martedì 8 settembre 2009
Mondiali RS:X a Weymouth, un altro bel video, come vanno i nostri e (soprattutto) com'è il campo di regata di Londra 2012
(Godetevi un altro ottimo esempio di "videovela" ben fatta, la classe RSX si conferma all'avanguardia anche con un suo "canale" dedicato su YouTube)
FLAVIA TARTAGLINI 5, LAURA LINARES 12
Il Mondiale del windsurf olimpico RS:X entra nelle sue fasi decisive in Gran Bretagna a Weymouth, nella baia che ospiterà le regate di Londra 2012. Per la vela azzurra, le buone notizie vengono dall’ottimo comportamento di Flavia Tartaglini, la romana delle Fiamme Gialle che dopo uno splendido inizio ha saputo reagire a una squalifica per partenza anticipata. Ora dopo 6 prove Flavia è al 5° posto (4-2-1-ocs-9-3) con 19 punti, a -5 dal terzo gradino del podio occupato dalla francese Marine Rambaud. In testa volano le due spagnole Marina Alabau (tutti primi di manche!) con 5 punti e Blanca Manchon con 10. Desta meraviglia (per ora) l’anonimo 9° posto della padrona di casa inglese Briony Shaw, medaglia di bronzo di Pechino (Qingdao) 2008, che paga un pessimo inizio ma sta mostrando segni di ripresa. Nella lotta per entrare in top-10 e conquistare la Medal Race resta in pieno anche la giovane azzurra Laura Linares, che è al 12° posto (8-3-bfd-4-12-5).
FABIAN HEIDEGGER 12
Tra i maschietti, emerge prepotentemente in testa l’olandese Dorian van Rijsselberge, capace di mettere uno dietro all’altro ben quattro primi di manche, e precede ora di 3 punti (rischiando di rovinargli la festa già organizzata) proprio il britannico Nick Dempsey. In classifica nei primi 10 ci sono tutti i grandi della classe, ex iridati e medaglie olimpiche, più un paio di giovani sorprese che lasciano a rincorrere qualche senatore come Bontemps e Kaklamanakis. In netta ripresa l’azzurro Fabian Heidegger: partito assai male, l’altoatesino è tornato se stesso e nelle ultime prove ha corso nel gruppo di testa (17-16-7-4-3-4). Ora è al 12° e deve continuare così per conquistare la Medal Race obiettivo minimo. Gli altri italiani: 30° Riccardo Belli Dell’Isca, 31° Federico Esposito, 65° Andrea Ferin, 86° Manfredi Misuraca, 90° Marcantonio Baglione.
WEYMOUTH&PORTLAND, PRIMI SCHIAFFI
Ai Mondiali RS:X il vero protagonista resta per tutti il campo di regata olimpico di Londra 2012. La baia di Weymouth e Portland, sede di una pomposa “Accademia” della vela britannica, intorno alla quale fervono già visibili i lavori per la sede dei prossimi Giochi della vela. Vento all’inglese, in quantità e varietà. Vento che si costruisce ogni giorno, e che finisce quasi sempre per soffiare gagliardo. Ma anche vento irregolare, da studiare, da capire, da interpretare. E al quale aggiungere dosi significative di corrente di marea. Non è un campo di regata da principianti, W&P. Il Mondiale RS:X servirà a tutti i team per prendere le misure, i primi riferimenti, e quindi dare il via a una lunga campagna di studio, analisi e – va da sé – allenamenti sul posto. Buon per noi che al seguito della nostra squadra del windsurf c’è Paolo Ghione, nella doppia veste di allenatore della classe e di Condirettore Tecnico. E ancor più buona la presenza, sia pure come osservatrice, della vicepresidente federale Alessandra Sensini, che proprio un mese fa è scesa ufficialmente in campo per correre su queste acque la sua sesta Olimpiade. Oltre alle basi logistiche (di cui abbiamo dato i primi riferimenti nel nostro post “Azzurre scogliere di Dover” lo scorso 8 agosto – vedi link: http://lamiafedervela.blogspot.com/2009/08/azzurre-scogliere-di-dover.html) si tratterà di mettere a punto un programma dettagliato che coinvolga tutte le classi e tutti i tecnici. La “baia dell’accademia” ha distribuito in giro i primi schiaffi, e anche noi ne abbiamo incassato qualcuno. Vediamo di farne presto tesoro.
lunedì 7 settembre 2009
Primavela, da evento a "ritrovo"

Da tutta Italia stanno partendo le gioiose carovane di circoli, istruttori, famiglie e baby-skipper diretti a Giulianova per la Primavela 2009, evento che un comunicato stampa FIV del 4 settembre "presenta" con una disarmante scialacquata... Sentite un po':
<< La tradizionale festa della vela giovanile è in programma dal 10 al 12 settembre a Giulianova (Teramo). Al ritrovo sono attesi circa 900 giovani velisti con meno di 14 anni che, giunti da tutta Italia, condivideranno la passione per la vela scendendo in acqua in occasione delle regate della Coppa PrimaVela, della Coppa del Presidente e della Coppa Cadetti.>>
Che allegria! Nessuna attenzione alla storia venticinquennale di questa straordinaria manifestazione, ai circoli, agli equipaggi, a come si arriva a selezionarsi per la Primavela, alle classi, alle scuole vela e ai loro istruttori e maestri, alle famiglie, insomma al movimento... Che peccato: la Coppa Primavela è un evento semplicemente UNICO AL MONDO, ma la Nuova FIV lo riduce a un "ritrovo"!
Poco più avanti, il comunicato descrive una brillante iniziativa della Nuova FIV per questa edizione (la prima della gestione Croce): cosa ti organizzo nell'ambito dell'evento-festa della vela giovanile, nel prevedibile clima di giocosa confusione? Un bel <<Convegno nazionale sulle politche del turismo nautico costiero e delle portualità turistiche regionali dal titolo: “Sinergie per lo sviluppo economico e sportivo: Modeli (yes: modeli con una sola elle, ndr) di cultura e di vita - L’Impiantistica Sportiva Velico-Nautica - La Vela Paralimpica - Strumenti di attuazione”>>.
State pensando quello che penso io: AIUTO!!
E tanto per capire meglio, mentre il comunicato non accenna minimamente a nomi di giovani equipaggi (non mancano baby interessanti, tra loro ci saranno le medaglie olimpiche azzurre del futuro, o i Giovanni Soldini di domani), sul convegno si lancia in un sussulto di dettagli dai quali apprendiamo che i relatori saranno: << P. Guidobaldi, Presidente Ente Porto Giulianova (introduzione); A. Cardinaletti, Presidente Istituto Credito Sportivo; L. Pancalli, Vice Presidente CONI; L. Pollicardo, esperto in tematiche della portualità turistica; C. Croce, Presidente Federazione Italiana Vela; G. Chiodi, Governatore Regione Abruzzo; R. Tranquilli Leali, Preside Facoltà di Giurisprudenza Teramo (moderatrice); A. Stella, Navigatore e Cavaliere della Repubblica; E. Mazzoni, Parlamentare Europeo; G. Morra, Assessore Regionale Trasporti Regione Abruzzo; M. Di Dalmazio, Assessore Regionale Sviluppo del Turismo - Politiche culturali>>
Non basta: con il convegno in programma alle 16,30, il comunicato stesso informa che è convocata la riunione numero 276 del Consiglio di Presidenza... alle ore 16,00. Che velocità.
Prima che lo facciano gli amici abruzzesi, con i quali ci siamo già chiariti sui Giochi del Mediterraneo e sulla cui capacità organizzativa non è possibile avanzare alcun dubbio, chiarisco subito che l'idea del convegno non è sbagliata in sè: è il contesto che la rende improponibile, scollegata, sovrapposta (e non a caso la comunicazione va già a sottolineare l'evento "politico" (il presente) a discapito di quello festoso dei giovanissimi velisti (il nostro futuro). I temi sono anche interessanti e noi vi racconteremo il loro sviluppo nel convegno, che la Nuova FIV - sempre nel solito comunicato - spiega con questa frase: <<La Federazione Italiana Vela considera fondamentale il contributo che le istituzioni possono apportare alla promozione dell’attività sportiva, e in particolare della vela, quale veicolo di valori sani per i ragazzi, puntando sul loro sviluppo e benessere psicofisico.>> Bene. Parliamone se volete. Ma si da il caso che la promozione della vela (quella vera, sul campo), i suoi valori sani e il benessere psicofisico dei ragazzi, nonchè i ragazzi stessi (quasi mille!) sono tutti in evidenza e in attuazione proprio a Giulianova, a qualche metro dal convegno, nella Primavela fiore all'occhiello della vela italiana.
Di seguito trovate una piccola documentazione, spero utile per capire un po' meglio:
1) Il Comunicato dell'ufficio stampa della Nuova FIV (ISM) del 4 settembre 2009 (un giorno prima dell'europeo 49er dei Sibello, passato sotto silenzio)
2) Un Comunicato FIV dello scorso anno (6 settembre) sulla Primavela 2008
3) Un articolo realizzato sulla Primavela dello scorso anno con la storia e le sensazioni dell'evento
In conclusione, ricordiamoci sempre che la Federazione, in quanto Ente che presiede alle attività veliche in Italia, ha il dovere primario di stare dalla parte dei tesserati e degli affiliati, proprio coloro che a migliaia sono personalmente coinvolti nell'annuale Primavela. Coinvolgere le Istituzioni politiche, gli esperti di argomenti di sicuro interesse, gli addetti ai lavori, per discutere e fare il punto su temi importanti è utile, ma dovrebbe svilupparsi in sedi e su un livello parallelo, diverso da quello dell'evento giovanile in sè. Ho la consueta sensazione su come si muove la Nuova FIV: in atmosfere rarefatte, per parole d'ordine, su dogmi. Intanto - per fortuna - 1400 tesserati senza dogmi daranno vita anche quest'anno al miracolo chiamato Primavela. A pensarci, lo meriterebbero loro un convegno. Ma basterebbe anche un servizio in televisione...
Baron Banfield 2009: a Trieste la vela vietata ai minori (e con 35 nodi di Bora)

