il caso che La Maddalena, con i rivoluzionari lavori effettuati per il G8 poi dirottato su L'Aquila, sia potenzialmente al centro di un volano di grandi proporzioni che riguarda la nautica da diporto e la Vela in particolare. Ci sono un porto da 800 posti-barca con tutto quel che ne consegue, un polo nautico, un'organizzazione già avviatissima (date in calendario, a maggio, e concorrenti iscritti) per la tappa italiana del circuito Louis Vuitton Trophy 2010, un Centro Tecnico Federale approvato dal Consiglio FIV secondo le relazioni del manager incaricato Aldo Tomasina e in via di definizione con una lettera di intenti. E a seguire: uno yacht club, lo sviluppo, il futuro...

Può succedere che l'affaire giudiziario si impantani e si dilati nel tempo, indefinitamente, che nel frattempo gli scandali travolgano tutto, i lavori, gli appalti e persino le concessioni siano sotto blocco, che la stessa Louis Vuitton sia costretta a guardare altrove per la tappa italiana (o a cambiare paese), che l'isola resti un cantiere di opere mai terminate e presto si trasformi in un cimitero di speranze, fino a che spenti i riflettori non arrivi qualche predatore a portarsi via tutto in saldo... Può succedere.

Ma può, deve succedere anche qualcosa di diverso. Che - come peraltro già in parte accennato - Bertolaso faccia i passi indietro e fornisca i chiarimenti necessari, la giustizia faccia velocemente il suo corso in questa fase preliminare e accerti se e cosa è stato sbagliato o illegale a La Maddalena, e da parte di chi. Le Istituzioni locali intervengano per assicurare che gli sviluppi vadano a vantaggio delle vocazioni territoriali (turismo e nautica sopra di tutto). La Protezione Civile torni a essere una efficace macchina dedicata alle emergenze. Si chiarisca alla luce del sole - oltre alle questioni passate relative alla regolarità degli appalti e dei costi delle opere - l'attuale assetto dell'area: chi sono i veri proprietari, gestori, concessionari, e con quali autonomie. In una parola, trasparenza.

Se ci riusciranno, e in breve, sarà scongiurato il default della Maddalena. Avremo gli onesti in campo e i truffaldini altrove, avremo marina e polo nautico, avremo le grandi regate (alle quali sta lavorando con una passione straordinaria uno degli armatori di punta della nostra Vela). E magari, un giorno, avremo anche il Centro Tecnico Federale.

Valencia: oggi 25 nodi, domani troppa onda?


(Il mare di Valencia alle 11 di oggi - Foto valenciasailing.com)

Splende il sole e soffia il vento, nella capitale della "vela" di coppamerica. Soffia anche troppo: 20-25 nodi, se oggi fosse stato giorno utile per la regata, il Comitato avrebbe dovuto annullarla ancora. Per chi proprio non li digerisce, ricordo ancora i limiti: 5-15 nodi di vento e onda inferiore a 1 metro. E domani, venerdi 12, alle ore 10, prossimo autobus da prendere per la sospirata prima sfida tra mega-multiscafi? Le previsioni dicono che il vento calerà un po' (alle 10 sono attesi 14 nodi), ma l'incognita vera è l'onda: che come è noto dalle leggi della fisica, viene alzata per l'appunto dal vento... Exit-poll: al 70% non si regata neanche domani. Ma c'è quel buon 30% a cui aggrapparsi: ottimismo!

mercoledì 10 febbraio 2010

No Racing Today


(Nella foto americascup.com, tra noia e passatempo nel porto di Valencia, aspettando la coppa vera)

LA PRIMA REGATA DELLA 33 COPPA AMERICA E' RINVIATA ANCORA (STAVOLTA PER TROPPA ONDA): SE NE RIPARLA VENERDI 12, CON SEGNALE DI AVVISO ALLE ORE 10

A mezzogiorno sul Varadero Building compare la bandiera con la lettera A sotto a quella dell'Intelligenza. E' un altro "abandon race", nessuna regata anche nel secondo giorno previsto per la coppa a Valencia. Il motivo stavolta non è il vento (c'erano ben 14-15 nodi, e anche un bel sole), ma l'onda residua della notte, troppo alta per i dinosauri di cristallo pronti a contendersi il trofeo. Poco vento, troppo vento, troppa onda, troppa pioggia, troppo sole... Inutile dannarsi l'anima. Prima o poi le condizioni giuste arriveranno. Speriamo entro il 25 febbraio...

