giovedì 6 maggio 2010

Romolo & Remo (Russell e Vincenzo)


Russell e Vincenzo come Romolo & Remo: i fondatori della nuova Coppa America come i fondatori di Roma?

La 34ma Coppa America è iniziata a Roma, nelle vetrate della grande sala Esedra dei Musei Capitolini, in Campidoglio, che ospita l'originale della statua di bronzo del Marco Aurelio a cavallo, la Lupa che allatta Romolo e Remo, e molti altri pezzi di storia. Tanto che al Commodoro del Golde Gate Yacht Club Roy Thomas è scappata la battuta: "L'America's Cup è giovanissima al cospetto con le vestigia di questo museo". Talmente giovane da sentire il bisogno del suo primo, sostanzioso e concreto, "restauro" come evento più antico della storia sportiva.

E' questo il senso della conferenza stampa di oggi a Roma, con Russell Coutts il defender, Vincenzo Onorato il Challenger of Record, i presidenti del GGYC e del Club Nautico di Roma (Claudio Gorelli), il sindaco di Roma Alemanno, e presentata da un monumento della storia velica chiamato Cam Lewis (Finn Gold Cup, The Race, Coppa America, ecc...), davanti a molti giornalisti venuti da mezzo mondo a cominciare dal decano di tutti, Bob Fisher, nonostante lo streaming web Live. Come cambierà la Coppa? Ecco gli highlights di Roma, 6 maggio 2010, la data d'inizio della prossima edizione.

BARCHE
Nascerà una nuova America's Cup Class, dice Sir Russell, con questi criteri-guida: "hi-speed sailing", saranno barche veloci, spettacolari, appassionanti. "Physically demanding", scafi fisicamente e atleticamente impegnativi, dove non si potrà stare a bordo senza fare nulla, una vela d'azione, eccitante, per attrarre le giovani generazioni. "Media oriented", barche pensate da prua a poppa per la tv, con telecamere e microfoni ovunque, per far vivere la regata da bordo. "All round", pronte a regatare con tutte le condizioni di vento (da 5 a 35 nodi) e di mare, e negli orari prestabiliti (anche per la tv) onde evitare di perdere match per ragioni meteo. "Mutual consent", introduce sin dalle barche il concetto-chiave della nuova Coppa targata San Francisco, ogni cosa sarà condivisa con tutti i team partecipanti. Le barche saranno discusse con tutti i possibili partecipanti, e due designer neutrali (Bruce Nelson e Peter Melvin) sono al lavoro per creare un primo draft delle caratteristiche in due direzioni: monoscafo e multiscafo (quindi una decisione finale in tal senso non è stata presa, anche se Russell ha fatto capire di preferire un monoscafo).

REGOLE
L'intera Coppa sarà gestita da un'autorità indipendente e neutrale, fatta di professionisti, per garantire la totale equità fra i team: ogni squadra dovrà avere le stesse possibilità di vincere la Coppa America. Il Protocollo sarà deciso sempre con il sistema della consultazione tra possibili team sfidanti, e la base di partenza - come espressamente detto da Russell - è il Protocollo dell'AC32, quello che ha regolato (egregiamente) la Coppa a Valencia nel 2007. Lo scopo - come ha voluto sottolineare Vincenzo Onorato - è di minimizzare il rischio di liti tra i consorzi partecipanti, per vivere solo un evento sportivo.

FORMATO
Per dare maggiore visibilità ai team partecipanti, il circo dell'America's Cup darà vita a un vero e proprio Circuito Annuale, con tappe in diverse località nel mondo. Il sistema sarà studiato insieme alla World Sailing Team Association, la WSTA presieduta da Paul Cayard attuale partner nel circuito Louis Vuitton (a Roma c'era anche un raggiante Bruno Troublè), ma l'idea è che l 'Annual Series si trasformi fino a diventare Challenger Series, la finale tra gli sfidanti che deciderà chi andrà a contendere la Coppa al defender. Due novità (o ritorni al passato) importanti: 1) saranno possibili più Defender, e quindi le relative regate di selezione, e 2) il Defender non parteciperà alle regate finali degli sfidanti (uno dei punti-chiave e più controversi del progetto Alinghi che finì in tribunale su iniziativa di Larry Ellison).

MARKETING
Un management indipendente, barche in grado di regatare sempre e molto televisivamente, regole condivise e sportive, oltre al formato descritto, dovranno offrire agli sponsor un prodotto commerciale valido e appetibile.

LOCALITA' E DATA
San Francisco resta la favorita ed è lì che oggi è custodita la Coppa. Ma Russell ha detto chiaramente che verranno considerate altre città, sia negli Stati Uniti che in Europa. Quanto alla data, due possibilità: 2013 (30%) oppure 2014 (70%).