(Nella foto: Laurocchia di Paolo Alberti (YCA), secondo classificato)
Può succedere solo a Trieste, nella città con la media d’età più alta d’Italia (eufemismo per non dire “la più vecchia”) e che al contempo vanta il più alto rapporto velisti/popolazione. Solo qui può essere organizzata una regata riservata a ultrasessantenni, dove il timoniere deve tassativamente aver già spento 60 candeline e un equipaggio composto da “giovani” under 60 viene penalizzato nei compensi finali. E’ il Trofeo Baron Banfield competizione ideata dall’Associazione omonima che si dedica a rendere sempre più agevole – se non piacevole – la terza età, in collaborazione con lo Yacht Club Adriaco.
La 21a edizione del Trofeo, domenica 6 settembre alle ore 10, ha visto slittare la partenza di quasi tre ore, nella speranza di veder calare una bora quanto mai accesa. Alle ore 12.30 è stata ammainata l’intelligenza a terra, facendo prendere il largo alle venti imbarcazioni iscritte, divise in due categorie (minore LWL 8 m e superiore). Nessuna remora per gli equipaggi, che hanno seguito la barca giuria quasi incuranti delle raffiche che hanno continuato a soffiare anche oltre i 35 nodi. Il Comitato presieduto da Mario Mioni ha optato per un percorso a bastone da percorrere una sola volta per un totale di 9 miglia di navigazione.
La concomitanza di altre due regate in Golfo, posizionate abbastanza vicine al Trofeo Baron Banfield, ha creato qualche dilemma su quale boa puntare a questi lupi di mare d’antan. Ma di certo non ha avuto alcun dubbio una veterana del mare come Noretta Cosulich (di una signora non si svela l’età, ma negli “anta” ci è dentro da un pezzo), che ha condotto il suo Tyche (YCA), un X-412 senza alcuna esitazione verso il traguardo. Purtroppo la barca troppo recente (oltre a un abbuono per l’equipaggio più anziano, il regolamento prevede un abbuono anche per l’anzianità dell’imbarcazione) ha penalizzato questa signora del mare di stirpe lussignana, facendola scivolare al secondo posto di categoria a favore di Laurocchia di Paolo Alberti (YCA). A vincere il Trofeo Baron Banfield è stato il più piccolo Piccolo Tun di Sergio Giannolla (STV), che a primeggiato in tempo reale e compensato nella categoria sotto LWL 8 m. Laurocchia si è dovuta accontentare della Coppa Wais come equipaggio più anziano: il giovanotto della barca è nato nel 1937.
Alla premiazione, svoltasi nel Salone dello Yacht Club Adriaco, ha partecipato Anna Rossi Illy in qualità di Presidente dell’Associazione de Banfield.
Perini Navi 2009: un podio lungo 200 metri!

(Una spettacolare immagine del Maltese Falcon, Perini di 88 metri vincitore del Trofeo Perini Navi 2009)
Si è chiusa a Porto Cervo la terza edizione della Perini Navi Cup, organizzata dallo Yacht Club Costa Smeralda e vinta dal tre alberi di 88 metri Maltese Falcon, davanti al 64 metri Felicità west e al due alberi di 46 metri Antara: oltre 200 metri in tre! Giornate di vento e spettacolo, ma anche di divertimento, con una gara di cocktail tra le barche e la tradizionale cena di gala allo YCCS.
Nel corso della cerimonia di premiazione, che si è svolta in Piazza Azzurra alle 18.00, il Presidente dello Yacht Club Costa Smerlada Sua Altezza l’Aga Khan, insieme a Fabio Perini, ha premiato il Maltese Falcon con il trofeo Perini 2009, aggiungendo dei “graziosi gadget”: un orologio Rolex, una colonia Acqua di Parma e una bottiglia di Champagne Pommery. Il riconoscimento per lo scafo più veloce è andato al 56 metri Salute, che ha completato il percorso in un ora e 50 minuti, mentre il ketch di 50 metri Baracuda è stato il terzo della flotta a completare il percorso nel minor tempo.
"Abbiamo visto la flotta regatare esprimendo al meglio le sue potenzialità - ha commentato il Commodoro dello Yacht Club Costa Smeralda, Riccardo Bonadeo, durante la premiazione - è stata una regata di altissimo livello e la flotta è davvero spettacolare. Vedere 19 Perini allineati di fronte allo Yacht Club con il tramonto sullo sfondo, è un immagine così suggestiva che ricorderemo questo evento per molto tempo".
Ill calendario sportivo dello Yacht Club Costa Smeralda continua domani con la Maxi Yacht Rolex Cup. Dopo la registrazione degli equipaggi e i consueti controlli di stazzatura sugli scafi, la regate prendono il via oggi e termineranno sabato 12.
PERINI, LA VELA ITALIANA CHE IL MONDO INVIDIA
Perini Navi, con una flotta di 46 velieri in navigazione, è leader mondiale nella progettazione e costruzione di grandi navi a vela. Il gruppo è costituito da Perini Navi, nata negli anni Ottanta grazie a Fabio Perini, che ha creato e sviluppato un sistema di automazione del controllo della parte velica che rappresenta, oggi, lo stato dell’arte della tecnologia della navigazione a vela, dai Cantieri Picchiotti, braccio produttivo del gruppo, dai Cantieri Navali Beconcini, specializzati nel restauro di barche d’epoca, dal cantiere di Yıldiz-Perini Navi Istanbul in Turchia, in cui vengono svolte le attività legate alla realizzazione di scafo e sovrastruttura, e da Perini Navi USA, filiale commerciale dedicata alle attività di brokeraggio e alla gestione dei charter.

(Uno scorcio della splendida flotta del Trofeo Perini Navi 2009 in Costa Smeralda)
sabato 5 settembre 2009
Pietro e Gianfranco sul tetto d'Europa

Vela italiana in festa. I velisti azzurri Pietro e Gianfranco Sibello, fratelli alassini delle Fiamme Gialle, hanno conquistato a Zadar in Croazia il titolo europeo della classe olimpica acrobatica 49er, battendo 66 avversari. E’ il primo titolo continentale per i Sibello, e il secondo di stagione per la vela azzurra dopo quello di Giulia Conti e Giovanna Micol nella classe 470. Per i Sibello il trionfo è doppio, considerando che solo un mese fa avevano sfiorato il titolo mondiale a Riva del Garda, e soprattutto perché il 2009 per loro ha segnato il ritorno caparbio all’attività agonistica dopo l’amara vicenda che li aveva visti protagonisti alle Olimpiadi di Pechino (Qingdao) 2008, quando persero una meritatissima medaglia di bronzo a seguito di discutibili decisioni della Giuria internazionale a margine di una controversia Medal Race ai limiti della regolarità.
Questa volta all’Europeo di Zadar in Croazia la Medal Race ha dato ragione ai campioni della vela olimpica azzurra. Dopo un avvio di campionato in sordina i Sibello, partiti tra i favoriti, hanno rimontato fino a presentarsi in testa alla classifica alla giornata conclusiva di oggi, sabato 5 settembre. Nella mattinata alle 12 si è disputata l’ultima regata (la numero 17) della serie di finali, nella quale grazie a un 7° posto Pietro e Gianfranco allungavano in classifica generale. Prima della Medal Race delle 16 il loro vantaggio era di 6 punti sui francesi Dyen-Cristidys e di 10 sugli inglesi Brotherton-Asquit. Staccati gli altri, tra cui i forti austriaci Delle Karth-Rausch e i medagliati olimpici ucraini Luka-Leonchuk.
La Medal Race dei Sibello è stata un capolavoro di tattica, costanza e velocità, condotta sempre in testa e tenendo a debita distanza i rivali più vicini in classifica generale. Solo nell’ultimo lato gli azzurri, certi di avere ormai il titolo in tasca, hanno lasciato andare gli austriaci, chiudendo secondi la Medal Race e conquistando con distacco il “loro” indimenticabile campionato europeo 49er 2009.
LA STORIA
Dopo il 5° posto nel 2001, il 4° nel 2002 e i due terzi posti consecutivi nel 2007 e nel 2008 (a Marsala), giunge dunque meritatissimo questo primo sigillo europeo per Pietro e Gianfranco Sibello. Un titolo che va a merito della loro serietà, dei lunghi anni di preparazione e di impegno, del lavoro assiduo con il tecnico federale Luca De Pedrini, che li segue dal quadriennio scorso e continua ad essere il loro allenatore anche in questa campagna olimpica che lo vede impegnato nel ruolo di Direttore Tecnico della squadra azzurra insieme al collega Paolo Ghione. Tecnicamente la vittoria acquista un sapore ulteriore considerando i notevoli cambiamenti della classe 49er, che dopo l’Olimpiade cinese ha aggiornato l’attrezzatura, con un albero molto più alto e una randa di maggiori dimensioni: tra i tanti equipaggi di punta della specialità acrobatica della vela olimpica, i Sibello hanno mostrato in questa stagione di essere stati tra i più pronti ad adeguarsi al nuovo rig.
Alle 16 col fiato sospeso: forza Brothers!
La medal race dell'europeo a Zadar alle 16. Stamattina la regata numero 17: e' andata bene, i Sibello (7) ora hanno 6 punti di vantaggio sui francesi Dyen-Cristydis e ben 10 sui terzi, gli inglesi Brotherton-Asquit. Se arrivano nei primi tre l'europeo e' matematico. La diretta web su: www.49ereuropeans2009.com.
Benvenuti a Weymouth: big breeze served up!

