mercoledì 16 settembre 2009

Cercasi Progetto Under 16 disperatamente

INTERVISTA A MARCELLO TURCHI, DA VENT'ANNI GURU DELLA VELA GIOVANILE AZZURRA



(Il testo che segue è tratto da una risposta a un commento al post sulla Primavela: mi sembra difficile dire meglio quello che intendevo a corredo della gentile chiacchierata con il grande Marcello a Giulianova. Lui crede nel progetto e lo spiega. Noi vogliamo anche seguirlo, siamo ottimisti nati, e ben disposti. Resta il fatto che continuiamo - un po' tutti - a parlare di aria fritta. Perchè questo benedetto progetto (o più pomposamente la "Riforma Bacchiega", come ho sentito chiamarla da qualcuno negli uffici federali) l'hanno visto veramente in pochi...

Del famoso progetto Under 16 a Giulianova non si è parlato ufficialmente e diffusamente, e questo per me è un clamoroso errore. La FIV ha un progetto (importante, evolutivo, potenzialmente interessante) che riguarda proprio il vastissimo universo della vela giovanile, proprio quello che è presente alla Primavela con circoli, istruttori, maestri, allenatori, famiglie, scuole, zone. Quale migliore occasione per parlarne, diffondere la proposta (continuano a definirla così) e avere un feedback diretto dai suoi destinatari principali? Occasione persa. Pare invece che ne abbiano parlato - chiusi chiusi - nella stanza del consiglio di presidenza, che avrebbe visionato una nuova versione del progetto, aggiornato con le osservazioni ricevute dalle zone.

Francamente non riesco a comprendere questo modo di comportarsi, e non credo che un progetto così profondo possa essere preso senza una reale condivisione e un confronto vasto e prolungato con gli attori ai quali è destinato. Spero che nelle prossime settimane si cambi registro e ci sia una la possibilità per tutti di conoscere per valutare e contribuire a decidere. Altrimenti che democrazia è? Che palazzo di vetro è?

Quanto al campionato unificato, è l'ultima voce che gira. Anzichè vari nazionali Optimist, L'Equipe, magari Open BIC e Laser Bug, si mettono insieme le classi giovanili. A differenza della Primavela, al campionato partecipano gli atleti già più esperti, ed eventualmente selezionati. Insomma una Coppa Secondavela... Alle classi già non piace. E a voi?

Yacht Club Costa Smeralda e Yacht Club Italiano: un week-end fuori porta


I DUE CIRCOLI ITALIANI ALLA NEW YORK YACHT CLUB INVITATIONAL CUP

Weekend di fine estate a Newport per Yacht Club Costa Smeralda e Yacht Club Italiano, la nobiltà dello yachting del belpaese, due dei circoli più blasonati, ricchi e ben frequentati della nostra vela. I due club sono infatti tra i convitati della New York Yacht Club Invitational Cup, che si svolge tra il 15 e il 19 settembre nel luogo-culto della vela USA a bordo di imbarcazioni della classe Swan 42 Club, fornite dall’organizzazione.

“Il New York Yacht Club Invitational è una splendida opportunità per lo Yacht Club Costa Smeralda, siamo felici di partecipare a un evento di questo livello – ha detto il Commodoro Riccardo Bonadeo – Questo è una sorta di campionato del mondo fra yacht club”. Lo skipper della squadra del team sarà Vittorio Codecasa, con lui ci saranno Stratis Andreadis, Alberto Signorini, l’esperto locale Dyer Jones, Filippo Faruffini l’armatore del GP42 Roma, Furio Monaco, Filippo Molinari, Stefano Liguori e Maria Rinaldi.

Lo Yacht Club Costa Smeralda è stato fondato nel 1967 dall’Aga Khan, con Andrè Ardoin, Giuseppe Kerry Mentasti e Luigi Vietti, e dal 1977 ha sede nella splendida cornice della Marina di Porto Cervo.

Equipaggio di prim’ordine anche per lo YCI di Genova, che avrà come skipper Carlo Puri Negri, vice presidente di Pirelli Group e armatore del Mini Maxi Atalanta II, che avrà ad assisterlo parte del suo equipaggio oltre a Pierangela Casarico e Elio Petracchi (che era tra i vincitori della storica Admiral’s Cup del 1995 con BravaQ8 di Pasquale Landolfi insieme a Paul Cayard, Rod Davis e Torben Grael. Il tattico durante la NYYC Invitational sarà Nico Reggio, ex di Azzurra 83-87. Navigatore sarà Giuseppe Montella e randista Paolo Pastorino. Il tocco femminile a bordo sarà assicurato dalla presenza di Myriam Cutolo, la prodiera di Elisabetta Saccheggiani alle Olimpiadi di Atene 2004.

Lo Yacht Club Italiano fu fondato nel 1879 da un gruppo di appassionati della vela che comprendeva il Re Umberto I e Vittorio Augusto Vecchi. Solo un anno dopo, organizzò una regata inaugurale alla quale parteciparono 177 barche. Oggi lo YCI ha 1200 soci.

Le regate della New York Yacht Club Invitational Cup – sponsor Rolex, Sperry Top-Side e Nautor; partner tecnico Henry Lloyd - si svolgeranno tra Narragansett Bay e Rhode Island Sound, le stesse acque sulle quali il New York Yacht Club ha svolto l’America’s Cup tra il 1930 (la data della sua difesa numero 14 del trofeo) e il 1983 (data della prima sconfitta USA per mano di Australia II. Prima del 1930 le regate della coppa si svolgevano nella baia di New York. Tra i grandi nomi della storia velica presenti a Newport, Gary Jobson e Bruno Troublè (che sarà lo skipper del team dello Yacht Club de France).

I 19 circoli partecipanti all’Invitational di New York (e tutti i rispettivi siti web):

Japan Sailing Federation <http://www.jsaf.or.jp/> (Tokyo, Japan)
New York Yacht Club <http://www.nyyc.org> (New York, N.Y., USA)
Norddeutscher Regatta Verein <http://www.nrv.de> (Hamburg, Germany)
Nyländska Jaktklubben <http://www.njk.fi> (Helsinki, Finland)
Real Club Nautico Barcelona <http://www.rcnb.com> (Barcelona, Spain)
Royal Bermuda <http://www.rbyc.bm> Yacht Club (Hamilton, Bermuda)
Royal Canadian Yacht Club <http://www.rcyc.ca> (Toronto, Ontario, Canada)
Royal Cork <http://www.royalcork.com> Yacht Club (County Cork, Ireland)
Royal Danish <http://www.kdy.dk> Yacht Club (Hellerup, Denmark)
Royal Hong Kong <http://www.rhkyc.org.hk> Yacht Club (Hong Kong, China)
Royal New Zealand Yacht Squadron <http://www.rnzys.org.nz> (Auckland, New Zealand)
Royal Ocean Racing Club <http://www.rorc.org> (London, England)
Royal St. George <http://www.rsgyc.ie> Yacht Club (County Dublin, Ireland)
Royal Thames Yacht Club <http://www.royalthames.com>  (London, England)
Royal Yacht Squadron <http://www.rys.org.uk> (London, England)
St. Francis Yacht Club <http://www.stfyc.com> (San Francisco, Calif., USA)
Yacht Club Costa Smeralda <http://www.yccs.it> (Porto Cervo, Sardinia, Italy)
Yacht Club de France <http://www.ycf-club.fr> (Paris, France)
Yacht Club Italiano <http://www.yachtclubitaliano.it/> (Genoa, Italy)

Sailing World è il media ufficiale dell’evento. Link con le dirette web delle regate (che saranno anche seguite dalla ESPN2 con uno speciale di 30 minuti): http://www.nyyc.org/eventnews

martedì 15 settembre 2009

Giro a Due


LA FIV SALE A BORDO DEL GIRO D'ITALIA DI CINO RICCI: ISTRUZIONI PER L'USO

Cino Ricci e Carlo Croce, il Giro d'Italia a vela e la FIV. Vicini, vicinissimi, praticamente insieme. E' questo lo scenario che emerge da un incontro svolto a Giulianova durante l'ultima Primavela. Il porto abruzzese è da sempre una tappa fissa del giro, molto amata (ricambiata) dal patron Cino, e tre ore d'auto da Ravenna valgono bene l'incontro. Scopo: studiare una collaborazione della FIV al Girovela, evento storico nel nostro panorama ma recentemente apparso un po' appesantito dagli anni. Il possibile coinvolgimento della FIV e quello personale del nuovo presidente Carlo Croce, potrebbe aiutare l'evento a rivitalizzarsi. E il clima di festa giovane vissuto proprio a Giulianova, cornice dell'incontro, di certo ha aiutato i due a vedere nel futuro. Perchè, con chi (e come) può essere interessante l'ipotesi di un nuovo Giro d'Italia a vela targato Cino Ricci (Velaitalia)-Carlo Croce (FIV)? Ecco un primo ventaglio di considerazioni.