Coutts ha anche sottolineato la collaborazione senza precedenti tra il Challenger of Record e il Defender: “Il compito di dare un nuovo volto alla Coppa sarebbe stato impossibile senza la stretta collaborazione di Vincenzo Onorato." E Vincenzo a sua volta ha avuto l'onore di rendere pubbliche le date previste per l'assunzione delle decisioni cruciali per conto di tutta la comunità della Coppa America.

XXXIV COPPA AMERICA, ECCO LE DATE DA RICORDARE

- entro il 31 agosto 2010: emanazione del Protocollo per la 34esima America's Cup
- entro il 30 settembre 2010: presentazione della nuova regola di stazza e della America's Cup Class
- entro il 31 dicembre 2010: Pubblicazione del Bando di Regata e delle regole
- entro il 31 dicembre 2010: Conferma della località ospitante
- dal 1 ottobre 2010 al 31 gennaio 2011: quattro mesi di tempo per presentare una Sfida

--> Insomma, c'è una gran voglia di far ripartire la giostra. A spingerla ci sono tutti: ci sono Paul Cayard e Russell Coutts, gli stessi che nel 2007 provarono a lanciare la World Sailing League in chiave Anti-Alinghi e che oggi invece sono a capo del "Sistema-Vela": uno è defender e l'altro presidente dell'associazione dei team velici. C'è Vincenzo Onorato che ha azzeccato l'onda giusta su cui poggiare ed è partito nella planatona che l'ha portato dritto dritto sulla "cupola" velica. C'è La Louis Vuitton con il suo guru Bruno Troublè, che si prepara a raccogliere i frutti degli investimenti di questi anni (in idee, eventi, concept), e che non ha esitato - oggi - ha buttare sul tappeto una prima richiesta (sapendo che il marchio del lusso avrà un notevole potere contrattuale nella partita dei prossimi mesi): "State pensando al ritorno della regola di team nazionali?". Russell & C ci faranno un pensierino. C'è, dietro a tutti, la potenza di Larry Ellison, i suoi soldi (che già stanno pagando i vari professionisti che studiano ACC, Protocolli, formati televisivi, marketing eccetera) e la sua visione moderna di sport e Coppa America. Ci sono i grandi team dietro l'angolo: da Team New Zealand a TeamOrigin (GBR) ai francesi, ai tedeschi, ai cinesi, agli arabi e ai tanti (troppi?) italiani, pronti addirittura con 4 squadre (oltre a Mascalzone Latino ci sono Luna Rossa, Azzurra e GreenComm del Garda). E a La Maddalena, dove ci saranno 10 team tra i quali il Defender e il Challenger of Record, sono già previste molte riunioni (ufficiali e non) sul tema. Davanti a tanto spiegamento di forze, sarà difficile che qualcuno faccia spallucce e si tiri indietro. Il pensiero, inevitabilmente, va a Ernesto Bertarelli e Alinghi: se volessero partecipare alla costruzione di questa coppa tutta nuova? "Sarebbe il benvenuto - ha risposto Russell - sono anni che gli offriamo questa possibilità e finalmente potremmo realizzarla senza litigare". Chissà che non sia davvero l'inizio di una nuova primavera, romana.

ED ECCOVI IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA DI NASCITA DELLA XXXIV AMERICA'S CUP

1 commento:

  1. L'impostazione della prossima coppa america data dagli americani è corretta e coerente: dopo anni di battaglia legale con Alinghi, secondo me Ellison, tramite Coutts, sta delineando un evento effettivamente "fair", con regole condivise e tutti sullo stesso piano, come dimostra le non partecipazione del defender alle challenger series, e addirittura la possibilità di altri defender di partecipare a eventuali selezioni. Le regole questa volta potranno veramente essere decise da tutti i partecipanti. Questa è la teoria, ora viene la pratica, ma se devo essere sincero, la figura di un Russell Coutts con tutto quello che ha vinto, è una garanzia di correttezza. Ci sono idee, date, scadenze, principii: la nuova coppa come la chiami tu, può iniziare. Con buona pace delle voci che si sono subito alzate a criticare e dubitare: prima appoggiavano Alinghi e la sua coppa "unfair", e adesso dubitano che il progetto Ellison-Coutts-Onorato possa ledere la tradizione del trofeo! Guardate meglio: le proposte attuali sono in realtà tutto il meglio delle precedenti (comprese alcune cose della AC33), ma depurate e ripulite di ogni stortura e interessi di parte. Ci sono gli acts preliminari, le annual series, il marketing, i media. La coppa attualizzata. Io dico che dobbiamo essere contenti, e come italiani anche orgogliosi di avere un challenger of record. Piaccia o no, Vincenzo Onorato si è mosso bene, e oggi ha una notevole influenza nella vela che conta.
    Paolo

    RispondiElimina

Lettori fissi