MONDIALE WINDSURF OLIMPICO RS:X SUL CAMPO DI REGATA DI LONDRA 2012: VENTO FORTE E OTTIMO AVVIO DELL'AZZURRA FLAVIA TARTAGLINI (2), BENE ANCHE LAURA LINARES (9)
Flavia Tartaglini chiude al secondo posto la giornata inaugurale del Mondiale del windsurf olimpico RS:X, sul campo di regata di Weymouth-Portland che ospiterà le regate di Londra 2012. Un campo di regata che ha dato a tutti la sua prima “benedizione” con un vento che ha soffiato fino a 30 nodi! Benvenuti in Inghilterra.
Il bilancio d’avvio per la squadra azzurra del tecnico Paolo Ghione è a due facce: positivo, aggressivo, d’attacco, in campo femminile, con Flavia Tartaglini seconda e Laura Linares nona; qualche fatica in più in campo maschile dove il migliore è Riccardo Belli Dell’Isca al 26° posto. Ecco i primi dettagli.
Mondiale RSX Femminile: (in attesa di Alessandra Sensini) Flavia e Laura ci sono!
In testa la spagnola Marina Alabau (1-1), splendida seconda Flavia Tartaglini (4-2), davanti a due new-entries francesi Rambaud e Ricard, quindi all’altra iberica Manchon, alla vecchia guardia ancora francese Vidal, poi settima e ottava altre due giovani, la greca Skarlatou e la polacca Brygola. Ottima al 9° posto l’altra azzurra Laura Linares (8-4)
Maschile: forza ragazzi
I nostri soffrono le raffiche e non riescono a graffiare tra i migliori: 26° Riccardo Belli Dell’Isca (13-13), 33° Fabian Heidegger (17-16), 56° Manfredi Musiraca (29-28), 59° Federico Esposito (DNF-8), 62° Andrea Ferin, 76 °Marcantonio Baglione.
I primi al momento sembrano un altro pianeta: 1° il polacco Miarczynski (1-1), 2° l’inglese Dempsey (1-3), 3° il francese Bontemps (3-2)...
Il Mondiale RSX di Weymouth è uno degli eventi-clou della stagione della vela olimpica (casomai voleste farlo presente alla Comunicazione FIV), ha un vasto pubblico e può essere seguito in tanti modi sul web, dal sito della classe (http://www.rsxclass.com) a un apposito gruppo su Facebook con molte immagini, e infine con un microsito di video su Youtube (http://www.youtube.com/user/RSXClassWindsurfing).
venerdì 4 settembre 2009
Per la storia

Manca solo la Medal Race tra i fratelli Sibello e il loro primo titolo Europeo 49er.
Al termine delle quattro prove corse oggi, Pietro e Gianfranco Sibello guadagnano la prima posizione della classifica Gold Fleet all'Europeo 49er in Croazia. I Sibello sono primi (oggi (19), 9, 2, 3) a 75 punti, un punto dagli inglesi Paul Brotherton-Mark Asquith 76 punti (oggi 2, 2, (dnf), 7). Terzi i francesi Manu Dyen-Stephane Christidis a 83 punti (oggi 5, 15, 17, 11).
L'altro equipaggio italiano in gara nella Gold Fleet, Giuseppe Angilella-Pietro Zucchetti sono 14° (oggi 1, 1, 15, 15).
I migliori risultati dei fratelli Sibello all’Europeo 49er: 5° nel 2001, 4° nel 2002 e 3° nel 2007.
Quattro le prove anche per la Silver Fleet. La classifica vede 1° Dylan Fletcher-Alain Sign (GBR), 2° Julian Ramm-Oliver Lewin (GER), 3° Leopold Fricke-Lorenz Huber (GER). Gli altri italiani nella Silver Fleet: 15° Gianmarco Togni,-Filippo Togni, 16° Luca Maffessoli-Stefano Petissi, 18° Daniel Loperfido-Matteo Gritti, 25° Ruggero Tita-Nicolo Fasoli, 35° Michele Monzini-Giovanni Ciapessoni, 37° Marcello Mignone-Carlo Pedrali.
A domani. Soffieremo tutti nella vostra direzione.
giovedì 3 settembre 2009
"Ragazze di Vento e di Bellezza..."

Camilla Marino e la prodiera Claudia Soricelli, sono tra le veliste azzurre di spicco della stagione che sta avviandosi a conclusione, con la loro bella medaglia al Mondiale Youth ISAF sul 420. In tempi in cui si vagheggia di personaggi da creare e imporre al pubblico (ma ben poco si fa), vi propongo un testo, che non a caso viene da un signor giornalista, capace di arrivare al profilo di un atleta attraverso un lungo viaggio di storie incrociate che appartengono, devono appartenere, a tutti noi, a tutta la vela.
E’ tratto da un articolo di Mimmo Carratelli sulle pagine di Napoli del quotidiano La Repubblica del 6 novembre 2008, e narra una storia bellissima, segnalatami dall’amico e collega Sandro Pellegrini, il cantore della vela gardesana e della Centomiglia. Il quale aggiunge, di suo: “Il nonno di Camilla, Angelo, oggi riposa sulle colline del Garda di Gargnano (per il quale ha tradito la sua Napoli)... Forse ha consigliato la nipote nel bordeggio vincente.”
(...) Camilla Marino e Claudia Soricelli, biondina la prima, bruna la seconda, sono le nuove stelline del Circolo Italia. Camilla Marino, posillipina, diciassette anni, studentessa liceale, spaghetti e patatine fritte come dieta, uno scricciolo di ragazza tutta fili d'oro e riccioli, cominciò ad andare in mare a otto anni sulle barche dei principianti, gli Optimist, i gusci delle prime audacie sulle onde del golfo. Venti, salsedine, bordi e strambate erano di casa da nonno Angelo, pioniere della moda a Napoli e velista storico del Circolo Italia. Una casa, quella di Angelo Marino a Posillipo, piena di strumenti ad arco, perché il nonno era un colto musicista, diplomato al Conservatorio, ma soprattutto piena di racconti di mare, quel racconto della vittoria in un campionato di Francia a Marsiglia e il sodalizio con Arnaldo Panico sulle Star, la barca dell'eleganza olimpica inventata nel 1911 da un americano, William Gardner. Quando i primi esemplari giunsero al Circolo Italia, nel 1934, qualcuno, vedendo quegli scafi a spigolo, disse ridendo: «Sono arrivate le casse per i capitoni di Natale». Nonno Angelo al Circolo Italia era chiamato 'o professore per la sua maestria velica. Guardava al figlio Walter come all'erede della sua passione marina e poi al nipote Gianluca, ma c'era la sorellina di Gianluca, Camilla, a succhiargli le storie di mare e a raccoglierne più di tutti l'eccitazione di armare una barca e issare una vela per catturare il maestrale e il libeccio del golfo. Ragazze di vento e di bellezza (...)
(clicca qui per il testo completo)
29er, L'Equipe, Byte: la Multilateralità ignorata
Vogliono la multilateralità e poi si dimenticano di comunicarla. Il Campionato Nazionale unificato delle classi giovanili 29er, L'Equipe e Byte, svoltosi a Trevignano Romano (Lago di Bracciano) non ha trovato minimo spazio nei potenti media federali. E dire che oltre al tecnico Beppe Devoti è stato in visita anche il consigliere di presidenza Pino Barbieri. Ce lo segnalano, un po' increduli e con pressante richiesta di rimediare, alcuni dei partecipanti. Rimediamo, ma confermiamo un interrogativo ormai quasi noioso: chi, come e quando "comunica" la Nuova FIV?
Sono circa 70 le imbarcazioni che hanno partecipato durante lo scorso fine settimana 21-23 Agosto al campionato nazionale unificato delle classi 29er, L'Equipe e Byte. Nello specchio di acqua del Lago di Bracciano, a Trevignano Romano, ospiti del Centro Velico 3V i concorrenti delle classi 29er, L'Equipe e Byte provenienti da tutta italia si sono cimentati nel primo campionato unificato riservato alle classi non olimpiche.
Quindici 29er, 46 L'Equipe e 10 Byte (questi ultimi al primo campionato nazionale) si sono dati battaglia su un unico campo di regata disputando un totale di 6 prove caratterizzate da vento medio leggero di direzione decisamente instabile. L'organizzazione ha permesso a tutti i partecipanti di vivere un tranquillo week end di regate all'insegna dell'agonismo e con una vena di curiosità nei confronti delle altre imbarcazioni. Ci sono stati infatti ( e questo era anche lo scopo degli organizzatori) dei momenti di confronto con le altre classi ed anche sessioni di prova soprattutto per il 29er che essendo classe con fascia di età superiore ha messo a disposizione di tutti i presenti imbarcazioni e tecnici per prove in acqua.