Il nuovo appuntamento è venerdi 12 alle ore 10,00. Sempre più meteo permettendo.

martedì 9 febbraio 2010

L'alba di un nuovo giorno


ECCO L'ORARIO DELLA GIORNATA DI MERCOLEDI 10 AL SEGUITO DI BMW ORACLE (QUELLO DI ALINGHI NON E' MOLTO DIFFERENTE)

Dear Media Friends,

Please see below the Media schedule for tomorrow, Wednesday 10th February,
for race one of the 33rd America's Cup.

- 05:45 am: Meeting point at the Team Base (Base 8) at the Darsena /
Port America's Cup
- 06:00: Departure of shuttle transfer to the boatyard / Commercial
port. (Please be on time, this bus MUST leave at 06:00)
- 06:25: Dock out show / Media Mixed Zone: possibility of flash quotes
/ Photo opportunity with the Sailing Team
- 06:40: Sailors board USA
- 07:00: USA dock out
- 07:10: Shuttle transfer back to the Team base
- 07:30 - 08:30: Coffee/breakfast media hour with Manolo Ruiz de Elvira (ESP) from our design team
at the Team base
-10:00: Warning signal for race one. Race start at 10:06.
- Time TBC after race finish: Meeting point at the Team Base (Base 8)
at the Darsena / Port America's Cup for Team Media mixed zone.
- 2 hours after Racing: Event Press Conference at the Event Media
Centre.

Un altro giorno in ufficio. Ma anche un altro giorno di speranza: vedere la prima regata, segnare il primo punto della trentatreesima coppamerica, al defender o al challenger, e guardare a venerdi con ottimismo. Chissà. Windfinder (che finora non ha azzeccato granchè) dice 9 nodi alle 10,00. Magari.

La Grande Diretta Collettiva (La7, RaiSport+, Sportitalia, DahliaTV, Rainews24... siamo quasi alle reti unificate: come quando parla il Presidente della Repubblica) si arricchisce di Eurosport versione italiana (SKY 211), che deve aver fiutato, meglio tardi che mai, l'opportunità probabilmente unica nella storia di avere le immagini dell'America's Cup gratis, libere da diritti, e si è unita alla truppa. Con Luca Reboa della redazione saranno ospiti Lorenzo Bressani e Giorgio Benussi. Dalle 9,30.

ULTIMORA - HAROLD BENNETT: "NIENTE PARTENZA PRIMA DI MEZZOGIORNO"
Il Principal Race officer Harold Bennett ha comunicato alle 21,40 di martedi che, in base alle previsioni meteo per mercoledi 10, nessun segnale di avviso per la prima regata della 33ma Coppa America sarà dato prima di mezzogiorno. "Non voglio forzare le barche a uscire in mare e restare senza regatare", ha detto Bennett.
Così adesso tutti a resettare programmi (quello sopra, per i Dear Media Friend, è stato semplicemente aggiornato con un americanissimo "All times moved two hours later"), collegamenti, dirette e direttissime. Proprio adesso che la diretta tv era "popolare": così c'è il rischio del contraccolpo, tutte le tv si renderanno conto di quanto sia difficile anche solo programmare nel palinsesto una diretta dello sport chiamato "Vela". Ma in fondo non è bella proprio per questo?

lunedì 8 febbraio 2010

Catch the wind (se puoi)


(Non è il frontale di un'auto demodé: l'oggetto in foto è l'ultimo grido in fatto di analisi del vento nell'atmosfera. Il Racer's Edge è infatti il più moderno anemometro manuale a sensori laser, commercializzato dalla ditta Catch The Wind, da poche settimane fornitore ufficiale del team BMW Oracle (che come sappiamo ne ha estremo bisogno...), ed è in grado di fornire con grande accuratezza l'intensità e la direzione del vento fino a 1000 metri di distanza!)

Il grande spettacolo dell’America’s Cup stecca la prima, senza vento. Non certo una novità: proprio a Valencia nel 2007 la 32ma edizione della Coppa America iniziò dopo ben 5 giorni di regate annullate per la persistente bonaccia. E in più stavolta siamo in pieno inverno, la città e il golfo sono sotto nuvole basse e grigie di una tipica perturbazione carnevalesca. Insomma, diciamo la verità: un esordio del genere era assai probabile. Con il vento assente (o presente a tratti, e assai irregolare, impossibile pensare a una regata), di tangibile nell’atmosfera valenciana c’è solo la voglia di assistere allo spettacolo, l’attesa resa spasmodica dai tre anni di litigi, dall’enormità tecnica delle due imbarcazioni a confronto, amplificata dalla posta in palio. Voglia comunque repressa e rinviata a mercoledì 10, sempre poco dopo colazione, e sempre con il consueto corollario di dirette tv, web e commenti vari.