1. La linea del presidente Croce si va delineando (anche in direzione opposta rispetto ad alcuni segnali iniziali): portare la FIV al centro della vela italiana. A fianco del "core-business" (parole sue) della vela olimpica, sono sorti la riforma della vela giovanile, lo studio che riporta in primo piano l'obiettivo dei Centri Federali, l'idea di un Centro Federale dedicato alla vela oceanica e alla formazione e supporto di giovani navigatori, la discesa in campo per un consorzio italiano alla Volvo Ocean Race (con Giovanni Soldini). E altro. E' vero che c'è stato l'incidente di percorso del protocollo con Assonautica e LNI che assegnava a quest'ultima il ruolo principale per la "promozione della vela", relegando la FIV al solo ambito "sportivo". Ma tale intesa sembra rimasta per il momento - fortunatamente - lettera morta. Ed è altrettanto vero che è tutta da dimostrare la volontà di collaborare strettamente con UCINA e altri organizzatori di eventi e saloni per una presenza FIV costante e centrale, anche attraverso eventi concreti di promozione. Ma a parte questo, la linea crociana di mettere la FIV al centro, mi trova concorde. E' anzi una linea sulla quale negli anni precedenti abbiamo più volte spinto la navicella federale.

2. Il Giro d'Italia di Cino Ricci è una mezza istituzione come il suo patron. E' passato indenne attraverso diverse stagioni della vela italiana, ha saputo rinnovarsi e ha trovato nelle istituzioni locali sul territorio (Regioni, Province, Città e grandi Enti) un supporto vitale negli ultimi anni. E' stato quindi anche un veicolo di promozione della vela lungo le coste della penisola.

3. Il Giro d'Italia è anche un format che riesce a unire due aspetti spesso antitetici della vela: l'agonismo delle regate tra le boe, e la navigazione d'altomare per lunghe distanze.

4. Ora che, rispetto ai primi anni, i grandi nomi della vela tendono a disertare il Giro, preferendogli altri circuiti più remunerativi o tecnicamente interessanti, l'eventuale ingresso della FIV di Croce nel Girovela può portare a un ringiovanimento dell'evento e alla sua riaffermazione.

5. La FIV può beneficiare dalle potenzialità di promozione capillare sul territorio, nei porti, nel coinvolgimento dei cittadini e nella buona copertura mediatica locale del Giro: potrebbe contribuire a ripristinare il villaggio della vela itinerante al seguito del giro, inserendo i messaggi promozionali sulla FIV, il tesseramento, le scuole vela, che in questo momento le interessano ma stentano a trovare canali che non siano quelli già battuti.

6. La FIV, e per essa la Zone coinvolte, potrebbe trarre giovamento dagli ottimi e storici rapporti che Cino Ricci ha instaurato con molti enti e istituzioni locali, e coinvolgerle in progetti che riguardino lo sviluppo della vela in molte aree, il miglioramento degli impianti sportivi di molti circoli, il supporto a eventi nazionali o regionali, la valorizzazione degli aspetti turistici del territorio attraverso la vela.

7. Il Girovela e Cino, finalmente, supererebbero alcune storiche incomprensioni (reciproche) con il mondo federale, tornerebbero a guardare alla FIV come un partner, e insieme organizzare anche una proposta interessante per convogliare sul Giro sponsor e risorse, finalizzate in definitiva alla maggiore visibilità della vela.

8. La FIV potrebbe portare "in dote" al matrimonio anche molte capacità e professionalità dei suoi dirigenti locali, o promuovere il coinvolgimento tecnico nella regata di alcuni equipaggi delle squadre azzurre, sia giovanili che olimpiche, nonchè navigatori e skipper oceanici, in un circuito virtuoso che amplifichi l'immagine di nuovi personaggi (che è uno degli scopi dichiarati ma lontani dall'essere perseguiti dell'attuale Comunicazione FIV).

9. La copertura tv del Girovela è stata in passato ottima, con dirette e ampie sintesi sulla RAI e su grandi network. Di recente l'appannamento dell'evento si è manifestato anche su un ridotto seguito televisivo. La collaborazione FIV-Girovela dovrebbe servire anche a riproporre alla RAI o ad altri primari operatori televisivi un evento di grandi valori e contenuti, che suggerisca formati finalmente attuali e interessanti sulla vela, come si addice a una grande regata-avventura che compie l'intero giro della penisola.

10. Non è da escludere anche un comitato tecnico misto Girovela-FIV che ponga mano a un rinnovamento che riguardi anche le barche e, perchè no, valuti nuovi formati da affiancare all'evento principale, compresi il giro in solitario alla Figaro, o in doppio, o la collaborazione con alcuni paesi vicini per tappe estere affascinanti...

Insomma, Cino&Carlo, si può fare. Noi vi guardiamo.

lunedì 14 settembre 2009

L'oceano è anche azzurro

LE PRIME 24 ORE DELLA TRANSAT 650



E' partita la grande avventura della Transat 650. Ottantaquattro velisti marinai navigano da La Rochelle a Funchal (Madeira), per la prima tappa, e ripartiranno quindi il 3 ottobre con rotta per Salvador de Bahia. Buon avvio degli italiani, che sono in ottima posizione nelle due classifiche, prototipi e barche di serie.

Andrea Caracci 7° tra i prototipi, Riccardo Apolloni e Luca Del Zozzo rispettivamente 3° e 4° tra le barche di serie. Bene anche Giancarlo Pedote, 16° sempre nei Serie. Flotta ancora molto compatta dopo le prime 24 ore di navigazione: nei proto Gaetano Mura è 32°. Tra i Serie Daniela Klein 30°, Luca Tosi 32°, lo svizzero-italiano Andrea Rossi 44°, Simone Gesi 47°. Bella la prima notte di regata, tra le stelle e sotto spinnaker. Previsioni meteo ancora “morbide” per i prossimi giorni, con il passaggio al largo di Capo Finisterre.

Noi siamo con loro, e voi?

domenica 13 settembre 2009

Primavela Soul

UN VIDEO DAI MIEI OCCHI: 7 MINUTI DI IMMERSIONE PROFONDA NELLO SPIRITO DELLA PRIMAVELA (Guardare, respirare, sentire, capire, il vivaio della vela)




La Primavela è bella e basta. E' bella con le sue esagerazioni, e - anche se il gigantismo andrà combattuto (come si fa del resto anche con le Olimpiadi) per garantire sicurezza e livelli organizzativi adeguati - resta il fatto che lo spirito, l'anima, la logica promozionale, le possibilità di comunicazione e gli ulteriori margini di crescita nella sua gestibilità da parte della FIV, fanno dell'evento-Primavela uno dei grandi successi della vela italiana, e non solo in casa.

Ora la Nuova FIV si accinge a mettere mano all'ennesimo cambiamento, e si parla con insistenza di una "Nuova Primavela". Dopo aver visto crescere l'evento che il mondo ci invidia, dopo aver conosciuto gli sviluppi che ha dato alla vela giovanile nel suo complesso ma anche a singoli circoli, alle capacità e alla cultura organizzativa di club, consorzi e Zone, dobbiamo sperare, pretendere, che i cambiamenti non siano radicali e - soprattutto - non intacchino lo spirito della Primavela.

Se mille bambini sono troppi, riduciamoli pure. Ma non troppo. Lasciamoli divertire e vedere più classi insieme. Lasciamo che le Zone si propongano per organizzare l'evento, che stimolino consorzi di circoli, che l'organizzazione offra opportunità per adeguamenti e miglioramenti anche strutturali degli impianti sportivi, occasioni per collaborare con le istituzioni locali. La Primavela è sempre stata una "regata FIV", è l'unica del genere insieme al CICO. Se la FIV vuole ha tutte le titolarità e le possibilità per intervenire nella sua organizzazione e nella sua gestione, sia dal punto di vista tecnico che logistico e - quello che più le competerebbe - dal punto di vista dell'immagine, della comunicazione, del marketing sportivo, delle sponsorizzazioni. Ma i comitati organizzatori locali devono restare ai circoli.

Sicuramente, viste le potenzialità dell'evento dal punto di vista della comunicazione, alcuni standard organizzativi minimi devono essere garantiti. Qui può intervenire la FIV, fissando obiettivi e punti di riferimento, e creando una task-force organizzativa (fatta di esperti, dirigenti che già hanno maturato significative esperienze nella gestione di questo evento, classi e tecnici) che funga da interfaccia con il comitato organizzatore locale dei circoli.

