lunedì 16 novembre 2009

Armiamoci e partite


UOMINI, PASSIONI E SEGRETI DELLA RIUNIONE UNDER 16 A ROMA

Nasce Enduring Sailing. Un giorno e mezzo di riunione a Roma per i referenti zonali, i segretari di classe e i coordinatori tecnici del piano FIV Under 16. Tanto sono telegrafici i Consigli Federali, quanto si allungano i confronti – tecnici, programmatici, attuativi – dell’ambizioso progetto new-wave sulla vela giovanile. Giusto così. Presenti: i consiglieri Pino Barbieri e Anna Bacchiega, i Tecnici nazionali Marcello Turchi, Filippo Maretti e Marcello Meringolo, il prof. Claudio Scotton, i segretari di alcune delle classi giovanili: Norberto Foletti (Optimist), Macrino Macrì (Assolaser), Marco Corti (Techno 293), Matteo Migliavacca (RS Feva), i referenti zonali: Luisa Franza (I Zona, Liguria), Paolo Rossi (II, Toscana), Massimiliano Roppolo (III, Sardegna), Claudio Ramoni (IV, Lazio), Andrea Mauro (V, Campania), Valentina Colella (VI, Calabria), Fernanda Caravello e Sergio Todaro (VII, Sicilia), Giuseppe Palumbo (VIII, Puglia), Andrea Papa (IX, Abruzzo), Cesare Torres (X, Marche), Stefano Marchetti (XI, Emilia Romagna), Francesco Pappagallo (XII, Veneto), Paolo Apolloni (XIII, Friuli Venezia Giulia), Giuseppe Devoti (XIV, Trentino Alto Adige e Lago di Garda), Maurizio Castelli (XV, Lombardia, Piemonte e Valle D’Aosta). Una bella squadra.

La riunione è servita per conoscersi e per capire meglio, guardare dentro al progetto. Un piano che nasce da lontano, come ha ricordato Marcello Turchi (al lavoro nella foto a fianco), allenatore giovanile di lunghissimo corso, tra i più vincenti ed esperti al mondo (ha “servito” sotto ben 7 diversi consiglieri federali coordinatori dell’attività giovanile, in oltre 25 anni), che ha dato un contributo decisivo proprio apportando concetti maturati anche parecchi anni fa, nel corso dei corsi di IV Livello alla Scuola delle Sport del CONI. E in fondo è giusto che un progetto di rinnovamento e aggiornamento scientifico arrivi proprio da chi più ha contribuito, negli ultimi anni, a fare della vela giovanile italiana una delle migliori al mondo. Il piano Under 16, in tal senso, è semplicemente lo sviluppo inevitabile di una scuola. Con l’aggiunta di una salutare “scossa” a un ambiente che correva il rischio di sedersi sugli allori. Con le sue parole chiave (multilateralità, multiclasse, meno agonismo giovanile) il piano è per il momento una “dichiarazione di intenti” che viene dalla storia e dal meglio dei nostri bravi allenatori giovanili, compresi quelli che – almeno per il momento – si sentono, o sembrano, tagliati fuori. La sua validità, il suo successo, si misureranno solo nel lungo periodo. La sua attuabilità, invece, avrà subito dei duri esami da superare nel 2010. Il lavoro decisivo delle Zone (che la FIV non deve lasciare o far sentire sole neanche un secondo, in questo impegno nuovo e gravoso), la scarsità di mezzi a disposizione (barche, uomini, tempo e denaro), la necessità di convincere molti a un cambiamento che può essere piccolo o enorme. Proprio per questo, come abbiamo detto più volte, una bella e coinvolgente comunicazione sarebbe stata determinante. Forse non siamo ancora fuori tempo massimo.

Alla riunione Claudio Scotton (che insegna Tecnica dello sport presso la Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie-SUISM di Torino, e viene dal mondo delle tavole a vela) ha illustrato le basi scientifiche del concetto di “Multilateralità” (vedi sotto una definizione, con l’avvertenza che si tratta di una metodologia di chi lavora nello sport come preparatore atletico, ed è strumento che riguarda la costruzione dell’apparato fisico-motorio), che non è certo nuovo per gli insegnanti di sport e di attività motorie ai giovani e giovanissimi, né al suo esordio assoluto nella vela italiana, ma che vene per la prima volta “dettata” in programmi FIV. Scotton si è dovuto districare anche a spiegare la differenza tra Multilateralità e Multiclasse, una sorta di mini-variante applicata alla vela. Non basta usare “tante barche diverse” per fare veramente multilateralità. Ma l’applicazione Multiclasse è comunque un passaggio qualificante (e una delle difficoltà attuative) del piano Under 16. Scotton ha portato bibliografie e tabelle. E’ piaciuto a molti e ha confuso tanti altri. E’ giusto: intorno al tavolo ci sono, chi più chi meno, formatori, allenatori o semplici istruttori che hanno sfornato a centinaia negli ultimi anni le nuove generazioni di velisti. Avranno la loro cultura, no? E’ stato persino chiesto loro di svolgere un “compitino”: un progetto-tipo di piano Under 16 per la propria Zona. Con Marcello Turchi intento a prendere appunti. Inevitabile sensazione di essere in una fase sperimentale.