Il risultato di una giornata così è che lo stress aumenta per tutti: gli ingegneri e i progettisti che ancora non hanno avuto la risposta più gettonata (“Chi va più veloce, il trimarano USA di BMW Oracle o il catamarano Alinghi5?”), i cervelli velici che non hanno avuto modo di sfogarsi in competizione, e da oggi anche i meteorologi. Ai quali è richiesto un supplemento alle normali previsioni (già complicate a Valencia in febbraio): rincuorare anche con buone notizie. Al contrario, dopo la falsa partenza di ieri e l’arrivederci a domani (il calendario delle regate per la prima settimana è vincolante: 8, 10 e 12, solo da domenica 14 il Comitato di regata potrà usare ogni giorno valido per concludere il match al meglio delle tre prove), serpeggia più di un sudore freddo tra gli addetti ai lavori: sarà più difficile del previsto riuscire a mettere insieme una regata regolare. Resistiamo alla tentazione di chiederci come mai se ne accorgono solo adesso, e limitiamoci a un semplice: perché? Varie ragioni: 1) l’instabilità meteo in Mediterraneo d’inverno, senza le tipiche brezze estive (e questo si sapeva), 2) il campo di regata spostato molto al largo e 3) l’enormità del campo di regata, che rende quasi impossibile avere lo stesso vento sull’intera area. Come una regata d’altura.

Previsioni? Beffardamente, martedi è previsto un bel vento gagliardo, ma mercoledì, proprio alle 10 del mattino, ancora nubi basse e venticelli irregolari appena percepibili. Venerdi, se possibile, anche peggio, e sabato forse piove… Qualcuno dice domenica. Secondo i pessimisti, si potrà regatare solo la prossima settimana, forse martedì. Il trofeo più conteso, le barche più fantascientifiche, lo stress e i miliardi, insomma, dovranno fare i conti, come sempre, solo con la natura.

XXXIII America's Cup/Day 1 - Arrivederci a Mercoledi 10

La prima giornata di regata a Valencia è stata annullata alle 13,50 circa, dopo un inutile tentativo di cercare vento più a largo. Quello che c'era era troppo irregolare. Dunque il primo match della 33ma America's Cup si sposta in programma a dopodomani mercoledi 10 febbraio, e il secondo a venerdi 12, sempre con inizio alle 10, e il solito corollario di dirette tv, web e commenti.

Magari anche con qualche sorpresa da parte nostra.

Ma occhio: le previsioni per mercoledi e venerdi non promettono nulla di buono, sempre cielo grigio e pochissimo vento. Andremo alle lunghe?

XXXIII America's Cup/Day 1 - Postponement

VALENCIA, ORE 10 - LA PRIMA REGATA PER ORA E' RINVIATA, IN ATTESA DEL VENTO


(Il Presidente del Comitato di Regata Harold Bennet imbacuccato e imbonacciato; e una immagine delle due superbarche della 33ma Coppamerica, ferme in attesa del vento)

Come una tipica giornata di campionato invernale, di quelle che si vivono in quantità sulle coste italiane. Aspettiamo e speriamo...

Intanto le mille dirette in corso sono (più o meno) in tilt: costretti a parlare a ruota libera, mandano immagini di repertorio... Sportitalia (225 SKY) ha Luca Sordelli e Pietro D'Alì che interagiscono tecnicamente con i giornalisti della redazione e Antonio Vettese collegato dal mare sulla barca stampa; RaiSport+ (227 SKY) con Giulio Guazzini e Mauro Pelaschier seduti sui soliti, immarcescibili, scomodissimi, sgabelli: incredibilmente gli stessi di Auckland (nostalgici); Su La7 un ingrassato Paolo Cecinelli ha due ali in Francesco De Angelis che ha un sorriso automatico stampato in faccia e continua a fare riferimenti improponibili con le coppe americhe del passato (le sue), e Giovanni Soldini onnipresente in questo periodo in tutte le tv, che invece ha la faccia un po' rugosa e pensierosa. Essendo l'unico canale terrestre, La7 non può stare ore ad attendere il vento, così ecco che alle 11 va in onda un telefilm (di quelli americani anni sessanta, non saprei dire se era più triste prima o adesso). Quanto alle dirette web: c'è evidentemente sovraccarico sulla rete sul sito ufficiale (americascup.com), molti utenti collegati mettono in crisi lo streaming e quindi le immagini sono un po' zoppicanti, bufferizzano ogni 10-20 secondi e rendono la visione un po' scomoda. Un po' meglio (forse hanno speso un po' di più nelle infrastrutture di banda) il sito del challenger (bmworacleracing.com) che non si impianta, pur avendo quasi 3000 (!) utenti collegati. Per adesso, comunque, entrambi trasmettono solo il world feed, le immagini fisse dal Port America's Cup, o di repertorio, in attesa di ricollegarsi dal mare (impossibile lasciare gli elicotteri in giro).