Speriamo che l'emozione palpabile del presidente Croce serva a dare la corretta misura di quale può essere l'intervento "positivo" della FIV sull'ossatura di una manifestazione che ha enormi potenzialità. Si può parlare all'infinito della vela giovanile, delle classi, della multilateralità, delle scuole vela, dell'agonismo e dei suoi tempi, della formazione dei referenti tecnici, delle strutture dei club: ma poi la verità, la vita vera della nostra vela (per fortuna) è lo spettacolo della Primavela. Quei mille baby-skipper che cambiano ogni anno e con loro le loro città, regioni, famiglie, circoli, ma che arrivano alla Primavela di settembre con l'identico spirito di 24 anni fa: la gioia negli occhi e il vento nel cuore.

giovedì 10 settembre 2009

Transat 650, magnifica ossessione


PARTE DOMENICA LA REGATA ATLANTICA CON I MINI. CI SONO ANCHE 8 ITALIANI AL VIA. ECCO CHI SONO

Arrivano i giorni della grande impresa dei piccoli velieri. Transat 650 2009 al via: diciassettesima edizione in ben 32 anni, una superclassica oceanica passata indenne attraverso tragedie e rivoluzioni tecnologiche, una regata che ha formato molti nomi dell’aristocrazia dello yachting oceanico, e che da sempre affascina per la sfida minimale dell’uomo marinaio all’Atlantico con barchini di soli 6 metri e mezzo, economici, possibili. Il sogno di una vita alla portata di molti. La Transat 650 è un evento-record, per partecipazione (c’è il numero chiuso da molte edizioni e già partecipare, tra selezioni e prove severe di sicurezza e capacità, è un risultato importante), per intensità, per seguito. Tanto da aver cambiato la cadenza da biennale ad annuale. Domenica 13 da La Rochelle parte l’edizione 2009, con 85 skipper al via, ben 8 dei quali sono italiani (anche questo un record). Due tappe: La Charente Maritime (La Rochelle)-Funchal (a Madeira, isola portoghese in pieno oceano)), di 1100 miglia con il passaggio delicato del Golfo di Gascogna e la punta Finisterre, il Capo Horn del nord Atlantico, la porta simbolo delle traversate dalla Bretagna al Nuovo Mondo. Poi ripartenza il 3 ottobre (il sabato di apertura del salone nautico di Genova) da Funchal, rotta verso il paradiso e traguardo (intorno al 20 ottobre) a Salvador de Bahia in Brasile, dopo 3100 miglia di alisei (speriamo), calme equatoriali (il Pot Au Noir) e colpi di vento. Da soli sui gusci di 6,5 metri, per 7800 chilometri.

OTTO DI NOI
Otto italiani ci sono: il più giovane ha 23 anni (ed è record assoluto sull’intera flotta), il più vecchio 47. Una ragazza. Sei corrono nella categoria scafi di serie e due con prototipi. Uno parte anche per provare a vincere. Skipper, impiegati, ingegneri, istruttori di vela. Ecco chi sono, come fare il tifo per loro e come seguirli (oltre che su questo blog). Cominciamo dai due “prototipi”.

ANDREA CARACCI (42 anni, Ingegnere), www.andreacaracci.it – Non c’è due senza tre. Andrea è tenace e preparatissimo, era tra i più veloci anche nelle due edizioni precedenti e nell’ultima era tra il gruppo di testa quando ha disalberato. Barca nuova autocostruita nei minimi dettagli, si dedica anima e corpo a preparare la traversata. Ex 470ista, bravo velista, navigatore. Il nostro capitano.


GAETANO MURA (41 anni, skipper), www.gaetanomura.com – Il piccolo sardo (è nato a Cala Gonone, il mare nel destino) ha esperienza e la vuole vendere alla Transat 650. Ha fatto il marinaio sui pescherecci, è diplomato al Nautico ed è comandante di yacht d’epoca. A dieci anni chiedeva ai suoi di poter dormire sulla barca di famiglia e di notte mollava gli ormeggi per girare nel porto...

E ora quelli delle barche di serie.


RICCARDO APOLLONI (43 anni, skipper), www.iomibarcameno.it – Napoletano, ingegnere navale, dopo dieci anni ha mollato la professione per dedicarsi alla navigazione. Et-voilà, è al via della Transat 650 alla quale ha lavorato instancabilmente negli ultimi 5 anni. Il suo sponsor, Mapei, sa di ciclismo. E lui vuole essere un passista. Dopo la Mini è già pronto il passo successivo, il Class 40 già in costruzione dal suo amico Bert Mauri (BM40).

LUCA DEL ZOZZO (47 anni, Ingegnere), www.lucadelzozzo.it – E’ il più maturo (di età) del gruppo, e guarda caso sceglie di aprire il suo sito con una poesia di Simone Bianchetti, suo conterraneo al quale chiaramente si ispira: “A noi piacciono quei luoghi dove il vento è grigio e il cielo soffia forte, nella moltitudine della solitudine, varchiamo le soglie dell’infinito”. Si può dire meglio? Grazie Simone (e Luca).

GIANCARLO PEDOTE (34 anni, navigatore), www.giancarlopedote.it – Istruttore di windsurf a Follonica, amante delle “strambate power”, l’atletico Giancarlo è folgorato da un giorno di Flying Junior a 20 nodi. E cambia la sua vita fino a diventare navigatore solitario. “Navigare mi piace, mi permette di vivere una dimensione adatta alla mia personalità. Lo spirito del surfista selvaggio lascia spazio ad uno spirito meditativo e introspettivo”. Due sponsor come Prismian e Mursia aiutano la sua voglia.


DANIELA KLEIN (41 anni, impiegata), www.danielaklein.it – E’ la prima donna nella storia della vela italiana alla Transat 650. Ha fatto base allo YCI di Genova prima di trasferirsi in Bretagna in un centro di preparazione alla navigazione oceanica. Sportiva “dentro”, dal volo libero alla vela estrema, approccio tra il filosofico e lo scientifico, la piemontese è sponsorizzata da Tacchificio Monti.


SIMONE GESI (40 anni, istruttore di vela), www.simonegesi.it – Il babbo Armando l’ha messo in barca, e lui non è più sceso. Regatante su barche di ogni taglia agli ordini dei Vasco Vascotto, Enrico Chieffi, Stefano Rizzi, Lorenzo Bressani, mondiale Quarter Ton, Simone è uno dei “maestri di vela” della Maremma, e Follonica il suo regno. Lo sostiene in mille modi un instancabile Comitato 4236 miglia, fatto di amici e istituzioni maremmane.


LUCA TOSI (23 anni, skipper), www.lucatosi.it – Il più giovane di tutti è un veneziano biondissimo che a 23 anni, diploma Nautico in tasca e perito per impianti e trasporti marittimi, comanda una motonave passeggeri nella laguna di Venezia! E’ anche un velista doc (grazie anche a papà) con esperienza in monotipi come Ufo, J24, X35, regate su prototipi IMS, persino match race, socio del Diporto Velico Veneziano. Quando non naviga è su Facebook. E’ un pupillo di Alberto Sonino e del suo Vento di Venezia, e nel suo staff vanta Matteo Vianello e Francesco Ricci.

Il sito ufficiale della regata: http://www.transat650.org/fr/ (E sbrigatevi, ci si può iscrivere alla Transat virtuale!)

I migliori video dei Mini 650 in oceano: http://transat650.mativi.fr/

UN PATRIMONIO DI TUTTI
I navigatori italiani al via sono un patrimonio di tutta la nostra vela. Un patrimonio che va difeso e accresciuto. Otto italiani alla Transat 650, altri già in preparazione per la prossima (su tutti Andrea Pendibene), buone barche, ottima preparazione, tanta passione, shore team di amici e volontari, siti internet, voglia di vela nel grande largo. Dunque la “vela oceanica” mette qualche radice verde anche da noi. Il paese che ha aspettato la FIAT per tornare al giro del mondo in equipaggio Volvo Ocean Race. Insomma c’è (ampia) materia su cui lavorare, per crescere. Noi vogliamo farlo, anche a partire da questo spazio. Apriamo una finestra sul grande mare: “Oceano, Italia”. Seguiteci, scriveteci.

Mondiale RS:X a Weymouth: Flavia chiude 8° e Fabian 10°


(Flavia Tartaglini, romana delle Fiamme Gialle, migliore azzurra ai Mondiali del windsurf olimpico in Gran Bretagna)

COME E' ANDATA LA MEDAL RACE
L'inglese Bryony Shaw (bronzo di Pechino 2008) vince la Medal Race, Marina Alabau (prudente sesta) conquista il titolo mondiale (nello stesso anno in cui ha vinto anche l'Europeo, chapeau), doppietta spagnola con Blanca Manchon seconda. Sul podio anche la francese Picon.

L'azzurra Flavia Tartaglini si migliora di una posizione e conclude all'8° posto il Mondiale con una ottima Medal Race (terza) nella quale conferma maturità e carattere "giusti" per una campagna olimpica competitiva. Considerando le due spagnole e le due francesi che la precedono in classifica, il suo piazzamento, anche ai fini CONI, è un 6° posto mondiale. Chiude buona dodicesima la giovane Laura Linares (Marina Militare).

Top ten delle signore del windsurf olimpico completata dal quarto posto della polacca Brygola, e quindi 5° Rambaud (FRA), 6° Shaw (GBR), 7° Crisp (AUS), 9° Ricard (FRA) e 10° Huang (CHN).

Trionfo inglese tra i maschi con Dempsey che legittimila il titolo vincendo anche la Medal Race. Argento all'israeliano Meshiah e bronzo all'olandese van Rijsselberge. Fabian Heidegger (Marina Militare) conferma il 10° posto anche con un buon 6° nella Medal Race.

I finali degli altri italiani: 31 Federico Esposito; 44 Riccardo Belli Dell'Isca; 66 Andrea Ferin; 83 Manfredi Misuraca; 85 Marcantonio Baglione.

Stasera premiazione e tradizionale imperdibile party in stile-windsurf in discoteca. Qualche giorno di riposo e poi si ricomincia qui a Weymouth & Portland, la Baia dell'Accademia, che ospiterà la Skandia Preolympic Week, ultima tappa del tour Grand Prix ISAF.