(Nella foto la premiazione della classe L'Equipe con i fratelli Andrea e Matteo Savio, primo a sinistra Enrico Maltagliati presidente CV3V)
Le classifiche
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campionato nazionale trevignano 21-23 agosto 2009,
L'Equipe
martedì 1 settembre 2009
Mondiale 470, come si fanno i video, e altri dubbi atroci
Quello che vedrete qua sotto, 7 minuti e due secondi, è un bel video sul Campionato del Mondo 470 appena concluso in Danimarca. Un video ben girato e ancor meglio montato, con interviste a Giulia Conti e a Sime Fantela, e soprattutto con tante belle immagini di regate, in acqua. Il tutto accompagnato dalla musica giusta.
Gran posto, gran campionato, grande equipaggio azzurro femminile che ha sfiorato il podio. La Vela Olimpica (quasi) al suo massimo. Bello no? Peccato solo che...
A) Non l'ha saputo nessuno: potreste credere che la Federazione Italiana della Vela NON HA EMESSO UN SOLO COMUNICATO STAMPA sul Mondiale di una classe olimpica, nel quale due nostre atlete sono state a lungo in corsa per il titolo e infine hanno sfiorato il bronzo (perso solo sull'arrivo per una dannata sfortunaccia)? Ma allora - è un dovere chiederselo - QUAND'E' CHE LA FIV, IL SUO UFFICIO STAMPA, LA SUA COMUNICAZIONE GUIDATA DAL VICERE' GLAUCO BRIANTE, REPUTA GIUSTO EMETTERE UN COMUNICATO STAMPA? Aspettiamo fiduciosi una risposta. Le vacanze sono finite.
B) I servizi filmati sulla vela, come dimostra quello realizzato da SailingPro TV per il website del Mondiale e poi postato su YouTube, possono essere belli, accattivanti, gredevoli, giornalisticamente e tecnicamente completi. Video nei quali la componente interviste è ben bilanciata da splendide immagini di vela veleggiata, barche che navigano. Difficilmente però troverete tutto ciò nel lavoro della co-produzione federale, che ha co-prodotto anche dalla Danimarca nell'ambito del supercomunicato (quello si) accordo per promuovere la vela olimpica (uau). Che invece è specialista nelle (più facili) interviste estemporanee in banchina, subito prima o dopo le regate, ad atleti e tecnici. Carine, fresche, immediate, da real-tv. Ma solo chiacchiere e distintivo: niente regate, niente immagini in mare. E, per l'appunto, estemporanee: tanto che finiscono quasi sempre con una bella inquadratura dei piedi dell'intervistato (quelli qua sotto sono della campionessa europea di vela categoria olimpica 470 femminile Giulia Conti) o, se va male, dell'intervistatore.
Quanto alle immagini, niente paura c'è YouTube: come le abbiamo copiate noi, l'ha fatto anche la co-produzione federale, et-voilà ecco anche le regate. In definitiva la FIV ha co-copiato questo bel video da YouTube. Con la differenza che noi, almeno, ne abbiamo dichiarato la provenienza...
Gran posto, gran campionato, grande equipaggio azzurro femminile che ha sfiorato il podio. La Vela Olimpica (quasi) al suo massimo. Bello no? Peccato solo che...
A) Non l'ha saputo nessuno: potreste credere che la Federazione Italiana della Vela NON HA EMESSO UN SOLO COMUNICATO STAMPA sul Mondiale di una classe olimpica, nel quale due nostre atlete sono state a lungo in corsa per il titolo e infine hanno sfiorato il bronzo (perso solo sull'arrivo per una dannata sfortunaccia)? Ma allora - è un dovere chiederselo - QUAND'E' CHE LA FIV, IL SUO UFFICIO STAMPA, LA SUA COMUNICAZIONE GUIDATA DAL VICERE' GLAUCO BRIANTE, REPUTA GIUSTO EMETTERE UN COMUNICATO STAMPA? Aspettiamo fiduciosi una risposta. Le vacanze sono finite.
B) I servizi filmati sulla vela, come dimostra quello realizzato da SailingPro TV per il website del Mondiale e poi postato su YouTube, possono essere belli, accattivanti, gredevoli, giornalisticamente e tecnicamente completi. Video nei quali la componente interviste è ben bilanciata da splendide immagini di vela veleggiata, barche che navigano. Difficilmente però troverete tutto ciò nel lavoro della co-produzione federale, che ha co-prodotto anche dalla Danimarca nell'ambito del supercomunicato (quello si) accordo per promuovere la vela olimpica (uau). Che invece è specialista nelle (più facili) interviste estemporanee in banchina, subito prima o dopo le regate, ad atleti e tecnici. Carine, fresche, immediate, da real-tv. Ma solo chiacchiere e distintivo: niente regate, niente immagini in mare. E, per l'appunto, estemporanee: tanto che finiscono quasi sempre con una bella inquadratura dei piedi dell'intervistato (quelli qua sotto sono della campionessa europea di vela categoria olimpica 470 femminile Giulia Conti) o, se va male, dell'intervistatore.
Quanto alle immagini, niente paura c'è YouTube: come le abbiamo copiate noi, l'ha fatto anche la co-produzione federale, et-voilà ecco anche le regate. In definitiva la FIV ha co-copiato questo bel video da YouTube. Con la differenza che noi, almeno, ne abbiamo dichiarato la provenienza...
Archipelago Raid, l'altro pianeta della vela
UN VIDEO IMPERDIBILE SULL'ATMOSFERA UNICA DI UN RAID IN CATAMARANO FRA LE ISOLE SCANDINAVE
Martin Strandberg e Johan Örtendahl, svedesi, sono i vincitori dell’edizione 2009 dell’Archipelago Raid, celebre regata long distance per catamarani Formula 18, con percorso tra Svezia e Finlandia nello splendido e impegnativo scenario delle migliaia di isole dell’arcipelago scandinavo, tra bonacce, colpi di vento, bassifondi, correnti e maree, partenze lanciati dalla spiaggia, arrivi e ripartenze a cronometro, tanta natura e avventura, tecnica ed emozione. Il mondo dei cat è anche (se non soprattutto) questo.
A rappresentare l’Italia, purtroppo nel disinteresse generale (di giornali e giornaletti, siti e sitarelli, FIV e dintorni) ma sicuramente con intatta gioia, Maurizio Vettorato e Andrea Gancia. Risultato non brillantissimo (23° posto su 26 concorrenti), ma esperienza certamente preziosa. Da segnalare anche in gara Yvan Bourgnon. Oltre allo splendido video in apertura (che dimostra come sia possibile, con impegno e professionalità, realizzare prodotti filmati eccezionali anche su eventi "minori" dello yachting), vi propongo una bella sequenza di immagini per carpire il senso di un evento che contribuisce a rendere unico il mondo della vela.



Altre foto, notizie e soprattutto altri bei video sul sito ufficiale: www.archipelagoraid.com.
Martin Strandberg e Johan Örtendahl, svedesi, sono i vincitori dell’edizione 2009 dell’Archipelago Raid, celebre regata long distance per catamarani Formula 18, con percorso tra Svezia e Finlandia nello splendido e impegnativo scenario delle migliaia di isole dell’arcipelago scandinavo, tra bonacce, colpi di vento, bassifondi, correnti e maree, partenze lanciati dalla spiaggia, arrivi e ripartenze a cronometro, tanta natura e avventura, tecnica ed emozione. Il mondo dei cat è anche (se non soprattutto) questo.
A rappresentare l’Italia, purtroppo nel disinteresse generale (di giornali e giornaletti, siti e sitarelli, FIV e dintorni) ma sicuramente con intatta gioia, Maurizio Vettorato e Andrea Gancia. Risultato non brillantissimo (23° posto su 26 concorrenti), ma esperienza certamente preziosa. Da segnalare anche in gara Yvan Bourgnon. Oltre allo splendido video in apertura (che dimostra come sia possibile, con impegno e professionalità, realizzare prodotti filmati eccezionali anche su eventi "minori" dello yachting), vi propongo una bella sequenza di immagini per carpire il senso di un evento che contribuisce a rendere unico il mondo della vela.



Altre foto, notizie e soprattutto altri bei video sul sito ufficiale: www.archipelagoraid.com.
domenica 30 agosto 2009
Paul non stacca mai!

Paul, Paul e ancora Paul: Cayard non stacca mai, la sua è fame di vela, in tutte le sue forme. Come giudicare uno che ha vinto (quasi) tutto nella carriera velica, ha trionfato al giro del mondo, nel giro della Coppa America, nella grande altura, ha fortemente voluto e raggiunto le Olimpiadi in Star, e in una stagione definita “di transizione”, a causa della crisi economica mondiale, è passato allegramente dalle TP52 AudiMedcup series di Portimao in Portogallo alla “sua” San Francisco per il Mondiale della storica e acrobatica deriva 505, a prua di un suo amico?
Guardatelo come si diverte al trapezio, e sentite quello che racconta dopo la fine del campionato: “Sono così felice che Howie mi abbia chiesto di fare questa regata! Mi sento come se avessi nuovamente 20 anni. Essere un velista professionista ti allontana da queste barche che sono ‘fichissime’, e che usavamo solo da ragazzi. Sono le barche che ci hanno insegnato a veleggiare, ci hanno dato la sensibilità per capire come andare più veloci con qualsiasi altra imbarcazione. Cercherò anche in futuro altre opportunità di navigare sui 505, magari il Mondiale 2011 a Hamilton Island, con mio figlio Danny al timone. Ci sono tante porte aperte!”
Del resto Paul non “stacca” mai anche sulla rete: è forse il personaggio della vela che meglio sa interpretare la potenza del web per comunicare costantemente, 24 ore su 24 e in tutto il mondo, ai suoi molti fans. Il suo sito-blog – www.cayardsailing.com – è aggiornatissimo con i suoi pensieri, le immagini, i risultati, una sorta di diario sempre aperto. Un solo guaio: di Paul ce n’è uno solo...