Ultimora - Alle 11,18 solo Guazzini-Pelaschier resistono in diretta, grazie ai molti contributi che Giulio ha preparato nei giorni scorsi da Valencia, e - perchè no? - all'allenamento e affiatamento fatto in Nuova Zelanda. La7 ha il telefilm, Sportitalia il campionato di calcio portoghese... Arrivederci vela.


Ultimora 2 - Poco prima di mezzogiorno si arrende anche la coppia più bella del mondo, Guazzini-Pelaschier mollano, RaiSport+ trasmette un amarcord su Fausto Coppi... Nel frattempo emerge un ennesimo possibile canale interessato alla diretta: RAINEWS24, che fedele al nome e grazie a Enzo Cappucci giornalista appassionato di vela, forse riuscirà a collegarsi a sua volta nel pomeriggio (in caso di regata).

Insomma, è iniziata così: noia 1-coppa 0. Ma la strada è lunghissima. Bennet può dare la partenza fino alle 16,30.

domenica 7 febbraio 2010

XXXIII America's Cup (-1): e se fosse tutto un bluff?

COME E PERCHE' IL PIU' GRANDE SPETTACOLO NELLA STORIA DELLA VELA POTREBBE TRASFORMARSI IN UNA NOIA MORTALE

Ore 10 calma piatta. Oltre che un film (il solito tormentone-thriller su una barca a vela, ma almeno c'era Nicole Kidman), potrebbe diventare un remake tra poche ore. A Valencia in un lunedi mattina invernale lavorativo come tanti, uggioso di nubi basse, con un venticello da terra, si, appena sufficiente per le temibilissime (dai loro stessi progettisti e velisti) macchine capaci di triplicare la velocità del vento, ma pur sempre un venticello per il 97% dei velisti del mondo. Sette otto nodi. Hai capito...! Va bene, ore 9,00-9,30, l'ora si avvicina, superiamo di slancio i dubbi sul vento, entrano i dinosauri, anzi i multidinosauri. Smitragliano gli elicotteri, si sgolano decine di telecronisti in diretta, pontificano trentine di commentatori (gran parte dei quali velisti rimasti a terra per questo giro), girano gli ultimi spot, smanettano sul mouse molti impiegati annoiati... E' pur sempre l'America's Cup, cribbio!

Ed è qui che avviene il misfatto. SuperTri e MegaCat si avvicinano, si annusano, si evitano, partono e vanno da due parti opposte, o quasi, impossibile vederli vicini, confrontarne le velocità (Virtual-Eye a parte), poi uno vira la prima boa, l'altro arriva dopo i fuochi, e in un batter d'occhio lo spettacolo più grande si trasforma in un incubo. Due ore e mezza senza pathos, con vantaggi e lontananze imbarazzanti, inspiegabili, nel senso che neanche Paul Cayard su Europsort riesce a spiegare, a giustificare. Uno vince con lunghi minuti di distacco, e - clamoroso - senza neanche lasciar capire se si è trattato della velocità o della scelta del bordeggio. Arrivederci a dopodomani, un mercoledi mattina invernale lavorativo e, si, uggioso pure lui. E se succedesse la stessa cosa anche per la seconda regata? Unica speranza: che almeno vinca l'altro. Così almeno ci resterebbe lo spareggio. Un venerdi mattina invernale lavorativo e, chissà, con un raggio di sole.

sabato 6 febbraio 2010

XXXIII America's Cup (-2): nemici come prima


(Nella foto: i due "eserciti" del defender Alinghi (Societé Nautique de Geneve, in alto) e del challenger BMW Oracle (Golden Gate Yacht Club, in basso), schierati con alle spalle il catamarano Alinghi 5 e il trimarano USA)

Ieri due conferenze stampa quasi contemporanee, a 48 ore dallo sparo della prima regata della 33ma coppamerica. Nella prima il patron di Alinghi dice "Vinca il migliore in acqua", con una precisazione che suona preavviso delle eventuali code giudiziarie in caso di vittoria svizzera (la questione delle vele è ancora alla Corte di New York). Poi si scopre che per la press conference Alinghi aveva una lista di "indesiderati" (qualche giornalista americano), e soprattutto che domenica, all'incontro di presentazione ufficiale con la partecipazione degli armatori, l'ente organizzatore ha precisato di non volere Russell Coutts. "Se non vogliono Coutts non vado neanch'io", ha detto allora Larry Ellison. E così, tra una punzecchiata e l'altra, scorre il tempo prima del Big Match. Sul quale sono tutti daccordo: "Sarà il più grande spettacolo nella storia della vela".


venerdì 5 febbraio 2010

XXXIII America's Cup (-3): Live, live, live everywhere! Ma che ci vado a fare a Valencia?