Mondiale RS:X a Weymouth, il giorno della Medal Race (con Fabian 10° e Flavia 9°)


(Il tecnico azzurro Paolo Ghione con Flavia Tartaglini al termine delle regate)

Oggi Medal Race conclusiva per il Mondiale del windsurf olimpico RS:X a Weymouth-Portland. Due azzurri presenti al via: Flavia Tartaglini che parte dal 9° posto in classifica (3-17 i suoi piazzamenti nelle ultime due manche di finale). Non ha possibilità di podio ma può limare il piazzamento finale e nobilitare così un mondiale da protagonista, che poteva essere addirittura splendido senza qualche sbavatura. Laura Linares scivola nell'ultima giornata e scende al 12° posto fuori dalla Medal. La baby azzurra ha comunque mostrato miglioramenti con il vento più fresco che una volta era il suo punto debole. Il 12° al suo primo mondiale da "grande" nel campo olimpico non è certo da buttare via. Brave entrambe: niente male, considerando che intorno al loro mondiale veleggiava il mito biondo della velista mondiale dell'anno, ad annusare l'aria che tira. Marina Alabau, vecchia (e non simpatica) conoscenza proprio della Sensini, arraffa il mondiale con mano pesante (6 primi), ma dietro di lei c'è aria di rinnovamento, volti nuovi e persino la medaglia britannica di Pechino Briony Shaw è deludente ottava.

In campo maschile pur senza brillare (10-19) Fabian Heidegger conquista il 10° posto utile per la Medal Race e parte oggi alle 14 con i migliori del mondo. Nella top-10 l'altoatesino c'è, per il salto finale di qualità adesso inizia il conto alla rovescia. In testa il casalingo Dempsey deve difendere 6 punti di margine dall'israeliano-sorpresa Mashiah, più staccato (difenderà il bronzo) l'olandese volante van Rijsselberge, che non ha la regolarità dei primi due (va troppo con vento e troppo poco senza).

Alle 14 di oggi se volete seguire la Medal Race in diretta sul sito del campionato: http://www.rsxclass.com/rsx-class-event-information/rsx-world-windsurfing-championships

mercoledì 9 settembre 2009

Fiat si fa la Volvo (Ocean Race) con Ericsson (4)



John & Giovanni (Elkann e Soldini), accordo fatto e passiamo ai dettagli. O quasi. La prossima Volvo Ocean Race avrà al via anche un team italiano dopo molti anni (ricordate Brooksfield?). Se ne parla da tempo e al lavoro c'è un gruppo ben individuato. Il nome del velista più navigato dell'italia oceanica - Giovanni Soldini - è affiancato allo sponsor più italiano nel mondo - FIAT. Due le scintille che hanno fatto scoccare l'incendio: la Barcolana 2008 vinta da John Elkann a bordo del maxi Alfa Romeo, e la traversata dell'Atlantico nell'autunno scorso su Stealth in cui John ha navigato e conosciuto bene Giovanni Soldini.

Il gioco è fatto, e si passa alle scelte. Barca nuova (tempi stretti, costi ingenti e tante incognite), o usato garantito? Le idee cambiano quasi ogni giorno, Poi si punta su Puma. Che sfuma. Si torna a pensare al cantiere (il progettista del Class 40 di Soldini scalpita), ma i dubbi restano. Infine - è più che un rumor dell'ultimora - il team che riporterà l'Italia alla Volvo, targato FIAT, sta acquistando Ericsson 4, la barca svedese di Torben Grael vincitrice dell'ultima edizione del giro del mondo. Barca tra poco in Italia: per la livrea ci penserà Lapo?



(Giovanni Soldini "glamour" secondo il fotografo di un servizio su "Vanity Fair", e a destra John Elkann con la divisa Slam di Alfa Romeo alla Barcolana 2008)

Update Mondiale RS:X. Laura e Fabio decimi, Flavia undicesima


Breve aggiornamento dopo le prove di ieri (poco vento e azzurri così così). Tra le donne Marina Alabau (ESP) continua a guidare la classifica (che però si accorcia per il suo score deludente 6-8) davanti alla polacca Agata Brygola e alla connazionale Blanca Manchon. Bene Laura Linares (4-16) che risale al 10° e crede davvero alla Medal Race. Flavia Tartaglini (18-17) scende in 11ma posizione.

Tra gli uomini l'inglese Nick Dempsey riprende il comando, davanti all’ Israeliano Mashiah e al polacco Miarczynski. Migliore azzurro Fabian Haidegger che sale ulteriormente in classifica (6-10) e fino al 10° posto e alla zona-Medal. Gli altri italiani: 31° Federico Esposito, 37° Belli Dell’Isca, 67° Andrea Ferin, 87° Marco Baglione e 90° Manfredi Misuraca.

En-passant, segnaliamo con piacere che sul website della Nuova FIV la vicepresidentessa-atleta Alessandra Sensini commenta il campo di regata olimpico che sta provando in questi giorni (ci sono anche le prime foto - a cura di Vincenzo Baglione di Albaria - del suo ritorno in tavola, intabarrata in una inusuale muta intera). Segno che, zitto zitto, questo minuscolo blog riesce sempre ad essere anticipatore dei tempi e dei temi. A noi sta bene così. Bentornata, capitana.

E voi, state con noi. Cioè in anticipo.

martedì 8 settembre 2009

Mondiali RS:X a Weymouth, un altro bel video, come vanno i nostri e (soprattutto) com'è il campo di regata di Londra 2012


(Godetevi un altro ottimo esempio di "videovela" ben fatta, la classe RSX si conferma all'avanguardia anche con un suo "canale" dedicato su YouTube)

FLAVIA TARTAGLINI 5, LAURA LINARES 12
Il Mondiale del windsurf olimpico RS:X entra nelle sue fasi decisive in Gran Bretagna a Weymouth, nella baia che ospiterà le regate di Londra 2012. Per la vela azzurra, le buone notizie vengono dall’ottimo comportamento di Flavia Tartaglini, la romana delle Fiamme Gialle che dopo uno splendido inizio ha saputo reagire a una squalifica per partenza anticipata. Ora dopo 6 prove Flavia è al 5° posto (4-2-1-ocs-9-3) con 19 punti, a -5 dal terzo gradino del podio occupato dalla francese Marine Rambaud. In testa volano le due spagnole Marina Alabau (tutti primi di manche!) con 5 punti e Blanca Manchon con 10. Desta meraviglia (per ora) l’anonimo 9° posto della padrona di casa inglese Briony Shaw, medaglia di bronzo di Pechino (Qingdao) 2008, che paga un pessimo inizio ma sta mostrando segni di ripresa. Nella lotta per entrare in top-10 e conquistare la Medal Race resta in pieno anche la giovane azzurra Laura Linares, che è al 12° posto (8-3-bfd-4-12-5).

FABIAN HEIDEGGER 12
Tra i maschietti, emerge prepotentemente in testa l’olandese Dorian van Rijsselberge, capace di mettere uno dietro all’altro ben quattro primi di manche, e precede ora di 3 punti (rischiando di rovinargli la festa già organizzata) proprio il britannico Nick Dempsey. In classifica nei primi 10 ci sono tutti i grandi della classe, ex iridati e medaglie olimpiche, più un paio di giovani sorprese che lasciano a rincorrere qualche senatore come Bontemps e Kaklamanakis. In netta ripresa l’azzurro Fabian Heidegger: partito assai male, l’altoatesino è tornato se stesso e nelle ultime prove ha corso nel gruppo di testa (17-16-7-4-3-4). Ora è al 12° e deve continuare così per conquistare la Medal Race obiettivo minimo. Gli altri italiani: 30° Riccardo Belli Dell’Isca, 31° Federico Esposito, 65° Andrea Ferin, 86° Manfredi Misuraca, 90° Marcantonio Baglione.

WEYMOUTH&PORTLAND, PRIMI SCHIAFFI
Ai Mondiali RS:X il vero protagonista resta per tutti il campo di regata olimpico di Londra 2012. La baia di Weymouth e Portland, sede di una pomposa “Accademia” della vela britannica, intorno alla quale fervono già visibili i lavori per la sede dei prossimi Giochi della vela. Vento all’inglese, in quantità e varietà. Vento che si costruisce ogni giorno, e che finisce quasi sempre per soffiare gagliardo. Ma anche vento irregolare, da studiare, da capire, da interpretare. E al quale aggiungere dosi significative di corrente di marea. Non è un campo di regata da principianti, W&P. Il Mondiale RS:X servirà a tutti i team per prendere le misure, i primi riferimenti, e quindi dare il via a una lunga campagna di studio, analisi e – va da sé – allenamenti sul posto. Buon per noi che al seguito della nostra squadra del windsurf c’è Paolo Ghione, nella doppia veste di allenatore della classe e di Condirettore Tecnico. E ancor più buona la presenza, sia pure come osservatrice, della vicepresidente federale Alessandra Sensini, che proprio un mese fa è scesa ufficialmente in campo per correre su queste acque la sua sesta Olimpiade. Oltre alle basi logistiche (di cui abbiamo dato i primi riferimenti nel nostro post “Azzurre scogliere di Dover” lo scorso 8 agosto – vedi link: http://lamiafedervela.blogspot.com/2009/08/azzurre-scogliere-di-dover.html) si tratterà di mettere a punto un programma dettagliato che coinvolga tutte le classi e tutti i tecnici. La “baia dell’accademia” ha distribuito in giro i primi schiaffi, e anche noi ne abbiamo incassato qualcuno. Vediamo di farne presto tesoro.