Mondiale 470 del 2009, occasione sciupata

Si è concluso a Rungsted in Danimarca per l'organizzazione del Royal Danish Yacht Club, il Campionato del Mondo della classe olimpica 470, con 95 equipaggi maschili e 57 femminili. La vela azzurra torna a casa con un podio sfiorato (4° posto a -1 dal 3°) per Giulia Conti e Giovanna Micol, e un 13° in campo maschile con Luca e Roberto Dubbini. Non proprio una festa, per una classe nella quale consideriamo da anni di avere equipaggi di vertice assoluto. E' vero che è l'anno post-olimpico, la Nuova FIV è in piena fase di rinnovamento a tutti i livelli (anche quelli nei quali non ce n'era bisogno), e ci sarà tutto il tempo per riorganizzarsi, ma nelle classifiche fanno capolino nuovi equipaggi e scricchiolano le gerarchie consolidate: nella vela olimpica moderna (e nel 470 in particolare) non si può mollare neanche un mese. Insomma noi ci siamo, ma è guai a distrarsi.
G&G, PODIO SFIORATO IN SURPLACE
Giulia Conti e Giovanna Micol, “number-ones” della classe senza necessità di ulteriori conferme, chiudono al 4° posto il Mondiale della classe di cui sono campionesse europee, e a un solo misero punto dal terzo posto sul podio. Le azzurre hanno concluso al 6° posto una Medal Race sfortunata (condizioni variabilissime, che gli atleti hanno descritto “come quattro stagioni nella stessa giornata”), a lungo condotta nelle prime due, tre posizioni e dominata dalle olandesi volanti Lisa Westerhof e Lobke Berkhout per una giusta cavalcata verso il titolo iridato.
Così in classifica generale sono precedute, oltre che dalle olandesi campionesse del mondo, anche dalle giovani spagnole Tara Pacheco e Berta Betanzos, nonché dalle francesi Ingrid Petitjean e Nadege Duroux. Per capire come beffardamente sia sfumato il podio per G&G basta considerare che le due francesi hanno concluso la Medal Race al penultimo posto. Decisiva la terza bolina e l’ultima poppa, nelle quali G&G hanno perso posizioni decisive, e una piccola avaria che le ha rallentate proprio sul traguardo. Il quarto posto conferma comunque Conti e Micol nel supervertice della classe, anche nell’anno post-olimpico. Per quanto si è visto in Danimarca, la coppia italiana ha grande velocità, è mancata in costanza e fortuna nei frangenti decisivi.
Le altre azzurre al Mondiale: 40° Eugenia Di Giacomo e Marianna Cicala, 44° Francesca Komatar e Sveva Carraro, 45° Giulia Tobia e Giulia Moretto, 55° Sara Quattrocchio e Camilla Baruzzi.
L’ANNO DI SIME FANTELA, E LA STORIA DEL NEO CAMPIONE DEL MONDO
In campo maschile, senza il caposquadra Gabrio Zandonà (impegnato nel concomitante Europeo Melges 24 a Hyeres con Joe Fly che si permette il lusso di schierare a bordo lui, Francesco Bruni e Alessandra Sensini...), al via una pattuglia azzurra molto giovane guidata da Luca e Roberto Dubbini, che hanno concluso con un più che onorevole 13° posto. E’ stato il gran Mondiale di Sime Fantela e Igor Marencic (medaglia d’argento ai recenti Giochi del Mediterraneo proprio alle spalle di Zandonà e Della Torre), la giovane coppia croata che da alcuni anni prosegue un crescendo senza soste, che li ha già portati a titoli juniores ed europei. Il biondo Fantela, allenato dal papà Edo, è una vecchia conoscenza dei campi di regata, considerato una sicura promessa già nel 1999-2000 quando mise in scena una significativa (almeno per chi ci crede...) doppietta con un 3° posto e una vittoria al Mondiale Optimist (classe nella quale ha esordito nel 1997 in Italia). Tre anni dopo (2003) era già campione europeo juniores 470!

Sime è spesso per regate e allenamenti in Italia e parla benissimo l’italiano. Il suo titolo iridato è anche un po’...tricolore?! Il suo Mondiale è stato perfetto: inizio fulminante che fa il vuoto e poi controllo degli avversari, fino al 2° posto nella Medal Race. Peccato non vedere il nostro senatore Zandonà in un Mondiale che poteva essere decisamente alla sua portata. Il secondo posto a sospresissima va alla coppia di semi-sconosciuti inglesi (ne sfornano in continuazione...) Patience Luke e Suart Bikell, il terzo ai giapponesi Harada Ryunosuke e Yoshida Yugo.
Poi in ordine sparso vecchie glorie ed equipaggi rampanti di una classe che si conferma sempre giovane ed effervescente, se molli un attimo sei fregato: quarti i fratelli olandesi Sven e Kalle Coster, quinti gli australiani Matthew Belcher e Malcolm Page, sesti gli austriaci Matthias Schmid e Florian Reichstaedter. Per i Dubbini un ottimo inizio e tanta sostanza, con l’impossibile sogno della rincorsa alla Medal Race fermata solo da alcuni brutti piazzamenti nelle finali. La responsabilità di giudare il team gli ha giovato.
Gli altri italiani (alcuni forse non esattamente pronti per un Mondiale, mentre sono spariti altri equipaggi di qualche esperienza, è una fase delicata da seguire con attenzione): 36° Fabio Zeni e Nicola Pitanti, 45° Andrea Airò e Nikolaos Masoli, 63° Francesco Bertone e Simone Malagugini, 64° Alfredo Capodanno e Mauro Caputo, 78° Nicolò Bertola e Danilo Alcidi, 90° Emanuele Savoini e Ezio Savoini, 92° Francesco Bertagna e Marco Giannini.
IL COMMENTO DEL TECNICO AZZURRO GUGLIELMO VATTERONI
"Un posto bellissimo, condizioni splendide e impegnative, con tutti i tipi di vento, corrente, onda, grandi regate tecniche. L'assenza di Zandonà era già prevista, ma resta un peccato: nella classifica di vertice manca solo lui, tra i soliti equipaggi visti vincere in questa stagione, e in più Gabrio ha spesso battuto Fantela. Pazienza. Grande sfortuna invece per Giulia e Giovanna, che sono state superate all'arrivo della Medal di 20 centimetri a causa della fuoriuscita dello spi che le ha rallentate, e hanno perso così un podio che strameritavano. Sono arrabbiate e le capisco, ma devono comunque considerare che, da campionesse europee in carica, si sono confermate al vertice per tutto il campionato e hanno battagliato per una medaglia. Va bene così."
Link classifica finale completa Mondiale 470 Maschile: http://www.worlds470.kdy.dk/uploads/men_final_290809.pdf
Link classifica finale completa Mondiale 470 Femminile: http://www.worlds470.kdy.dk/uploads/women_final_290809.pdf
sabato 29 agosto 2009
mercoledì 26 agosto 2009
Alinghi-BMW Oracle: la Media Race

(Nella foto, il super trimarano BMW Oracle "USA", in mare affiancato dalla replica della goletta "America", piena di ospiti, giornalisti e fotografi)
Mentre Alinghi 5 si concede bagnetti di acqua salata e bagni di folla e di media a Genova, Larry Ellison ha voluto autocelebrare BMW Oracle a San Francisco in una presentazione di gala “all’americana” (cioè easy e casual) a 400 invitati selezionati e – va da sé – tanti media a stelle e strisce.
Nella lunga, e ormai ben avviata, marcia verso la 33ma Coppa America, questi sono i giorni in cui i due super-rivali cercano consensi, tifosi, sponsor, spinte di ogni genere, nei rispettivi bacini d’utenza elettivi, cioè ciascuno in casa propria. Bertarelli ha fatto trasvolare il suo megacat sulle Alpi e si concede uno scampolo quasi di vacanza estiva (di lavoro, s’intende) nell’amica Liguria, in attesa di salpare su una supernave verso RAK, l’acronimo che per tutti gli addetti ai lavori indica Ras Al-Khaimah, l’Emirato arabo dove ha convocato (per ora suscitando come noto solo reazioni di moderata contestazione da parte di BMW Oracle) la prima regata della Coppa numero 33, appuntamento l’8 febbraio, farà caldo e ci sarà il vento giusto. Di fronte alla chiamata ai media di Alinghi, Ellison non si è fatto da parte e ha organizzato la festa di cui vi diamo conto (unici tra i media europei). Dalla quale emerge qualche chicca da tenere a mente: che il trimarano BOR 90 battezzato nazionalisticamente “USA” sarà la barca che sfiderà i detentori per conquistare la Coppa America; che il timoniere sarà l’asso australiano James Spithill (ricordate l’ex Luna Rossa), che ha avuto la benedizione direttamente dal superskipper Russell Coutts; che il megatrimarano si allenerà a San Diego fino a novembre; “vogliamo scoprire in pieno il potenziale della barca – dicono i capi di BOR – per sfruttarne al massimo le prestazioni: se ci riusciremo potremo andare a vincere la Coppa”. Coutts e Ellison hanno presentato il team ai 400 superospiti che hanno affollato il Convention Center. Climax della giornata, l’uscita in mare del supertrimarano affiancato (si fa per dire) dal profilo della replica della goletta America, quella che nel 1851 dette origine alla leggenda dell’America’s Cup. Cosa non si fa per ridare entusiasmo a un popolo su un trofeo che una volta godeva a difendere e poi a riconquistare.

A Genova Bertarelli e i suoi giocano con Alinghi 5 e infiammano i giornalisti italiani. Ernesto sta sempre al timone e tutti gli fanno la stessa domanda: cambierete le regole e imporrete l’armatore al timone? (domanda oltretutto scomoda, dal momento che in coppamerica tecnicamente l’”armatore” è uno yacht club, e chi sta al timone, il Commodoro?). Lui risponde, carino, che no: “non imporremo il gentlemen’s driver” (quello che si usa sui Farr 40, insomma, e il solo pensare di poterlo fare, ma appunto di concedere di non farlo, apre uno squarcio sull’approccio al dopo-Valencia 2007 da parte del boss di Alinghi).
Ma chi è più veloce: il catamarano Alinghi 5 o il trimarano BOR Usa? E chi lo sa? Per Soldini il trimarano, per altri il catamarano, ma sono opinioni singole, anche abbastanza partigiane. Nessuno li ha visti insieme, due mostri così, ed è chiaro che le differenze, di manovra, di prestazione, nelle varie andature, nelle varie condizioni, nelle accelerazioni, nel (si fa per dire...) circling, e così via, emergeranno nei prossimi mesi di allenamento, e non mancheranno tentativi di comparare – anche a distanza – le due barche. Ma sarà tutto (abbastanza) inutile: solo il confronto diretto dirà quale strada ha vinto. Ma ci sarà mai questo confronto?
L’8 febbraio 2010 nel Golfo Persico ci saranno al via per la Coppamerica un catamarano svizzero e un trimarano americano di 90 piedi? Molte sono ancora le incertezze, molti gli ostacoli sulla via della megaregata, molte forse anche le soste dai giudici di New York. Tra media, feste, allenamenti, test e comunicazioni, riuscirà la coppa a dire trentatrè? State con noi per saperlo.
Uno così è da far parlare un po', no?