GUIDA COMPLETA PER SEGUIRE LA COPPA: IN TV, SUL WEB, IN DIRETTA

Ultimora: anche RaiSport+ prende il treno della diretta!

L'ultima novità è il Canale BMW Oracle Racing livestream.com: lo sfidante si è preso la briga di trasmettere in diretta web le giornate di regata, la preparazione, il clima alla base, i supporter, le regate e il dopo-regata. Si inizia oggi, con la diretta (19,30) della conferenza stampa di BMW Oracle, l'ultima prima del match.

Ma per seguire la 33ma Coppa America (prime regate lunedi 8, mercoledi 10 e venerdi 12, partenza alle ore 10,00, poi si farà il punto) non c'è che l'imbarazzo della scelta. E' la coppamerica più democratica e mediatica di sempre. Preparatevi: telecomando e mouse in mano. Dopo la nostra prima inchiesta su come le tv si preparavano a seguire la Coppa (da rileggere qui), ecco una guida completa e aggiornata per non perdervi neanche un bordo, senza considerare che fare "zapping" sarà inevitabile!

LE DIRETTE TV

In Italia trasmetteranno le regate in diretta quattro emittenti: RaiSport+ (digitale RAI, blitz finale di Guazzini che riesce a convincere gli assonnati vertici RAI), La7, Sportitalia e Dahlia TV. Tutte le altre, compresa Yacht & Sail unico canale digitale dedicato allo yachting, registreranno e trasmetteranno in differita, con o senza repliche, oppure offriranno finestre sui notiziari sportivi (SKY Sport).

RAISPORT+ (digitale RAI, anche in streaming sul player del sito www.rai.it) Dalle 10 in poi - Con Giulio Guazzini e Mauro Pelaschier (da Roma)

La7 tv - Con Paolo Cecinelli e Francesco De Angelis (da Valencia)

Sportitalia (Canale 225 di SKY) dalle 10 alle 13 - (dagli studi di Milano)

Dahlia TV (Digitale terrestre Mediaset o Card Dahlia) dalle 10 alle 12,45 - con Giuseppe Mancini e Roberto Ferrarese (da Roma)

Eurosport (British Eurosport SKY 410) a partire dalle 8,30 (da Valencia) - Con il commento di Paul Cayard

LE DIRETTE WEB

Il sito web ufficiale della 33ma America's Cup seguirà in diretta internet l'evento, prima volta nella storia del trofeo. Il segnale live web è ripreso anche dal sito espn360 che trasmette sport live stream solo dagli USA, con il commento di Gary Jobson, veterano di coppa, anchorman della vela e attuale presidente della Federvela statunitense. Senza dimenticare che comunque le tv che trasmettono in diretta hanno spesso un proprio sito in streaming live.

Official website 33rd America's Cup

Il sito del challenger BMW Oracle

Il sito ESPN360 (visibile solo negli USA)

Sportitalia live sul web

Il sito La7.tv (pre-regata e repliche dopo la diretta tv)



GLI ALTRI PROGRAMMI

Da Y&S una diretta-differita, in studio Gabriele Cutini Costa con Andrea Brambilla e Maurizio Bertera e numerosi ospiti seguono e commentano le regate, ma la trasmissione va in onda in replica solo alle 17 e alle 21. Per chi ha perso la diretta o per i fissati che vogliono rivedere tutto e sentire i commenti di qualche big (Cino Ricci, Chieffi, Bruni, Cian e compagnia). Singolare che, con la tecnologia a disposizione, RCS (editore di Y&S) non abbia organizzato almeno uno streaming live sul sito.

Mamma RAI riproporrà la vela anche in terza serata, alle 23,45.

Scende in campo anche Odeon con il bravo Floriano Omoboni che da anni non perde un refolo di vento. Speciale in prima serata con il commento di Sandro Pellegrini del CV Gargnano.

Per il resto dei programmi, rileggetevi il post con la prima guida (opportunamente da aggiornare), qui.

IL NOSTRO SONDAGGIO
Tra poche ore si chiude il sondaggio di questo blog: Vince il Cat o il Tri? Al momento le preferenze vanno ad Alinghi 5, che ha ancora un margine di qualche voto su USA. Schiacciante la scelta a favore delle due regate: secondo il 90% non servirà la terza regata di spareggio. Si vota fino a domenica 7 (in alto sulla colonna di destra).