Vela o Sumo?

lunedì 7 settembre 2009

Primavela, da evento a "ritrovo"


Da tutta Italia stanno partendo le gioiose carovane di circoli, istruttori, famiglie e baby-skipper diretti a Giulianova per la Primavela 2009, evento che un comunicato stampa FIV del 4 settembre "presenta" con una disarmante scialacquata... Sentite un po':

<< La tradizionale festa della vela giovanile è in programma dal 10 al 12 settembre a Giulianova (Teramo). Al ritrovo sono attesi circa 900 giovani velisti con meno di 14 anni che, giunti da tutta Italia, condivideranno la passione per la vela scendendo in acqua in occasione delle regate della Coppa PrimaVela, della Coppa del Presidente e della Coppa Cadetti.>>

Che allegria! Nessuna attenzione alla storia venticinquennale di questa straordinaria manifestazione, ai circoli, agli equipaggi, a come si arriva a selezionarsi per la Primavela, alle classi, alle scuole vela e ai loro istruttori e maestri, alle famiglie, insomma al movimento... Che peccato: la Coppa Primavela è un evento semplicemente UNICO AL MONDO, ma la Nuova FIV lo riduce a un "ritrovo"!

Poco più avanti, il comunicato descrive una brillante iniziativa della Nuova FIV per questa edizione (la prima della gestione Croce): cosa ti organizzo nell'ambito dell'evento-festa della vela giovanile, nel prevedibile clima di giocosa confusione? Un bel <<Convegno nazionale sulle politche del turismo nautico costiero e delle portualità turistiche regionali dal titolo: “Sinergie per lo sviluppo economico e sportivo: Modeli (yes: modeli con una sola elle, ndr) di cultura e di vita - L’Impiantistica Sportiva Velico-Nautica - La Vela Paralimpica - Strumenti di attuazione”>>.

State pensando quello che penso io: AIUTO!!

E tanto per capire meglio, mentre il comunicato non accenna minimamente a nomi di giovani equipaggi (non mancano baby interessanti, tra loro ci saranno le medaglie olimpiche azzurre del futuro, o i Giovanni Soldini di domani), sul convegno si lancia in un sussulto di dettagli dai quali apprendiamo che i relatori saranno: << P. Guidobaldi, Presidente Ente Porto Giulianova (introduzione); A. Cardinaletti, Presidente Istituto Credito Sportivo; L. Pancalli, Vice Presidente CONI; L. Pollicardo, esperto in tematiche della portualità turistica; C. Croce, Presidente Federazione Italiana Vela; G. Chiodi, Governatore Regione Abruzzo; R. Tranquilli Leali, Preside Facoltà di Giurisprudenza Teramo (moderatrice); A. Stella, Navigatore e Cavaliere della Repubblica; E. Mazzoni, Parlamentare Europeo; G. Morra, Assessore Regionale Trasporti Regione Abruzzo; M. Di Dalmazio, Assessore Regionale Sviluppo del Turismo - Politiche culturali>>

Non basta: con il convegno in programma alle 16,30, il comunicato stesso informa che è convocata la riunione numero 276 del Consiglio di Presidenza... alle ore 16,00. Che velocità.

Prima che lo facciano gli amici abruzzesi, con i quali ci siamo già chiariti sui Giochi del Mediterraneo e sulla cui capacità organizzativa non è possibile avanzare alcun dubbio, chiarisco subito che l'idea del convegno non è sbagliata in sè: è il contesto che la rende improponibile, scollegata, sovrapposta (e non a caso la comunicazione va già a sottolineare l'evento "politico" (il presente) a discapito di quello festoso dei giovanissimi velisti (il nostro futuro). I temi sono anche interessanti e noi vi racconteremo il loro sviluppo nel convegno, che la Nuova FIV - sempre nel solito comunicato - spiega con questa frase: <<La Federazione Italiana Vela considera fondamentale il contributo che le istituzioni possono apportare alla promozione dell’attività sportiva, e in particolare della vela, quale veicolo di valori sani per i ragazzi, puntando sul loro sviluppo e benessere psicofisico.>> Bene. Parliamone se volete. Ma si da il caso che la promozione della vela (quella vera, sul campo), i suoi valori sani e il benessere psicofisico dei ragazzi, nonchè i ragazzi stessi (quasi mille!) sono tutti in evidenza e in attuazione proprio a Giulianova, a qualche metro dal convegno, nella Primavela fiore all'occhiello della vela italiana.

Di seguito trovate una piccola documentazione, spero utile per capire un po' meglio:

1) Il Comunicato dell'ufficio stampa della Nuova FIV (ISM) del 4 settembre 2009 (un giorno prima dell'europeo 49er dei Sibello, passato sotto silenzio)

2) Un Comunicato FIV dello scorso anno (6 settembre) sulla Primavela 2008

3) Un articolo realizzato sulla Primavela dello scorso anno con la storia e le sensazioni dell'evento

In conclusione, ricordiamoci sempre che la Federazione, in quanto Ente che presiede alle attività veliche in Italia, ha il dovere primario di stare dalla parte dei tesserati e degli affiliati, proprio coloro che a migliaia sono personalmente coinvolti nell'annuale Primavela. Coinvolgere le Istituzioni politiche, gli esperti di argomenti di sicuro interesse, gli addetti ai lavori, per discutere e fare il punto su temi importanti è utile, ma dovrebbe svilupparsi in sedi e su un livello parallelo, diverso da quello dell'evento giovanile in sè. Ho la consueta sensazione su come si muove la Nuova FIV: in atmosfere rarefatte, per parole d'ordine, su dogmi. Intanto - per fortuna - 1400 tesserati senza dogmi daranno vita anche quest'anno al miracolo chiamato Primavela. A pensarci, lo meriterebbero loro un convegno. Ma basterebbe anche un servizio in televisione...

Baron Banfield 2009: a Trieste la vela vietata ai minori (e con 35 nodi di Bora)


(Nella foto: Laurocchia di Paolo Alberti (YCA), secondo classificato)

Può succedere solo a Trieste, nella città con la media d’età più alta d’Italia (eufemismo per non dire “la più vecchia”) e che al contempo vanta il più alto rapporto velisti/popolazione. Solo qui può essere organizzata una regata riservata a ultrasessantenni, dove il timoniere deve tassativamente aver già spento 60 candeline e un equipaggio composto da “giovani” under 60 viene penalizzato nei compensi finali. E’ il Trofeo Baron Banfield competizione ideata dall’Associazione omonima che si dedica a rendere sempre più agevole – se non piacevole – la terza età, in collaborazione con lo Yacht Club Adriaco.

La 21a edizione del Trofeo, domenica 6 settembre alle ore 10, ha visto slittare la partenza di quasi tre ore, nella speranza di veder calare una bora quanto mai accesa. Alle ore 12.30 è stata ammainata l’intelligenza a terra, facendo prendere il largo alle venti imbarcazioni iscritte, divise in due categorie (minore LWL 8 m e superiore). Nessuna remora per gli equipaggi, che hanno seguito la barca giuria quasi incuranti delle raffiche che hanno continuato a soffiare anche oltre i 35 nodi. Il Comitato presieduto da Mario Mioni ha optato per un percorso a bastone da percorrere una sola volta per un totale di 9 miglia di navigazione.

La concomitanza di altre due regate in Golfo, posizionate abbastanza vicine al Trofeo Baron Banfield, ha creato qualche dilemma su quale boa puntare a questi lupi di mare d’antan. Ma di certo non ha avuto alcun dubbio una veterana del mare come Noretta Cosulich (di una signora non si svela l’età, ma negli “anta” ci è dentro da un pezzo), che ha condotto il suo Tyche (YCA), un X-412 senza alcuna esitazione verso il traguardo. Purtroppo la barca troppo recente (oltre a un abbuono per l’equipaggio più anziano, il regolamento prevede un abbuono anche per l’anzianità dell’imbarcazione) ha penalizzato questa signora del mare di stirpe lussignana, facendola scivolare al secondo posto di categoria a favore di Laurocchia di Paolo Alberti (YCA). A vincere il Trofeo Baron Banfield è stato il più piccolo Piccolo Tun di Sergio Giannolla (STV), che a primeggiato in tempo reale e compensato nella categoria sotto LWL 8 m. Laurocchia si è dovuta accontentare della Coppa Wais come equipaggio più anziano: il giovanotto della barca è nato nel 1937.

Alla premiazione, svoltasi nel Salone dello Yacht Club Adriaco, ha partecipato Anna Rossi Illy in qualità di Presidente dell’Associazione de Banfield.

Perini Navi 2009: un podio lungo 200 metri!


(Una spettacolare immagine del Maltese Falcon, Perini di 88 metri vincitore del Trofeo Perini Navi 2009)

Si è chiusa a Porto Cervo la terza edizione della Perini Navi Cup, organizzata dallo Yacht Club Costa Smeralda e vinta dal tre alberi di 88 metri Maltese Falcon, davanti al 64 metri Felicità west e al due alberi di 46 metri Antara: oltre 200 metri in tre! Giornate di vento e spettacolo, ma anche di divertimento, con una gara di cocktail tra le barche e la tradizionale cena di gala allo YCCS.