Sette-volte-sette: sette titoli iridati, anche nella vela munifica di titoli non sono un bottino che si inventa facilmente. Un italiano, di Mantova, velisticamente nato sul Mincio, c'è riuscito. Nel semi-disinteresse generale (tutti preoccupati di seguire le uscite-farsa di Alinghi 5 in mare a Genova, delle quali - per inciso - ci occupiamo in altra parte del blog). Così abbiamo pensato: uno così è da intervistare, non vi pare. Intervista ad Andrea Bonezzi, 7 volte campione del mondo del singolo acrobatico Contender.
Come hai scoperto la vela e come hai iniziato?
Andrea Bonezzi - Mio padre gia' andava a vela quando ero piccolo e gia' si era costruito il Fireball quando avevo 5-7 anni. Poi al mio circolo della Canottieri Mincio Mantova c’era un gruppo di bambini della mia eta' che andavano in Optimist e io mi aggregavo per fare le regate insieme, mio padre mi ha anche costruito l’Optimist.
Perché hai scelto il Contender?
AB - La scelta del Contender e' stata la strada facile perche' mio padre andava in Contender e mi ha costruito la barca e mi portava a regatare insieme a lui. Inoltre a 14-15 anni ero gia' alto e pesante a sufficienza per andare bene in Contender, tra l'altro ho smesso di andare in Optimist a 12-13 anni perche' ero troppo pesante, a 12 anni andavo forte (e ho vinto i regionali lombardia dei giochi della gioventu) solo con vento fresco. Il Contender mi piaceva, e ho sempre amato le regate e col Contender facevo solo regate piu' qualche uscita al mare nel periodo di vacanze estivo, mio padre mi aveva costruito un Europa ma non ci andavo mai perche' non c'era nessuno che mi portava alle regate.
Come fu il tuo tentativo olimpico sul 49er e come poteva andare diversamente?
AB - Be' il fatto di scegliere di regatare su una barca olimpica non implica un "tentativo olimpico", io ho cominciato ad andare in 49er quando e' stato messo olimpico, il motivo principale e' che quel tipo di barca aveva diffusione zero in italia, a me piacevano i 14 piedi o 18 piedi o Laser 5000 da tanto tempo ma nessuno andava in italia e non c'erano regate. In ogni caso le prime volte che sono andato in 49er e' stato durante gli stage FIV ad Alassio e a Torbole, questo era insieme ai Bruni e ai Sibello, i fratelli Sibello erano un po' al mio punto perche' non avevano una barca e quindi siamo stati principianti per lungo tempo, i Bruni invece avevano una barca e poi Francesco e' molto bravo, oltre che come velista anche nella metodologia a prepararsi per una nuova classe e nel cercare le corrette informazioni dalle persone giuste. Io sono contento della mia esperienza sul 49er, mi vanto del fatto che forse sono stato l'unico a non avere perso una lira dall'esperienza in quanto sono riuscito ad acquistare 2 barche nel 1998 da 2 australiani e poi le ho rivendute allo stesso prezzo e sopratutto non ho comprato nulla, la randa e il fiocco lacerati si aggiustano, stessa cosa per il bompresso spezzato...col 49er ho fatto il mondiale a Bandol con mio fratello e quello di Melbourne con Giovanni Bonzio, per il modiale di Melbourne avevo comprato una barca con un set di vele buone e albero del nuovo tipo, inoltre in quel periodo gia' vivevo a Sydney per i periodi invernali. Il problema era che a Melbourne il vento e' sempre forte e anche le onde sono impegnative, in pratica io e Gio' non avevamo preparazione per quelle condizioni. In ogni caso di bolina sia con mio fratello che con Gio' non avevamo problemi e spesso anche eravamo nelle primissime posizioni alla prima boa, di poppa eravamo un disastro come velocita', occorre tempo anche per il prodiere a imparare la tecnica di conduzione sugli skiff (forse pero' dipendeva anche da gennaker troppo usati). In ogni caso dal 49er ho imparato molto visto anche che nel periodo in cui andavo in 49er ho vinto il mio secondo mondiale Contender nel gennaio 1998 e il terzo nel settembre 1999.
La regata di Kiel del 1999 da' una buona idea sul mio periodo sul 49er e sulla mia campagna olimpica: sono andato a Kiel con 2 barche, il mio Contender e il 49er. Le regate Contender sono nella prima parte della settimana e l'obiettivo era trovare qualcuno che potesse farmi da prua sul 49er per la seconda parte, se non trovavo nessuno con esperienza sarei ritornato senza fare le regate 49er. alla fine ho trovato qualcuno che ha fatto i primi 3 giorni e un altro che ha fatto gli ultimi 2 giorni, col Contender ho vinto, col 49er aveva vinto Bruni e io ero indietro pero' mi sono divertito. Nel 2000 ho venduto i miei due 49er sia perche' il prezzo che ho spuntato era buono, ma anche perche' in Italia la classe era tutt’altro che in buono stato e dovevamo barare sui numeri deglli iscritti al campionato per avere un campione italiano.
Come hai percepito la presenza della FIV nella tua carriera di velista e cosa hai ricevuto dalla Federazione?
AB - La presenza FIV io l'ho vista quando andavo in Optimist nello stage fatto a Livorno e avevo circa 10 anni e quindi non ricordo molto, pero' non credo la qualita' degli allenatori fosse buona, penso mancasse quella che era la particolare specializzazione sugli Optimist e non vi era la conoscenza dei dettagli della barca e della messa a punto e delle tecniche specifiche (tipo studio sulle virate in Optimist o posizione in barca con vari venti e andature etc.). La presenza FIV successiva l'ho vista in 49er con l'allenatore australiano Craig Ferris che era bravo e molto utile e con conoscenza specifica. Purtroppo ho fatto gli stage quando non avevo ancora la barca e probabilmente mi servivano successivamente in fase di perfezionamento, ma allora la federazione aveva gia' scelto un paio di equipaggi e quasi tutti gli altri erano lasciati a se stessi, io comunque non ho avuto problemi ad organizzarmi per partecipare ai mondiali di Bandol e per Melbourne, gia' col Contender sono abituato a organizzarmi bene. Forse la federazione poteva essere un po' piu' di aiuto a Sydney visto che in vista delle olimpiadi il circolo chiedeva l'equivalente di 15 euro al giorno per tenere il 49er e le federazoni avevano trattamenti di favore, io ho avuto dei problemi e spesso dovevo portami la barca a casa. La federazione quando aveva piu' soldi negli anni 90 dava contributi per la classe Contender per i risultati internazionali e per l'attivita' nazionale, questo e' stato utile e molte federazioni straniere non hanno mai dato incentivi per imbarcazioni non olimpiche.
Come uno dei velisti italiani più titolati di sempre, un tuo "messaggio" alla dirigenza federale sulle cose da migliorare o completare
AB - Domanda un po' difficile, la linea di fondo e' che l'italia ha avuto pessimi risultati sul fronte olimpico da sempre e quindi cambiamenti dovevano essere fatti tanto tempo fa. Basta guardare la classe Laser dove con tutti praticanti che ci sono in Italia non si riesce a alzare il livello, questo avviene da decenni, sicuramente la federazione e' la maggior responabile di questa situazione e sicuramente la qualita' degli allenatori/istruttori nella classe Laser non e' mai stata adeguata. Se invece prendiamo la classe Star i risultati ci sono, ma questo perche' l'eta' dei velisti e' piu' alta e quindi di conseguenza la loro esperienza e capacita' di organizzarsi.
Le soluzioni sono difficili e io non conosco bene come funzionano le cose in FIV, probabilmente decentrare alle zone e ai circoli e alle singole classi e' una buona soluzione, penso in questo modo si possa risparmiare parecchio, sopratutto per l'organizzazione regate e spese per comitati regata, stazze, giudici etc.
Quale sarà il futuro di velista di Andrea Bonezzi?
AB - Be' il mio futuro ai vertici della classe Contender non prevedo sara' tanto lungo visto che a 40 anni faccio fatica a mantenere una buona forma e parecchi giovani si muovono meglio di me in barca. In ogni caso finche' ci sono i risultati continuerò a regatare e a partecipare alle regate piu' importanti, certo che dopo aver vinto tanto e' molto difficile regatare con l'idea di poter fare solo un piazzamento e non vincere, non sono sicuro di poter regatare con questa mentalita' sulla classe Contender. Adesso vivo a Melbourne e ho un figlio di 3 anni, qui c'e' sempre un bel vento d'estate e anche parecchi buoni velisti e penso potrei aiutare qualche giovane come allenatore. Ho anche una ottima esperienza su skiff con gennaker, in particolare su Musto skiff dove mi vanto di essere uno dei primi ad esserci salito per la prima volta nel 2001 con 15 nodi e aver tirato su e giu' gennaker e rientrare a terra senza scuffiare...ho anche costruito il sistema gennaker sul Vis di Nautivela quando la barca era uscita dalla progettazione senza gennaker nel 2001. Spero un giorno questo tipo di barca possa essere olimpico e potrei senz'altro dare un ottimo contributo come allenatore (piu' probabile pero' che lo faccia in Australia che in Italia). Ho anche una mezza idea di fare il mondiale Musto skiff qui a Melbourne nel gennaio 2011, avrei il peso giusto e qualche prima boa davanti dovrei riuscire a girarla...
sabato 15 agosto 2009
Londra 2012, anche il CIO affonda il Tornado