ULTIMISSIME (O QUASI)
Ernesto Bertarelli timonerà Alinghi 5 in regata, non si sa se anche in partenza (brrr). La Corte di New York con straordinario tempismo ha annunciato che terrà l'udienza sul caso delle vele svizzere "americane" il prossimo 25 febbraio (24 ore dopo l'ultimo giorno utile per concludere validamente in mare la coppa). In caso di vittoria di Alinghi a Valencia, c'è già una "rivincita" dietro l'angolo...

giovedì 4 febbraio 2010

Stringiamoci a Corte

COME E' ANDATA E A COSA E' SERVITA LA CONSULTA DI ROMA

Tanto fumo e poco arrosto. Abbiamo esagerato a definirli “Stati Generali” sulla Formazione, si è trattato di una serie di incontri più o meno interessanti di aggiornamento tra vari soggetti e segmenti dell’organizzazione federale. La Formazione, divisa tra compiti delle Zone (sempre di segno crescente) e coordinamento tecnico centrale FIV, va avanti con il formato che vi abbiamo descritto nel post precedente, e che approfondiremo come giusto, magari in occasioni concrete (raduni, corsi, esami) e con gli addetti ai lavori, che sono ingiustamente i meno ascoltati.

Nella tre giorni federale romana, invece, c’era di interessante la Consulta dei presidenti di Zona. Un organo che nella Nuova FIV è salito decisamente di tono, sia perché il presidente Croce ha cercato subito di mettere in pratica la sua idea di decentrare di più e responsabilizzare (o sovraccaricare, questo si vedrà) la periferia, sia perché i presidenti stessi si sono fatti sentire più volte proponendo i propri temi. Risultato, più riunioni del passato, in controtendenza con l’aplomb della Nuova FIV che invece ha tagliato commissioni, gruppi di lavoro, riunioni e riunioncine, e ha esternalizzato alcuni ruoli a sorridenti manager.

Al di là delle news che hanno sinteticamente illustrato l’andamento delle riunioni di venerdi e sabato, sono emersi - più o meno palesemente - alcuni elementi significativi che condivido con voi.

1) Il presidente Croce ha detto, parola più parola meno: “Adesso mi metto a lavorare alla riforma dello Statuto”.

Una dichiarazione che aggiorna quanto anticipato dallo stesso Croce nel discorso inaugurale in occasione del primo Consiglio, l’8 gennaio di un anno fa a Genova. Un discorso pieno di spunti interessanti che potete leggere tutto qui, e che in tema di riforma dello Statuto (sistema elettorale, Consiglio più piccolo, macro-aree e altre fantasie) affermava: “Affiderò questo programma alla regia di Briante (...). Spero che Briante porti queste proposte all’approvazione eventuale del consiglio entro 1 anno, naturalmente nel limite delle norme CONI.” Per fortuna di tutti, la speranza di un anno fa non si è realizzata. E adesso il presidente afferma di “mettersi al lavoro”, personalmente. Va già un po’ meglio. Anche se deve restare vigile l’attenzione di tutti: lo Statuto è sacro. A volte anche senza volerlo, quasi a fin di bene, a toccare lo Statuto si finisce per far danni. Sarà molto importante che Croce in questo lavoro che inizia adesso (e che potrebbe avere come obiettivo la prossima assemblea biennale: inizi 2011) sia affiancato da esperti veri, conoscitori delle carte federali, saggi depositari della loro storia e della loro evoluzione. Un lavoro di fioretto, insomma, non di machete... Staremo a vedere.

2) Il buon Francesco Ettorre, sempre sugli scudi, ha guidato con gli esperti dello studio Martinelli-Rogolino di Bologna (un “acquisto” azzeccato della Vecchia FIV ancora in auge, ehilà) i primi passi del nuovo sistema di assegnazione dei contributi alle Zone. Un sistema non più a pioggia ma basato su una serie di parametri e coefficienti, finalizzato a riconoscere e premiare (con i soldi) l’effettivo lavoro in periferia. Tesserati (con attenzione alle fasce di età), Società (con bonus ulteriori che scattano per fasce numeriche, un incentivo forse non necessario all’aumento di affiliati), scuole vela, iniziative speciali (come Velascuola), raduni, corsi per Ufficiali di Regata e Istruttori, e così via. Progettino considerato giustamente interessante dai più. Che tuttavia nasconde qualche insidia. La prima riguarda i soldi: quanti sono? L’operazione serve a redistribuire quello che c’è attualmente (poco), oppure ad aumentare sensibilmente l’ossigeno? Non è una questione da poco, perché dietro al progetto – se le risorse restano scarse – c’è l’ombra della crisi per alcune Zone “minori”, che potrebbero vedersi ulteriormente ridotti i denari e quindi condannate a scomparire. Salvo accorparsi ad altre Zone “maggiori”: e così il disegno delle Macro-Zone si comincia a realizzare... La seconda insidia è, diciamo così, filosofica: è giusto stimolare le Zone, ma attenzione a non creare una competizione artificiale, la periferia di una federazione sportiva non è mica il franchising di una azienda! Insomma, avanti guardinghi.