Nel corso della cerimonia di premiazione, che si è svolta in Piazza Azzurra alle 18.00, il Presidente dello Yacht Club Costa Smerlada Sua Altezza l’Aga Khan, insieme a Fabio Perini, ha premiato il Maltese Falcon con il trofeo Perini 2009, aggiungendo dei “graziosi gadget”: un orologio Rolex, una colonia Acqua di Parma e una bottiglia di Champagne Pommery. Il riconoscimento per lo scafo più veloce è andato al 56 metri Salute, che ha completato il percorso in un ora e 50 minuti, mentre il ketch di 50 metri Baracuda è stato il terzo della flotta a completare il percorso nel minor tempo.

"Abbiamo visto la flotta regatare esprimendo al meglio le sue potenzialità - ha commentato il Commodoro dello Yacht Club Costa Smeralda, Riccardo Bonadeo, durante la premiazione - è stata una regata di altissimo livello e la flotta è davvero spettacolare. Vedere 19 Perini allineati di fronte allo Yacht Club con il tramonto sullo sfondo, è un immagine così suggestiva che ricorderemo questo evento per molto tempo".

Ill calendario sportivo dello Yacht Club Costa Smeralda continua domani con la Maxi Yacht Rolex Cup. Dopo la registrazione degli equipaggi e i consueti controlli di stazzatura sugli scafi, la regate prendono il via oggi e termineranno sabato 12.   

PERINI, LA VELA ITALIANA CHE IL MONDO INVIDIA
Perini Navi, con una flotta di 46 velieri in navigazione, è leader mondiale nella progettazione e costruzione di grandi navi a vela. Il gruppo è costituito da Perini Navi, nata negli anni Ottanta grazie a Fabio Perini, che ha creato e sviluppato un sistema di automazione del controllo della parte velica che rappresenta, oggi, lo stato dell’arte della tecnologia della navigazione a vela, dai Cantieri Picchiotti, braccio produttivo del gruppo, dai Cantieri Navali Beconcini, specializzati nel restauro di barche d’epoca, dal cantiere di Yıldiz-Perini Navi Istanbul in Turchia, in cui vengono svolte le attività legate alla realizzazione di scafo e sovrastruttura, e da Perini Navi USA, filiale commerciale dedicata alle attività di brokeraggio e alla gestione dei charter.


(Uno scorcio della splendida flotta del Trofeo Perini Navi 2009 in Costa Smeralda)

sabato 5 settembre 2009

Pietro e Gianfranco sul tetto d'Europa


Vela italiana in festa. I velisti azzurri Pietro e Gianfranco Sibello, fratelli alassini delle Fiamme Gialle, hanno conquistato a Zadar in Croazia il titolo europeo della classe olimpica acrobatica 49er, battendo 66 avversari. E’ il primo titolo continentale per i Sibello, e il secondo di stagione per la vela azzurra dopo quello di Giulia Conti e Giovanna Micol nella classe 470. Per i Sibello il trionfo è doppio, considerando che solo un mese fa avevano sfiorato il titolo mondiale a Riva del Garda, e soprattutto perché il 2009 per loro ha segnato il ritorno caparbio all’attività agonistica dopo l’amara vicenda che li aveva visti protagonisti alle Olimpiadi di Pechino (Qingdao) 2008, quando persero una meritatissima medaglia di bronzo a seguito di discutibili decisioni della Giuria internazionale a margine di una controversia Medal Race ai limiti della regolarità.

Questa volta all’Europeo di Zadar in Croazia la Medal Race ha dato ragione ai campioni della vela olimpica azzurra. Dopo un avvio di campionato in sordina i Sibello, partiti tra i favoriti, hanno rimontato fino a presentarsi in testa alla classifica alla giornata conclusiva di oggi, sabato 5 settembre. Nella mattinata alle 12 si è disputata l’ultima regata (la numero 17) della serie di finali, nella quale grazie a un 7° posto Pietro e Gianfranco allungavano in classifica generale. Prima della Medal Race delle 16 il loro vantaggio era di 6 punti sui francesi Dyen-Cristidys e di 10 sugli inglesi Brotherton-Asquit. Staccati gli altri, tra cui i forti austriaci Delle Karth-Rausch e i medagliati olimpici ucraini Luka-Leonchuk.

La Medal Race dei Sibello è stata un capolavoro di tattica, costanza e velocità, condotta sempre in testa e tenendo a debita distanza i rivali più vicini in classifica generale. Solo nell’ultimo lato gli azzurri, certi di avere ormai il titolo in tasca, hanno lasciato andare gli austriaci, chiudendo secondi la Medal Race e conquistando con distacco il “loro” indimenticabile campionato europeo 49er 2009.

LA STORIA
Dopo il 5° posto nel 2001, il 4° nel 2002 e i due terzi posti consecutivi nel 2007 e nel 2008 (a Marsala), giunge dunque meritatissimo questo primo sigillo europeo per Pietro e Gianfranco Sibello. Un titolo che va a merito della loro serietà, dei lunghi anni di preparazione e di impegno, del lavoro assiduo con il tecnico federale Luca De Pedrini, che li segue dal quadriennio scorso e continua ad essere il loro allenatore anche in questa campagna olimpica che lo vede impegnato nel ruolo di Direttore Tecnico della squadra azzurra insieme al collega Paolo Ghione. Tecnicamente la vittoria acquista un sapore ulteriore considerando i notevoli cambiamenti della classe 49er, che dopo l’Olimpiade cinese ha aggiornato l’attrezzatura, con un albero molto più alto e una randa di maggiori dimensioni: tra i tanti equipaggi di punta della specialità acrobatica della vela olimpica, i Sibello hanno mostrato in questa stagione di essere stati tra i più pronti ad adeguarsi al nuovo rig.

Alle 16 col fiato sospeso: forza Brothers!

La medal race dell'europeo a Zadar alle 16. Stamattina la regata numero 17: e' andata bene, i Sibello (7) ora hanno 6 punti di vantaggio sui francesi Dyen-Cristydis e ben 10 sui terzi, gli inglesi Brotherton-Asquit. Se arrivano nei primi tre l'europeo e' matematico. La diretta web su: www.49ereuropeans2009.com.

Benvenuti a Weymouth: big breeze served up!


MONDIALE WINDSURF OLIMPICO RS:X SUL CAMPO DI REGATA DI LONDRA 2012: VENTO FORTE E OTTIMO AVVIO DELL'AZZURRA FLAVIA TARTAGLINI (2), BENE ANCHE LAURA LINARES (9)

Flavia Tartaglini chiude al secondo posto la giornata inaugurale del Mondiale del windsurf olimpico RS:X, sul campo di regata di Weymouth-Portland che ospiterà le regate di Londra 2012. Un campo di regata che ha dato a tutti la sua prima “benedizione” con un vento che ha soffiato fino a 30 nodi! Benvenuti in Inghilterra.

Il bilancio d’avvio per la squadra azzurra del tecnico Paolo Ghione è a due facce: positivo, aggressivo, d’attacco, in campo femminile, con Flavia Tartaglini seconda e Laura Linares nona; qualche fatica in più in campo maschile dove il migliore è Riccardo Belli Dell’Isca al 26° posto. Ecco i primi dettagli.

Mondiale RSX Femminile: (in attesa di Alessandra Sensini) Flavia e Laura ci sono!
In testa la spagnola Marina Alabau (1-1), splendida seconda Flavia Tartaglini (4-2), davanti a due new-entries francesi Rambaud e Ricard, quindi all’altra iberica Manchon, alla vecchia guardia ancora francese Vidal, poi settima e ottava altre due giovani, la greca Skarlatou e la polacca Brygola. Ottima al 9° posto l’altra azzurra Laura Linares (8-4)

Maschile: forza ragazzi
I nostri soffrono le raffiche e non riescono a graffiare tra i migliori: 26° Riccardo Belli Dell’Isca (13-13), 33° Fabian Heidegger (17-16), 56° Manfredi Musiraca (29-28), 59° Federico Esposito (DNF-8), 62° Andrea Ferin, 76 °Marcantonio Baglione.

I primi al momento sembrano un altro pianeta: 1° il polacco Miarczynski (1-1), 2° l’inglese Dempsey (1-3), 3° il francese Bontemps (3-2)...

Il Mondiale RSX di Weymouth è uno degli eventi-clou della stagione della vela olimpica (casomai voleste farlo presente alla Comunicazione FIV), ha un vasto pubblico e può essere seguito in tanti modi sul web, dal sito della classe (http://www.rsxclass.com) a un apposito gruppo su Facebook con molte immagini, e infine con un microsito di video su Youtube (http://www.youtube.com/user/RSXClassWindsurfing).

venerdì 4 settembre 2009

Per la storia


Manca solo la Medal Race tra i fratelli Sibello e il loro primo titolo Europeo 49er.

Al termine delle quattro prove corse oggi, Pietro e Gianfranco Sibello guadagnano la prima posizione della classifica Gold Fleet all'Europeo 49er in Croazia. I Sibello sono primi (oggi (19), 9, 2, 3) a 75 punti, un punto dagli inglesi Paul Brotherton-Mark Asquith 76 punti (oggi 2, 2, (dnf), 7). Terzi i francesi Manu Dyen-Stephane Christidis a 83 punti (oggi 5, 15, 17, 11).
L'altro equipaggio italiano in gara nella Gold Fleet, Giuseppe Angilella-Pietro Zucchetti sono 14° (oggi 1, 1, 15, 15).