ADDIO DEFINITIVO AL MULTISCAFO PER LA VELA ALLA XXX OLIMPIADE. SE NE RIPARLERA' (FORSE) NEL 2016
Il Comitato Olimpico Internazionale ha confermato che gli eventi per lo sport della vela ai Giochi di Londra 2012 saranno 10. Affondano così definitivamente, nonostante le voci che alimentavano speranze, la carriera olimpica del catamarano Tornado, che l’ISAF avrebbe designato in caso di riammissione dell’undicesimo evento.
Il Comitato Esecutivo del CIO (presidente, 4 vicepresidenti e 10 membri eletti dalla sessione plenaria dei membri del CIO, riunito a Berlino, ha confermato definitivamente le discipline dei 26 sport in programma per le Olimpiadi di Londra 2012. Viene dunque respinta la richiesta dell’ISAF di portare da 10 a 11 gli eventi della vela, per mantenere la categoria del multiscafo. Il presidente del CIO Jacques Rogge ha scritto ieri all’ISAF: “Mentre l’Executive Board ha pienamente riconosciuto il valore che la Vela apporta ai Giochi Olimpici, ha deciso di mantenere la decisione del 2005 riguardante la quota di eventi e atleti della vela. Come conseguenza, il catamarano Tornado non sarà parte del programma della XXX Olimpiade di Londra 2012.”
La decisione di ridurre da 11 a 10 gli eventi era seguita alle raccomandazioni della Commissione per il Programma Olimpico del CIO, e l’ISAF era una delle 17 federazioni internazionali che avevano richiesto di rivedere tale decisione. Lo stesso Rogge in una conferenza stampa ha chiarito che la decisione è legata al fatto che i Giochi hanno raggiunto la loro massima capacità, e le richieste delle varie federazioni rischiavano di aggiungere 720 atleti al numero già raggiunto di 10.500. “Siamo spiacenti, ma non possiamo accogliere le richieste di queste federazioni”, ha concluso Rogge (un passato di velista niente male in Finn).
Per l’ISAF lo “zuccherino” della conferma della nomina del presidente Goran Petersson e di Re Federico di Danimarca tra le 6 persone nominate dall’Executive Boars quali membri del CIO, la cui conferma sarà votata nella prossima sessione del CIO a Copenaghen in ottobre.
Il segretario generale dell’ISAF Jerome Pels ha commentato: “Certo siamo dispiaciuti che la nostra richiesta di mantenere l’undicesima medaglia sia stata respinta, ma acomprendiamo e accettiamo la decisione del CIO. Siamo tristi che il multiscafo sia fuori dal programma olimpico di Londra, ma per il 2016 ci sarà una nuova discussione sugli eventi all’interno dell’ISAF, con la possibilità di un ritorno del multiscafo. Ora guardiamo avanti a Londra, ISAF lavorerà strettamente insieme al CIO per assicurare che le prossime Olimpiadi abbiano per la vela lo stesso successo che ha avuto Qingdao nel 2008”.
La vela a Londra 2012 vedrà dunque impegnati 380 atleti nei 10 eventi scelti dal Council della federvela mondiale nel novembre 2007:
Singolo maschile - Laser
Singolo maschile pesante - Finn
Deriva in doppio maschile - 470
Deriva High-Performance in doppio - 49er
Windsurfer maschile - RS:X
Barca a chiglia maschile- Star
Singolo Femminile - Laser Radial
Deriva in doppio femminile - 470
Barca a chiglia per Match Racing femminile - Elliott 6m
Windsurfer femminile - RS:X
Il link al microsito dell’ISAF su Londra 2012: www.sailing.org/london2012

(Nella foto, Francesco Marcolini e Edoardo Bianchi con il loro Tornado si portano vicino al palco olimpico di Qingdao e festeggiano a modo loro la medaglia di Diego Romero. Una immagine emblematica dello spirito di squadra degli azzurri a Pechino, e dell'impegno del nostro ultimo equipaggio olimpico del Tornado. Ora il Mondiale sul Garda a settembre sarà una passerella malinconica, e il futuro di molti atleti incerto)
martedì 11 agosto 2009
Larry, Ernesto, Cat, Tri & Schermaglie continue
"BOR 90 sarà la barca che useremo per la 33a Coppa America", afferma Golden Gate Yacht Club. "Ottimo, ora sappiamo quale barca useranno gli sfidanti di BMW Oracle", risponde Alinghi. All'udienza del 10 agosto, gli americani hanno fatto un passo (sibillino) in avanti, annunciando che l'attuale trimarano, quello varato da quasi un anno, provato e riprovato, poi recentemente modificato (forma delle prue e molto altro) sarà la barca che il team USA veleggerà in Coppa contro il catamarano Alinghi 5. Ma aggiungendo "sottoporremo la barca a ulteriori e successive modifiche, senza che Alinghi possa asqualificarci". Con i tempi che corrono, con le barche che volano sulle Alpi, si allenano al porto di Genova e svizzeri che annunciano l'America's Cup in un emirato del Golfo Persico, non ci si può certo stupire se l'attuale BOR 90, un giorno non troppo lontano, sia trasformato in catamarano... Del resto il famoso Custom House Registry, il certificato di conformità della barca, ancora non si è visto, no? Insomma, udienza interlocutoria, schermaglie a colpi di comunicati stampa. E di fatto, incertezza ancora elevata sia sulle barche che sulla sede della regata. Su Ras Al-Kahimah (ormai nel mondo della vela sintetizzato in RAK), nonostante sia partita una imponente caccia agli sponsor da parte di un team multinazionale a guida elvetica (con dentro spagnoli e gli stessi emirati), si attendono ancora le mosse di BMW Oracle.
sabato 8 agosto 2009
Azzurre scogliere di Dover
Ecco il primo avamposto della vela olimpica azzurra in vista della campagna per Londra 2012.

La base operativa è stata individuata nel Castel Cove Sailing Club, al centro della baia di Weymouth e Portland, dove ha sede la celebre Sailing Academy della Royal Yachting Association e dove sono in corso di realizzazione le strutture olimpiche, visitate nei giorni scorsi anche dalla Regina Elisabetta (foto), prenotato intanto per due mesi di allenamento che coinvolgeranno atleti e tecnici di varie classi, e che culmineranno con la settimana preolimpica di Weymouth, ultima tappa del circuito ISAF World Cup.
Dal 4 al 13 agosto il primo allenamento ufficiale riguarda gli atleti delle tavole a vela maschili e femminili, guidati dal DT Paolo Ghione. La classe RS:X infatti disputerà proprio nel sito olimpico di Weymouth e Portland il Mondiale 2008.
Al team che ha preso possesso dell’avamposto azzurro nella terra di Albione, si unirà anche Alessandra Sensini. La vicepresidente federale, che ha annunciato a fine luglio il ritorno alla campagna olimpica per Londra 2012. Non farà il Mondiale, ma vuole visionare il campo di regata olimpico. Come è vissuto il ritorno in pista di Alessandra da Flavia Tartaglini e Laura Linares, le due azzurre in lotta per la selezione? “Le scintille tra atleti di vertice possono esserci, è naturale – dice lo stesso Ghione – l’importante è saperle gestire con professionalità e serietà”.


(Le strutture olimpiche in realizzazione, e la Regina Elisabetta in visita la scorsa settimana)

La base operativa è stata individuata nel Castel Cove Sailing Club, al centro della baia di Weymouth e Portland, dove ha sede la celebre Sailing Academy della Royal Yachting Association e dove sono in corso di realizzazione le strutture olimpiche, visitate nei giorni scorsi anche dalla Regina Elisabetta (foto), prenotato intanto per due mesi di allenamento che coinvolgeranno atleti e tecnici di varie classi, e che culmineranno con la settimana preolimpica di Weymouth, ultima tappa del circuito ISAF World Cup.
Dal 4 al 13 agosto il primo allenamento ufficiale riguarda gli atleti delle tavole a vela maschili e femminili, guidati dal DT Paolo Ghione. La classe RS:X infatti disputerà proprio nel sito olimpico di Weymouth e Portland il Mondiale 2008.
Al team che ha preso possesso dell’avamposto azzurro nella terra di Albione, si unirà anche Alessandra Sensini. La vicepresidente federale, che ha annunciato a fine luglio il ritorno alla campagna olimpica per Londra 2012. Non farà il Mondiale, ma vuole visionare il campo di regata olimpico. Come è vissuto il ritorno in pista di Alessandra da Flavia Tartaglini e Laura Linares, le due azzurre in lotta per la selezione? “Le scintille tra atleti di vertice possono esserci, è naturale – dice lo stesso Ghione – l’importante è saperle gestire con professionalità e serietà”.


(Le strutture olimpiche in realizzazione, e la Regina Elisabetta in visita la scorsa settimana)
venerdì 7 agosto 2009
Eppur si Marketing (FIV affida a Besanopoli marchio, grafica e campagna sul tesseramento)

Davide Besana, noto per le sue vignette sui temi della vela, nonché appassionato velista e titolare dell’agenzia di comunicazione Besanopoli (nella vela ha seguito recentemente le campagne mini 650 di Andrea Caracci), è stato incaricato dalla FIV per alcuni lavori di “marketing communication”. In particolare, Besanopoli ha già realizzato uno studio con la ridefinizione della policy sull’uso del marchio FIV e uno studio sul cosiddetto “below-the-line”, il coordinamento grafico e le varie produzioni grafiche (la prima è stata il Bilancio Consuntivo 2008). In cantiere Besanopoli ha adesso una locandina e una mini-campagna volta a enfatizzare l’importanza di possedere la tessera FIV. Bene. Qualcosa si muove dunque nel “marketing” federale, che era rimasto al palo dopo l’ampia ricerca realizzata nel 2007-2008 con l’Università di Roma – Facoltà di Economia intitolata “Vela e Velisti”, e i suoi risultati che avevano evidenziato la necessità di iniziative da parte federale. Non cambia invece l’abitudine della Nuova FIV a non comunicare persino le proprie azioni apprezzabili: pochi infatti sapevano dell’incarico a Besana e tanto meno dei suoi dettagli (costi, obiettivi, eventuali sviluppi successivi). Intanto, comunque, benvenuto a Davide Besana nella grande famiglia federale. Chi è Besana?
Ecco come egli stesso descrive l’incarico FIV sul suo sito: “Dal neo-appassionato anche giovanissimo, fino al campione olimpico, la FIV è la casa di tutti i velisti italiani. Per Besanopoli, che ha una grande esperienza nella comunicazione nella vela, e un direttore creativo con trent'anni di regate alle spalle, è un cliente importante e affine.”
Ed ecco, sempre dal sito di Besanopoli, qualche dettaglio dei suoi lavori per il cliente FIV:
1) “Logo FIV. Un manuale per l'applicazione del marchio, contenente tutti gli elementi della modulistica delle diverse "zone" della Federazione. A ogni immagine corrispondono una serie di files per la stampa, la diffusione internet, etc”
2) “Restyling Below the line. Il bilancio 2009 e il programma strategico sono stati i primi documenti ai quali abbiamo applicato una grafica rigorosa, chiara, ingentilita da immagini che evocano la vela senza distrarre.”