3) All’orizzonte si addensano nubi sul fronte delle concessioni demaniali. L’Unione Europea ha inchiodato l’Italia e dal prossimo giro (2012-2015) il rinnovo delle concessioni non sarà più automatico, bensì soggetto a gara europea. Un operatore francese o tedesco o croato potrà accampare diritti su spiagge tirreniche o adriatiche dove oggi ci sono circoli e scuole FIV. Bel casino. Alla Consulta il solito Studio Martinelli-Rogolino, che in passato ha ben lavorato quando in FIV c’era il gruppo di lavoro su Fisco e Demanio, ha prospettato una serie di azioni. I presidenti dovrebbero attivarsi, ma serve un lavoro di lobby verso il CONI e il Parlamento, con le altre federazioni interessate. Speriamo bene.

4) L’Under 16 tiene banco, mentre è in corso il road-show di Pino Barbieri e i suoi ragazzi (Marcello, Anna e compagnia) per presentarlo ai tecnici di tutte le Zone, un flash è stato offerto anche alla Consulta. Per rafforzare tutti, ma proprio tutti, sull’idea che si tratti di una iniziativa lodevole, non rivoluzionaria ma doverosa, di lenta e macchinosa realizzazione, che richiede mezzi al momento mancanti e che alla fine si realizzerà – come al solito – grazie all’impegno, alla buona volontà e alla cultura velica dei tanti sconosciuti tesserati volontari che amano la vela. Intanto, non manca chi nota come nei primi vagiti dell’U16 la parola “Optimist” pare bandita: si fanno raduni di tutte le classi tranne che di Optimist, l’attività di questa classe è stata cancellata, l’impegno ricade sulle famiglie e su qualche circolo, ma i soldi recuperati non pare arrivino alle Zone per l’U16, che resta roba da club più ricchi...

5) A fronte di temi di tale portata, la Consulta è stata allietata anche da cose più leggere, come la ristampa delle cravatte (alle riunioni non le portava nessuno); i nuovi stampati sulle convenzioni, affidate al serafico Duranti che da tempo ha chiuso per mancanza di clienti lo “Sportello d’ascolto” FIV; la proposta dell’amico Tonino Viretti di creare un addetto-stampa per Zona (urca, che idea) che collabori con l’ufficio stampa nazionale (perché, ce n’è uno?); la voce sul possibile arrivo di una Banca quale sponsor federale; l’annuncio che il prossimo Consiglio Federale si terrà a fine febbraio a Palermo, ospiti dell’Assemblea Regionale Siciliana e della Fondazione Federico II.

“Poveri” presidenti di Zona: in trincea, tuttologi e responsabili per tutto (funzionari delegati), chiamati alla corte di un vertice federale che, sempre più, vagheggia di Grandi Inarrivabili Progetti eppure (fatte le dovute eccezioni) sembra mancare di una visione globale, semplice affidabile e concreta, del quotidiano che riguarda la periferia FIV, le vere armate del movimento della nostra vela, le uniche che – nonostante tutto – ogni giorno fabbricano un pezzo di futuro.

mercoledì 3 febbraio 2010

XXXIII America's Cup (-4): Larry, Ernesto

Ernesto è il defender, lui stringe la Coppa e forse timonerà davvero il suo catamarano gigante. Larry è il challenger duro e puro, senza sconti e senza fronzoli, ancora non è sbarcato a Valencia. Sono loro, i nuclei portanti della 33ma America's Cup, il principio e la fine.

