sabato 22 maggio 2010

Alla Maddalena c'è il G10 della Vela



Una delle regate più importanti mai organizzate in Italia. E’ questa, senza mezzi termini, la definizione per il Louis Vuitton Trophy La Maddalena, l’appuntamento che monopolizzerà l’attenzione per tre weekend di seguito: da domani a domenica 6 giugno. La lista dei partecipanti, squadre e velisti, è da “Champions League dello yachting”, e non a caso qui si parla molto di Coppa America, passata, presente e soprattutto futura. Ci sono tutti, e sono entusiasti di sfidarsi nel paradiso della Sardegna più bella, in quell’isola che sarà pure chiacchierata (dal mancato G8 in poi) ma offre uno scenario senza eguali.

Eccolo, il G10 della grande vela, in ordine di blasone e di “tituli”. C’è BMW Oracle, il team di San Francisco guidato da Sir Russell Coutts che ha conquistato a febbraio l’America’s Cup. James Spithill scende dal trimarano e torna con la famosa grinta al match race. Ci sono i kiwi di Emirates Team New Zealand, guidati da Dean Barker, eredi di due Coppe vinte (1995-2000), nel circuito Louis Vuitton hanno già collezionato un 2° (a Nizza, battuti da Azzurra) e un 1° (ad Auckland, battendo Mascalzone Latino Audi). Quindi le medaglie d’oro olimpiche degli inglesi di TeamOrigin con Ben Aisnlie, gruppo nato col chiodo fisso di riportare la coppa all’isola di Wight. E avanti con il baffo di Paul Cayard, alla guida della barca svedese Artemis, ma qui col ruolo “politico” di presidente della WSTA, l’associazione dei team velici più influenti del mondo. Quindi un altro eroe olimpico, il tedesco Jochen Schumann, ex Alinghi, alla guida del team misto Francia-Germania All4One. Il vecchio leone transalpino Bertrand Pacè, leader del consorzio Aleph. E infine il timoniere polacco Karol Jablonski, ex iridato di match race, con i russi di Synergy.

La risposta della vela italiana è all’altezza: con tre team siamo il paese più rappresentato (fu lo stesso a Valencia 2007), e con tanta qualità. Il team “di casa” è Mascalzone Latino Audi: il suo patron Vincenzo Onorato non si è risparmiato pur di portare Louis Vuitton a La Maddalena, e in più con il Club Nautico di Roma è il Challenger of the Record della Coppa America 34. Al timone ci sarà Gavin Brady, kiwi mascalzonizzato che se in forma può nuocere a chiunque, e l’equipaggio ha tanti rinforzi da prua a poppa. L’altra squadra sarda porta il nome nobile di Azzurra, il guidone del vicino Yacht Club Costa Smeralda (aria di derby con La Maddalena), e la coppia d’assi Francesco Bruni (timone) e Tommaso Chieffi (tattica) per volare alto. La terza bandiera italiana sventola sul ritorno in grande stile di Luna Rossa, guidone YC Punta Ala. Il sindacato di Patrizio Bertelli si è affidato al timoniere USA Ed Baird (il vincitore della Coppa 2007 con Alinghi), e ai talenti brasiliani Torben Grael (tattica) e Robert Scheidt (strategia), sette medaglie olimpiche in due, pronti a ballare la samba con il Maestrale. Che la festa cominci, il mondo della vela guarda solo all’Italia.

Bruno Troublé, uno degli inventori della manifestazione: “Il Louis Vuitton Trophy sta diventando un po’ l’anticamera, il preambolo ideale dell’America’s Cup. Anche sul piano sportivo è il miglior modo, per gli equipaggi, di battersi ad armi pari. E sono soddisfatto per il luogo dove mi trovo. Da Nizza il Trophy è cresciuto, abbiamo team fortissimi, è arrivato BMW Oracle Racing. I dieci team hanno le stesse possibilità di vincere e le barche sono equalizzate alla perfezione”.

Vincenzo Onorato, uomo di mare prima di ogni altra definizione, è il presidente di Mascalzone Latino Audi Team, che a La Maddalena è la squadra ospitante: “La prima volta che ho visto l’Arsenale ero ragazzo ed è stata mia l’idea di portare qui le regate, la naturale evoluzione del luogo dopo l’impiego militare. E’ una grande emozione incontrare Defender e gli altri team. Con la prospettiva della Coppa America di cui siamo Challenger of Record questi eventi devono servire per selezionare l’equipaggio, amalgamare le individualità, creare la squadra”. Onorato si esprime anche sul futuro del porto realizzato nel vecchio Arsenale: “Continuo a dire di guardarsi attorno: questo sarà il più bel porto del nord della Sardegna, destinato ad accogliere settecento barche”. Che stando alle statistiche divulgate dall’associazione di settore UCINA valgono almeno 100 posti di lavoro: si oscilla infatti da un posto ogni dieci posti barca a uno ogni quattro, secondo la taglia e il contesto. Per La Maddalena dopo la partenza degli americani una grande occasione. A finalizzare la conversione, dopo i lavori parzialmente completati per il G8, sarà Mita che ha pianificato un investimento complessivo di 75 milioni di euro che riguarda il porto e strutture alberghiere a terra.

Paul Cayard, il presidente di WSTA, associazione di armatori che anima il Trophy, ricorda la forte passione italiana per la Coppa America: "In Italia c'è una grande passione per la vela e la Coppa America, la prova sono i tre team che sono iscritti a queste regate. La Sardegna è il posto ideale per regatare e sono convinto che il Trophy sarà un evento da ricordare".


Il formato prevede un girone iniziale, in cui ogni team sfiderà tutti gli altri una volta (45 match in tutto). I primi 8 avanzano alla fase successiva, in cui gli equipaggi più in alto sfidano quelli più in basso in classifica. Chi vince va alle semifinali e poi a seguire fino alle finali, che sono in programma fino a domenica 6 giugno. Decisive le condizioni meteo. Per l’esordio sole e Maestrale medio (10-15 nodi). Il G10 della vela ha richiamato molti giornalisti da tutto il mondo, ma le regate saranno in diretta sul web: www.louisvuittontrophy.com.

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