I migliori risultati dei fratelli Sibello all’Europeo 49er: 5° nel 2001, 4° nel 2002 e 3° nel 2007.

Quattro le prove anche per la Silver Fleet. La classifica vede 1° Dylan Fletcher-Alain Sign (GBR), 2° Julian Ramm-Oliver Lewin (GER), 3° Leopold Fricke-Lorenz Huber (GER). Gli altri italiani nella Silver Fleet: 15° Gianmarco Togni,-Filippo Togni, 16° Luca Maffessoli-Stefano Petissi, 18° Daniel Loperfido-Matteo Gritti, 25° Ruggero Tita-Nicolo Fasoli, 35° Michele Monzini-Giovanni Ciapessoni, 37° Marcello Mignone-Carlo Pedrali.

A domani. Soffieremo tutti nella vostra direzione.

giovedì 3 settembre 2009

"Ragazze di Vento e di Bellezza..."



Camilla Marino e la prodiera Claudia Soricelli, sono tra le veliste azzurre di spicco della stagione che sta avviandosi a conclusione, con la loro bella medaglia al Mondiale Youth ISAF sul 420. In tempi in cui si vagheggia di personaggi da creare e imporre al pubblico (ma ben poco si fa), vi propongo un testo, che non a caso viene da un signor giornalista, capace di arrivare al profilo di un atleta attraverso un lungo viaggio di storie incrociate che appartengono, devono appartenere, a tutti noi, a tutta la vela.
E’ tratto da un articolo di Mimmo Carratelli sulle pagine di Napoli del quotidiano La Repubblica del 6 novembre 2008, e narra una storia bellissima, segnalatami dall’amico e collega Sandro Pellegrini, il cantore della vela gardesana e della Centomiglia. Il quale aggiunge, di suo: “Il nonno di Camilla, Angelo, oggi riposa sulle colline del Garda di Gargnano (per il quale ha tradito la sua Napoli)... Forse ha consigliato la nipote nel bordeggio vincente.”

(...) Camilla Marino e Claudia Soricelli, biondina la prima, bruna la seconda, sono le nuove stelline del Circolo Italia. Camilla Marino, posillipina, diciassette anni, studentessa liceale, spaghetti e patatine fritte come dieta, uno scricciolo di ragazza tutta fili d'oro e riccioli, cominciò ad andare in mare a otto anni sulle barche dei principianti, gli Optimist, i gusci delle prime audacie sulle onde del golfo. Venti, salsedine, bordi e strambate erano di casa da nonno Angelo, pioniere della moda a Napoli e velista storico del Circolo Italia. Una casa, quella di Angelo Marino a Posillipo, piena di strumenti ad arco, perché il nonno era un colto musicista, diplomato al Conservatorio, ma soprattutto piena di racconti di mare, quel racconto della vittoria in un campionato di Francia a Marsiglia e il sodalizio con Arnaldo Panico sulle Star, la barca dell'eleganza olimpica inventata nel 1911 da un americano, William Gardner. Quando i primi esemplari giunsero al Circolo Italia, nel 1934, qualcuno, vedendo quegli scafi a spigolo, disse ridendo: «Sono arrivate le casse per i capitoni di Natale». Nonno Angelo al Circolo Italia era chiamato 'o professore per la sua maestria velica. Guardava al figlio Walter come all'erede della sua passione marina e poi al nipote Gianluca, ma c'era la sorellina di Gianluca, Camilla, a succhiargli le storie di mare e a raccoglierne più di tutti l'eccitazione di armare una barca e issare una vela per catturare il maestrale e il libeccio del golfo. Ragazze di vento e di bellezza (...)

(clicca qui per il testo completo)

29er, L'Equipe, Byte: la Multilateralità ignorata



Vogliono la multilateralità e poi si dimenticano di comunicarla. Il Campionato Nazionale unificato delle classi giovanili 29er, L'Equipe e Byte, svoltosi a Trevignano Romano (Lago di Bracciano) non ha trovato minimo spazio nei potenti media federali. E dire che oltre al tecnico Beppe Devoti è stato in visita anche il consigliere di presidenza Pino Barbieri. Ce lo segnalano, un po' increduli e con pressante richiesta di rimediare, alcuni dei partecipanti. Rimediamo, ma confermiamo un interrogativo ormai quasi noioso: chi, come e quando "comunica" la Nuova FIV?

Sono circa 70 le imbarcazioni che hanno partecipato durante lo scorso fine settimana 21-23 Agosto al campionato nazionale unificato delle classi 29er, L'Equipe e Byte. Nello specchio di acqua del Lago di Bracciano, a Trevignano Romano, ospiti del Centro Velico 3V i concorrenti delle classi 29er, L'Equipe e Byte provenienti da tutta italia si sono cimentati nel primo campionato unificato riservato alle classi non olimpiche.

Quindici 29er, 46 L'Equipe e 10 Byte (questi ultimi al primo campionato nazionale) si sono dati battaglia su un unico campo di regata disputando un totale di 6 prove caratterizzate da vento medio leggero di direzione decisamente instabile. L'organizzazione ha permesso a tutti i partecipanti di vivere un tranquillo week end di regate all'insegna dell'agonismo e con una vena di curiosità nei confronti delle altre imbarcazioni. Ci sono stati infatti ( e questo era anche lo scopo degli organizzatori) dei momenti di confronto con le altre classi ed anche sessioni di prova soprattutto per il 29er che essendo classe con fascia di età superiore ha messo a disposizione di tutti i presenti imbarcazioni e tecnici per prove in acqua.


(Nella foto la premiazione della classe L'Equipe con i fratelli Andrea e Matteo Savio, primo a sinistra Enrico Maltagliati presidente CV3V)

Le classifiche

martedì 1 settembre 2009

Mondiale 470, come si fanno i video, e altri dubbi atroci

Quello che vedrete qua sotto, 7 minuti e due secondi, è un bel video sul Campionato del Mondo 470 appena concluso in Danimarca. Un video ben girato e ancor meglio montato, con interviste a Giulia Conti e a Sime Fantela, e soprattutto con tante belle immagini di regate, in acqua. Il tutto accompagnato dalla musica giusta.



Gran posto, gran campionato, grande equipaggio azzurro femminile che ha sfiorato il podio. La Vela Olimpica (quasi) al suo massimo. Bello no? Peccato solo che...

A) Non l'ha saputo nessuno: potreste credere che la Federazione Italiana della Vela NON HA EMESSO UN SOLO COMUNICATO STAMPA sul Mondiale di una classe olimpica, nel quale due nostre atlete sono state a lungo in corsa per il titolo e infine hanno sfiorato il bronzo (perso solo sull'arrivo per una dannata sfortunaccia)? Ma allora - è un dovere chiederselo - QUAND'E' CHE LA FIV, IL SUO UFFICIO STAMPA, LA SUA COMUNICAZIONE GUIDATA DAL VICERE' GLAUCO BRIANTE, REPUTA GIUSTO EMETTERE UN COMUNICATO STAMPA? Aspettiamo fiduciosi una risposta. Le vacanze sono finite.

B) I servizi filmati sulla vela, come dimostra quello realizzato da SailingPro TV per il website del Mondiale e poi postato su YouTube, possono essere belli, accattivanti, gredevoli, giornalisticamente e tecnicamente completi. Video nei quali la componente interviste è ben bilanciata da splendide immagini di vela veleggiata, barche che navigano. Difficilmente però troverete tutto ciò nel lavoro della co-produzione federale, che ha co-prodotto anche dalla Danimarca nell'ambito del supercomunicato (quello si) accordo per promuovere la vela olimpica (uau). Che invece è specialista nelle (più facili) interviste estemporanee in banchina, subito prima o dopo le regate, ad atleti e tecnici. Carine, fresche, immediate, da real-tv. Ma solo chiacchiere e distintivo: niente regate, niente immagini in mare. E, per l'appunto, estemporanee: tanto che finiscono quasi sempre con una bella inquadratura dei piedi dell'intervistato (quelli qua sotto sono della campionessa europea di vela categoria olimpica 470 femminile Giulia Conti) o, se va male, dell'intervistatore.
Quanto alle immagini, niente paura c'è YouTube: come le abbiamo copiate noi, l'ha fatto anche la co-produzione federale, et-voilà ecco anche le regate. In definitiva la FIV ha co-copiato questo bel video da YouTube. Con la differenza che noi, almeno, ne abbiamo dichiarato la provenienza...

Archipelago Raid, l'altro pianeta della vela

UN VIDEO IMPERDIBILE SULL'ATMOSFERA UNICA DI UN RAID IN CATAMARANO FRA LE ISOLE SCANDINAVE



Martin Strandberg e Johan Örtendahl, svedesi, sono i vincitori dell’edizione 2009 dell’Archipelago Raid, celebre regata long distance per catamarani Formula 18, con percorso tra Svezia e Finlandia nello splendido e impegnativo scenario delle migliaia di isole dell’arcipelago scandinavo, tra bonacce, colpi di vento, bassifondi, correnti e maree, partenze lanciati dalla spiaggia, arrivi e ripartenze a cronometro, tanta natura e avventura, tecnica ed emozione. Il mondo dei cat è anche (se non soprattutto) questo.