IL DEFENDER
Ernesto Bertarelli, classe 1965, cinquantaduesimo uomo più ricco del mondo per Forbes (alla pari con Roman Abramovich), erede dell’impero biotecnologico Serono fondato dal padre Fabio pioniere dell’ingegneria genetica, studi e master a Boston e Harvard, è con lui al timone che l’azienda di famiglia fa il triplo salto di qualità, conquistando leadership, mercati e miliardi, grazie agli studi sul DNA ricombinante. Dopo il boon, il super-boom con la vendita dell’azienda (2006) alla tedesca Merk. Smaltite con fastidio (e una causa per aggiotaggio) le voci calcistiche sulla Lazio, Ernesto è tutto per la vela. Dopo Sardinia Cup, Fastnet, Bol d’Or, nel 2000 crea dal nulla la corazzata Alinghi che scardina il sogno neozelandese e porta per la prima volta in un colpo solo l’America’s Cup in Europa, in Svizzera e nel Mediterraneo, dove la difende nel 2007 a Valencia. Ha vagheggiato (un po’ superficialmente, per sua stessa ammissione) un futuro stabile per la coppa, ma ha dovuto fare i conti con il mastino Ellison. L’ha fatto con eleganza e fantasia, senza badare a spese, e con grande attenzione all’immagine. Dovesse perdere, tornerà sfidante.

IL CHALLENGER
Lawrence (Larry) Ellison, classe 1944, quarto uomo più ricco del mondo (più di lui solo Bill Gates, Warren Buffett e il messicano Carlos Slim), è un self-made-man partito da una famiglia povera. La mamma lo affidò agli zii che l’hanno cresciuto. La sua fortuna è legata all’epopea software del marchio Oracle che gli ha fruttato un patrimonio personale valutato in 22 miliardi di dollari. Nella vela il suo nome è legato alle vittorie della serie di Maxi Sayonara, quattro volte campioni del mondo, e alle sfide di Coppa America. Ma è in quest’ultima battaglia personale durissima contro Alinghi, con i ricorsi alla Corte Suprema di New York, che Ellison è diventato un osso durissimo. Poche apparizioni e pr, zero interviste, chiede il massimo al suo dream team per 24 ore al giorno. L’America sembra ancora tiepida con l’uomo che più di tutti dai tempi di Dennis Conner dimostra di voler riportare a casa il trofeo che per 132 anni è rimasto, imbattuto, a Manhattan. Lui dice che in caso di successo organizzerà la difesa a Valencia, con tanti sfidanti. Ma dopo tanti sforzi, voi resistereste alla tentazione di vedere la Coppa a San Francisco?

XXXIII America's Cup (-5): 6-11 nodi di vento per la prima regata



ULTIMORA: LA GIURIA CONFERMA L'ORARIO DI PARTENZA ALLE 10,06

Lunedi 8 febbraio al largo di Valencia le previsioni di windfinder.com, uno dei più attendibili siti di previsione sul vento nel mondo, ci saranno 6 nodi alle ore 10 (l'orario del segnale di avviso del primo match, confermato oggi dalla Giuria), che aumenteranno progressivamente fino a 11 nodi alle ore 13,00 (quando la regata verosimilmente sarà finita, e 15 nodi alle ore 16,00, quando sarà finita forse anche la conferenza stampa del dopo-regata. Le previsioni di windfinder si aggiornano frequentemente, ma è difficile che sbaglino di grosso. Martedi 9 (giorno di riposo) il vento aumenta leggermente nella fascia oraria interessata (10 nodi alle ore 10,00), e mercoledi 10 (giorno della seconda regata: l'ultima?) anche se la previsione non arriva a coprire la fascia oraria, sembra offrire una situazione analoga.

Il vento predominante è da ponente, e dalle curve orarie si capisce chiaramente che alle 10,00 (l'orario scelto da Alinghi per l'inizio delle operazioni di partenza) la brezza comincia appena a costruirsi, e solo dalle 12,00-13,00 è più matura. In sostanza verso le 10-11 del mattino raramente il vento supera i 5-6 nodi, mentre dopo quell'ora si sviluppa e si avvicina ai 10 nodi. Non è quindi un caso che tra i ricorsi di BMW Oracle alla Giuria Internazionale ve ne fosse uno riguardante la possibilità per il defender di stabilire unilateralmente l'orario della regata. E' ormai accettato da tutti gli osservatori tecnici che il catamarano Alinghi 5 sia tendenzialmente superiore a USA 17 con vento sotto ai 6 nodi, mentre con vento oltre i 7-8 nodi la situazione si ribalta a favore del trimarano americano.

In conclusione (e fatte salve altre sorprese) si può prevedere: prima regata con vento leggero (favorito Alinghi 5), seconda regata con qualche nodo in più e vento medio (favorito USA17).

Il portavoce di BMW Oracle Tom Ehman ha commentato: "Il massimo evento del nostro sport, con i migliori velisti del mondo, dovrebbe svolgersi in condizioni di vento così leggero che sarebbero prive del minimo divertimento anche per un bambino dell'Optimist".

In giornata sono attese ulteriori decisioni della Giuria.

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