3) “Tesseramento. Una locandina per spiegare ai soci vecchi e nuovi le nuove promozioni organizzate dalla Federazione.”


--> Davide è bravo, è un amico ed è un creativo geniale in più appassionato velista. Quindi sorriderà insieme a noi se chioseremo che: a) le “zone” vanno senza virgolette (si chiamano proprio così, Zone con la zeta maiuscola, nella casa di tutti i velisti), b) dev’essere dura partire col below-the-line proprio dal Bilancio, quello famigerato del 2008 poi, dove è proprio impossibile ingentilire senza distrarre, mentre rigore e chiarezza forse sono più consoni, direi quasi necessari, al programma strategico..., c) sulle “nuove promozioni organizzate dalla Federazione” c’è da restare a bocca aperta. In attesa. Ma ripeto, Davide è bravo. Speriamo possa sentirsi libero e non dover interagire con qualche politico pseudo-competente, altrimenti saranno soldi sprecati.
Chi è Besana? Dicevamo. Due suoi libri sono anche un modo per inquadrare il personaggio. Il primo si chiama “Un mare di cazzate” (Biblioteca Umoristica Mondadori). “E’ una parodia dei tic, delle manie, dei riti del velista italiano. L'autore, fanatico della vela con sense of humor e talento di vignettista, racconta, attraverso le sue esperienze, il mondo della vela e delle regate. La vela, oltre che un serissimo sport, è anche un hobby tra i più diffusi in Italia: siamo tutti un po' velisti, insomma, con risultati spesso di comica goffaggine. E' soprattutto su questi che si accanisce la matita di Besana.” Così la presentazione sul web. Conoscendo Davide, c’è da sperare che titolo e relativo accanimento sulle comiche goffaggini non finiscano per essere applicati ora alla Nuova FIV...
Il secondo libro si intitola “Capitani disastrosi” (Sperling & Kupfer), che farebbe pensare a più d’uno dei nuovi inquilini del 16° piano di Corte Lambruschini..., e invece no, Besana racconta decine di regate e crociere, scuffie e cazzate, attraverso i fumetti. Sollievo.
Buon lavoro Davide.

(Nelle immagini, gli studi e le realizzazioni di Besanopoli per la FIV, riprese dal website di Besanopoli)
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La fantacoppa è realtà

Chissà cosa ne pensano John Cox Stevens, il magnate newyorkese che vinse nel 1851 all’Isola di Wight la regata che diede inizio alla saga dell’America’s Cup, o Sir Thomas Lipton, il re del tè col record delle sfide (5, tutte perse) al trofeo più antico del mondo. O anche Dennis Conner, il velista col record di finali (3 vinte, 2 perse), Raul Gradini che ci provò nel 1992 col Moro di Venezia. La Coppa America del terzo millennio è questa: un elicottero che aggancia un supercatamarano di carbonio da un lago svizzero, e lo trasporta in cielo attraverso le Alpi fino al Mediterraneo,. E centinaia di persone a salutare Alinghi 5 mentre lascia la Svizzera (detentrice del trofeo) alle 09,15 di ieri mattina, altrettante su decine di barche ad accogliere l’ammaraggio del “mostro” davanti al porto di Genova. Mai vista, e forse neppure immaginata, una cosa del genere. E’ la Coppa, baby.
La trasvolata di Alinghi 5 (seguito da un altro elicottero con l’albero in carbonio lungo 50 metri) per 270 chilometri lungo la Rhon Valley e sopra il passo del San Bernardo (2400 metri di altitudine) alla volta dell'Italia è durata circa 5 ore e non è stata priva di suspance. Nella prevista sosta a Biella per fare rifornimento, è emerso infatti un increscioso problema burocratico: un permesso mancante dalla Capitaneria di porto. Un granello che poteva mandare all’aria il trasferimento più spettacolare (e costoso) della storia velica. Poi risolto. Restava il divieto di sorvolare città, che ha costretto Alinghi a una rotta che ha raggiunto subito il mare, arrivando a Genova praticamente dal largo, alle 14,25 circa.
Brezza molto leggera da NW sul Passo del Gran San Bernardo. Ora Alinghi 5 si allenerà a Genova per circa un mese, poi su una nave raggiungerà Ras al-Khaimah, negli Emirati Arabi, sede (contestata) della 33° Coppa America. Prossima mossa a Larry Ellison e BMW Oracle: difficile invetare di meglio.
PERCHE' ALINGHI E' A GENOVA? ECCO LA VERITA'
Perchè gli italiani sono tifosi di Coppamerica, e Bertarelli è di origini italiane? Perchè il cantiere Amico ha fatto pagare al team una rata minore di altre località? Perchè c'è lo Yacht Club Italiano del "Comandante Croce" (come lo chiama Ernesto)? Vi sembra che nell'era della Coppa che vola sui ghiacci eterni (ancora per poco ahimè) delle Alpi ci sia spazio per calcoli in fondo romantici? Macchè: la macchina da guerra di Alinghi è a Genova semplicemente perchè c'è un porto, dal quale transitano, e partono, navi che possono portare il maxi-cat ovunque nel mondo. Anche a Ras Al-Khaimah, nel Golfo Persico. E da dove (Corte Suprema di New York permettendo) le truppe bertarelliane partiranno a metà ottobre. Tutto qui. Facile no?
giovedì 6 agosto 2009
Sai cos'è l'Isola di Wight...

(Il faro del Fastnet)
Sai cos'e' l'isola di Wight? Massi', il canale del Solent, la residenza estiva della Regina, il Medina river, Cowes. Il luogo (o almeno uno dei luoghi) dove tutto - in tema di yachting - ha avuto inizio. La culla della vela da diporto. Spazi che in tempi diversi hanno significato Coppa delle Cento Ghinee (poi America's Cup), le crociere e le regate regali, e poi l'epopea della Fastnet Race e dell'Admiral's Cup, pace all'anima sua. Una volta era l'alta società inglese a scegliere Cowes per divertirsi con le regate, oggi sono migliaia, alta e bassa società, tutti su e giù lungo Main Street, là dove si affacciava nei tempi gloriosi Casa Italia del team all'Admiral's, o al race village che oggi si chiama "Sail For Gold" (perchè tutta la vela inglese soffia sulle vele olimpiche) e c'è sempre e comunque, come 200 anni fa, come 10 anni fa, un angoletto dove si beve champagne, oggigiorno soprattutto grazie allo sponsor, Mumm. E poi c'è il Fastnet, che oggi si deve dire Rolex Fastnet Race. Lunga (605 miglia), bella, atlantica, piena di insidie, con ritorno a Plymouth, altro luogo mitico dello yachting. Quest'anno ci vanno come sempre in tanti e ci sarà anche Giovanni Soldini con il 40 Telecom Italia. Seguite tutto della Cowes Week e del Rolex Fastnet sul web: http://www.cowesweek.co.uk/web/code/php/main_c.php?section=day8&map=cw09&ui=oberon&style=std&override=

Insomma Cowes è ancora la culla dello yachting, anche nel 2009 dove volano catamarani sulle Alpi. God save the Queen.
mercoledì 5 agosto 2009
Troppo finto per essere vero?

E bravo Stuart Alexander, giornalista inglese (The Independent), scoop confermato: è Ras al-Khaimah, uno dei sette Emirati Arabi Uniti, la località prescelta per la prossima America's Cup. Spiagge bianche e acque azzurre contornate da palme tropicali, isole artificiali, hotel che sembrano castelli medievali, ombrelloni e piccoli moli con barche da sogno protesi in un mare dolce e accogliente. E qui in mezzo, una gru che solleva la straordinaria creatura della vela: il catamarano Alinghi 5, il Formula 18 quintuplicato, una rete di carbonio e idrauliche comandate da motori la cui missione sarà difendere e conquistare per la terza volta la Coppa America per la Svizzera. E non è tutto: sull'altro lato dell'isoletta-paradiso un'altra gru si dedica al mega-trimarano di BMW Oracle, altro mostro (in sviluppi difficili da prevedere) il cui destino è sfidare e riportare la Coppa a casa, in America. Il clan-Bertarelli ha fatto le cose come sempre in grande stile, e ci ha infilato un paio di chicche tanto per sfruculiare il campo dell'indemoniato Larry Ellison. Il disegnino, per l'appunto, delle due basi sull'isoletta verde e celeste: come dire quarda qui cosa vi aspetta, cosa vi abbiamo preparato. Proprio a BMW Oracle che ha già contestato la scelta degli Emirati Arabi perchè prima del "mutuo consenso" previsto da Deed of Gift. Oppure la lista di multinazionali presenti nel Golfo, a indicare la prosperità economica e finanziaria, lista che si chiude proprio con Oracle e BMW, ultima e penultima. Che fate, non venite?
Alinghi ha scelto l'emirato per i soldi dello sceicco Saud Bin Saqr Al Qasimi, erede al trono di Ras al-Kahim, che non ha certo badato a spese, e per il vento leggero, come ha confermato il monumentale Brad Butterworth senza nascondersi troppo: "E' giusto preoccuparsi delle condizioni meteo, con queste barche, per la sicurezza di entrambi i team". Gli americani, dal canto loro, pur se molti danno per sicura la costruzione di un catamarano a stelle e strisce, forse pensano che l'attuale trimarano sia più attrezzato anche a condizioni di vento più variabili. Ma ormai tra Larry & Ernesto il confronto è a tutto campo, è una ragione di vita. Quindi scontato il ritorno alla Corte di New York anche per la località.
Dopodomani intanto Alinghi 5 trasvola le Alpi e atterra alla Fiera di Genova.
Cosa avreste pensato se aveste letto queste righe solo 8 anni fa?
(Nella foto, il rendering dell'isoletta che fungerebbe da base dei due team per la XXXIII America's Cup: a destra i capannoni della base di Alinghi (tutto lascia supporre che sia già pronta), a sinistra la gru che manovra BMR Oracle e lo spazio per la basa da costruire)
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