A rappresentare l’Italia, purtroppo nel disinteresse generale (di giornali e giornaletti, siti e sitarelli, FIV e dintorni) ma sicuramente con intatta gioia, Maurizio Vettorato e Andrea Gancia. Risultato non brillantissimo (23° posto su 26 concorrenti), ma esperienza certamente preziosa. Da segnalare anche in gara Yvan Bourgnon. Oltre allo splendido video in apertura (che dimostra come sia possibile, con impegno e professionalità, realizzare prodotti filmati eccezionali anche su eventi "minori" dello yachting), vi propongo una bella sequenza di immagini per carpire il senso di un evento che contribuisce a rendere unico il mondo della vela.







Altre foto, notizie e soprattutto altri bei video sul sito ufficiale: www.archipelagoraid.com.

domenica 30 agosto 2009

Paul non stacca mai!



Paul, Paul e ancora Paul: Cayard non stacca mai, la sua è fame di vela, in tutte le sue forme. Come giudicare uno che ha vinto (quasi) tutto nella carriera velica, ha trionfato al giro del mondo, nel giro della Coppa America, nella grande altura, ha fortemente voluto e raggiunto le Olimpiadi in Star, e in una stagione definita “di transizione”, a causa della crisi economica mondiale, è passato allegramente dalle TP52 AudiMedcup series di Portimao in Portogallo alla “sua” San Francisco per il Mondiale della storica e acrobatica deriva 505, a prua di un suo amico?

Guardatelo come si diverte al trapezio, e sentite quello che racconta dopo la fine del campionato: “Sono così felice che Howie mi abbia chiesto di fare questa regata! Mi sento come se avessi nuovamente 20 anni. Essere un velista professionista ti allontana da queste barche che sono ‘fichissime’, e che usavamo solo da ragazzi. Sono le barche che ci hanno insegnato a veleggiare, ci hanno dato la sensibilità per capire come andare più veloci con qualsiasi altra imbarcazione. Cercherò anche in futuro altre opportunità di navigare sui 505, magari il Mondiale 2011 a Hamilton Island, con mio figlio Danny al timone. Ci sono tante porte aperte!”

Del resto Paul non “stacca” mai anche sulla rete: è forse il personaggio della vela che meglio sa interpretare la potenza del web per comunicare costantemente, 24 ore su 24 e in tutto il mondo, ai suoi molti fans. Il suo sito-blog – www.cayardsailing.com – è aggiornatissimo con i suoi pensieri, le immagini, i risultati, una sorta di diario sempre aperto. Un solo guaio: di Paul ce n’è uno solo...



Mondiale 470 del 2009, occasione sciupata



Si è concluso a Rungsted in Danimarca per l'organizzazione del Royal Danish Yacht Club, il Campionato del Mondo della classe olimpica 470, con 95 equipaggi maschili e 57 femminili. La vela azzurra torna a casa con un podio sfiorato (4° posto a -1 dal 3°) per Giulia Conti e Giovanna Micol, e un 13° in campo maschile con Luca e Roberto Dubbini. Non proprio una festa, per una classe nella quale consideriamo da anni di avere equipaggi di vertice assoluto. E' vero che è l'anno post-olimpico, la Nuova FIV è in piena fase di rinnovamento a tutti i livelli (anche quelli nei quali non ce n'era bisogno), e ci sarà tutto il tempo per riorganizzarsi, ma nelle classifiche fanno capolino nuovi equipaggi e scricchiolano le gerarchie consolidate: nella vela olimpica moderna (e nel 470 in particolare) non si può mollare neanche un mese. Insomma noi ci siamo, ma è guai a distrarsi.

G&G, PODIO SFIORATO IN SURPLACE
Giulia Conti e Giovanna Micol, “number-ones” della classe senza necessità di ulteriori conferme, chiudono al 4° posto il Mondiale della classe di cui sono campionesse europee, e a un solo misero punto dal terzo posto sul podio. Le azzurre hanno concluso al 6° posto una Medal Race sfortunata (condizioni variabilissime, che gli atleti hanno descritto “come quattro stagioni nella stessa giornata”), a lungo condotta nelle prime due, tre posizioni e dominata dalle olandesi volanti Lisa Westerhof e Lobke Berkhout per una giusta cavalcata verso il titolo iridato.

Così in classifica generale sono precedute, oltre che dalle olandesi campionesse del mondo, anche dalle giovani spagnole Tara Pacheco e Berta Betanzos, nonché dalle francesi Ingrid Petitjean e Nadege Duroux. Per capire come beffardamente sia sfumato il podio per G&G basta considerare che le due francesi hanno concluso la Medal Race al penultimo posto. Decisiva la terza bolina e l’ultima poppa, nelle quali G&G hanno perso posizioni decisive, e una piccola avaria che le ha rallentate proprio sul traguardo. Il quarto posto conferma comunque Conti e Micol nel supervertice della classe, anche nell’anno post-olimpico. Per quanto si è visto in Danimarca, la coppia italiana ha grande velocità, è mancata in costanza e fortuna nei frangenti decisivi.

Le altre azzurre al Mondiale: 40° Eugenia Di Giacomo e Marianna Cicala, 44° Francesca Komatar e Sveva Carraro, 45° Giulia Tobia e Giulia Moretto, 55° Sara Quattrocchio e Camilla Baruzzi.

L’ANNO DI SIME FANTELA, E LA STORIA DEL NEO CAMPIONE DEL MONDO
In campo maschile, senza il caposquadra Gabrio Zandonà (impegnato nel concomitante Europeo Melges 24 a Hyeres con Joe Fly che si permette il lusso di schierare a bordo lui, Francesco Bruni e Alessandra Sensini...), al via una pattuglia azzurra molto giovane guidata da Luca e Roberto Dubbini, che hanno concluso con un più che onorevole 13° posto. E’ stato il gran Mondiale di Sime Fantela e Igor Marencic (medaglia d’argento ai recenti Giochi del Mediterraneo proprio alle spalle di Zandonà e Della Torre), la giovane coppia croata che da alcuni anni prosegue un crescendo senza soste, che li ha già portati a titoli juniores ed europei. Il biondo Fantela, allenato dal papà Edo, è una vecchia conoscenza dei campi di regata, considerato una sicura promessa già nel 1999-2000 quando mise in scena una significativa (almeno per chi ci crede...) doppietta con un 3° posto e una vittoria al Mondiale Optimist (classe nella quale ha esordito nel 1997 in Italia). Tre anni dopo (2003) era già campione europeo juniores 470!



Sime è spesso per regate e allenamenti in Italia e parla benissimo l’italiano. Il suo titolo iridato è anche un po’...tricolore?! Il suo Mondiale è stato perfetto: inizio fulminante che fa il vuoto e poi controllo degli avversari, fino al 2° posto nella Medal Race. Peccato non vedere il nostro senatore Zandonà in un Mondiale che poteva essere decisamente alla sua portata. Il secondo posto a sospresissima va alla coppia di semi-sconosciuti inglesi (ne sfornano in continuazione...) Patience Luke e Suart Bikell, il terzo ai giapponesi Harada Ryunosuke e Yoshida Yugo.

Poi in ordine sparso vecchie glorie ed equipaggi rampanti di una classe che si conferma sempre giovane ed effervescente, se molli un attimo sei fregato: quarti i fratelli olandesi Sven e Kalle Coster, quinti gli australiani Matthew Belcher e Malcolm Page, sesti gli austriaci Matthias Schmid e Florian Reichstaedter. Per i Dubbini un ottimo inizio e tanta sostanza, con l’impossibile sogno della rincorsa alla Medal Race fermata solo da alcuni brutti piazzamenti nelle finali. La responsabilità di giudare il team gli ha giovato.

Gli altri italiani (alcuni forse non esattamente pronti per un Mondiale, mentre sono spariti altri equipaggi di qualche esperienza, è una fase delicata da seguire con attenzione): 36° Fabio Zeni e Nicola Pitanti, 45° Andrea Airò e Nikolaos Masoli, 63° Francesco Bertone e Simone Malagugini, 64° Alfredo Capodanno e Mauro Caputo, 78° Nicolò Bertola e Danilo Alcidi, 90° Emanuele Savoini e Ezio Savoini, 92° Francesco Bertagna e Marco Giannini.

IL COMMENTO DEL TECNICO AZZURRO GUGLIELMO VATTERONI
"Un posto bellissimo, condizioni splendide e impegnative, con tutti i tipi di vento, corrente, onda, grandi regate tecniche. L'assenza di Zandonà era già prevista, ma resta un peccato: nella classifica di vertice manca solo lui, tra i soliti equipaggi visti vincere in questa stagione, e in più Gabrio ha spesso battuto Fantela. Pazienza. Grande sfortuna invece per Giulia e Giovanna, che sono state superate all'arrivo della Medal di 20 centimetri a causa della fuoriuscita dello spi che le ha rallentate, e hanno perso così un podio che strameritavano. Sono arrabbiate e le capisco, ma devono comunque considerare che, da campionesse europee in carica, si sono confermate al vertice per tutto il campionato e hanno battagliato per una medaglia. Va bene così."

Link classifica finale completa Mondiale 470 Maschile: http://www.worlds470.kdy.dk/uploads/men_final_290809.pdf
Link classifica finale completa Mondiale 470 Femminile: http://www.worlds470.kdy.dk/uploads/women_final_290809.pdf

Lettori fissi