Come sempre accade, tra i più smaliziati c’è chi nicchia, ma in generale prevale un misurato entusiasmo, l’interesse – tecnico e storico – per una fase di passaggio e di potenziale miglioramento. Secondo i punti di vista, più conservatori o più rivoluzionari, il piano può portare a piccole e graduali modifiche, oppure a un profondo cambiamento culturale delle scuole di vela. Singolare, ma fino a un certo punto, l’analisi dei due schieramenti: i politici e gli autori della dottrina sono per un cambio rivoluzionario e culturale, mentre i tecnici, gli istruttori sul campo, sono per un processo più prudente. Su un punto tutti daccordo: sarà la pratica a decidere.

E’ qui, oltre che sulla buona comunicazione, che si gioca la partita. Da domani ciascun referente andrà nella sua Zona a diventare ambasciatore del piano. La responsabilizzazione delle Zone è un passo importante, anche per far crescere nel tempo nuove e valide figure professionali, ma con quali cannoni la FIV vuol combattere questa guerra? Si parla di un contributo di 8-10.000 euro per Zona. Per acquistare le barche, per le diarie dei tecnici incaricati, per l’organizzazione dei raduni under 16 multilateralisti e multiclassisti, ben 8 secondo le tabelle del piano... Messa così, è come spedire una missione nell’inverno russo in bermuda e infradito. Il piano rischia di congelarsi sul nascere. Mi permetto di credere che loro, i referenti, gli istruttori, i formatori, chi è dentro e chi entrerà nell’onda del cambiamento, gli stessi circoli, tutta questa forza è la storia della nostra vela e quindi andrà senza paura, anche al congelamento. E’ la FIV, è chi ha pensato, scritto e partorito il piano, ad avere adesso il dovere di foraggiare, sostenere, riscaldare queste truppe. Non devono sentirsi soli, là in trincea. Dovrebbero venire in visita, ogni tanto, anche i grandi capi federali, lasciare per un attimo le Volvo Ocean o le Louis Vuitton, e scendere alle frontiere. Ci vogliono più soldi, ci vogliono strumenti (uno, positivo, potrebbe partire a breve: una piattaforma sul sito FIV che serva di scambio informazioni, esperienze didattiche, guide e ausili, anche forum tra i soggetti protagonisti), ci vogliono più uomini e più comunicazioni condivise (ogni riunione dovrebbe avere un report di riferimento per i partecipanti), bisogna far sentire ciascuno “dentro” e nessuno “fuori”, tutti importanti. Ci vuole pazienza e rispetto per i tempi di tutti. Senza pregiudizi né dogmi. Solo così il piano Under 16 ce la farà, come i Corsi Olimpia nel '60. E noi con loro.

PS-La nostra inchiesta in periferia sull’Under 16 prosegue: nei prossimi giorni la pubblicazione a puntate. Con qualche sorpresa...

DOCUMENTI/ COS’E’ LA MULTILATERALITA’?
Da una definizione piuttosto chiara di un corso universitario: “È una strategia dell’allenamento giovanile indispensabile per uno sviluppo motorio e somatico armonioso, propone la molteplicità delle attività in maniera motivante... un fondamento della preparazione giovanile che indica un completo sviluppo delle funzioni di base e può quindi consentire di eliminare le limitazioni che una specializzazione precoce può procurare...”.
Si identificano due modelli principali di multilateralità: la “multilateralità estensiva”: prevede l’adozione di un numero considerevole di proposte motorie in riferimento agli schemi motori e abilità più significative a buona parte delle discipline sportive; la “multilateralità orientata”: con adozione di una grande quantità di proposte e particolare riferimento agli schemi motori e abilità più significative di una specifica disciplina sportiva. Questa seconda può inoltre avere una forma fortemente indirizzata e diventare “multilateralità mirata”: adozione di una gran quantità di proposte, strutturando continuamente varianti significative rispetto agli schemi motori e alle abilità della disciplina sportiva praticata.

2 commenti:

  1. ...io c'ero e ti dico che hai colto l'essenza della situazione, grazie fabio

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  2. C'è anche una squadra nazionale under 19 mi sembra di aver capito, ma sul sito della Fiv non vì è traccia.Vi risulta è una notizia vera o sono solo voci. Come mai, sempre che le voci siano fondate, non c'è nessuna mews sul sito della federazione?
    Grazie
    Silver

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